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Vecchio 07 Oct 2009, 11:18   #1 (permalink)
 
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Arrow Turismo accessibile - Una possibilità per tutti


Cari amici viaggiatori, è con grande piacere che apriamo questa nuova sezione dedicata alle possibilità di viaggio per le persone con disabilità.
Appena abbiamo ricevuto la proposta dell'amico Daniele siamo stati entusiasti dell'opportunità di dare spazio ad una realtà cui troppo spesso si pensa troppo poco.
Per questo vi invitiamo a leggere la presentazione che segue e a seguire le prossime iniziative che ci verranno raccontate.
Grazie a tutti.

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Perché i turisti con esigenze particolari - non solo persone con disabilità, ma anziane, con allergie o intolleranze alimentari, con neonati al seguito ecc… - non sono considerati clienti come tutti gli altri? Perché la parola “accessibile” non è utilizzata come sinonimo di “comodo” per tutti? Perché il settore del turismo accessibile, alla faccia dell'idea di turismo assistenziale, non viene considerato un mercato potenzialmente enorme e in gran parte inesplorato?
Su queste intuizioni, semplici ma nello stesso tempo innovative, si basa Turismabile, progetto della Regione Piemonte realizzato dell’Associazione Cpd, Consulta per le Persone in Difficoltà Onlus.
Da 2007 ad oggi Turismabile e ISITT (Istituto Italiano per il Turismo per Tutti, l'associazione appena nata per concretizzarne le idee) hanno fatto tantissimo.
Prima di tutto c'è il cosiddetto “database accessibile, ovvero migliaia di strutture turistiche (alberghi, ristoranti, mezzi di trasporto, luoghi di interesse artistico e culturale, attività sportive e ricreative...) catalogati secondo un unico criterio di accessibilità. Perché difficilmente un albergo può essere accessibile a 360 gradi, mentre chi vuole organizzare una vacanza in autonomia può cercare i luoghi adatti alle sue specifiche necessità.
Dai singoli luoghi agli itinerari il passo è breve: lo staff di Turismabile ha studiato una serie di proposte cui i turisti possono ispirarsi per visitare e fruire il meglio del Piemonte, dalle montagne olimpiche al distretto dei laghi, dalla cultura torinese alla gastronomia delle Langhe, sempre con la garanzia di un’accoglienza di qualità, in grado di soddisfare tutte le esigenze di ciascun turista. Gli itinerari accessibili nella regione si contano ormai a decine, e da poco è partito il progetto “Parchi per tutti”, nell’ottica di rendere fruibili le aree verdi piemontesi.
Al ”database accessibile” e agli “itinerari” possono accedere liberamente tutti, anche i tour operator, già coinvolti in seminari ed educational, per proporre il Piemonte come meta ideale per gruppi composti da turisti con disabilità motoria e sensoriale, ma anche da persone anziane, obese, con intolleranze alimentari o malattie croniche non invalidanti. Il fatto che anche i tour operator si siano accorti di questo settore e abbiano studiato degli appositi pacchetti di viaggio è una conquista culturale di straordinaria importanza, perché solo il passaggio dall'assistenzialismo al mercato può garantire un futuro al turismo per tutti.
Non per caso, infatti, il presidente dell'associazione Cpd Paolo Osiride Ferrero e il coordinatore Alberto Manzo sono stati chiamati dal Ministero del Turismo a far parte del comitato “per un turismo accessibile”. Un altro importante passo avanti verso una società più paritaria e civile.
Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito www.turismabile.it o www.isitt.it.

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Vecchio 11 Oct 2009, 20:16   #2 (permalink)
 
