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| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 29 Sesso: Donna Residenza: Meldola (FC) Registrato dal: 30-01-07
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| E’ dallo scorso anno, sul volo di ritorno dalla Guadalupa che meditiamo di visitare le Seychelles. In poco tempo ho letto diari e navigato su internet come faccio di solito e mi sono costruita il mio itinerario un po’ per gioco e un po’ credendoci e il risultato è stato: un viaggio alle Seychelles è fattibilissimo in fai da te! Volevamo partire a maggio 2009, ma per questioni lavorative abbiamo rimandato solo di qualche mese ed oggi eccoci qua a raccontare la nostra avventura. Domenica, 21/03/2010 Partiamo alle 9,29 dalla stazione di Forlì in direzione Roma, dove arriviamo con il nuovo Frecciarossa alle 13,05. Naturalmente siamo io, Enri (mio marito) e il nostro giovane viaggiatore Martin che il mese prossimo compirà due anni. Appena arrivati ci fermiamo nel primo posto che troviamo con cibo commestibile, ossia Roadhouse, per rifocillare i nostri animi affamati, poi ci orientiamo velocemente per raggiungere il nostro albergo: l’Hotel Altavilla, appena fuori dalla stazione. La camera non è particolarmente bella, ma per una notte può andare bene, tanto più che il prezzo e la posizione sono ottimi. Ci sistemiamo rapidamente e poi partiamo alla volta del parco di Villa Borghese data la temperatura gradevole e la voglia di far correre e giocare il nostro piccolino. Passiamo un paio d’ore in giro per il parco, poi raggiungiamo Trinità dei Monti tramite il passaggio in una galleria e in ascensore. Qui facciamo foto e merenda poi scendiamo la lunga scalinata che conduce a Piazza di Spagna e prendiamo per Via Condotti, passeggiando tra i negozi e tanta gente fino a Piazza del Popolo, dove riprendiamo la metro per tornare in hotel. Ci riposiamo dalla lunga camminata e ci prepariamo per la cena visto che siamo ospiti di una coppia di amici conosciuti tre anni fa in Polinesia e mai più rivisti sebbene ci siamo tenuti in contatto abbastanza spesso. Anche loro hanno avuto una bimba che ha quattro mesi meno di Martin e a casa loro giocano e si divertono mentre noi ci abbandoniamo ai ricordi e agli aggiornamenti. Siamo stanchi, ma il tempo passa in fretta e verso le 23.00 Marco ci riaccompagna in hotel. Lunedì, 22/03/2010 La sveglia suona alle 7.45 e, dopo una poco varia colazione e il check-out, depositiamo le valigie e prendiamo l’affollatissima metro con destinazione Musei Vaticani. Fortunatamente avevo prenotato la visita on line un po’ di tempo fa per saltare la coda, ma l’attesa è comunque di 15-20 minuti. All’interno dell’area museale la folla è opprimente in tutte le zone e con un passeggino non è per niente funzionale salire e scendere le numerose scalinate… Ovviamente commentiamo che in Italia ci facciamo sempre riconoscere rispetto ai paesi stranieri più avanzati di noi e non siamo per nulla attrezzati ai bisogni di invalidi e famiglie con bambini. I musei sono molto grandi e visitiamo velocemente la prima parte per poi soffermarci in particolare sulle stanze dipinte da Raffaello e, ovviamente, sulla Cappella Sistina, che all’improvviso ci appare nella sua imponenza. E’ meravigliosa e non ci sono parole per spiegare come il trentatreenne Michelangelo ne dipinse la volta in soli quattro anni e senza esperienza alcuna di affresco. Ci riposiamo seduti negli appositi spazi per contemplarla ed ascoltarne la spiegazione con l’audioguida noleggiata per “soli” 7 euro mentre il nostro Martin se la dorme beato nel suo passeggino. Continuiamo la visita di Roma attraversando la maestosa Piazza San Pietro, dove Martin si diverte a dar da mangiare ai piccioni, e risalendo al colle del Gianicolo, da cui godiamo di una splendida vista su tutta Roma. Con il bus torniamo giù fino a Termini, recuperiamo le valigie in hotel e torniamo in stazione per prendere il Leonardo Express (c’è ogni mezz’ora ai minuti 22 e 52) e in circa 30 minuti siamo all’aeroporto di Fiumicino. Al check-in scopriamo che il nostro volo è in ritardo di due ore e già ci innervosiamo un po’ perché siamo stanchi e non vediamo l’ora di arrivare a destinazione per riposarci e goderci il sole e il mare. Trovando un amichetto per Martin e mettendo qualcosa sotto i denti, il tempo passa e saliamo sul volo Air Seychelles che ci porterà a Mahé in circa 8 ore. Abbiamo i posti davanti (4C e 4D) e il posto a fianco a noi è vuoto perciò sistemiamo Martin nel suo sedile e non fa in tempo a terminare di vedere il filmato che mostra la spiegazione delle norme di sicurezza che già dorme e si sveglierà solo dopo tutte le otto ore di volo, poco prima di atterrare.
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| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 29 Sesso: Donna Residenza: Meldola (FC) Registrato dal: 30-01-07
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| Martedì, 23/03/2010 Arriviamo a Mahé e ad attenderci c’è l’addetta di Alke Viaggi, l’agenzia con la quale abbiamo prenotato il volo (stranamente ci è costato meno con loro rispetto che con la compagnia aerea direttamente dato che sono convenzionati e specializzati in Oceano Indiano). Non ci immaginavamo che ci avrebbero dato assistenza anche se non avevamo prenotato le gueshouses con loro (l’abbiamo fatto in fai da te da casa per e-mail), invece si occupa lei di farci il check-in per il volo interno e in quindici minuti, sorvolando il mare azzurrissimo su un velivolo da venti posti, raggiungiamo il piccolo aeroporto di Praslin. Qui c’è una ragazza della Austral Car Hire ad aspettarci con una Hyunday Atos bianca ovviamente con il volante sul lato destro dell’auto visto che alle Seychelles la guida è all’inglese. Carichiamo bagagli e in circa venti minuti siamo sulla Côte d’Or al nostro self-catering: L’Hirondelle. Ci accoglie la signora Emilia, con la quale mi ero scritta via e-mail per la prenotazione e si rivela cordiale e gentile anche dal vivo. Dopo averci offerto un drink a base di frutta tropicale, ci mostra il mini appartamento che ci ha riservato con vista mare e completo di ogni comfort: cucina attrezzata,frigo/freezer, ventilatori a soffitto, zanzariera per il letto, lettino per Martin, cassaforte, bagno molto grande, doccia anche esterna per quando si torna dalla spiaggia, patio con tavolo e sdraio. L’ambiente è curato e mi sembra molto accogliente di primo impatto. Ci sistemiamo velocemente e, infilato il primo costume che troviamo, ci catapultiamo letteralmente nella spiaggia di fronte per concederci il primo meritato bagno della vacanza… Dopo tante ore passate in giro e con il caldo travolgente che ci ha accolti appena sbarcati (ancora vestiti con pantaloni lunghi e felpa), è una vera estasi! Torniamo nella nostra casetta per prepararci un piatto di pasta al ragù: consapevole del fatto che avremmo avuto una cucina a disposizione avevo preparato una decina di vasini con ragù, sugo di pomodoro e sugo di verdure sottovuoto da utilizzare qua, poi ho comprato tre scatole di pasta e del tonno e devo dire che è stata davvero un’ottima idea. Dopo pranzo Enri si stende un po’ mentre io sistemo le valigie e Martin gioca sul patio. Decidiamo quindi di andare nuovamente in spiaggia e lasciamo riposare un po’ il papy (beato lui!), anche se dopo poco ci raggiunge per giocare insieme a calcio sulla riva. Di nuovo a casa per la doccia e per un veloce pisolino per Martin, che in realtà avrebbe continuato volentieri a dormire fino a mattina, ma dobbiamo cenare e optiamo per il Village du Pecheur a pochi passi da casa nostra. Non serve la prenotazione e ci fanno accomodare in un tavolo appartato e illuminato da una romantica lampada. Ci concediamo un aperitivo di frutta e ceniamo con un gustoso antipasto (marlin marinato e verdure per me; cocktail di gamberi per Enri) e dell’ottimo pesce grigliato con contorno di verdure e riso per entrambi alla cifra totale di 64 euro. E’ estremamente rilassante cenare con i piedi sulla sabbia e il rumore del mare in sottofondo, sarà la stanchezza ma quasi quasi ci addormentiamo sui piatti.
