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| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 38 Sesso: Donna Residenza: Roma ... Castelli Romani Registrato dal: 28-04-08
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| Voli: andata American Airlines Roma Fiumicino/JFK ritorno British Airways JFK/Londra – Londra/Roma Fiumicino prenotati su Opodo il 01/09/2009 Euro 460,00 Appartamento per 4 persone: 150 West 92ema Street (Upper West Side) Prenotato con Booking.com ad agosto 2009 1.450,00 $ pari a 1.013,00 euro, 338,00 euro a testa Altre spese (esclusi souvenirs e shopping folle) 380,75 euro (inclusi city pass, metro card, altri ingressi musei) City Pass 79,00 $ pari a 55,00 euro, valido 9 giorni dà l’accesso a: MET, MOMA, GUGGENHEIM, battello per Isle of Liberty ed Ellis Island, Empire State Building, Museo di Storia Naturale. Io con 9 giorni a disposizione ed in un periodo di non eccessivo affollamento e file accettabili, l’ho sfruttato quasi del tutto, è rimasto fuori solo il museo di storia naturale. Considerando il costo piuttosto elevato dei singoli ingressi per noi è stato convenientissimo, se si hanno meno giorni a disposizione e si pensa di non riuscire a fare tutto credo non sia conveniente. Attenzione il biglietto per Isle of Liberty ed Ellis Island non permette di salire sulla statua della libertà, in realtà dà l’accesso all’isola ed al primo livello della terrazza esterna della Statua. Per entrare nel museo e accedere al secondo livello della terrazza esterna (base della statua), è necessario chiedere uno speciale pass (gratuito) al momento dell’imbarco a Manhattan. I pass sono limitati quindi è consigliabile prenotarli con qualche giorno prima altrimenti si rischia di non trovarli. Per accedere alla corona … sembrerebbe … che sia necessaria la prenotazione ma non so dire come e dove né quanto sia il costo, di questa possibilità non parlava neanche la guida. Metro Card 27,00 $ pari a 19,00 euro, valida 7 giorni dal primo utilizzo e permette di prendere tutte le linee della metropolitana. Per l’ultimo giorno, essendo scaduta la prima, 1 metro card per un giorno intero 8,25 $ pari a 5,76 euro. Ingresso TOP OF THE ROCK (non incluso nel City pass) 20,00 $ pari a 14,00 euro Ingresso al 102emo piano dell’Empire 15,00 $ pari a 10,50 euro, Il City pass dà l’accesso all’osservatorio dell’86emo piano, per salire al 102emo si deve pagare questo ulteriore biglietto a parte. 16/01/2010 Pronti, ad agosto abbiamo prenotato l’appartamento (appartamento prenotato prima ancora di fare i biglietti e di fare il passaporto) e poi l’aereo … dopo tanti mesi di attesa finalmente la mia prima “grande mela” sta per diventare realtà… ma finchè non toccherò suolo americano … non ci crederò.La giornata inizia prestissimo, sveglia alle 5.00. Il volo parte alle 10.30, ma l’AA ci ha detto di arrivare 3 ore prima visti i problemi con i controlli dopo gli ultimi episodi legati al terrorismo, e visto che noi abbiamo l’incognita “grande raccordo anulare” decidiamo di anticipare. Arriviamo al terminal 5 di Fiumicino prima delle 7.00, non ci resta che aspettare. C’è pochissima gente, il terminal è tristissimo, prima dei controlli documenti neanche un bar … se dobbiamo passare tre ore così siamo a posto. E’ il nuovo terminal aperto per i voli verso stati obiettivi “sensibili” Stati Uniti e Israele. Arriva Luigi e facciamo subito il controllo documenti … “sono vostri le vostri valisgi???” “siguro?” “siguro siguro?” (non ci credo … lo chiedono sul serio! ![]() ). Al controllo sicurezza quasi ci spogliano, passati i controlli si accede in una sala davanti alla porta esterna c’è una navetta che finalmente ci riporta alla civiltà, finalmente negozi, bar ecc. All’imbarco mi aprono lo zaino e mi perquisiscono … non devo avere una faccia raccomandabile … va bene che mi sono svegliata presto ed ho avuto un sonno agitato … però non è carino farlo notare così! ![]() I posti sull’aereo non sono comodissimi, pranzo a bordo … da dimenticare, intrattenimento scadente. Atterriamo alle 13.30 ora di New York … il primo volo transoceanico è passato tra qualche dormita, musica e i “racconti intorno al fuoco” africani. Controlli all’aeroporto sono abbastanza veloci, ci ritroviamo fuori e siamo indecisi se prendere un taxi o andare con il treno, andiamo a chiedere all’ufficio informazioni e qui troviamo il primo simpatico americano, quando gli diciamo di essere italiani ci dice: prociutto, pizza, papa e ci nomina un boxer dell’abruzzo che secondo lui era famosissimo … noi mai sentito … bah. Comunque ci dice che con il treno è un po’ lunga, con il taxi, quelli gialli mi raccomando, c’è una tariffa fissa 50,00 $. Decidiamo per il taxi … abbiamo preso quello più sporco di NY credo. Guida da cani e fa molto caldo … ma non doveva fare -10°???. Comunque più o meno in 45 minuti arriviamo in Amsterdam Av. Angolo 76th street. Dobbiamo ritirare le chiavi del nostro appartamento all’Amsterdam Inn. perchè l’ufficio della società che ci ha affittato l’appartamento dopo le 16.00 è chiuso. Scendiamo dal taxi e rischiamo di fare il primo guaio non ci capiamo con Luigi e dopo aver pagato i 50,00$, Luigi non capisce che manca solo la mancia e gli dà altri 50,00 $ … io vedo la faccia strana del taxista e chiedo a Luigi quanti soldi gli ha dato … lui candidamente risponde 50,00 $ ![]() … panico … è già ripartito gli corriamo dietro … per fortuna si ferma e ci restituisce i soldi, si prende solo 10,00 $ di mancia. Ci ha fregati comunque perché in realtà la tariffa di 50,00 $ è già comprensiva della mancia. Vabè … siamo arrivati a New York … sembriamo un po’ totò, peppino e sorella a Milano. Allegato 2932 Ritiriamo le chiavi e arriviamo a piedi al 150 della 92nd street e … nessuna delle due chiavi apre la porta esterna … aiuuutoooo … e adesso? Dopo più o meno 15 minuti che stiamo lì a provare senza sapere cosa fare … passa un ragazzo che, gentilissimo, ci chiede se abbiamo un problema e se siamo dell’hotel. Prova anche lui ad aprire poi ci dice che torna subito … e ritorna con il suo telefonino con il quale chiama qualcuno … chi non so?? Forse Aaron (il tizio con il quale ci siamo scambiati alcune mail prima di partire e che dovrebbe essere il nostro referente, se non addirittura il titolare della ditta proprietaria dell’appartamento). Comunque il ragazzo ci fa aprire da un vicino e ci dice di salire e che qualcuno arriverà a portarci anche le chiavi di quella porta. In effetti riusciamo ad entrare nell’appartamento che è bellissimo. ![]() C’è un angolo cottura attrezzatissimo, forno a microonde, fornelli elettrici, forno normale, tostapane, apri scatole elettrico, ripostiglio, stanzino con lavatrice e asciugatrice (che noi utilizzeremo), due camere da letto, due bagni, due balconi, un soggiorno … wow. ![]() ![]() Aspettiamo qualche ora ma non si vede nessuno, non sappiamo se abbiamo capito