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Attenzione...il turismo accessibile non è un "potenziale mercato" da tenere in cosiderazione.... anzi il turista con diverse abilità è un cliente come tutti gli altri, solo con esigenze sue peculiari da rispettare! Altrimenti rischiamo di "ghettizzare"! Vi assicuro che esistono viaggiatori con esigenze di ogni tipo e le compagnie aeree, gli hotel, le agenzie che organizzano le escursioni, i transferisti e tutti gli addetti al turismo seri e professionali si sono attrezzati per far fronte ad ogni evenienza. Io stessa ho avuto diverse esperienze nell'approntare vacanze per persone con bambini piccolissimi piuttosto che paraplegici, celiachi, vegetariani, famiglie con figli affetti da gravi invalidità psico-motorie ecc... Alcune sono più semplici da affrontare e altre richiedono un po' più di lavoro, ma TUTTI POSSONO SODDISFARE LA LORO VOGLIA DI VIAGGIARE! Certo che molto dipende anche dalla percezione della propria disabilità, per esempio: mi ricordo di due ragazzi paraplegici che volevano andare a Mauritius e avevano scelto un hotel che però presentava diversi ostacoli (rampe di scale per accedere al risorante e ad altri locali comuni) e quando glielo abbiamo fatto presente hanno risposto che per loro non era assolutamente un problema perchè nonostante la sedia a rotelle erano degli atleti, addirittura accaniti giocatori di tennis, e quindi l'unico requisito che chiedevano all'hotel era che le porte fossero sufficientemente larghe da poterci passare comodamente e che i servizi igienici fossero naturalmente adeguati. Sia sulle navi da crociera che in alcuni villaggi i cuochi sono perfettamente in grado di gestire i clienti con qualsiasi tipo di intolleranza alimentare (sempre con segnalazione preventiva!) e per i bambini piccolissimi ci sono strutture con angolo biberoneria attrezzato di tutto (omogeneizzatori, scaldabiberon, latte e omogeneizzati delle principali case produttrici ecc...). Basta saper individuare la giusta struttura per le proprie esigenze, magari con l'aiuto del proprio agente di viaggi che potrà aiutarvi con la sua esperienza nell'indirizzarvi anche nella destinazione più adatta!
Ad esempio, le Maldive sono un paradiso ma non consigliabile con i bebè per tanti motivi: 1) essendo un arcipelago sperso nell'Oceano Indiano non è facile reperire i prodotti specifici a cui noi siamo abituati. Un mio amico si è visto smarrire la valigia dove aveva messo il latte in polvere ed i pannolini per il figlioletto di 3 mesi, beh ha dovuto spendere quasi 1000 euro di qualche anno fa per far arrivare tutto d'urgenza dal Sud Africa!
2) se siete i classici genitori apprensivi che vanno in ansia per una febbriciattola del pupo dovete considerare che nel più attrezzato atollo maldiviano potrete al massimo trovare un servizio di infermeria o un medico a disposizione per un primo consulto, ma per qualcosa che assomigli ad un ospedale dovete per forza andare a Malè o addirittura a Colombo (Sri Lanka) per i casi più complicati. Da notare che se c'è un'urgenza nel cuore della notte bisogna aspettare la luce del giorno per poter navigare o volare con l'idrovolante!
3) Se volete un miniclub per far giocare il bambino o essere liberi di andare a fare snorkeling e immersioni liberamente, scordatevelo. E' anche vero che con un mare come quello di Maldive basterà paletta, secchiello e protezione adeguata e il pupo si divertirà più che in qualsiasi miniclub
Per le sedie a rotelle invece il problema può essere quello dell'accesso al mare, non è facile trovare ai tropici le passerelle fino all'acqua con l'apposita attrezzatura per entrare in mare... ma in sardegna invece ci sono spiagge super organizzate e con un mare che non ha niente da invidiare ai caraibi!
Si vabbè, direte voi, ma per viaggi più avventurosi? Che ne dite di un fly & drive in Sudafrica organizzato per una collega paraplegica e suo marito?
Sapete qual'è la maggiore difficoltà a volte? Vincere la paura di non sentirsi adeguati... ma questo è un altro discorso!
Non mi piace l'idea del viaggio organizzato ad hoc tutto per disabili intruppati, mi sembra triste e limitante. Sono invece per dare la possibilità a TUTTI di viaggiare come, quando e dove vuole!
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Vecchio 14 Oct 2009, 13:10   #3 (permalink)
 
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Dolly scrive:

«Attenzione...il turismo accessibile non è un "potenziale mercato" da tenere in cosiderazione.... anzi il turista con diverse abilità è un cliente come tutti gli altri, solo con esigenze sue peculiari da rispettare! Altrimenti rischiamo di "ghettizzare"! Vi assicuro che esistono viaggiatori con esigenze di ogni tipo e le compagnie aeree, gli hotel, le agenzie che organizzano le escursioni, i transferisti e tutti gli addetti al turismo seri e professionali si sono attrezzati per far fronte ad ogni evenienza. »