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| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 29 Sesso: Donna Residenza: Meldola (FC) Registrato dal: 30-01-07
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| @ Fra: Consigliatissimo!!! Continuo... Mercoledì, 24/03/2010 La notte è passata tra mille risvegli dato che Martin faticava a dormire per il caldo e voleva bere continuamente, con il risultato che il suo pannolino non riusciva più a contenere la troppa pipì e ha dormito completamente bagnato. Inoltre, la marea su Anse Volbert la notte si alza parecchio e il mare fa molto rumore. Immaginavo che qua fosse caldo, ma così è quasi troppo; se non avessimo avuto il ventilatore penso che avremmo potuto morire letteralmente cotti a puntino. Alla fine ci svegliamo definitivamente alle 9.30, dopo quasi dodici ore di sonno (se così si può chiamare). Dopo una colazione “made in Dona” ci prepariamo e con la nostra auto raggiungiamo Anse Lazio, una delle spiagge più rinomate e più spettacolari di tutte le Seychelles e forse anche del mondo. Percorriamo la strada costiera verso nord attraversando tratti di mare dalla bellezza disarmante: Anse Possession, Anse Takamaka, Anse Boudin, la baia dell’isola di Curieuse e infine eccoci arrivati alla tanto decantata Anse Lazio. Ad accoglierci nel parcheggio una scritta che ricorda che lo Tsunami del 2004 colpì anche questo tratto di Oceano Indiano, seppure fortunatamente in maniera lieve. Il mare non è perfettamente pulito per via di alcune alghe, ma è comunque bellissimo e con un po’ di onde che lo rendono ancora più affascinante. Ci sistemiamo sotto una grande palma e tra giochi, bagni e risate la nostra mattinata trascorre velocemente. Martin vorrebbe giocare con un bimbo che sta proprio vicino al nostro posto, ma non ha l’aria di essere molto simpatico e sia lui che i suoi genitori francesi sono poco accoglienti; poco male, lo intratteniamo noi finché all’ora di pranzo andiamo a mangiare al ristorante Le Chevalier, preferendolo al Bon Bon Plume date le recensioni lette prima di partire. Ordiniamo un paio di bistecche di tonno con riso e verdure e ci mangiamo in tre poiché le porzioni sono abbondanti; inoltre ci portano anche un succo di frutta ciascuno, macedonia e caffè inclusi nel prezzo: tutto questo più una bottiglia di acqua per 53 euro. In bagno sciacquiamo Martin per poi scoprire che c’era pure una doccia, ma ormai lo sto già ricospargendo di crema ed è pronto per la nanna. Lui dorme nel passeggino per un’oretta mentre noi ci stendiamo finalmente al sole a rilassarci, poi ci spostiamo vicini ai meravigliosi massi granitici al bordo della spiaggia e qui giochiamo all’ombra e facciamo bagni fino all’ora del tramonto, quando ci dedichiamo a un bel reportage fotografico. Lasciamo la spiaggia per far ritorno a casa dove, dopo aver fatto un minimo di spesa per i panini di domani, ci prepariamo un gustoso piatto di pasta al pomodoro. Giovedì, 25/03/2010 Altra notte burrascosa per via del caldo e della confusione della strada, del mare e dei cani che sembra si mettano d’accordo per abbaiare tutti insieme. Di giorno la nostra guesthouse è deliziosa, ma di notte si trasforma un po’ in un incubo dato che non ci sono vetri alle finestre a tenere lontano il rumore dei seychellesi che si animano di sera per sfuggire al caldo e al sole quotidiano. Martin a casa è il bambino ideale che dorme dieci ore di fila nel letto della sua cameretta senza interruzioni, ma qua in questo lettino da campeggio con l’afa che aleggia ovunque non riesce proprio a restarci per più di un’ora e ci ritroviamo a tentare di dormire tutti e tre insieme. Se poi c’è uno sport in cui eccelle il mio piccolino è proprio il muoversi mentre dorme e non sto nemmeno a spiegare quanti calci mi tira durante la notte. Tra un risveglio e l’altro ci destiamo definitivamente con la sveglia (strano ma vero, si dorme meglio al mattino che durante la notte) alle 8.30. Colazione sul patio e poi con l’auto ci dirigiamo verso Anse Georgette, attraversando praticamente tutta l’isola. Questa spiaggia è pubblica ma è stata inglobata dal Lemuria Resort, l’hotel più grande e costoso di tutta Praslin e forse di tutte le Seychelles. Per accedervi occorre prenotare almeno un giorno prima (per noi l’ha fatto molto gentilmente Emilia al nostro arrivo) e farsi riconoscere al grande cancello d’ingresso; si lascia l’auto nell’apposito parcheggio per i visitatori a fianco al campo da tennis e si costeggia il campo da golf su un percorso pieno di salite e discese fino alla meravigliosa Anse Georgette. Purtroppo questa mattina è piovuto un po’, ma oltre alle nuvole non abbiamo sentito una goccia e non abbiamo rimpianto troppo il sole visto che si sta quasi meglio senza il calore dei raggi solari. Dopo circa dieci minuti, arriva la famiglia romana conosciuta in aeroporto e che soggiorna proprio al Lemuria; Martin è strafelice perché così potrà giocare ancora con il suo amico Paolo di quattro anni. La mattinata trascorre allegramente tra giochi e tantissimi bagni perché l’acqua è incantevole, quasi irreale: ci sono delle belle onde, ma il colore ha tutte le sfumature del turchese e dell’azzurro e non c’è l’ombra di un’alga; la temperatura poi è davvero piacevole e starei ore immersa in questo splendido mare. La spiaggia è bellissima e ai bordi ci sono dei massi levigati dal vento e dall’acqua che sembrano modellati da un artista divino. All’ora di pranzo i nostri amici se ne vanno e noi restiamo a mangiare i panini preparati stamattina prima di partire, ma acquistiamo anche un po’ di frutta (banana e cocco) per 50 rupie presso una bancarella che si trova sotto una palma sulla spiaggia. Martin si addormenta e noi ci rilassiamo, ma dopo meno di un’ora si sveglia in preda alle urla e temiamo sia il sole che brucia la sua pelle nonostante le nostre attenzioni per evitare questo problema. Raccogliamo le nostre cose e torniamo verso casa, con una sosta in un bazar per comprare due paia di bermuda per Enri (dimenticati a casa) e per un’occhiata veloce a Grand Anse, che è un paesotto pieno di alloggi e ristoranti, ma con una spiaggia poco attraente e piena di alghe. Appena arriviamo al nostro appartamento lasciamo la nostra roba e ci tuffiamo subito in mare: qui è molto più calmo, Martin è più tranquillo e si diverte a sguazzare con noi. Doccia e giochi sul patio e in giardino con la figlia di Emilia che intrattiene Martin facendolo divertire con la palla. Per cena questa sera scegliamo il ristorante Le Laurier che è convenzionato con L’Hirondelle. C’è un buffet molto ricco di verdure, zuppe, carne e pesce alla griglia cotto sul momento dal proprietario. Per i bambini sono attrezzatissimi perché ci offrono subito il seggiolone e tutto il set a misura di bimbo: piatti in plastica e posate in miniatura. Io provo di tutto e non trovo nulla che non gradisca, Enri è un po’ più restio come al solito con le verdure e i cibi sconosciuti, ma anche lui rimane soddisfatto. Saltiamo il dessert perché abbiamo mangiato troppo e proprio non ci sta più nulla. Per il buffet più un’acqua e due birre spendiamo 61 euro con lo sconto per i clienti de L’Hirondelle.
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| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 29 Sesso: Donna Residenza: Meldola (FC) Registrato dal: 30-01-07
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| Venerdì, 26/03/2010 Anche questa notte è lunga e travagliata: è davvero insopportabile il caldo e circa ad ogni ora ci svegliamo per bere… Io odio l’aria condizionata, ma in questi momenti la rimpiango con ardore. Ci svegliamo alle 8.15 per la nostra colazione sul patio e, preparati armi e bagagli, attendiamo Mathieu per la nostra escursione a Curieuse e St Pierre (40 euro con pranzo a testa, Martin gratis). Con la barca de L’Hirondelle raggiungiamo subito l’isolotto roccioso di St Pierre dove ci tuffiamo a turno per lo snorkeling in acque cristalline: prima va in avanscoperta Enri mentre io resto sulla barca con Martin a dar da mangiare ai pesci e a fare foto e riprese, poi scendo io con maschera e pinne per trovare svariati pesci (niente a che vedere con la Polinesia, ma comunque interessante) e pure uno squaletto… E’ molto raro vederli da queste parti e mi reputo fortunata; memore dalle avventure in Polinesia poi non ho assolutamente timore perché so che quelli di questa razza sono innocui. La seconda tappa è l’isola di Curieuse sulla quale approdiamo e ci rilassiamo su una spiaggia mentre il nostro equipaggio composto da Mathieu e due ragazze molto simpatiche e dolci ci preparano un ottimo pranzo a base di pesce grigliato in salsa creola (più buona di tutte le altre provate finora) con contorno di verdure miste e riso allo zafferano in una salsa di pomodoro molto gustosa. Nel frattempo noi troviamo un piccolo angolo di paradiso all’ombra di un albero dove soffia un venticello assolutamente gradevole che vorremmo ci accompagnasse per tutta la giornata. Qui incrociamo anche una coppia di italiani che soggiorna sulla Grand Anse alla Ocean Villa, l’altro self-catering che avevo preso in considerazione ma poi scartato perché sul lato opposto dell’isola: anche là faticano a dormire la notte per via del rumore della strada, hanno l’aria condizionata che fa un sacco di rumore e sono senza vetri alle finestre quindi è tutto un programma. Morale della favola: mal comune mezzo gaudio. In effetti oggi fa caldissimo e l’afa è quasi insostenibile perciò facciamo diversi bagni prima di pranzare insieme ai nostri compagni di avventura tedeschi che risolvono il problema sole cocente sulle loro pelli color bianco-latte con il classico ombrellino in stile giapponese. L’area BBQ è attrezzata per noi turisti con diverse griglie e tavoli occupati dai vari tour e ci sono pure i bagni tra la vegetazione circostante. Finito il nostro pasto, Enri fa addormentare Martin mentre io visito l’interessante ma minuscolo museo che si trova all’interno della casa del dottore che visse qui nel secolo scorso per assistere i malati di lebbra messi in quarantena su questa isola. Potremmo raggiungere l’altro capo di Curieuse camminando per un’oretta tra la foresta e mi piacerebbe, ma con Martin il percorso non è fattibile perciò lo raggiungiamo con la barca e arriviamo finalmente nella spiaggia dove si trova la riserva per le tartarughe giganti di terra, la seconda colonia dopo quella di Aldabra. Appena si intravedono quelle meravigliose bestiolone l’emozione sale e sembra di essere tornati indietro nel tempo. Paghiamo la tassa di sbarco di 15 euro a testa (o 200 rupie) e un gentile signore ci accompagna nella visita fornendoci un sacco di informazioni interessanti: come distinguere i maschi dalle femmine, quanti anni possono vivere, quanto e cosa mangiano… Oltre ad un maschio di 110 anni vediamo tanti altri esemplari e dei cuccioli che raggiungeranno la maturità sessuale solo a 15-20 anni! Martin ne è attratto, ma preferisce restare in braccio a noi per farsi fotografare con loro. La spiaggia è molto bella e ci dispiace molto dover rientrare. Arrivati alla Côte d’Or ci concediamo un bagno nell’acqua limpida ma caldissima che non ci offre tanto refrigerio e poi torniamo in guesthouse per far giocare anche oggi per un po’ Martin con la figlia di Emilia. Per cena preparo un passato di verdure con pastina per il mio bimbo, pasta al ragù per Enri e alle verdure per me (più qualche panino con affettati), il tutto praticamente in una sauna anziché in una cucina. Questa sera è più afoso che mai e temo molto questa notte; decidiamo di dormire io con Martin in camera ed Enri in sala nel divano letto così da far riposare almeno uno dei due nel caso il piccolo abbia il sonno disturbato.