male quello che ci ha detto il ragazzo. Proviamo a chiamare l’Amsterdam Inn … ma non ci capiscono, chiamiamo booking.com dove non c’è nessuno che parla italiano.. quindi Luigi prova in francese … lui lo parla abbastanza bene, e mentre sono in camera a disfare la valigia mi ritrovo piegata in due dalle risate ![]() ![]() quando lo sento dire alla signorina … “nous sommes serrè dans l’appartament” … “pas sortir” … “je suis a new york et je suis serrè dans l’appartament”.![]() ![]() ![]() Neanche loro però possono fare niente, decidiamo di tornare all’Amsterdam Inn e sulla strada di fermarci a comprare qualcosa per cena e per colazione. Andiamo io e Luigi perché Clementina non sta bene. All’Amsterdam Inn c’è un altro ragazzo, non quello che ci ha dato le chiavi. Con il mio inglese strettamente scolastico spiego il problema, ci da il numero del cellulare di Aaron ma gli chiediamo se lo può chiamare lui … è gentilissimo e ci accontenta, ma Aaron non risponde. Ci fa attendere un po’, riprova a chiamare e poi ci dice che gli dispiace ma non può fare altro e che se Aaron dovesse chiamarlo gli spiegherà la situazione ma lui non crede che si farà sentire visto che è sabato e domani è domenica…. Perfetto. Tornando indietro ci fermiamo a comprare qualcosa: pane, prosciutto cotto a fette, tanica di acqua, latte e succo di frutta (incredibile le usano sul serio), pane a fette da tostare, marmellata, corn flakes, tè, camomilla, spendiamo 56,00 $. Mentre camminiamo passa a sirene spiegate un camion dei vigili del fuoco … confesso mi esce anche la lacrimuccia … esistono .. mi sembra di essere dentro un film. La nostra prima cena casalinga newyorkese … e mentre stiamo cenando ci suonano alla porta … è un ragazzo che ci consegna la chiave della porta esterna … meno male… problema risolto. Decidiamo cosa, di massima, fare domani e andiamo a letto … ora sono proprio stanca… troppo bello essere qui!
Ultima modifica di paola; 16 Mar 2011 a 18:37 | ||||||||||||||||||||||||
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| 17/01/2010 La giornata per me inizia prima della sveglia, alle 7.30 … tutto sommato non mi posso lamentare, temevo che il fuso orario mi avrebbe creato problemi. Colazione casalinga a base di latte, nesquik alla fragola (ci siamo sbagliati volevamo il classico al cacao) … che tutto sommato non è male, pane tostato, marmellata e succo di frutta. Per iniziare direi non male. Alle 10.00 più o meno siamo fuori diretti verso la Broadway Av incrocio con la 96th street alla fermata della nostra linea di metro preferita. Abbiamo due fermate di metro vicinissime a casa, questa, le linee rosse 1,2,3 e l’altra che si trova sulla strada che costeggia Central Park, le linee blu A e C. Alla fermata compriamo la metro card valida per 7 giorni, per 27,00 $. La nostra prima destinazione è Brooklyn, la Tabernacle Church per la messa gospel, consigliata sul forum. Arriviamo al binario e … dobbiamo tornare a casa, io non mi ricordo né il nome della Chiesa, né l’indirizzo. Torniamo a casa a prendere tutti i fogli che ci servono e … secondo giro … ma noi siamo “quelli del secondo giro”. Inizia a parlare e non smette più … naturalmente parla in Inglese … lui … e noi non capiamo quasi niente. "Io sono di origini italiane, mi chiamo Ilario” … E ti pareva … non c’è niente da fare abbiamo qualcosa nei geni che ci spinge ad attaccare bottone con tutti. Comunque nonna siciliana e padre genovese. Gli mettiamo vicino Luigi sperando che lui capisca cosa dice … e Luigi inizia a sudare freddo, dico solo che tira fuori il vocabolario per cercare di dire due parole di senso compiuto. Che ridere! Al di là di Ilario … tutti sono comunque molto gentili e ti accolgono con un sorriso, un benvenuto, come va? La gente che entra si saluta, si percepisce che è un momento importante di “comunità”, la gente si ritrova ed è contenta di incontrarsi. Inizia la “messa” … il servizio forse meglio chiamarlo così. Si inizia subito a cantare e canta il coro sul palco, che è grandissimo e canta tutta la gente sulle poltrone intorno a noi … e cantiamo anche noi, perché ci sono gli schermi sui quali passa il testo dei canti. Sono tutte invocazioni e lodi al Signore e il modo in cui la gente si lascia trasportare e coinvolgere è incredibile. Neanche a dirlo … lacrimuccia di commozione e mi sono trattenuta e molto perché l’emozione di pregare con tante persone sconosciute e in un modo tanto diverso da come sono abituata è stata davvero grandissima. Uno dei ricordi più belli di questo viaggio. Dopo i canti, il pastore (credo così si possa chiamare) inizia a parlare e la gente risponde con invocazioni. Sarei curiosa ora di assistere ad una messa ad Harlem, vorrei capire se anche lì c’è questa spettacolarizzazione che ho visto qui a Brooklyn. La messa dura circa due ore. Quando finisce, dopo aver calorosamente salutato Ilario … che credo sia un personaggio molto conosciuto da tutti i parrocchiani, usciamo e … come promesso dalle previsioni piove. E piove anche bene. ![]() Ci tuffiamo da Mc proprio lì vicino per pranzo nella speranza che smetta di piovere. Mentre mangiamo il nostro menù decidiamo cosa fare, pensiamo a qualche museo visto che piove, ma non è fattibile è troppo tardi e chiudono alle 17.00. Decidiamo di buttarci subito sullo shopping. Riprendiamo la metropolitana e scendiamo a Times Square. Ragazzi che spettacolo appena mettiamo il naso fuori … palazzi, luci, cartelloni pubblicitari, scritte, negozi, taxi folla. ![]() ![]() ![]() Anche se piove tiro fuori la mia macchinetta e inizio a fotografare … ![]() ![]() Allegato 3021 c’è anche BaracKObama su un cartellone pubblicitario di una giacca anti pioggia???????? Bah … lo troveremo anche accanto a degli orologi in alcune vetrine ????![]() Allegato 3022 Iniziamo a fare dentro e fuori dai negozi e iniziamo con i souvenirs. Entriamo nel negozio M&M … troppo carino. Decidiamo anche quale spettacolo vedere nei prossimi giorni e già che siamo lì andiamo a prendere i biglietti direttamente al teatro, per la piccionaia la bellezza di 62,50 $ lo spettacolo scelto è Mamma mia. Il biglietto è decisamente molto più caro di quanto siamo abituati a spendere per il teatro in Italia . .. ma oh ... siamo a Broadway ... che ci frega. Penso che questa città ci stia già prendendo la mano Sempre sotto la pioggia andiamo da Macy’s dove ci dividiamo e ci diamo appuntamento tra due ore, dopo aver richiesto la carta per lo sconto del 10% riservata ai turisti. Si deve andare nell’apposito ufficio, si fa vedere il passaporto e ti rilasciano la tessera che è valida 30 giorni e ti dà il 10% di sconto su tutti i prodotti, esclusa profumeria e elettronica. Naturalmente strisciamo un po’ la carta, io e Clementina riusciamo a vedere solo due piani, Luigi ha praticamente saccheggiato l’intero centro. Diamo uno sguardo alla guida per vedere cosa ci consiglia in zona per la cena. Decidiamo un locale al n. 164 della 9th, dove prendiamo 3 bistecche accompagnate da zuppa buonissima, insalata, broccoli siciliani, purè di patate, patate fritte, e diverse salse, 3 birre per 66,00 $, aggiungiamo la mancia e arriviamo a 72,00$. Per tornare a times square passiamo davanti il negozio della levis … non potevamo non entrare, e di nuovo shopping. Sono le 22.30 e ce ne torniamo a casa … times square in piena notte è illuminata come se fosse giorno. Piccola nota ... le foto che ho inserito non sono quelle scattate in questa giornata, la scheda nella quale erano è andata persa chissà dove ... per fortuna c'erano pochissime foto. Queste, le ho scattate l'ultima sera con la macchinetta nuova