Siamo sicuri che sia davvero così? Siamo sicuri che tutti quanti possano permettersi offerte di viaggio super personalizzate? E ancora... siamo sicuri che in un viaggio organizzato TUTTI i passaggi siano davvero strutturati in modo da poter rispondere alle persone con particolari esigenze?
Mi spiego meglio: dopo aver sentito vari racconti di viaggio posso affermare con ragionevole certezza che uno degli ostacoli principali per i viaggiatori con disabilità (e non solo) è essenzialmente uno: la scarsa disponibilità di denaro. Sai che novità, penserete, questo è un problema anche per chi non ha particolari esigenze!
Eppure il punto è proprio questo: chi dispone di ingenti somme non ha problemi a farsi arrivare alle Maldive i pannolini dal Sudafrica, oppure ad usufruire pur essendo in sedia a rotelle di una bianca, meravigliosa ma inaccessibile spiaggia di un atollo polinesiano. Insomma, chi ha i soldi può scegliere la massima personalizzazione possibile del proprio pacchetto-viaggio. È vero che alberghi, compagnie aeree e agenzie di viaggio possono soddisfare ogni tua esigenza, ma solo se te lo puoi permettere... E non è questa già una forma di discriminazione? Una discriminazione "economica"?

E ancora: chi può garantire con assoluta sicurezza ad un viaggiatore in sedia a rotelle diretto in Messico che, una volta sceso dall'aereo e preso alloggio in una stanza totalmente accessibile potrà però fare l'escursione dei suoi sogni a Chichén Itzá su un mezzo attrezzato?
Con questo voglio dire che anche nella vacanza accessibile meglio organizzata un passaggio, un anello della catena, spesso e volentieri può non funzionare. Ma questo non è un "danno collaterale" di poco conto, bensì un problema grave che può rovinare un intero soggiorno!
Ecco perché penso che i gruppi-vacanza per turisti disabili e con esigenze particolari - cosa c'è di male nel creare, ad esempio, un gruppo vacanze Maldive per famiglie con neonati al seguito - non siano ghettizzanti, ma anzi aiutino a superare meglio tante piccole eppure fastidiose difficoltà che si possono incontrare, offrendo un servizio adatto e a costi contenuti: tornando all'esempio dei pannolini inviati alle Maldive dal Sudafrica, sicuramente è un servizio meno costoso se fatto per 5 bambini anziché uno solo!
Attenzione, però: i gruppi devono essere comunque misti, non devono essere formati SOLO da persone con esigenze particolari... Sennò lì sì che si crea la ghettizzazione!
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Vecchio 16 Oct 2009, 11:04   #4 (permalink)
 
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La scelta tra una vacanza in autonomia e una vacanza organizzata è personale, ognuno – qualunque siano le sue esigenze – è libero di scegliere tra i pro e i contro. Io, personalmente, compro il biglietto aereo e poi vado in autonomia, giorno per giorno, ma altre persone lo troverebbero stressante e faticoso. Ma la nostra Onlus (Turismabile), che non è un’agenzia di viaggio, offre semplicemente delle possibilità, che poi ognuno – singolo, ente, gruppo, agenzia che sia – è libero di utilizzare come crede. Questo è il senso del database che stiamo costruendo pezzo su pezzo, con fatica: catalogare le strutture turistiche piemontesi secondo un unico criterio di accessibilità offre la possibilità di scegliere con consapevolezza come e dove trascorrere le proprie vacanze.
Maldive, Mauritius, Sri Lanka… Posti da sogno, ma noi di Turismabile lavoriamo in Piemonte e per il Piemonte. Vogliamo che la nostra splendida regione diventi un luogo privilegiato per i turisti con esigenze particolari, che ogni turista, qualunque sia la sua esigenza, si senta a casa sotto la Mole, tra le colline delle Langhe, bevendo un nebiolo o sciando sulle montagne olimpiche. Proprio perché “esistono viaggiatori con esigenze di ogni tipo” (cito Dolly) noi lavoriamo perché ognuno sappia che tipo di possibilità offre ogni albergo o ogni ristorante, come sono i trasporti, se i musei o le chiese hanno particolari barriere architettoniche, visto che un posto accessibile a 360 gradi è praticamente impossibile da trovare.
Questa è la parte che noi facciamo, altro ovviamente è il ruolo del ristoratore, dell’albergatore o dello stesso agente di viaggio. Che problema c’è se chi dal turismo deve guadagnare per vivere considera i propri clienti, tutti quanti i clienti, come un “potenziale mercato”? Anzi, in che altro modo potrebbe considerarli? E’ proprio l’idea del turismo assistenziale – vi passo a prendere tutti insieme all’ospedale e vi porto al mare perché sono un amministratore buono – che rischia di ghettizzare le persone con disabilità. Parimenti, le regole imposte dall’alto non vengono rispettate appieno, siamo pur sempre in Italia… mentre se un albergatore capisce che mettere una rampa utile alle carrozzine (o ali passeggini dei bambini, o ai trolley delle signore…) fa bene ai suoi affari, la metterà di sicuro. Poi, sono d’accordo che sono lo spirito e la disponibilità delle persone a fare la differenza.
Chi conosce la realtà delle persone con disabilità sa che in molti – al di là delle ragioni economiche che giustamente sottolinea Iafet – rinunciano alle vacanze perché non sanno dove andare o temono di trovarsi in situazioni spiacevoli, se non difficili. Non tutti sono degli atleti capaci di superare ogni barriera architettonica, non tutti vantano uno spirito avventuroso. Ecco, noi vorremmo che i turisti con esigenze particolari scelgano il Piemonte perché sanno che qui potranno trovare risposta alle proprie esigenze. Se poi altre regioni, altre nazioni o tutti gli atolli tropicali replicheranno – o miglioreranno – il modello proposto da Turismabile, saremo noi i primi a festeggiare.
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Vecchio 20 Oct 2009, 16:12   #5 (permalink)
 