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| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 29 Sesso: Donna Residenza: Meldola (FC) Registrato dal: 30-01-07
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| Sabato, 27/03/2010 In effetti stanotte alle due mi sono dovuta alzare per camminare un po’ in giardino con il passeggino e respirare un po’ d’aria… Non che fuori si stesse molto meglio, ma almeno eravamo all’aperto e l’ambiente era più gradevole e meno afoso. Siamo poi tornati a letto dopo un’oretta e tra qualche debole lamento la mattina è arrivata piuttosto in fretta. Certo che è quasi una barzelletta: delle notti così me le sono risparmiate per due anni e mi tocca farmele in viaggio!!! Va beh, tanto al mattino dormiamo un po’ di più e la sera andiamo a letto presto visto che non c’è nient’altro da fare e non me la prendo affatto perché comunque il posto merita davvero. Ci alziamo quindi verso le 8.30 per la nostra colazione casereccia e con calma ci prepariamo per andare in spiaggia. Oggi abbiamo deciso che passeremo una giornata di vero relax e resteremo in zona Anse Volbert (ossia Côte d’Or) per il nostro ultimo giorno a Praslin. Attraversiamo tutto il paesotto che di giorno non avevamo ancora visto fino all’hotel Berjaia e finalmente trovo la famosa Rosemary’s Guesthouse (che non accetta bambini e perciò abbiamo dovuto scartare a priori nonostante le ottime recensioni) che di notte mi era sfuggita. Notiamo anche che lo strano rumore che sembrava provenire da una nave di passaggio in realtà è uno stravagante signore che lo emette con una conchiglia particolare per attirare l’attenzione degli abitanti sul fatto che c’è pesce fresco da vendere in strada. Non troviamo però nessun posto abbastanza ombreggiato sulla spiaggia e torniamo quindi davanti a L’Hirondelle a stendere i nostri teli per giocare e fare un paio di bagni. Io mi spingo fino alla fine della spiaggia armata di macchina fotografica sia per farmi una bella passeggiata sul lungomare sia per catturare qualche scorcio indimenticabile, ma non ce ne sono di belli come ad Anse Lazio ed Anse Georgette; questa spiaggia è perfetta per i bimbi perché lunga, tranquilla e senza onde, è carina ma dopo aver visto le precedenti è difficile rimanerne estasiati. Pranziamo con pasta al ragù e verdure, mentre Martin con del latte perché ha delle piccole afte in bocca che gli procurano dolore mentre mangia… Ecco il perché non riesce a riposare bene! Lo mettiamo a letto e anche noi ci rilassiamo e quando si sveglia aspettiamo si faccia un po’ meno caldo per andare in spiaggia, così io intanto ne approfitto per preparare le valigie per domani. Troviamo un bello spazio ombreggiato per darci ai giochi sulla sabbia e ancora una volta a diversi bagni per rinfrescarci un minimo anche se l’acqua è circa 30 gradi. Non so se si diverte più Enri a costruire dighe, castelli e palle di sabbia oppure Martin a guardarlo e a tentare di partecipare. Poco dopo, arrivano un gruppetto di bambini seychellesi a sguazzare vicino a noi e Martin vorrebbe tanto giocare con loro, ma è ancora troppo piccolino per loro e non sa nuotare perciò io lo accompagno volentieri vicino a quei simpatici occhietti ridenti e allegri aiutandolo a stare a galla. Torniamo a farci una doccia e ci prepariamo per andare a cena Da Luca, la famosa gelateria italiana che hanno decantato tanti viaggiatori prima di noi. Martin avrà detto “pizza” circa un migliaio di volte prima di arrivare ed ora se ne mangia una metà in una frazione di secondo tutto bello soddisfatto… Alla faccia delle afte! Anche noi ci concediamo la nostra deliziosa pizza e tre fresche birre (la bottiglia di Seybrew è solo di 280 ml ed una a testa non basta), come dessert poi non può mancare l’assaggio di un buon gelato ai frutti tropicali. In totale spendiamo 37 euro e lasciamo anche 30 rupie di mancia alla simpatica e dolce cameriera… Peccato non averlo provato prima!
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| Domenica, 28/03/2010 Non ci posso credere… Stanotte Martin non si è svegliato neppure una volta e il caldo non si è sentito troppo intensamente come le notti precedenti. Sarà perché ci stiamo abituando o sarà perché l’umidità era minore, in ogni caso nonostante le urla e la musica del sabato sera di Praslin (fino all’una inoltrata c’era una gran confusione) il nostro piccolino se l’è dormita fino alle 6.00 di questa mattina. A casa sarebbe stato un orario comunque indecente per svegliarsi, ma qua va benissimo anche perché andiamo a letto molto presto la sera (tra le 21 e le 21.30 al massimo) e non possiamo proprio lamentarci. Colazione e subito a finire di preparare i bagagli in modo da poter prendere il primo traghetto (Inter Island Ferry) per La Digue. Prima di lasciare il nostro appartamento pago in contanti il saldo ad Emilia cercando di farmi fare un po’ di sconto in più, ma arrotonda solamente perché dice che non può concedermi più del 5% evitando il pagamento con la carta di credito. Mentre aspettiamo che alle 8.20 ci passi a prendere un taxista amico di Emilia con la sua Suzuki monovolume nuova di zecca, lei ci racconta che vive alle Seychelles da 15 anni e che Mathieu e Julie (una delle due ragazze della gita in barca) sono figli del marito avuti da una relazione precedente e la piccola Ayette invece è proprio figlia sua; è originaria dell’Argentina e fino a ieri i suoi genitori erano qui, venuti a trovarla per la prima volta in tanto tempo perché dal Sudamerica alle Seychelles i collegamenti non sono molto semplici. La salutiamo e in una decina di minuti siamo al porto di Baie St Anne. L’ufficio non è ancora aperto e attendiamo qualche minuto per fare i biglietti. Optiamo per i ticket andata e ritorno (20 euro per adulto) risparmiando 4 euro e non abbiamo molta scelta per il traghetto di venerdì prossimo: al mattino prestissimo o nel tardo pomeriggio… Vada per quello delle 17 (con coincidenza per Mahé alle 18) così da godere del tramonto sul mare. In una ventina di minuti siamo a La Digue e devo dire che abbiamo avuto un’ottima idea a prendere il primo Cat Roses perché il caldo è già insopportabile, figuriamoci a cavallo del mezzogiorno! Abbiamo prenotato al Fleur de Lys che si trova abbastanza vicino al jetty, ma decidiamo di non trasudare oltre per il trasporto delle valige e facciamo felice Martin prendendo l’insolito taxi tipico di quest’isola: il carro trainato da un bue. E’ molto caratteristico nonostante esistano ormai un paio di auto-taxi e qualche furgone degli alberghi più grandi, ma noi preferiamo vivere La Digue alla vecchia maniera. Arriviamo al nostro self-catering in 10 minuti spendendo 100 rupie e ci sembra un prezzo piuttosto onesto. A darci il benvenuto c’è il proprietario scozzese Ron che ci offre un fresco succo di frutta e ci dà una panoramica generale dell’isola mentre ci finiscono di sistemano la camera. Ci accompagna poi al bungalow che è grande e ben arredato: un patio bel patio, una spaziosa camera matrimoniale, un lungo bagno, un elegante salottino con annessa cucina attrezzata (frigo, angolo cottura elettrico, microonde, tostapane e tutti gli utensili necessari); ci sono diverse porte di ingresso e tante finestre che permettono di guardare tutt’intorno nel rigoglioso giardino tropicale con viottoli che conducono ai diversi bungalow, tante piante e fiori colorati. La cosa che chiediamo subito con un supplemento di 5 euro al giorno è l’aria condizionata: subito rinfreschiamo la nostra casetta e ci sembra di rinascere. Afferriamo al volo le bici che ci ha riservato (una con seggiolino per Martin naturalmente) e andiamo a fare un giro per la meravigliosa La Digue: abbiamo visto solo le strade per ora, ma già amo quest’isola così calma e rilassante piena di gente a piedi o in bicicletta, senza troppi rumori e tanto verde intorno… E devo ancora vedere le spiagge! Ci fermiamo da Gregoire’s, il famoso supermercato di cui abbiamo già tanto sentito parlare e che immaginavamo rifornito, ma rimaniamo allibiti dai tanti prodotti che vi si possono trovare: finalmente troviamo anche lo yogurt per le merende di Martin, lui che lo ha cercato così tanto i giorni scorsi finalmente sarà contento e soddisfatto. Torniamo a casa con una spesa da 34 euro composta da 12 bottiglie d’acqua, 4 birre, 6 yogurt, pane in cassetta, un melone e del deodorante. Non proprio economico, ma ne vale la pena. Cuciniamo il nostro pranzo a base di pasta e melone e mettiamo a letto il nostro piccolino nella stanza gradevolmente fresca e, infatti, riesce a farsi una bella dormita; dobbiamo svegliarlo noi dopo un paio d’ore per andare in spiaggia. Per il nostro primo pomeriggio a La Digue scegliamo Anse Severe, che si trova a nord del villaggio di La Passe, un bel tratto di costa con onde abbastanza notevoli, ma praticabili anche con un bambino e fondali piuttosto bassi. Restiamo fino al tramonto per vedere i massi ai bordi della spiaggia e il cielo incendiarsi di tutte le tonalità del rosso. Ci sono diverse persone che si siedono a riva per godersi questo spettacolo e anche noi facciamo decine di foto mentre giochiamo sul frangiflutti con Martin. Torniamo al bungalow per una doccia e poi andiamo a cena da Chez Marston, già visto sulla strada e consigliato da altri viaggiatori sul forum. Io prendo il filetto di pesce al latte di cocco ed Enri un pesce alla griglia alla creola, per Martin invece hamburger e patatine (che mangiamo noi, per lui solo pane e carne senza salse); con due birre il conto totale è 37 euro. Io però rimango delusa perché mi aspettavo un piatto che mi ricordasse la Polinesia (dal nome lo immaginavo così), invece del latte di cocco non ho sentito nemmeno il sapore! Una volta rientrati al nostro bungalow smette di funzionare l’impianto idrico e riusciamo a lavarci i denti solo con una bottiglia… Speriamo sia solo un problema momentaneo!