Ultima modifica di paola; 16 Mar 2011 a 18:38 | ||||||||||||||||||||||||
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| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 38 Sesso: Donna Residenza: Roma ... Castelli Romani Registrato dal: 28-04-08
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| La Routard che come sempre non mi ha deluso
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| 18/01/2010 Questa mattina sveglia un po’ prima e colazione casalinga. Il programma prevedeva di andare al MET, ma proprio mentre stiamo per uscire, visto che c’è un sole bellissimo, propongo un cambiamento di programma, lasciamo il MET per domani (le previsioni danno pioggia) e oggi godiamoci tutto quello che possiamo fare all’aria aperta. Proposta accettata … quindi ci togliamo le giacche e riprogrammiamo. Decidiamo di prendere la metro fino a Madison square garden e da lì Empire State building, per iniziare. All’Empire troviamo un po’ di fila ai controlli ma scorre. Alla biglietteria facciamo il NY City Pass, costo 79,00$, valido 9 giorni e permette di visitare:Moma, Met, Guggenheim, crociera Statua della Libertà e Ellis Island oppure la Circe Line per fare il giro dello Skyline, Museo di storia naturale. Per l’Empire il city pass permette di arrivare all’osservatorio all’86emo piano se poi si vuole salire al 102emo si deve fare un biglietto a parte che costa 15,00 $ e si può fare anche quando si è già su. Nell’ascensore si sente una voce registrata che dice, preparatevi a toccare il cielo … e in effetti! L’osservatorio naturalmente è pieno di gente e si deve fare la fila per avvicinarsi alla rete … quindi mi metto pazientemente ad aspettare che chi mi sta davanti si goda lo spettacolo e piano piano giro intorno e mi godo NY a 360°. ![]() ![]() La Statua della libertà in lontananza, il ponte di Brooklyn e il Manhattan, Brooklyn, Staten Island. Intanto faccio il giro e svoltato il secondo angolo … miracolo … non c’è praticamente nessuno!! E ti credo come svolto l’angolo mi colpisce un vento forte e gelido che praticamente dopo 2 minuti mi paralizza. Diventa difficile fare le foto dopo poco perché le mani sono gelate. Ma che spettacolo … resisto al freddo e cerco di godermi lo spettacolo non dico in solitudine ma quasi. ![]() ![]() ![]() Decidiamo di salire anche al 102emo piano, sempre più in alto, naturalmente vista magnifica anche da lì, ora si vede anche Central Park, e non ci sono problemi di vento o freddo perché questo osservatorio è chiuso completamente dai vetri, ma c’è molta meno gente. ![]() Scendiamo che è mezzogiorno e mangiamo nel ristorante “European cafè” all’interno dell’Empire, è una catena, noi prendiamo panini, ma ci sono anche le magnifiche insalate nelle quali puoi mettere di tutto che impareremo ad apprezzare nei prossimi giorni. 3 panini, 2 succhi di frutta e una bibita per 36,46 $. Dopo mangiato ci incamminiamo sulla mitica 5th Av … WOW, ![]() per arrivare al Top of the Rock e alla Cattedrale di St. Patrick passando per il Chrysler Building. Bellissima passeggiata, è un via vai di taxi gialli, macchine della mitica NYPD, di gente frettolosa, di persone che mentre camminano frettolosamente mangiano le loro insalate … ![]() ![]() Ad un certo punto ci perdiamo, io sono completamente persa dietro colori, suoni, palazzi, visi e foto, Clementina si ferma a telefonare e nella confusione mi ritrovo a camminare da sola pensando che loro siano avanti … invece sono fermi ad aspettarmi pensando che sia rimasta indietro. Dopo una ventina di minuti ci telefoniamo e ci diamo appuntamento all’angolo della 42th .. mamma mia siamo praticamente già diventati newyorkesi. Facciamo tappa al Chrysel e alla Grand Cenral Station e torniamo sulla 5th passando girando anche per Madison Av e Park Av (dove abitava Arnold). ![]() ![]() Arriviamo alla cattedrale di St Patrick che è stata costruita nel XVIII sec. In stile gotico, non è eccezionale ma è incredibile vedere il contrasto tra questa costruzione di sapore antico in mezzo a tutta questa ultra modernità. ![]() ![]() Forse però il contrasto non c’è se penso che l’intento dell’uomo con il gotico era quello di tendere, di ricongiungersi a Dio … e i grattacieli? Mmmm forse i grattacieli rappresentano il tentativo di sentirsi Dio. I programmi cambiano di nuovo, niente Top of the rock, dobbiamo tornare a Times Square dove dobbiamo incontrarci con il cugino del cognato di Clementina … vabè forse è complicato, comunque torniamo prima a casa a cambiarci … questa sera si va a teatro e poi si torna a Times Square. Dopo un caffè con Franco è ancora presto e visto che siamo vicini, torniamo al Rockfeller Center … la mitica pista di pattinaggio, quella di tanti film, pensavo fosse molto più grande però. ![]() ![]() Facciamo i biglietti per salire 21,00 $, anche qui un po’ di fila ma accettabile anche questa. Entriamo nell’ascensore, la porta si chiude e si spegne la luce … beh non è rassicurante, inizia lo Show, ah questi americani! Il tetto dell’ascensore è trasparente e quindi mentre corriamo su vediamo “il cielo” che si avvicina sempre di più, il tutto accompagnato da immagini e musica gasata. Ormai è notte quindi lo spettacolo è davvero suggestivo … le mille luci di NY, grandiosa. ![]() ![]() L’Empire questa sera è rosso e verde. ![]() Restiamo parecchio a goderci le luci e quando scendiamo siamo stanchi e ci fermiamo in Rockfeller Plaza a riposare. ![]() Torniamo poi verso il Theatre District e entriamo a teatro. Lo spettacolo che abbiamo scelto è Mamma mia. Un altro sogno che si avvera un Musical, che io adoro, dal vivo e a Broadway. Lo spettacolo è bellissimo e divertente. Finito lo spettacolo si torna a casa unica sosta un supermarket per comprare panini,acqua ecc per la cena, 16,00 $. Cena veloce, doccia e nanna siamo distrutti ma è stata una giornata bellissima! Mi convinco sempre di più che questa sia una città fantastica ed ho la netta sensazione che sia anche una città molto sicura. Fino ad ora non mi sono mai sentita, a disagio o in pericolo o ho avuto paura. La polizia si trova ovunque, e tutti sono molto disponibili e ti offrono aiuto se ti vedono in difficoltà … anche senza chiedere nulla.