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Io personalmente ci credo nella possibilità di far diventare il turismo accessibile un mercato. C'è però, a mio avviso, un enorme ostacolo che è essenzialmente un ostacolo di mentalità. Una volta, parlando con un amico tour operator di questi argomenti, mi disse una cosa che mi sconvolse: "Vedi, il vero problema del turismo accessibile non sono tanto le barriere architettoniche e i mezzi di trasporto: per queste questioni una soluzione la si trova sempre. Il vero problema è più psicologico che fisico; ossia che i tour operator sono convinti (anche se non lo ammetterebbero mai) che finché i turisti disabili all'interno di un gruppo, di un albergo, di un villaggio turistico sono 2 o 3 va ancora bene, ma che se cominciano ad essere 10 o 15 allora gli altri clienti, normodotati, si infastidiscano per la loro presenza, non si godano più la vacanza e la prossima volta scelgano un'altra agenzia". Questo è il punto: vedere un disabile in vacanza ci riporta drammaticamente alla realtà dalla condizione di fiabesca evasione in cui la vacanza stessa ci aveva portati. Questo è quello che pensano molti operatori turistici: vedo un disabile, penso che potrei diventare come lui, non mi rilasso più, mi rovino la vacanza e la prossima volta organizzo il viaggio da un'altra parte dove sono sicuro di non trovare disabili. E' terribile dirlo, ma è così: le ricerche di mercato arrivano ad indagare anche gli angoli del nostro inconscio più reconditi.
Eppure io sono convinto che in realtà non sia così: io quando vedo 10 persone disabili in un albergo penso esattamente il contrario. Vale a dire che mi viene voglia di ritornare in quell'albergo e di riorganizzare la mia prossima vacanza con quella stessa agenzia... e io non credo di essere una persona tanto strana e diversa dalle altre, perciò non vedo perché quello che funziona per me non dovrebbe funzionare per gli altri.
Ma se la mentalità dominante è davvero quella che ho descritto sopra, allora poveri noi!
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Vecchio 20 Oct 2009, 18:35   #6 (permalink)
 
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Certo che se quello che dice Iafet è vero c'è poco da stare allegri...Io per quanto mi riguarda nei miei viaggi ho sempre incontrato persone disponibili e socivoli che non hanno mai guadato al fatto che sono disabile. Sono stata anche in piemonte,per la precisione a Sestrieres, dove ho imparato a sciare grazie ad un'associazione.E poi anche nell'albergo mi sono trovata benissimo: era tutto accessibilissimo.So che non bisognerebbe fare pubblicità ma con me sono stati cosìgentili che mi spaice non dirlo: era l'abergo Lago Losetta. E quindi coraggio alla onlus turismabile continuate così!! ..che se anche ci sono persone che ragionano come scrive Iafet prendendo esempio da chi si comporta bene cambiranno idea!
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Vecchio 20 Oct 2009, 18:42   #7 (permalink)
 
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Grazie ragazzi, bellissima discussione.
Non ti preoccupare Daniela, la tua pubblicità non viene cancellata...a meno che non scopriamo che sei la proprietaria dell'albergo...