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| Lunedì, 29/03/2010 Stamattina ci svegliamo sulle 7.30 riposati e contenti di avere evitato il caldo afoso della notte e aver fatto un lungo sonno senza interruzioni... Se solo avessimo avuto l’aria condizionata anche a Praslin forse avremmo evitato le dure nottate afose, ma alla prenotazione proprio non avevo immaginato che il clima sarebbe stato cos+ umido. Scopriamo che ancora non c’è acqua e chiedo aiuto in reception: un omone che sostituisce Ron fino al suo arrivo semplicemente riapre l’impianto dicendomi che c’era stato un problema ed era stato chiuso senza poi essere riattivato. Facciamo, quindi, colazione e partiamo alla volta dell’Union Estate, il parco che racchiude tra le altre cose la spiaggia seychellese per eccellenza: Anse Source d’Argent. Per entrare al parco occorre pagare una tassa di 100 rupie (oppure 10 euro o 15 dollari) e bisogna tenere il bigliettino che viene consegnato in modo da poter entrare ed uscire più volte nella stessa giornata; inoltre è conveniente conservarlo anche perché dopo due ingressi pagati il terzo è omaggio. Noi optiamo per il pagamento in rupie poiché corrispondono a circa 6,50 euro e Martin come di consueto non paga. Una volta entrati siamo immersi in una vegetazione ricchissima e troviamo una sorta di fattoria (Old Plantation House) con alcune magrissime mucche, un cimitero di epoca coloniale, una piantagione di vaniglia, dei cavalli in libertà (ma hanno pure la loro stalla) coi quali poter fare a pagamento un giro per la spiaggia e, dulcis in fundo, un grande recinto con delle tartarughe giganti. A Martin piace moltissimo il posto e anche a noi, ma io fremo per vedere la spiaggia tanto sognata e, abbandonate le biciclette, seguiamo un breve sentiero che tra massi granitici enormi ci porta al vero paradiso in terra… Finalmente vedo nella realtà la spiaggia vista e rivista su foto e documentari e devo ammettere che non tradisce affatto le mie aspettative. Non perdo tempo e appoggio rapidamente le nostre attrezzature balneari per fiondarmi alla scoperta di ogni angolo nascosto e scattare numerose fotografie ad ogni piccolo pezzetto di questa spiaggia magnifica: ancora il sole non è allo zenit e ci sono poche persone perciò mi sembra ovvio sfruttare l’occasione. Iniziano poi i bagni e i giochi con Martin e siamo felici di vederlo contento e rilassato in questo spazio alla portata di bambino con acque calmissime e molto calde. A poco a poco la spiaggia si affolla (decisamente non come la riviera romagnola, ma ci sono ora diverse persone che avrebbero compromesso le mie foto) e le famiglie con bambini non mancano. Vicino a noi si accomoda una simpatica famigliola di francesi con un bimbo di 14 mesi ed una bimba di tre anni e mezzo che subito Martin sceglie come compagna di giochi ed è feeling dal primo istante. Lei si chiama Sara ed è carinissima, la mamma è colombiana e il papà francese e sono originari di St. Malo in Bretagna. Mi diverto a conversare in francese con loro e mi vengono fatti anche i complimenti per il mio accento; ringrazio perché ultimamente lo sto un po’ tralasciando in favore del più amato inglese. Verso mezzogiorno torniamo al nostro self-catering per preparare un pranzo a base di pasta al tonno e melone, poi Martin fa un po’ di nanna e anche noi ci riposiamo dopo aver sistemato le centinaia di foto scattate questa mattina. Verso le 16.00 torniamo al parco dell’Union e all’altezza del recinto delle tartarughe incrociamo gli amici milanesi conosciuti stamattina ad Anse Source d’Argent (anche se in realtà li avevamo già visti diverse volte: erano in aereo con noi all’andata, sul traghetto con noi da Praslin a La Digue, ieri da Gregoire’s e ad Anse Sévère, ieri sera a cena da Marston) che gentilmente ci hanno spostato i teli visto che la marea si è alzata parecchio ed ha invaso tutta la spiaggia. Enri fa un salto a prendere tutto mentre io rimango a parlare con loro, poi andiamo insieme nuovamente ad Anse Sévère visto che lì non è più tanto praticabile. Ci accomodiamo sotto il grande albero di ieri e chiacchieriamo con Laura ed Emiliano (lei milanese e lui romano) del loro viaggio di nozze modificato visto che aspettano un bambino e dell’Australia dove hanno vissuto sei mesi ed io ovviamente ascolto i loro racconti affascinata sognando già il nostro prossimo viaggio. In cambio noi parliamo di Stati Uniti e Polinesia e tra una cosa e l’altra scopriamo con nostro grande stupore che una coppia di loro amici si è trasferita nel nostro paese e noi li conosciamo di vista… Quanto è piccolo il mondo! Arriva il momento di un bagno rigenerante tra le onde e un po’ di snorkeling per Enri che scopre un bel mondo sommerso, ma io passo perché è già il tramonto e lo osserviamo con piacere finché col buio ritorniamo verso i nostri alloggi. Ci diamo appuntamento per le 20.00 da Gregoire’s per una pizza visto che abbiamo letto pareri molto favorevoli e in effetti rimaniamo molto soddisfatti della simpatia del personale e della bontà del cibo. Spendiamo 50 euro per cinque pizze, quattro birre e una coca. Continuiamo a chiacchierare tutta la sera a tavola e anche fuori dal locale fino alle 21.45 e ci troviamo davvero bene con i nostri nuovi amici. Rientriamo nel bungalow per far dormire un esausto Martin visto che stasera, rispetto alle altre sere, abbiamo fatto le “ore piccole”!
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| Martedì, 30/03/2010 Anche stamattina la sveglia è poco prima delle otto e siamo contenti così perché fuori fa veramente molto caldo e così riusciamo a godere delle ore migliori della giornata. Solita colazione e poi ci dividiamo: io vado subito verso Anse Source d’Argent ad occupare il nostro consueto posticino all’ombra in spiaggia, mentre Enri e Martin si fanno una pedalata fino ad Anse Sévère per recuperare il cappellino di Martin lasciato là ieri pomeriggio. Io appoggio tutta la nostra roba e mi catapulto a fare nuove foto da altre angolazioni seguendo anche il sentiero che porta a diverse insenature e prosegue per decine di metri rispetto alla prima insenatura. Ritornata sui miei passi ritrovo i miei tesori che sono arrivati e insieme ci scattiamo qualche altra foto con l’aiuto del santo cavalletto… Per fortuna che c’è lui, altrimenti non avremmo nemmeno uno scatto tutti e tre insieme! Iniziamo a bagnarci perché la calura aumenta e io ed Enri ci alterniamo per fare un po’ di snorkeling così da non lasciare mai Martin da solo. Nel frattempo inizia ad arrivare gente e giunge anche la famiglia francese di ieri che purtroppo non trova posto vicino a noi, ma poco male perché Sara e Martin riescono comunque a giocare allegramente insieme a riva. In tarda mattinata veniamo chiamati e accolti da un caloroso saluto, sono Paolo, Kimberly e mamma Fabiana (la famiglia di Roma dell’aereo e di Anse Georgette) che sono venuti in gita a La Digue per un giorno lasciando al Lemuria il papà perché stanco. Scambiamo due chiacchiere per aggiornarci e verso le 11.45 rientriamo per il pranzo, ma c’è ancora la signora delle pulizie che ne ha ancora per un bel po’ e noi attendiamo un momento per cucinare e fare la doccia. Oggi il menù dice pasta al ragù (per me verdure visto che i miei uomini non gradiscono e preferiscono la carne) seguito da qualche fetta di ananas. Mentre stiamo terminando sentiamo bussare e rimaniamo sorpresi nel vedere materializzarsi Laura ed Emiliano che avevano tentato di mandarci un messaggino nel cellulare senza risposta; in effetti noi l’avevamo lasciato in valigia e non ce n’eravamo neppure accorti, così sono venuti ad aggiornarci per la gita alle vicine isole di Cocos, Félicité e Grande Soeur che abbiamo deciso di fare domani insieme. Loro si sono dati da fare ed hanno chiesto a diverse agenzie, io invece ho chiesto qui al Fleur de Lys, ma l’addetto non era presente e mi avrebbero fatto sapere appena sarebbe arrivato. Chiacchieriamo un po’ e poi vedo arrivare David con gli aggiornamenti: ci spiega un po’ le alternative che abbiamo ossia mezza giornata (50 euro con pranzo BBQ al ritorno e visita delle tre isole) oppure intera giornata (70 euro con pranzo a Marianne e visita di Cocos e Félicité oppure 90 euro con pranzo a Grande Soeur e visita di Cocos e Félicité) e noi optiamo per la prima scelta così non strapazziamo troppo Martin e per quella cifra vediamo comunque tutte e tre le principali. Nel frattempo Enri ha già addormentato il nostro piccolino e ci congediamo dandoci appuntamento per la cena. Dopo poco più di un paio di orette di nanna sveglio Martin e pure Enri che si era addormentato da mezz’ora