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| 19/01/2010 Dopo la solita colazione casalinga usciamo e ci dirigiamo verso Central Park che è a soli due isolati dal nostro appartamento. Destinazione Metropolitan Museum of Art che si trova sulla 5th Av. Costeggiando Central Park per arrivare ad una delle entrate da cui parte una delle strade che lo attraversa, facciamo subito un bell’incontro con uno scoiattolino che si allontana però frettoloso. Camminiamo dentro il parco e nonostante siano le 10.00 di mattina di un giorno lavorativo c’è parecchio movimento di gente che corre, passeggia o va in bici. Anche l’incontro con questo altro “mito” di New York è emozionante e ancora una volta “come dentro un film”, anche se forse non è proprio la stagione migliore per vedere Central Park, mi piacerebbe tornarci in primavera e in autunno e magari anche vederlo con la neve. Direi che mi toccherà tornaci almeno altre 3 volte! ![]() ![]() ![]() ![]() La giornata è grigia e rigida e uno dei laghi è quasi completamente ghiacciato. ![]() ![]() Arriviamo al Met e dopo aver lasciato le giacche al guardaroba, senza fare la fila, visto che abbiamo il City Pass, andiamo a consegnare il nostro biglietto e ci consegnano una mollettina celeste con una M sopra che dovremo attaccare sulla maglietta perché questo è il nostro pass per girare liberamente nel museo. Praticamente come i braccialetti dell’all inclusive nei villaggi vacanze. All’ingresso del museo c’è un banco circolare dove si possono chiedere informazioni, spiegazioni sulla collocazione delle opere e la piantina del museo (anche in italiano) indispensabile per non perdersi e soprattutto per vedere tutto ciò che interessa. Naturalmente nessuno parla italiano quindi andiamo con il francese. Abbiamo deciso di vedere la parte dei pittori europei, le antichità egizie, greche e romane. Non si può vedere tutto. Iniziamo con i pittori europei periodo antecedente al XIX sec. e post XIX. Incredibile quante opere, tra cui Caravaggio, 3 opere (negazione di San Pietro, Sacra famiglia con S. Giovanni Battista, e il Concerto) davanti alle quali resto praticamente in adorazione! Passiamo agli impressionisti Monet, Manet, Van Gogh, Gaugin, Degas, Cèzanne, Renoir … lasciatemi qui dentro … non voglio uscire più!!! Intanto si è fatta ora di pranzo, la cultura viene messa un attimo da parte per far fronte ad esigenze meno auliche. Praticamente ci giriamo tutto il museo per trovare la caffetteria self service. Decido per un piatto di agnolotti … io avrei sicuramente fatto meglio, ma diciamo che, a parte il sale, che hanno dimenticato, sono mangiabili. Di solito all’estero non mangio mai pasta e non mangio italiano, ma non c’era altro che mi ispirava. Spesa per la pasta, un succo di frutta e un panino 18,25 $. Si torna alla cultura, antichità egizie, bellissima sezione, dove siamo molto curiosi di vedere il tempio di Dendur. Un vero e proprio tempio egizio che le autorità egiziane hanno deciso di smontare dal sito originario, per evitare che fosse sommerso dalle acque dopo la costruzione della diga di Assuan, e donare agli Stati Uniti. Che dire … bellissimo. La location poi è eccezionale. E’ stato collocato in un ampia sala luminosissima, in cui una intera parete è composta da una vetrata che affaccia su Central Park e davanti al tempio c’è anche una vasca piena d’acqua. Passiamo alle antichità romane e greche e poi usciamo e siamo distrutti. ![]() Nonostante la stanchezza decidiamo di passeggiare sulla 5th fino ad arrivare nella zona dei negozi … hi hi hi .. forse ci scappa altro shopping. Nel primo tratto di strada non ci sono negozi, si susseguono palazzi molto eleganti, alberghi. Quasi tutti i palazzi hanno la tipica tendina all’ingresso con tanto di portiere in livrea. Arriviamo nella zona dei negozi e ci tuffiamo subito dentro Fao Swartz, mai visti tanti animali di peluche … anche le ostriche!!! Ma niente tartarughe … chissà se è una scelta commerciale? Avranno qualcosa contro le tartarughe?? Poi Abercombie & Fitch … WOW … io e Clementina “ordiniamo” subito i due commessi all’ingresso take away … vabè lasciamo stare che qui ci arrestano per pedofilia! Ci crogioliamo davanti a tutte queste bellissime vetrine, entriamo nella Trump Tower, dove è accessibile il bar Trump e Starbucks dove noi facciamo pausa, io con un bel frappuccino al caramello … eh si ci voleva proprio. Quando scendiamo troviamo l’ingresso di Nike Town … e vai shopping … anche oggi non ce lo siamo fatto mancare. Ci mettiamo un secolo ma alla fine usciamo da qui e ci dirigiamo da Bloomingdales passando per Madison Av e Park Av. Bello ma molto meno alla nostra portata … per fortuna! Facciamo anche spesa in una di queste loro pharmacy che non sono esattamente le nostre farmacie, e infatti compriamo insalate, panini, acqua e schifezze varie. Visto che abbiamo anche comprato la cena ci dirigiamo verso casa con la metro e quando rientriamo troviamo una sorpresa non proprio piacevole. Appena entrata mi rendo conto che c’è qualcosa di strano, la luce accesa nella stanza di Luigi mi suona stonata, guardo il tavolo davanti al divano e sopra c’è una grande busta gialla con su scritto il nome di Luigi. Dentro c’è un messaggio di Aaron … ci dice che i clienti prima di noi non hanno restituito le loro chiavi e ci chiede di contattarlo nel caso noi avessimo 2 mazzi di chiavi … noi??? 2 mazzi di chiavi … ma questo è fuori … abbiamo rischiato di non entrare perché non ce le aveva date tutte … bah! E di chiamarlo anche nel caso ne avessimo soltanto uno in modo che lui possa prenderlo e farne delle copie. ??? Ci chiediamo … ma se non ha altri mazzi di chiavi e ha bisogno del nostro per fare delle copie … come diavolo è entrato in casa? Poi ci prende anche un po’ di nervosismo visto che pensiamo che la busta poteva anche farla passare sotto la porta senza entrare e che invece secondo noi si è fatto un bel giretto per casa, forse per cercare le chiavi, visto che la luce nella stanza di Luigi siamo praticamente certi che fosse spenta quando siamo usciti. Invece di chiamarlo decidiamo di andare direttamente da lui domani mattina.