Dai Daniele "turismabile", facci sapere, raccontaci alcune delle cose che avete fatto o di quelle che state per fare.
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Vecchio 21 Oct 2009, 15:29   #8 (permalink)
 
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ciao a tutti. Sono una ragazza disabile e finora ho sempre girovagato per l'Europa in camper. Devo dire che la maggior parte dei campeggi europei sono accessibili e il personale disponibile. Per quanto riguarda le città estere, quest'anno sono stata a Berlino che a contrario di quello che si dice l'ho trovata molto accessibile. Sono stata anche in Danimarca e anche li non ho trovato grosse difficoltà se non fosse che per i piccoli paesi dove è rimasto tutto come una volta compreso l'acciottolato che rende il percorso a una carrozzina un pò movimentato e difficoltoso. ciao a tutti
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Vecchio 22 Oct 2009, 11:59   #9 (permalink)
 
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Eccomi, scusate il ritardo. Un po' di considerazioni.
Primo, testimonio che Daniela – a meno che non agisca sotto mentite spoglie – non c'entra niente con l'hotel Lago Losetta, che è gestito tra gli altri da Gianfranco Martin, un personaggio che merita una citazione. Argento olimpico nel '92 ad Albertville in combinata, oggi Gianfranco si occupa di organizzare attività sportive, estive e invernali, per le persone con disabilità, nella splendida cornice del Sestiere. Un grande, andate a trovarlo su www.freewhite.it, anche loro sono una onlus.
Poi, le considerazioni di Iafet sono crude ma purtroppo vere, tante volte le persone con disabilità sono percepite come un problema. C'è bisogno di un cambio di mentalità. Tra le esigenze particolari delle persone con disabilità e le esigenze particolari di tutti gli altri turisti non dovrebbero esserci differenze. Già parlare di ”turismo per tutti” è di per sé un controsenso, presuppone che nella mentalità vigente il turismo sia di qualcuno e non di qualcun altro. Una differenza che, giorno dopo giorno, deve sparire. E qualche segnale in tal senso c'è.
Per esempio un tour operator, dopo l'incontro con Turismabile, ha creato dei pacchetti accessibili non solo in Piemonte, ma anche a Roma, Firenze, Venezia, Perugia, il lago di Como e la costiera amalfitana. Certo, ci sono luoghi che per conformazione storica o geografica sono di più complicata accessibilità, ma qui in Piemonte abbiamo l'esempio della Sacra di San Michele, splendido connubio di rispetto dell'architettura storica e di interventi per l'accessibilità, da vedere e da prendere a modello, perché qualcosa si può fare, sempre.
Un altro esempio. Un albergatore alessandrino, proprietario di due strutture, ci ha chiesto di toglierne una dal “database accessibile” di Turismabile (cui, ricordiamo, possono accedere tutti gratuitamente, a partire dal singolo turista che vuole organizzarsi il suo giro nella nostra regione): l'albergo non era totalmente accessibile, quindi non voleva mettere in difficoltà nessuno, in attesa degli interventi necessari. Un po' di autocoscienza, finalmente, e non solo la ricerca del mero guadagno.
E ancora, il Ministero del Turismo ha inaugurato un tavolo per il turismo accessibile di cui facciamo parte anche noi, vuol dire che qualcosa si sta muovendo anche nelle alte sfere.
In attesa di questo difficile cambio di mentalità, nella disponibilità delle singole persone - per ora - sta la vera differenza, perché alla fine se c'è buona volontà si può superare anche un gradino. Così testimoniano anche i racconti di viaggio di tante persone, non ultimo quello di Overland, che ci potrebbe raccontare qualche altro dettaglio dei suoi interessanti viaggi...
Anzi, ne approfitto per chiedere ai” forumisti” di raccontarci esperienze di viaggio, dirette o indirette. Solo con l'esperienza di cresce e si migliora.
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Vecchio 28 Oct 2009, 00:13   #10 (permalink)
 
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Originariamente inviata da turismabile Visualizza il messaggio
Già parlare di ”turismo per tutti” è di per sé un controsenso, presuppone che nella mentalità vigente il turismo sia di qualcuno e non di qualcun altro.