e, dopo esserci rapidamente preparati, in sella alle nostre bici ci diamo alla più faticosa pedalata della nostra permanenza a La Digue con destinazione Grande Anse. Ci sono circa 3 km per arrivare e il percorso è inizialmente pianeggiante per poi trasformarsi in un piacevole sali-scendi e, infine, in un tratto molto ripido per lo sprint finale: il tutto richiede energia ma è comunque fattibile. Per chi volesse, per strada si trova pure un chiosco dove vengono preparati succhi di frutta per ritemprarsi dalle fatiche, ma noi, da bravi sportivi, passiamo per arrivare diretti alla meta. Parcheggiamo le biciclette e veniamo travolti da uno spettacolo strepitoso di una spiaggia davvero bella e affascinante con i classici massi granitici ai bordi e un colore dell’acqua indescrivibile con onde alte anche due o tre metri. Avevo sentito dire che le correnti in questo tratto di mare sono molto forti, ma vedere queste enormi onde è davvero impressionante nella calma e tranquilla isola di La Digue. Scattiamo qualche foto e poi Enri si cimenta in un bagno emozionante tenendosi molto vicino a riva, tra l’infrangersi delle onde che lo travolgono e lo fanno divertire parecchio con una sferzata di adrenalina e talvolta un pizzico di smarrimento. Riflettiamo un momento se percorrere il sentiero verso Petite Anse e Anse Cocos, ma non abbiamo ancora molto tempo prima dell’imbrunire e, un po’ a malincuore, rinunciamo per non ritrovarci poi per strada dopo il tramonto visto che qua fa buio molto presto e in fretta. Allora anch’io cerco di fare uno pseudo-bagno tra queste onde bellissime, ma con i miei circa 48 kg di peso vengo sballottata e non riesco proprio a dominarne la potenza perciò coscienziosamente esco dall’acqua dopo soli tre minuti. Merenda per Martin e in marcia di nuovo verso Anse Source d’Argent, deviando per una strada pianeggiante che porta proprio a questa spiaggia, cantando per distrarre il nostro piccolo dalla frenesia di rivedere cavalli, buoi e tartarughe. Due anziani signori all’ingresso ci fanno entrare anche senza mostrare il ticket di questa mattina e arriviamo in fretta alla spiaggia per non perderci la luce migliore. La marea è alta e questo rovina un po’ il fascino del tramonto su queste insenature, ma cerchiamo angoli dove scattare comunque qualche foto percorrendo il sentiero quasi fino in fondo. Lungo il percorso, però, mi viene in mente che forse è meglio che continui solo uno dei due visto che non ha senso portare la borsa da mare e Martin in braccio facendo fatica inutile e decidiamo che proseguirà Enri ed io tornerò indietro insieme al baby, dandoci appuntamento al recinto delle tartarughe. Così facciamo, ma aspettiamo una bella mezz’ora abbondante che rientri Enri: è già buio da un po’ ed io sono quasi preoccupata visto che non è rimasto praticamente nessuno; invece eccolo arrivare con la sua lampadina da minatore in sella alla bici e insieme torniamo a casa che sono le 19.00. In meno di un’ora siamo pronti e, visto che ci siamo dati appuntamento da Gregoire’s dove alloggiano i nostri amici, ne approfittiamo per fare un piccolo rifornimento. Mentre arrivano loro inizia a piovere e, anziché andare da Zerof come previsto, decidiamo di rimanere ancora a cena da Gregoire’s per un’altra ottima pizza (Laura prova la pasta e dice che è mangiabile) spendendo ancora una volta 49 euro in totale in cinque, anzi quattro e mezzo…
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| Mercoledì, 31/03/2010 Sveglia alle 7.15: grazie anche al condizionatore, ormai Martin si è impostato e segue i suoi orari. Subito dopo colazione bussa alla nostra porta un ragazzo di nome Jonathan che si presenta come l’organizzatore all’escursione di oggi con la sua barca Nikita. Ci dice che si è aggiunta un’altra coppia di persone alla nostra gita che preferirebbe optare per l’intera giornata e noi potremmo scegliere questa per la stessa cifra pattuita per la mezza giornata. Siamo tentati, ma riflettiamo un attimo sul fatto che preferiamo la nostra scelta iniziale, poi però ci raggiungono i nostri amici alle 9.00 e insieme decidiamo che accettiamo l’offerta. Alle 9.20 siamo da Lionel (il noleggio delle bici vicino al Fleur de Lys) e andiamo a piedi al vicino attracco della barca. Partiamo subito alla volta dell’isola di Marianne dove sostiamo al largo per fare un po’ di snorkeling: io e mio marito ci alterniamo per restare a turno sulla barca con Martin e, una volta scesi in queste acque trasparenti, scopriamo un bel fondale ma non troppo varietà di pesci e soprattutto molta corrente. Travasiamo le nostre cose e ci spostiamo su una barca più piccola per arrivare alla spiaggia di fronte a noi che è deserta e selvaggia. Troviamo un’ombra e ci accomodiamo, ma non ci sembra niente di eccezionale perché fino a riva ci sono molti coralli ed è impossibile fare il bagno; poi però arriviamo dalla parte opposta della spiaggia e troviamo un piccolo angolo di paradiso con una grande ombra e diverse rocce ed un tratto dove c’è sabbia per alcuni metri per poter entrare in acqua a fare il bagno. Stiamo qui ad oziare e giocare con Martin finché a mezzogiorno Jonathan ci chiama per il pranzo e ci sediamo su una panca con piatti alla mano e pesce grigliato, insalata e salsiccia, ma meno posate rispetto ai partecipanti costringendoci a mangiare con le mani… Il bello dell’avventura! Martin non si scompone e mangia di gusto come al suo solito risultando ancora una volta un ottimo “bambino da viaggio”. Dopo pranzo torniamo al nostro angolo e facciamo un bagnetto, giochiamo un po’ poi oziamo di nuovo e Martin si stende sul telo a dormire senza neppure chiederglielo. Dopo un quarto d’ora, però, arriva il momento di risalire a bordo e, raccolte le nostre cose, lo prendiamo in braccio e lo portiamo prima sulla barca piccola e poi su quella un po’ più grande e lui non fa proprio una piega continuando a sonnecchiare. Ci spostiamo all’isola di Félicité, dove vediamo delle villette a strapiombo sul mare in costruzione, sono molto carine ma rovinano sicuramente la naturalezza dell’isola e ci viene spiegato che sono in vendita: per una di queste ci stanno facendo un pensierino il signor e la signora Beckham. Gettiamo nuovamente l’ancora per un'altra manche di snorkeling e ci troviamo realmente immersi in un acquario: prima va Enri avvistando subito una tartaruga marina mentre io tengo in braccio il piccolo che ancora dorme; un’altra ci viene portata sulla barca per una foto e Martin, aprendo gli occhi, la vede così da svegliarsi definitivamente e felicemente. E’ bellissimo ed emozionante nuotare con lei accanto. Ci sono pesci di mille forme, colori e dimensioni e avvistiamo pure una razza. Dopo una quarantina di minuti ripartiamo per raggiungere Cocos Island che dista pochissimo e anche qui è tutto meraviglioso: i fondali sembrano bassissimi da quanto si vedono bene i coralli e i pesci da sopra la barca e questa volta vado io per prima. Sott’acqua c’è un mondo a dir poco stupendo: ci sono banchi di pesci gialli, blu e dalle sfumature dell’arcobaleno; razze, tartarughe ed anche uno squaletto e nessuno ha paura dell’uomo che nuota nel loro habitat. Purtroppo giunge il momento di tornare alla base, ma siamo soddisfatti della nostra escursione e delle centinaia di cose viste oggi: ne abbiamo gli occhi pieni e sicuramente ci rimarrà a lungo impressa questa giornata nelle menti. Paghiamo solo 50 euro anziché 70 a testa, come ci aveva promesso Jonathan, e non ci sembra male visto quello che chiedevano altre agenzie e soprattutto rapportato a quello che abbiamo fatto. Siamo però esausti e un po’ abbrustoliti dal sole per la nostra brillante idea di mettere solo la protezione 6 proprio oggi per la prima volta, non preoccupandoci che in barca avremmo preso molto più sole. Torniamo quindi al self-catering per una doccia e una tripla razione di crema e ci riposiamo un po’ prima di prepararci una pasta e un melone per cena. Usciamo a prendere poi un gelato Da Luca, ma lo troviamo già chiuso alle 20 e ci fermiamo quindi da Chez Marston dove io mi premio dalle fatiche della giornata con un gelato e mio marito con un milk-shake al cioccolato (120 Rs in totale). Visto che ancora è presto andiamo a fare un giro in bici e troviamo inaspettatamente Laura ed Emiliano nuovamente da Gregoire’s perché da Zerof avevano un menù che non gradivano molto e, appiedati visto che domani lasciano La Digue, si sono fermati sotto casa. Scambiamo due chiacchiere e ci risalutiamo dandoci appuntamento a Mahé, poi andiamo a letto presto stanchissimi. Giovedì, 01/04/2010 Apriamo gli occhi intorno alle otto e, come di