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| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 38 Sesso: Donna Residenza: Roma ... Castelli Romani Registrato dal: 28-04-08
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| la mattina dopo .. ci aspetta un'altra bella sorpresa ...
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| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 38 Sesso: Donna Residenza: Roma ... Castelli Romani Registrato dal: 28-04-08
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| 20/01/2010 Il programma di oggi prevede il giro Statua della Libertà ed Ellis Island, avevamo programmato di andare presto per paura di file troppo lunghe …ma il caro Aaron ha sconvolto i nostri piani. Prima di andare a Battery Park dobbiamo passare nel suo ufficio che si trova non troppo lontano dall’appartamento, sulla 83th. Convinti che le linee 1,2,3 facciano tutte le fermate (ma poteva essere?? 3 linee che fanno le stesse identiche fermate?) prendiamo la linea 3 e quando vediamo passarci davanti agli occhi la fermata della 86th capiamo che avevamo un’idea sbagliata della metropolitana. Scendiamo alla 79th e riprendiamo la linea 1 (che fa tutte le fermate) e scendiamo alla 86th. Da lì a piedi e dopo aver imboccato la 83th nel senso sbagliato torniamo indietro … e abbiamo perso tempo prezioso. ![]() ![]() Arriviamo finalmente davanti l’ufficio di Aaron e troviamo un bel cartello che avvisa che lo stabile è chiuso perché PERICOLANTE ![]() … o Signur …. e ci mancava anche l’edificio pericolante. E adesso che facciamoP? Proviamo a chiamare questo benedetto Aaron a tutti i numeri che abbiamo ma niente non risponde. Ok … per me può bastare così, abbiamo perso anche troppo tempo, il problema delle chiavi è suo … se vuole che ci chiami lui. Gli mandiamo solo un sms nel quale gli comunichiamo posta elettronica e numero di cellulare da chiamare se ha bisogno e il capitolo Aaron per me è chiuso qui! Intanto abbiamo perso parecchio tempo, e fortuna che volevamo arrivare presto all’imbarco dei traghetti. Riprendiamo la linea 1 fino al capolinea a Battery Park, appena fuori dalla metropolitana ci sono cartelli ben visibili che indicano la direzione per l’imbarco dei ferry per statua libertà e anche per Staten Island. All’imbarco c’è il primo controllo di zaini. La fila in effetti c’è ma è sopportabile. Ci imbarchiamo e partiamo. Io naturalmente, anche se oggi fa un freddo cane, passo tutto il tempo in coperta a godermi lo spettacolo dello skyline e a fare foto ![]() ![]() ![]() mentre i miei compagni di viaggio se ne stanno dentro al caldo. Boh …sarà l’eccitazione ma il freddo non lo sento più. ![]() Arriviamo su Liberty Island e dopo un piccolo giro andiamo al visitor center a chiedere conferma che il nostro city pass permette solo l’accesso alla terrazza esterna. ![]() ![]() La signora ranger ci spiega nel suo inglese/americano, che con il city pass possiamo accedere solo la primo livello della terrazza, per il secondo livello possiamo chiedere ai poliziotti al controllo se possiamo entrare nel museo e accedere al secondo livello e che sulla corona si può accedere solo se si è prenotata la visita. Tutte queste cose … in quel momento non le abbiamo capite. Stavamo lì … con le nostre tre facce a punto interrogativo .. le abbiamo fatto pena e alla fine ha aperto un cassetto e ci ha dato tre biglietti e ci ha detto andate pure. ![]() Capiremo poi che il city pass dà l’accesso all’isola ed al primo livello della terrazza esterna, che al momento dell’imbarco a Manhattan si deve chiedere questo particolare pass, che ci ha dato la ranger, che è gratuito ma vengono dati in numero limitato, quindi si deve andare presto all’imbarco per assicurarselo ma si rischia comunque, in periodi di particolare affollamento, di non trovarli quindi meglio prenotarlo qualche giorno prima. Insomma la ranger è stata davvero gentile a darci i pass! Prima di entrare al museo lasciamo i nostri zaini negli appositi armadietti che sono all’interno del negozio di souvenirs. Gli armadietti si sbloccano con l’impronta digitale … ma che esagerazione! Entriamo e secondo controllo con tanto di body scanner … continuo a pensare che siano un po’ esagerati. Entriamo nel museo e poi usciamo sulla terrazza esterna. Mah … è una tappa obbligatoria la Statua della Libertà in quanto simbolo di NY … ma resto perplessa. C’è comunque una bella vista sullo skyline, forse prenotando la visita per salire sulla corona l’effetto sarebbe diverso. Finita la nostra visita torniamo verso l’imbarco dove intanto è arrivato un traghetto, ci imbarchiamo per Ellis Island, l’isola dove gli immigrati venivano fatti sbarcare e dove venivano, visitati, controllati, registrati e dove si decideva del loro futuro in America. Esperienza molto molto bella … è un pezzo di america che fa parte anche e in modo profondo della nostra storia, nostra di italiani e di europei. Grande emozione al pensiero delle migliaia di persone che sono transitate in questi stanzoni, che hanno calpestato questo pavimento. Gente che è approdata qui lasciando dietro di sé niente in termini di soldi e tutto in termini di sentimenti e di radici, e trovando davanti a sé solo incognite e incertezze. Grande emozione al pensiero dei sentimenti, delle paure, delle speranze che tanti immigrati …che tanti italiani hanno provato entrando qui dentro. E .. non so .. forse mi sono lasciata suggestionare dal luogo .. ma giuro mi è sembrato di avvertirli in modo tangibile quei sentimenti, quelle paure e quelle speranze. La nostra guida (Routard) raccontando questo luogo riporta la frase di un immigrato che più o meno dice così: “quando sono partito per l’america pensavo che qui le