Sono perfettamente d'accordo con te, turismabile. E allora ti pongo un quesito: se vogliamo eliminare le differenze e fare in modo che il turismo non sia più solo di qualcuno e non di qualcun altro, ha senso mantenere in vita il bollino? Per bollino intendo la figurina dell'omino in carrozzina che campeggia in ogni guida turistica accanto alle notizie sui singoli hotel o ristoranti, ad esempio. Quella figurina non significa, automaticamente "questo posto è accessibile per i normodotati, ma niente paura: è anche accessibile alle persone disabili"? Non crea di fatto una discriminazione?
Inoltre: essendo un simbolo grafico è di per sé schematico e incompleto; cosa significa che un albergo è accessibile per gli omini in carrozzina? Significa che è accessibile solo a chi è in sedia a rotelle? E dove li mettiamo i non vedenti, chi ha allergie e intolleranze alimentari e così via? E poi, il bollino non è in grado di dirmi quali e quanti servizi offre l'albergo per i turisti disabili...
Con questo non voglio dire che tutti gli omini andrebbero cancellati dalle guide: rimangano pure, ma come si può integrare la scarsa informazione di cui sono portatori con un'informazione sull'accessibilità che sia completa ma nello stesso tempo sintetica? E come si può, nello stesso tempo, fare in modo che l'ometto non sia fonte di discriminazione?
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Vecchio 28 Oct 2009, 00:37   #11 (permalink)
 
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predefinito Bollino o non bollino, questo è il problema...


Non sono molto convinta di quello che dice Iafet: secondo me il bollino non genera discriminazioni. Per di più il problema non è tanto quando è presente sulle guide quello che sempre Iafet chiama "omino con la carrozzina"... il vero problema è quando sulla guida ci sono tanti bollini astrusi per indicare l'accessibilità, e tutti diversi l'uno dall'altro!!! Lì si che non si capisce davvero più quali servizi la struttura turistica offre!!! Parlo perché ci sono passata: le guide hanno bollini di accessibilità tutti diversi l'una dall'altra, non si capisce niente
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predefinito bollino o non bollino? Diciamo "non solo bollino"


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Originariamente inviata da Iafet Visualizza il messaggio
Con questo non voglio dire che tutti gli omini andrebbero cancellati dalle guide: rimangano pure, ma come si può integrare la scarsa informazione di cui sono portatori con un'informazione sull'accessibilità che sia completa ma nello stesso tempo sintetica? E come si può, nello stesso tempo, fare in modo che l'ometto non sia fonte di discriminazione?

Caro Iafet e cara gio,
siamo d'accordo con entrambi. Il bollino ha senso soltanto se indica, in senso generale, che la struttura è "friendly" ossia che mette a disposizione servizi per persone con esigenze particolari. E soprattutto che si sente pronta a rispondere a tali esigenze. Quali siano questi servizi e quanto siano adatti a ciascun turista, è una domanda a cui nessuno può rispondere, se non il turista stesso. E' per questo, credo, che Iafet se la prende un po' con i bollini, perché spostano il diritto, e l'onere, della scelta dal viaggiatore a qualcun altro che, per qualche ignoto motivo, dovrebbe saperne più di lui su quello che va bene o non va bene per la sua vacanza. Dire che è un controsenso ci pare addirittura eufemistico. In questa direzione si muove anche la Commissione per la promozione e lo sviluppo del Turismo accessibile istituita dal Ministro del Turismo. Il manifesto della Commissione recita infatti esplicitamente che il turista ha diritto di scegliere in autonomia, quindi deve essere messo in condizione di farlo. Il bollino nega la scelta, a meno che non indichi, per esempio e tra l'altro, che la struttura in questione ha messo a disposizione pubblicamente, per esempio sul sito internet, informazioni circa l'accessibilità strutturale.
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Un utente ringrazia turismabile per questo utile post.

Vecchio 03 Nov 2009, 19:30   #13 (permalink)
 
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Beh, se la mettiamo sul "bollino sì, ma non solo bollino" sono d'accordo con te, turismabile. L'importante è che quando si decide qualcosa, come del resto hai già detto tu, valga anche nel turismo accessibile per persone con disabilità e non solo il principio "nulla su di noi senza di noi".
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Vecchio 03 Nov 2009, 20:05   #14 (permalink)
 
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predefinito E che dire dei dati non aggiornati?


Grazie per le delucidazioni sulla "questione bollino", ragazzi! Visto che questo forum è così efficace in materia, chissà se riuscite a togliermi un altro dubbio... Anche in questo caso parlo per esperienza diretta: una volta non sono andata in un albergo dove avrei tanto voluto alloggiare perché sulla guida risultava che non era accessibile... poi però ho scoperto che quello stesso albergo era in realtà accessibilissimo. Questo è accaduto perché le guide non vengono aggiornate periodicamente e anche la mappatura delle strutture turistiche non sta al passo coi tempi... Insomma, si creano enormi banche dati e poi si lasciano perdere lì, senza revisioni. Come si può risolvere questo problema?
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