consueto, Martin ci raggiunge nel lettone per fare un po’ di coccole mattutine. Gli prepariamo il latte e facciamo colazione, poi puntiamo verso nord per raggiungere la costa orientale dell’isola in bicicletta. Passiamo Anse Sévère ancora deserta e la carinissima Anse Patates e proseguendo sulla stradina costiera e poco battuta vediamo Anse Gaulettes, Anse Grosse Roche e Anse Banane, ma poi ci fermiamo e torniamo indietro perché sono spiagge con molte rocce e coralli, non adatte ai bambini e nemmeno a noi che siamo sprovvisti di scarpette. In ogni caso c’è bassa marea nonostante i cartelli avvertano di fare attenzione perché sono presenti forti correnti e sarebbe difficile fare il bagno vicino a riva, ma per le foto ci sono scorci mozzafiato. Sulla via del ritorno ci fermiamo, quindi, ad Anse Patates, la spiaggetta che si trova sotto all’Hotel Patatran (che avevo preso in considerazione in fase di prenotazione per un’ottima offerta trovata su booking.com, ma poi ho rinunciato in favore del carinissimo Fleur de Lys e devo dire che come posizione e ambientazione ho avuto sicuramente ragione). L’insenatura è un piccolo gioiellino essendo di dimensioni ridotte ma con tanta sabbia per i giochi dei bimbi e massi enormi ai bordi per foto spettacolari. Enri si cimenta anche nello snorkeling e rimane mediamente soddisfatto: diciamo che se ieri non avessimo riempito i nostri occhi con tutta quella fauna marina colorata di sicuro oggi sarebbe rimasto più entusiasta perché avevamo letto pareri favorevoli sui fondali di questo tratto di costa. Verso mezzogiorno torniamo verso casa e sulla via del ritorno diamo un occhio ad Anse Sévère che è avvolta da una marea bassissima, tanto da vedere affiorare i coralli di cui è ricca. Inoltre, c’è un arco costruito con piante e fiori e due sposi che stanno salendo su un carro pieno di fiori colorati trainato da un bue: è il tipico matrimonio seychellese in riva al mare ed è molto romantico. Io mi fermo anche al mini-market a fianco a Marston per comprare del succo e del pane per la colazione di domani mattina, degli spaghetti per il pranzo e della crema idratante per le nostre pelli provate dal sole visto che ieri ci siamo ripetutamente cosparsi col doposole terminandolo. A casa cuociamo il nostro ultimo sugo (spaghetti col tonno) seguito da una rinfrescante razione di melone, poi mettiamo a letto Martin a riposare e noi guardiamo e sistemiamo le centinaia di foto scattate in questi giorni… Ogni scorcio ed ogni momento sono memorabili e le fotografie di questo viaggio saranno davvero tantissime e piene di ricordi meravigliosi. Dopo quasi tre ore di sonno, svegliamo il nostro cucciolo e ci dirigiamo nuovamente ad Anse Sévère dato che è la spiaggia più “agibile” e vicina per il breve pomeriggio che ci rimane. Il mare è abbastanza calmo e la marea né troppo alta né troppo bassa e si sta benissimo perché ci sono poche persone. Prendiamo un enorme piatto di frutta per sole 100 rupie al chiosco sulla spiaggia e ci ritempriamo, poi io mi concedo una buona mezz’ora di snorkeling visto che ancora non avevo esplorato i fondali di questo tratto di litorale mentre Enri gioca e fa il bagno con Martin. Il tramonto arriva in fretta e con il nostro fedele cavalletto riusciamo a fare qualche foto insieme con i bellissimi colori dell’imbrunire, poi in sella alle nostre bici ritorniamo a casa per farci una doccia. Stasera a cena optiamo per Zerof dove c’è un menù fisso a 225 rupie a base di zuppa di legumi, spaghetti ai wurstel (disgustoso il pensiero, ma davvero buoni), riso con piselli, pollo arrosto, filetto di pesce, verdure miste e dessert di papaya caramellata. Mangiamo decisamente bene nonostante le titubanze iniziali una volta arrivati i piatti e anche nostro figlio gradisce molto, soprattutto riso e pesce. Per due menù, un’acqua e due birre spendiamo in totale 550 rupie e rimaniamo soddisfatti del rapporto qualità-prezzo, dell’ambiente e, soprattutto, della simpatia della cameriera che gioca volentieri con Martin. Poco prima di terminare arrivano otto francesi un po’ snob che quasi quasi ci fanno arrabbiare per i modi sgarbati e altezzosi con cui si rivolgono alla gentile cameriera e anche lei sembra non gradire affatto. Torniamo a casa verso le 21.15 ed io preparo i bagagli per domani… Si va a Mahé.
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| Venerdì, 02/04/2010 Chiudiamo i bagagli lasciando una borsa col cambio per il pomeriggio e partiamo con le nostre bici per l’ultimo giorno a La Digue che dedicheremo alla nostra spiaggia preferita: Anse Source d’Argent. Per l’ingresso utilizziamo i due biglietti dei giorni precedenti così da ottenere l’accesso gratuito e ci accomodiamo sotto un grande albero un po’ più avanti del nostro solito posto in quanto stranamente vediamo sistemare lettini ed ombrelloni all’inizio di questo posto solitamente incontaminato da turismo di massa: sta per arrivare un gruppo di turisti francesi che ha colonizzato anche il ristorante Lanbousier che non accetta la prenotazione per mezzogiorno perché pieno, ma ci consiglia il take-away dopo le 12.30. Ci stendiamo e, tra bagni e giochi, la mattinata scorre veloce, poi verso la mezza vado ad acquistare il pranzo da portar via al suddetto ristorante: filetto di pesce per me e Martin e pesce alla griglia per Enri, il tutto con contorno di riso e verdure che è estremamente abbondante e delizioso (cibo + una birra: 310 Rs). Sto via un bel po’ e, nel frattempo, i miei due uomini costruiscono un tavolino di sabbia con tanto di tovaglia fatta di foglie di palme davvero molto carino ed invitante. Dopo l’ottimo pranzo, Martin fa il suo sonnellino pomeridiano nel passeggino e noi due ci rilassiamo all’ombra del grande albero sotto il quale ci siamo accomodati. Verso le 15.30 Martin si sveglia in perfetto orario secondo i nostri piani e recuperiamo le nostre cose per portarle in guesthouse e fare il cambio con la borsa degli abiti puliti per il viaggio verso Mahé. Enri scatta in bici per questa operazione mentre io e Martin lo attendiamo al recinto delle tartarughe in modo che il nostro piccolo saluti queste bestiolone con calma. Sfruttiamo la doccia del Lanbousier per 10 Rs con numerosi becchi di zanzara incorporati, ci cambiamo e al Fleur de Lys paghiamo cash il nostro conto di 550 euro (per 5 notti) + 60 euro (per le bici)… Ron si dimentica di addebitarci l’aria condizionata e noi non glielo ricordiamo, comunque è molto gentile e rimaniamo molto soddisfatti della nostra scelta in questo self-catering. Con un taxi raggiungiamo il porto; in realtà potevamo anche andarci a piedi vista la distanza, ma fa troppo caldo (35° C) e abbiamo un sacco di cose tra valige, passeggino e borse varie e per 100 rupie (che poi sono 10 euro visto che abbiamo finito la moneta locale) possiamo anche risparmiarci di sudare all’inverosimile! Il Cat Roses è già attraccato e saliamo in fretta per aggiudicarci dei buoni posti sul ponte superiore. Alle 17 partiamo puntualissimi e in un quarto d’ora siamo a Praslin, dove scatto veloce verso l’ufficio del Cat Cocos per acquistare i biglietti del traghetto delle 18 per Mahé: 84 euro per due adulti ed un infant (Martin non paga) ed un’ora di navigazione calma e tranquilla. Il mare non è affatto mosso e ci godiamo il tramonto sul mare sempre dal ponte superiore arieggiato visto che il piano inferiore è al chiuso e con un’aria condizionata da polo nord. Arriviamo a Mahé che è già buio e c’è il taxista James con la sua auto kitchissima con tanto di tv ad attenderci e a trovarci (non so come fa, ma mi riconosce lui) inviatoci dalla gentile signora Cecile della Choice Villa, dove soggiorneremo per tre notti. In 15 minuti siamo alla guesthouse e ci viene subito assegnato l’appartamento numero 1 (Frangipanne) che è enorme e molto carino con vista mare, poi ci portano la cena prenotata ieri telefonicamente data la tarda ora di arrivo che si rivela davvero ottima: per 12 euro a testa ci viene portato pollo, pesce, verdure e riso e tutti e tre mangiamo di gusto. Peccato solo che abbiamo quasi terminato l’acqua e le ragazze (ci sono delle cameriere/cuoche incaricate da Cecile che stasera non c’è) non ne hanno da offrirci perciò chiedono ai nostri vicini di camera. C’è una gentile signora che gioca con Martin, una ragazza simpatica e tranquilla ed una strana ragazzina che per metà ha origini italiane che penso abbia qualche piccolo problema di ritardo mentale, ma è comunque gentile e molto socievole. Terminata la deliziosa cena, ci viene offerto del gelato, poi ci sistemiamo e andiamo a letto presto perché stanchissimi. Sabato, 03/04/2010 