strade fossero lastricate d’oro, quando sono arrivato in america ho capito che avrei dovuto essere io a lastricarle d’oro!” Il primo stanzone è il luogo dove venivano accolti, c’è una fila di valigie e scatole al centro della stanza. ![]() ![]() Ci sono fotografie di immigrati passati di qua e raccolti in queste stanze, e foto di immigrati in partenza dai loro paesi, e ci sono anche i cartelloni pubblicitari dei “viaggi della speranza” .. degli imbarchi per le americhe. ![]() ![]() Ci sono anche dei pc a disposizione dei visitatori dove si può controllare se i nostri antenati sono transitati di qua. Davvero una visita stra-consigliata. Purtroppo facciamo il giro un po’ velocemente perché purtroppo l’ultimo traghetto per Manhattan parte alle 15.30. Mentre aspettiamo che arrivi faccio in giretto intorno all’edificio e trovo il muro circolare dove, in ordine alfabetico ci sono incisi i nomi di tutti gli immigrati passati di qua … trovo anche i miei … vabè insomma trovo gente del mio clan … ma chissà magari ho un qualche parente miliardario qui in america e non lo so. Prendiamo il traghetto direzione Manhattan, scendiamo e iniziamo il giro del mitico Financial District dal N. 1 della Broadway. ![]() ![]() ![]() Prima di farsi conquistare completamente da questo luogo però .. è arrivato il momento di mangiare, immancabile Mc. Risolta l’emergenza cibo, Wall Street … una strada chiusa in mezzo ai grattacieli, ![]() ![]() la borsa, ![]() Ground Zero … impressionante pensare a quello che è accaduto qui, ai due colossi che si sono sgretolati come castelli di sabbia … e naturalmente a tutto quello che ne è conseguito per il mondo intero. ![]() ![]() Si sta ricostruendo a Ground Zero, ci sono gru e cantieri recintati. Non si trova nulla di commemorativo … ma lo sapevamo già, le autorità non hanno voluto e hanno troncato sul nascere qualunque tentativo di speculare o spettacolarizzare l’11 settembre ... anche se avremo modo più in là di verificare come alcune cose sfuggono ai controlli. Davanti Ground Zero c’è la chiesa di St Paul, è la Chiesa dove, dopo il crollo delle torri gemelle, vigili del fuoco, volontari e soccorritori andavano a riposare, anche a dormire sdraiati sui banchi, a rifocillarsi o a pregare. Ci sono le foto dei volontari, lettere, preghiere, la tuta di un pompiere, gli stemmi di tutte le forze dell’ordine che sono intervenute nei soccorsi, da tutta l’america. Dopo St. Paul ci dirigiamo verso il mare e facciamo un salto al Pier 17, il centro commerciale in sé non è niente di che ma che spettacolo, quando si arriva lì, girare la testa e vedere i grattacieli del Financial district tutti illuminati!WOW!. I negozi che sono fuori dal Pier 17 sono belli .. c’è un altro Abercombie & Fitch … ovviamente entriamo, più o meno stesso stile, commesse e commessi fichissimi, musica sparata a mille, e profumo spruzzato fino a stordirti. Facciamo un breve giro nel centro commerciale ma siamo stanchissimi … comincio a pensare che i miei piedi non saranno più gli stessi … per tutta la vita. Metropolitana diretti a casa, tappa all’European cafè vicino casa, per comprare un’insalata … che scoperta queste mega insalatone … , insalata, panino e fetta di cheescake 10,50 $.
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| 21/01/2010 Questa mattina destinazione China Town, Little Italy ecc. Scendiamo alla fermata Canal Street e decidiamo di fare il giro passando prima per Soho e NoLiTa. Il tratto di Canal Street che percorriamo è pieno di negozi cinesi di chincaglieria e mentre camminiamo i venditori ci chiamano, ci dicono … boh? Alcuni si capiscono benissimo hanno in mano un specie di depliant tascabile che ti mostrano velocemente con sopra foto di borse … contraffatte, e ti sussurrano … “Luis Vuitton” .. “ Rolex” … che spettacolo. Imbocchiamo Greene Street … bellissima … è la strada dove c’è la maggior parte degli edifici in ghisa. Il quartiere è molto bello, elegante .. bellissimi negozi di design, gallerie d’arte. ![]() ![]() ![]() ![]() Passiamo per NoLiTa e scendiamo a Little Italy che praticamente si è ridotto a qualche strada perché China Town sta rosicchiando spazio, infatti in alcune strade c’è un po’ un mix di tutte e due le “etnie”. Sono strade molto colorate è piacevole passeggiare. ![]() A Little Italy ci sono i gestori dei ristoranti fuori dalle porte che ti chiamano, ti fanno cenni … è quasi ora di pranzo e passando davanti ad uno di questi tizi, Luigi così, tanto per dire, propone di andare “da Gennaro”. Il tizio … ci dice … “no perche lì non c’è neanche un italiano” e Luigi risponde “perché da te sono tutti Italiani vero?” il tizio si risente e con accento pugliese risponde “eh .. e io che sono cinese?”. ![]() ![]() ![]() ![]() Vabè .. comunque non se ne parla di mangiare italiano! Torniamo sulla Broadway e .. nonostante siamo in cerca di cibo e bagno … il richiamo dello shopping è troppo forte, iniziamo a comprare e non ci fermeremo più per tutto il pomeriggio, unica sosta il pranzo da Burger King per 5,95$. All’altezza di Houston Street lasciamo la Broadway, con un sospiro di sollievo delle nostre carte di credito, e ci inoltriamo dentro Greenwich Villane e ci godiamo una piacevole passeggiata passando davanti alla NY University infatti in giro ci sono parecchi ragazzi, studenti immagino, ci sono anche ragazzi ancora all’interno dell’università impegnati sui loro pc, o nei bar sempre sui loro pc. Arriviamo a Christofer Street dove ci sono negozi di dubbio gusto. Torniamo a casa per lasciare tutti i sacchetti dello shopping e uscire di nuovo per la cena … ma dopo una mezz’ora di relax … cambiamento di programma, Clementina di nuovo non si sente bene, si cena a casa anche questa sera.