Sveglia alle 7.15 data la grande luce che filtra dalle tende gialle della stanza da letto, mi preparo e vado in strada a cercare un market per acquistare del latte per Martin e dell’acqua; trovo anche due cartoline finalmente decenti per gli amici dell’asilo nido e per mia sorella che le colleziona sul frigo (la maggior parte sono mie)… Ormai abbiamo perso l’abitudine delle cartoline, salvo casi eccezionali. Alle 8.00 ci viene portata la colazione al tavolo della veranda e consumiamo il primo pasto della giornata con una splendida vista sulla spiaggia di Beau Vallon. Prepariamo, intanto, l’attrezzatura da mare e alle 9.00 ci consegnano la nostra Kia Picanto arancione che ci porterà per due giorni in giro per l’isola (35 euro al giorno con assicurazione completa e seggiolino per il baby), poi partiamo subito in direzione Victoria. Ci vogliono solo pochi minuti per orientarsi con la guida a sinistra e in un batter d’occhio ci ritroviamo sotto l’orologio che ricorda il Big Ben di Londra: la Clock Tower. Foto di rito poi via in cerca di un supermercato dove acquistare i pannolini per Martin e altre cose urgenti per questi ultimi due giorni, ma gli indiani proprietari del CityMart ci fanno un cambio a 14 pagando in euro. Ora siamo pronti per dirigerci verso la costa ovest e imbocchiamo la strada che porta a Sans Souci, il Morne Seychelloise e, infine, a Port Glaud: sono 14 km di strada di montagna con vedute mozzafiato su Victoria e la costa est e poi ovest e, prima di arrivare in fondo, ci fermiamo alla celebre fabbrica del thé per apprendere le tecniche di lavorazione di questa pianta. Ci costa solamente 3 euro per entrambi e la visita dura non più di 10 minuti con la spiegazione di una ragazza molto garbata e gentile; peccato solo che oggi sia festa nazionale e il negozio che vende i diversi thé aromatizzati sia chiuso. Arrivati a Port Glaud giriamo a destra in direzione Port Lunay fino alla fine della strada, poi torniamo indietro e ci fermiamo proprio alla spiaggia di Port Lunay dove ci concediamo un bel bagno rilassante e rinfrescante in una tranquilla baia con un mare piatto e dai colori sgargianti, dove Martin nuota allegramente tra altri bambini locali. Vediamo la prima poliziotta di pattuglia a controllare le spiagge, proprio come avevamo letto in diversi diari dato che i furti ai danni dei turisti sono ormai una routine su quest’isola. Dopo poco ripartiamo in cerca di un benzinaio dato che siamo decisamente in riserva e temiamo di non riuscire ad arrivare a sud dove si trova la prima stazione di rifornimento di strada. Attraversiamo Grand’Anse, Anse Boileau e Anse à la Mouche, finché facciamo benzina a Baie Lazare, poi svoltiamo verso la deliziosa Anse Soleil per concederci finalmente il pranzo all’Anse Soleil Cafeteria. Si tratta di un piccolo bar-ristorante sulla spiaggia, consigliato anche dalla fedele guida Lonely Planet, dove sorge l’Anse Soleil Beachcomber. Non abbiamo proprio fatto male a fermarci in questo delizioso posto: siamo sul mare e pranziamo con una bistecca di squalo, un piatto di pollo alle verdure, riso, contorno vegetale, gelato, acqua, due birre, caffè a 37 euro totali. Troviamo poi refrigerio sotto una palma e facciamo un bel bagno nell’acqua calda e tranquilla di questa bella ansa per poi ripartire in direzione sud. Attraversiamo nuovamente Baie Lazare per arrivare ad Anse Takamaka, dove un curioso poliziotto si presenta come Michael Jacques e ci ripete in un italiano un po’ stentato, ma soprattutto recitato a memoria come una poesia, un bel discorsetto sulla pericolosità delle spiagge di Mahé dopo il tramonto. Così ripete un paio di volte: “ho 27 anni, non bevo, non fumo, non sono sposato, non ho figli, non sono omosessuale, mi piacciono le belle donne; da due anni e due mesi faccio il poliziotto e nelle mie spiagge non ho mai avuto furti, io non ho la pistola ma solo il manganello; non lavoro per lo stipendio, ma perché credo nel mio lavoro e amo le Seychelles”. Si raccomanda, poi, di mettere sempre gli zaini e le borse davanti a sé e mai dietro perché i ladruncoli sono lesti ed escono dalla boscaglia con discrezione per rubare oggetti ai turisti; ci consiglia di non restare in spiaggia oltre le sei dato che lui smonta a quell’ora e di non lasciare niente in auto. Ci dice anche che parla sei lingue e immaginiamo il suo discorso nelle altre cinque sempre imparato a memoria… In realtà ci spaventa quasi più lui con le sue movenze rispetto agli ipotetici scippatori. Ci sistemiamo sulla lunga spiaggia, ma non faccio in tempo a stendere il telo che riconosciamo da lontano Emiliano e Laura, così ci accomodiamo a fianco a loro per aggiornarci sugli ultimi sviluppi. Vicino ai due sposini c’è anche un’altra coppia di italiani (lei di Pavia e lui originario di Castrocaro Terme, paese a una ventina di chilometri dal nostro) e conversiamo allegramente per un po’ tutti insieme, finché non ci concediamo un bel bagno rigenerante in queste acque bellissime e cristalline. Ci gustiamo anche il tramonto, restando in spiaggia ben oltre le 18, in maniera forse un po’ incosciente secondo il signor Jacques, e ci diamo appuntamento per la cena con i nostri amici. Torniamo a Bel Ombre in una quarantina di minuti per una bella doccia, ma presto ci arriva un sms di Emiliano che ci dice che stasera non vengono perché hanno perso la macchina fotografica e devono recuperarla. Noi allora decidiamo di andare a Le Corsaire, dove sono andati ieri sera loro, ma non hanno tavoli disponibili visto che c’è una festa privata, quindi andiamo a La Scala poco più avanti, ma è chiuso… Accidenti, riusciremo a mangiare stasera che è il sabato della vigilia di Pasqua?!? Andiamo allora a La Perle Noire, la nostra prima scelta, e in cinque minuti ci preparano il tavolo. Mentre attendiamo al bar conversiamo con il proprietario milanese che si è trasferito qua da quindici anni e ovviamente trova subito pane per i suoi denti con l’aggiornamento del campionato di calcio conversando da buon interista con Enri. Ceniamo divinamente in un ambiente molto carino e amichevole: insalata di polipo (io), carpaccio di pesce (lui), filetto di pesce della casa con pesto, pomodorini e rucola con contorno di riso (entrambi), filetto alla griglia semplice (Martin), acqua, vino rosé e gelato al cocco caramellato per un totale di 90 euro…. Una cenetta così non ce l’eravamo ancora concessa e un po’ alticci e soddisfatti per l’ottima serata ce ne torniamo alla Choice Villa per un sonno rigenerante.
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| | #11 | ||||||||||||||||||||
| Passeggero Età : 31 Sesso: Donna Residenza: Milano Registrato dal: 26-07-09
Messaggi: 162
| Che bello questo diario, così preciso, dettagliato e scritto subitissimo!!! grazie davvero!!! dal diario prndo spunto per chiederti qualcosina....come sai anche noi abbiamo acquistato il volo da Alke viaggi...dunque lo troveremo all'arrivo? sono quindi stati di aiuto per voi? qual'è il prezzo che avete pagato per l'auto a Praslin? per ultimo...avete portato con voi il pc per poter sistemare le foto?te lo chiedo perchè noi siamo molto indecisi, più che altro per una sistemazione sia di peso che di sicurezza una volta lì...però sicuramente per scaricare subito le foto e liberre la macchina serebbe ottimo.... per ultimissimo....foto! foto! foto!...sono curiosissima di vederle....ovviamente anche di leggere il resto del racconto!
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| | #12 | ||||||||||||||||||||||||||||||
| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 29 Sesso: Donna Residenza: Meldola (FC) Registrato dal: 30-01-07
Messaggi: 3.438
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Grazie! Mi avevate chiesto di portarvi prestissimo consigli ed ho rispettato la promessa! Trovi l'addetta sia a Fiumicino che a Mahé. Sono affidabili, vai tranquilla! ![]() 35 € al giorno per tre giorni con assicurazione totale inclusa e senza franchigia e seggiolino per il baby. Non avevamo mai portato il pc, ma qs volta sì anche perché non si trova tanto per scaricare le foto alle Seychelles e in più alla sera e in aereo abbiamo fatto vedere un po' di cartoni a Martin per passare il tempo e farlo rilassare per dormire. In realtà a La Digue abbiamo visto un posto dove scaricare foto e metterle su cd, ma è stato l'unico. Comunque il pc è comodissimo per riordinare subito le foto e per scrivere il diario. Noi poi avevamo un notebook perciò molto più leggero e maneggevole...
Con calma arriveranno anche quelle... E gli ultimi due giorni di diario! PS: Ho poi quasi pronto un bel post ricco di consigli utili!!!
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| | #13 | ||||||||||||||||||||||||
| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 29 Sesso: Donna Residenza: Meldola (FC) Registrato dal: 30-01-07
Messaggi: 3.438
| Domenica, 04/04/2010 E’ la nostra ultima giornata intera alle Seychelles e devo dire che, nonostante abbiamo avuto la fortuna di trascorrervi due settimane, un po’ mi dispiace tornare perché stiamo proprio bene in questo paradiso. Ci svegliamo alla solita ora e, dopo una bella colazione osservando la lunga baia sottostante nella tranquillità del mattino, carichiamo l’auto con l’attrezzatura da spiaggia e partiamo verso la costa est. Abbiamo già percorso la strada litoranea ieri sera, ma con la luce solare è tutta un’altra cosa ed ogni minimo angolo offre uno scorcio indimenticabile. Attraversata rapidamente la minuscola capitale Victoria, vediamo sulla nostra sinistra la prestigiosa Eden Island, l’aeroporto, le spiagge di Anse Aux Pins e, infine, ci fermiamo ad Anse Royale, dove attendiamo i nostri amici Laura ed Emiliano che ci hanno contattato tramite sms. Ci raccontano della travagliata serata precedente durante la quale, arrivati alla guesthouse, si sono accorti di non avere più la macchina fotografica e, senza trovarla in auto, hanno fatto ritorno ad Anse Takamaka con esito altrettanto negativo: niente macchina, niente cena e quindi inutilmente in giro fino alle 23.30. Anche noi ci rammarichiamo per l’accaduto, anche perché è proprio il loro viaggio di nozze ed è l’ultimo giorno perciò tutte le foto scattate sono andate perse… Quello che possiamo fare per loro è offrire le nostre fotografie dei paesaggi che hanno visto anche loro e scattare un bel servizio ai due piccioncini nella giornata di oggi poi spedire a Monza un bel cd una volta tornati a casa. Facciamo un bel bagno rinfrescante e poi partiamo nuovamente per Anse Takamaka per tentare di dare un’ultima occhiata dato che Enri aveva sognato che l’avrebbe ritrovata lui, ma così non è stato. Nel frattempo cerchiamo posto per il nostro pranzo di Pasqua al ristorante sulla spiaggia Chez Batista che è molto quotato sulla Lonely Planet e nei vari forum di viaggio.C’è un ricco buffet che inizia alle 13 e noi non perdiamo tempo a riempire i nostri piatti di ogni varietà di cibo per gustarcelo in riva al mare con i piedi nella sabbia tra tanta gente del posto e alcuni turisti. Passano in fretta un paio d’ore tra tante chiacchiere e risate insieme ai nostri nuovi amici, finché guardiamo l’orologio e ci accorgiamo che è ora di dirigerci verso Anse Intendance, la spiaggia più bella di Mahé secondo noi. Il mare ha un colore terso e con mille sfumature di turchese, con belle onde che ci permettono di fare dei divertenti bagno con tanto di foto ricordo mentre si infrangono impetuosamente su di noi. L’unico inconveniente è che ci sono dei ragazzini che ti scrutano aspettando un momento di distrazione per sottrarti qualcosa di valore da sotto gli occhi. Sono davvero fastidiosi coi loro guardi pesanti e restiamo a turno di guardia con gli zaini e le borse sott’occhio, mentre l’altra coppia si diverte a fare il bagno. Portiamo anche Martin con il suo salvagente e “cavalcare” le onde perché lui vuole immergersi a tutti i costi nonostante il mare mosso, ormai non ha più paura di niente e l’acqua è diventato il suo habitat ideale. Ci asciughiamo e risaliamo sull’auto per tornare al nord per prenotare un ristorante in zona Beau Vallon per la cena, visto che è Pasqua e molti locali sono affollati oppure chiusi non vorremmo rimanere senza viveri. Dopo una quarantina di minuti tentiamo a La Scala, ma è chiuso; andiamo allora Al Mare sulla spiaggia appunto di Beau Vallon e riserviamo un tavolo per le 20.00, ma scappiamo in fretta da quella spiaggia perché presa d’assalto da tante famiglie del posto e altrettanti stranieri, sembra quasi di stare in Romagna ad agosto e non voglio vedere qui l’ultimo tramonto di questo indimenticabile viaggio. Percorriamo i pochi chilometri che ci dividono da Glacis e troviamo una piccola spiaggetta dove gli altri fanno il loro ultimo bagno mentre il sole cala sonnacchioso dietro l’orizzonte, mentre io resto seduta a guardare i colori del cielo che cambiano con un Martin che si è appena svegliato da un sonnellino in auto. Qui è bello, ma Anse Intendance mi è rimasta nel cuore e preferisco ricordarmi l’ultimo bagno in quel paradiso. Torniamo alla Choice Villa per la doccia e la preparazione per uscire a cena, poi ci troviamo al ristorante Al Mare poco dopo l’ora prestabilita. Il nostro tavolo è a pochi metri dal bagnasciuga e ordiniamo pasta al pesce della casa per me e i due uomini, per Laura la carbonara e per Martin al pomodoro; due antipasti di mare per i ragazzi e fritto misto per noi donne e uovo sodo per Martin. Con due birre e un’acqua abbiamo speso 128 euro in cinque. Il servizio devo dire che è stato lento, ma sono stati disponibili e simpatico il titolare italiano. Ci diamo appuntamento per l’indomani e corriamo a casa a fare i bagagli, domani purtroppo si parte… Lunedì, 05/04/2010 Ci svegliamo intorno alle 7.00-7.15 e iniziamo subito a fare le ultime cose per chiudere le valigie senza lasciare niente in giro. Conosco finalmente la signora Cecile che avevo sentito il giorno prima al telefono ricordandole che oggi saremmo partiti, così è venuta lei a prepararci la colazione e a sentire com’è andata. Ci porta anche il conto e saldiamo in contanti il totale di tre notti, una cena, tre colazioni e il passaggio in taxi dal porto a qui della prima sera (289 euro). Consumiamo il nostro ultimo pasto seychellese ammirando la costa e l’oceano sotto di noi, poi carichiamo l’auto e tentiamo di far salire Martin ma non vuole proprio andare via… Ecco, a neanche due anni ha già capito tutto!!! In mezz’ora siamo all’aeroporto di Mahé e, nello stesso momento in cui scendiamo dalla macchina, arriva il signore della Thrifty a ritirarla. Entriamo nella hall all’aperto e, sebbene siano solo le 9.00, il check-in è già aperto perciò sbrigo le pratiche assicurandomi i posti davanti e chiedendo inutilmente un posto in più visto che l’aereo è pieno zeppo. Appena terminiamo, arrivano anche Emiliano e Laura e loro non trovano posto nemmeno davanti dato che lei è incinta e ne avrebbe diritto. Nei negozietti di souvenir acquisto nuovamente la cartolina per i bimbi dell’asilo di Martin e un francobollo dato che l’ho chiusa in valigia, la scrivo e la faccio imbucare dal mio piccolo, poi facciamo qualche acquisto per finire le rupie (maglietta per il baby, magnete per il frigo e un paio di orecchini). I ragazzi giocano a scala perché hanno una partita in sospeso e io e Martin girovaghiamo e leggiamo qualche favola per passare il tempo, poi attraversiamo i controlli e attendiamo il nostro volo mentre osserviamo i ricconi venuti in vacanza con rolex, borse strafirmate e nasi rifatti per passare una settimana in un resort extra-lusso e non conoscere nulla delle vere Seychelles. Ci imbarchiamo e alle 12.00 partiamo per un tranquillo volo che inizia con il sonno di Martin che dura due ore e mezza… E’ incredibile, il decollo lo assopisce tutte le volte! Pranziamo, guardiamo qualche film (anche se il nostro schermo non funziona bene), riesco a finire anche il mio libro e facciamo tanti chilometri su e giù per l’aereo per non farci gonfiare le gambe. E’ sicuramente meglio viaggiare di notte, ma le nove ore passano abbastanza in fretta. Arriviamo a Roma in orario e attendiamo pazientemente i nostri bagagli perché dobbiamo rifare il check-in per il volo per Bologna. Quando ce lo consegnano, scopriamo che si è staccata anche una vite dal passeggino, ma non ci preoccupiamo perché a casa abbiamo quello più solido, ma è un po’ una fatica portarlo chiuso in giro e Martin in braccio. Salutiamo i nostri amici con la promessa di risentirci e rivederci presto, poi andiamo al terminal 1 e, dopo il check-in, passiamo i controlli rapidamente attraverso la corsia preferenziale dedicata a famiglie e disabili. Ceniamo al Mc Donald’s e Martin si fa il suo primo Happy Meal sotto gli occhi pieni di disapprovazione di sua madre. Arriviamo al gate d’imbarco a dieci minuti dal decollo, ma il volo ritarda di 20 minuti e abbiamo tutto il tempo di dirigerci all’aereo con il bus dedicato. Martin si addormenta proprio in questo tragitto e si dorme tutto il tranquillo spostamento verso Bologna che dura meno di un’ora. Ad attenderci all’aeroporto troviamo solo una valigia, mentre l’altra non si sa che fine abbia fatto, ma ci verrà consegnata fortunatamente dopo due giorni intatta. Torniamo a casa alle 00.30 circa con mia sorella e mia nipote che gentilmente ci sono venute a recuperare con la nostra auto provvista di seggiolino. Che dire?!? Beh, il viaggio è stato semplicemente fantastico e le Seychelles si sono rivelate all’altezza della loro fama di paradiso per gli amanti del mare e non solo. La cultura e gli abitanti sono meravigliosi e l’aria che si respira è di un posto indietro nel tempo e lontano dalla frenesia che ormai purtroppo ci contagia. Il consiglio è quello di assaporare ogni isola perché tutte hanno molto da offrire e non vanno sottovalutate, ma a La Digue abbiamo proprio trovato una pace che difficilmente si prova. Per tanto tempo ricorderemo questi momenti felici e terremo impresse nelle nostre menti quegli splendidi paesaggi.
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| Turista ![]() Età : 50 Sesso: Donna Residenza: pavia Registrato dal: 22-03-09
Messaggi: 502
| Ancora grazie x il dettagliatissimo diario. Visto che vorremmo fare 2 settimane in novembre,sto traendo molti spunti che confronto poi con gli altri diari gia' presenti nel forum.--- in spiaggia si puo' stare tranquilli a lasciare videocamera e macchina fotografica mentre si fa il bagno ,forse non a mahe' ,stando a quanto hai scritto,ma c'è pericolo anche a la digue e praslin??conviene fare il bagno sempre a turno?? ![]() ---a mahè ,vorrei prenotare al choice villa,si sale fin la' in auto?avevo letto dei diari dove dicevano che era una salita ripida!?!ma sara' fattibile spero anche a piedi ---conviene portare le scarpette x i coralli? --nel sito air seychelles ,ci sono gli orari fino a ottobre ,così x novembre non si sa ancora ,ma non vorrei perdermi delle offerte,magari telefono all'alke viaggi ??chissa' ![]() Ancora e complimenti,anche x essere riusciti a gestire il baby,BRAVI..
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| | #15 | ||||||||||||||||||||||||||||||
| Supervisor & Mod. Generico ![]() Età : 29 Sesso: Donna Residenza: Meldola (FC) Registrato dal: 30-01-07
Messaggi: 3.438
| A Praslin e La Digue nessun problema, ma ovviamente noi facevamo il bagno con un occhio alle bors per scrupolo. A Mahé è davvero improponibile abbandonarle... A noi è capitato a Port Lunay, ma le osservavamo da lontano; nelle altre spiagge non puoi neanche tenerle dietro la schiena perché te le sfilano da sotto il naso... ![]() Sì, si sale in auto ma con un po' di rincorsa perché davvero è ripida la salita... Io l'ho fatta anche a piedi ed è breve ma intensa e fattibilissima. Prenota lì, è la miglior soluzione per Mahé! ![]() Io non le avevo portate... In qualche spiaggia avrebbero fatto comodo, ma le spiagge sono agibili comunque anche senza... Dipende da quanto spazio e peso hai a disposizione... Noi lo avevamo esaurito!!! ![]()
Una chiamata magari la farei, anche perché il sito di Air Seychelles non è aggiornato e le tariffe escono prima telefonicamente che sul web... Alke magari ha qualche offerta... Tentar non nuoce!
Prego e grazie a te e a tutti per i complimenti!!!
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