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| 22/01/2010 Oggi si va al MOMA Museum of Modern Art, prendiamo la metropolitana dalla parte di Central Park, la blu linea C fino alla 50th dove cambiamo e prendiamo la linea E fino alla 53th che esce proprio davanti all’ingresso del Moma. Quando arriviamo alla 50th, siamo un po’ spiazzati perché non troviamo le indicazioni per prendere la E direzione Uptown, ci sono solo per Downtown. Chiediamo ad una ragazza che ci dice che dobbiamo uscire e prenderla sul lato opposto della strada. La metropolitana a NY è piuttosto semplice da utilizzare, basta capire se si vuole andare in direzione Uptown oppure Downtown, l’unica accortezza che si deve avere prima di entrare, controllare le indicazioni fuori, alcune fermate non hanno lo snodo dentro, una direzione si prende su un lato della strada e l’altra direzione è sul lato opposto. Vabè usciamo fuori e davanti a noi sull’altro lato vediamo l’entrata della metropolitana e l’indicazione Uptown … ma non leggiamo con attenzione, attraversiamo e scendiamo di nuovo. Una volta sotto …qualcosa non quadra …ci sembra come dire un dejà vu .. e ti credo siamo rientrati da dove eravamo usciti, c’è ancora la ragazza che ci ha dato indicazioni, ancora ferma nello stesso punto. Che storditi. Usciamo di nuovo e questa volta leggiamo con attenzione, c’è la scritta Uptown in effetti ma c’è anche scritto di attraversare l’incrocio. Dopo tutto siamo sempre quelli del secondo giro. ![]() Finalmente entriamo al Moma, e l’unica fila da fare, visto che abbiamo il City pass, è al guardaroba, qui però a differenza del Met, gli zaini non si possono portare dentro, devono essere lasciati e senza oggetti di valore dentro. Quindi dobbiamo riempirci le tasche di macchinette fotografiche, documenti, portafogli, cellulari. L’audioguida è gratuita si deve solo lasciare un documento ma, attenzione il passaporto non lo accettano, solo patente, anche la nostra va bene, oppure la carta di credito per chi si fida! Io prendo l’audioguida, molte opere del 4° e 5° piano sono commentate in italiano. Non posso che dire MERAVIGLIOSO, una infinità di impressionisti, si può anche fotografare, senza flash. Soprattutto il 5° piano, il 4° oltre agli impressionisti è dedicato all’arte contemporanea che personalmente faccio un po’ fatica a capire, non mi da grosse emozioni. ![]() ![]() ![]() Una scoperta incredibilmente piacevole e positiva sono state però le tele di Pollock .. sono tornata un paio di volte indietro nella sala dove sono raccolte e sono rimasta incantata. ![]() ![]() Prima di scendere al terzo piano pranziamo in uno dei bar ristoranti del museo dove scegli subito e paghi alla cassa quello che vuoi, una volta pagato ti danno un supporto di metallo con un numero che corrisponde alla tua prenotazione. Ti cerchi un posto a sedere e i camerieri, nel giro di 15 minuti ti portano tutto quello che hai ordinato. Due panini, una zuppa, un cheescake e un dolce al cioccolato e un succo di frutta spendiamo 52,50 $. Dopo pranzo visitiamo il 3° piano che è dedicato ad opere di architettura, design, fotografie. Ci sono anche oggetti di uso comune qualche anno fa. ![]() ![]() Allegato 3233 Allegato 3234 Dopo la mostra fotografica al 3° piano, usciamo e torniamo sulla 5th … siamo lì … non ci facciamo un salto??!! Solo da Abercombie & Fitch … perché abbiamo deciso di comprare alcune cose. Poi di nuovo in metropolitana per fare un giro a Chelsea. Durante una sosta da Starbucks, però ci accorgiamo che una delle magliette che Clementina ha comprato da A&F è bucata, quindi decidiamo di fare un giro al Chelsea Market e poi tornare a cambiare la maglietta. Il Chelsea Market è carinissimo, praticamente è il piano terra di un palazzo nel quale sono stati realizzati, bar, forni, una macelleria, un supermercato, un negozio Sarabeth’s, e qualche altro negozio di prodotti alimentari. Tutto in mattoni rossi, ci sono panchine di pietra sulle quali ti puoi sedere per bere un caffè o mangiare qualcosa. Un giro piacevolissimo. Dobbiamo tornare da A&F, poi visto che siamo lì un giro veloce al primo piano di Tiffany … mamma mia … servono gli occhiali da sole qui dentro. Qui decido quale sarà la missione che tutti e tre dovremo portare a termine da oggi al 24 … trovare un miliardario newyorkese per me! Ok affidata la missione ai miei prodi cavalieri … usciamo con le orecchie basse da Tiffany, che tra l’altro sta per chiudere, e ce ne torniamo a casa, per riposarci un po’ e uscire a cena. Decidiamo di cenare al City Diner a due passi da casa, consigliato dalla nostra Routard, un locale art decò, molto carino dove mangiamo decisamente bene. Le porzioni, come diceva la guida sono abbondanti, in effetti una basta per due. ![]() ![]() ![]() Prendiamo due piatti di pollo fritto e patatine, preceduto da insalata, una bistecca, con cipolle fritte, preceduta da una buonissima zuppa, e accompagnata da purè di patate e broccoletti siciliani. Un cheescake con frutta, buonissimo e una porzione di frutta mista, tutto per 93,35 $. Consigliatissimo. Finita la cena si va a nanna.
Ultima modifica di paola; 29 Mar 2010 a 12:26 | ||||||||||||||||||||||||
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| 23/01/2010 Questa mattina si fa colazione fuori, prima però abbiamo deciso di passare all’Amsterdam Inn, dove abbiamo ritirato le chiavi dell’appartamento, per chiedere se cortesemente domani possiamo lasciare a loro i nostri bagagli, visto che dobbiamo lasciare la casa per le 11.00 e abbiamo il volo alle 18.20 e fino verso le 14.00 saremo ancora in città. Oggi purtroppo con la metropolitana c’è qualche problema, la linea 1 e 2 non funzionano a pieno ritmo, perché stanno facendo dei lavori. Ci sono cartelli ovunque che avvisano dei disservizi, e danno anche annunci all’interno dei vagoni .. che noi però non capiamo. Troveremo lavori in corso e problemi anche su altre linee, ma tutti i disservizi sono segnalati, e addirittura troveremo addetti ad ogni uscita che avvisano se non ci sono treni e spiegano quali sono le alternative … esattamente come a Roma no?!?!?! Vorrei incartarli e portarli con me questi americani. Comunque la linea 1 ci mette un secolo e non ferma dove serviva a noi, quindi scendiamo alla prima utile e andiamo a piedi. All’Amsterdam Inn, c’è un ragazzo che ci dice che non c’è problema per i bagagli e che possiamo anche lasciare a loro le chiavi dell’appartamento. Gli chiedo se domani mattina c’è lui mi dice no … c’è TJ. Perfetto memorizziamo il nome che ... domani non ci servirà a nulla!!!! Ok si va a fare colazione, cerchiamo sulla guida e decidiamo per Sarabeth’s sulla Amsterdam Av tra la 80th e la 81th. Azz … pita … c’è la fila. Vabè vorrà dire che si mangia bene. Facciamo la fila che durerà una ventina di minuti, intanto una ragazza ci chiede il nome e il numero di persone e ci registra sul pc. Mentre siamo in attesa davanti al bancone e ai tavoli dove ci sono già commensali che mangiano, vediamo passare davanti ai nostri occhi dei piatti meravigliosi che ci fanno venire l’acquolina in bocca. Nonostante ci sia la fila, ci rendiamo conto che nessuno dei camerieri cerca di mettere fretta ai commensali, tutti si godono la colazione con tranquillità e passano anche il tempo a chiacchierare. Prendiamo uova strapazzate con salmone accompagnate con muffin, marmellata di arance e burro, frittelle e sciroppo d’acero, uova strapazzate con verdure sempre con muffin. Tutto annaffiato dal loro caffè che io riesco a bere solo perché accompagnato da latte. ![]() ![]() ![]() Colazione meravigliosa che con mio sommo dispiacere non riesco a finire! Viste le calorie che abbiamo appena assunto pensiamo che forse la cosa migliore è arrivare al Guggenheim Museum a piedi passando per Central Park. ![]() ![]() E’ stata una buonissima decisione, oggi a differenza dell’altro giorno, anche se fa freddino, c’è un sole splendido e quindi la luce nel parco è più bella, inoltre è sabato e quindi il parco è un brulicare di persone e di scoiattolini .. si sembra che anche loro oggi abbiano la giornata libera per godersi il parco, visto che l'altro giorno ne abbiamo incontrato solo uno, oggi ci spuntano davanti da tutte le parti ![]() Riusciamo anche a perderci dentro il parco e finiamo in un punto di osservazione dove c’è una costruzione che si affaccia su uno dei laghetti che è completamente ghiacciato, anche questa volta perdersi è stato piacevolissimo. ![]() Arriviamo al Guggenheim, prendiamo l’audioguida gratuita e via inizia il giro. Il museo è molto piccolo rispetto agli altri, inoltre la maggior parte degli spazi è riservato a mostre temporanee. Tutte le opere della mostra permanente vengono esposte a rotazione, quindi visto che il costo del biglietto è piuttosto alto, forse meglio informarsi prima. Noi decidiamo di andarci visto che la visita è compresa nel nostro City pass e abbiamo ancora tempo. Alla fine però posso dire che forse un museo così piccolo è anche più vivibile e meno stancante, ci si può godere le opere con più calma. Le opere esposte sono di impressionisti, espressionisti, cubisti. Bellissima esperienza anche questa, bellissima l’opera di Kandinski, che non avevo mai avuto modo di ammirare, “Gruppo in crinoline”, bellissima “la donna con i capelli biondi” di Picasso … resto sempre stupita della sensualità che sprigionano le donne di Picasso. Bellissima anche “la donna che stira” sempre di Picasso. Bellissime le ballerine di Degas. Usciti dal Guggenheim riprendiamo la metropolitana fino a Fulton Street e da lì prendiamo la C fino ad High Street, Brooklyn per l’incontro con il mitico ponte. Quando arriviamo a Brooklyn ci sono cartelli che informano che non ci sono treni per Manhattan … vabè troveremo il modo di tornare indietro. Appena fuori dalla metropolitana ci sono cartelli che indicano la strada per il ponte. Saliamo sul ponte e WOW … che spettacolo, il Brooklyn bridge, il Manhattan bridge, e man mano che si cammina il profilo dello skyline. ![]() ![]() ![]() ![]() E’ una delle immagini che conserverò più viva di questo viaggio! Salire sul ponte e percorrerlo tutto fino a Manhattan vale da solo il viaggio a NY. C’è moltissima gente, molti che corrono o vanno in bicicletta. Senza neanche accorgercene siamo tornati a Manhattan e visto che siamo qui decidiamo di cercare il negozio di elettronica J&R dove vorrei provare a comprare la nuova macchinetta fotografica. Ieri pomeriggio avevo provato da B&J ma l’ho trovato chiuso, aveva chiuso alle 13.00, il sabato sarebbe stato chiuso, avrebbe riaperto domenica mattina alle 10.00. Vabè per farla breve … compro la mia prima reflex digitale, risparmiando più o meno un centinaio di euro rispetto ai prezzi italiani. Sono felicissima! I commessi sono gentilissimi e anche se non parlano italiano, sono disponibilissimi, parlano lentamente per farti capire. Dopo lo shopping tecnologico, ci fermiamo in una panetteria lì vicino per rifocillarci e montare la mia macchina fotografica e scattare le prime foto. A questo punto siamo pronti per riprendere lo shopping, si torna nella zona di Times Square per gli ultimi regalini. Finito lo shopping si torna a casa per la cena e per fare le valige … siamo molto preoccupati per il peso … speriamo di non sforare.
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| 24/01/2010 Ci svegliamo e usciamo per raggiungere l’Amsterdam Inn per lasciare le valige. Saliamo e mi aspetto di trovare TJ .. a meno che TJ durante la notte non abbia subito un’operazione per cambiare sesso .. direi che TJ si è dato malato oggi. C’è una ragazza che non sa niente della nostra conversazione di ieri con il suo collega e ci dice che loro i bagagli li tengono ma per i clienti dell’Hotel … ma va?!?!? Le spieghiamo che ieri il suo collega ci ha detto che non ci sarebbero stati problemi e le chiediamo se può farci questa cortesia perché proprio non sappiamo come fare. Alla fine, con quell’aria tipica di donna in piena crisi mestruale, ci fa la grazia e ci fa lasciare i bagagli. Che sollievo!Ci dirigiamo di nuovo da Sarabeth’s per la nostra ultima colazione a NY, meravigliosa come ieri. E’ una giornata uggiosa, NY si è adeguata al nostro umore e ci saluta con una leggera pioggerellina quindi il programma di andare a goderci Central Park viene accantonato. Visto che io sto aspettando una risposta da mio fratello per comprargli una telecamera, decidiamo di andare da B&H che oggi dovrebbe essere aperto. Per farla breve ci ritroviamo a fare su e giù per Manhattan tra B&H e J&R per comprare la telecamera a mio fratello. Alle 14.00 andiamo di corsa in hotel ritiriamo i bagagli, non prima di aver lasciato una mancia alla ragazza ancora in crisi mestruale, prendiamo un taxi e arriviamo all’aeroporto. Nessun problema con il peso bagagli.Davvero con difficoltà saluto questa città che non pensavo mi avrebbe affascinato tanto, visto l’amore che ho per il vecchio continente, la formazione classica, l’amore per la storia e tutto ciò che è antico, proprio non immaginavo che una città nuova come NY, con la sua modernità mi avrebbe affascinato tanto. E’ una città incredibilmente, moderna, cosmopolita, accelerata, ricca. Percepisco che è una città che si può amare alla follia o odiare profondamente, non credo possano esistere mezze misure per NY. E se ti conquista è davvero molto molto difficile non lasciarsi prendere la mano. Il volo parte in orario … si torna nel vecchio continente!
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Certo 34 Park Row, nel financial district. Si trova più o meno davanti alla chiesa di St Paul, immagino che Ground Zero e la chiesa di St Paul saranno una delle tappe del tuo viaggio ... non puoi non vederlo, sono cinque negozi uno di seguito all'altro. Buona New York e ... occhio a non farti prendere la mano!
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