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Vecchio 28 Dec 2007, 13:20   #1
 
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Turista

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predefinito Viaggio in Perù di Sara e Benedetta settembre-ottobre 2007


Prima di tutto mi scuso per averci messo così tanto tempo a riportare il resoconto del nostro viaggio in Perù, ma il rientro è stato durissimo perchè siamo state subito catapultate nella vita di tutti i giorni, e solo durante questa pausa natalizia ho avuto il tempo di sistemare il tutto.

27 settembre Lima
Arriviamo a Lima la sera del 27 settembre 2007, e nonostante la mia paura di volare bisogna ammettere che il viaggio è andato bene, siamo partiti la mattina prestissimo dall’aeroporto di Bologna e abbiamo fatto scalo a Madrid, tutto con Iberia a cui va un voto positivo per gli aerei, i pasti e l’organizzazione. (costo del volo, compresa la’assicurazione, 950€)
All’uscita dall’aeroporto troviamo ad aspettarci Edison, che ci riconosce subito, sarà lo zaino Invicta… e ci accompagna a casa Yolanda; lungo il tragitto fra l’aeroporto e Casa Yolanda ci racconta un po’ di se stesso, ma soprattutto di Lima che non ci fa proprio una bella impressione vista così di sera col suo traffico pazzesco e lo smog persistente.
Arrivati a “casa” ci accoglie Yolanda che ci mostra la camera, ci da un po’ di informazioni e poi ci lascia metterci subito a letto perché siamo veramente cotte!

28 settembre Lima-Paracas
Il fuso orario si fa sentire così mi sveglio alle 4.30 e non c’è verso che di riaddormentarsi! Alle 7.00 decido di abbandonare il calduccio del letto, facciamo colazione e poi andiamo da Yolanda per fare due chiacchiere, ma arriviamo nel bel mezzo dei festeggiamenti per il compleanno di sua mamma così ci facciamo dare solo le indicazioni per il museo de la Nacion e partiamo alla scoperta di questo museo, che si rivela un’inesauribile fonte di utili informazioni su tutto quello che vedremo nelle successive due settimane in Perù.
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Passiamo la mattinata al museo, e verso mezzogiorno rientriamo velocemente a Casa Yolanda, perché nel primo pomeriggio abbiamo l’autobus per Paracas. Carichiamo gli zaini, salutiamo e andiamo alla stazione degli autobus de la Cruz del Sur. Qui saliamo sul bus che ci porterà fino a Paracas, siamo al secondo piano in primissima fila… Il paesaggio che si gode dall’alto è incredibile, da un lato ogni tanto si scorge l’oceano per il resto è tutto deserto, onestamente me l’aspettavo più verdeggiante invece ci sono dune rocciose e ogni tanto qualche gruppetto di baracche. Avvicinandoci a Paracas vediamo sempre più spesso edifici crollati e lavori sulla strada, e solo dopo un po’ ci rendiamo conto che ci troviamo di fronte al “dopo terremoto”, che il 15 agosto scorso ha fatto tremare tutta questa zona causando centinaia di morti e distruggendo migliaia di edifici.
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Arriviamo a Paracas dopo circa tre ore, e qui troviamo ad aspettarci Joel, che ci accompagna subito all’hostal Santa Maria e poi ci organizza le escursioni per il giorno seguente; insieme a lui decidiamo di cambiare un po’ il programma così la mattina faremo l’escursione alle Isole Ballestas, come previsto, mentre nel pomeriggio andremo ad Ica e poi all’Oasi di Huacachina, la riserva di Paracas è purtroppo ancora a chiusa a causa del terremoto del 15 agosto.
Ceniamo in uno dei ristorantini sul lungo mare, mangiamo riso con pesce e frutti di mare, buonissimo e molto abbondante, poi subito a nanna!

29 settembre Paracas-Ica
La sveglia è prestino, alle 6.45, facciamo velocemente colazione e poi Joel ci accompagna fino al molo da dove partono tutte le barche per le Isole Ballestas.
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La giornata sembra grigia ma Joel ha promesso che prima di mezzogiorno uscirà il sole, prima di raggiungere le isole osserviamo il Candelabro, un petroglifo della cultura Paracas .
Arriviamo poi all'arcipelago delle Isole Ballestas, che si trova a circa 15 km dalla costa, sulle isole non è consentito approdare quindi le ammiriamo restando sulla barca e riusciamo ugualmente ad ammirare un’infinità di animali: pinguini di Humboldt, leoni marini, foche e moltissime specie di uccelli acquatici, purtroppo niente delfini ma la guida ci assicura che ci sono anche quelli!
La quantità di guano che ricopre le isole è indescrivibile, e anche l’odore!!
Al nostro rientro dalla visita alle Isole troviamo nuovamente Joel ad attenderci, non sarà lui però ad accompagnarci ad Ica e poi all’Oasi di Huacachina così ci affida a Pepe e si parte.
Da Paracas ci spostiamo sulla Panamericana verso Ica, lungo il tragitto ci facciamo spiegare da Pepe cosa siano tutte le baracche che abbiamo visto lungo il tragitto da Lima a Paracas e che continuiamo a vedere anche ora, ci spiega che sono case di persone molto povere che non possiedono nulla e che quindi si allontanano dalla città e si “appropriano” di una zona desertica nella speranza che un giorno lo stato conceda loro la proprietà del terreno; ci racconta anche di quanto sia lento e difficile il processo di ricostruzione dopo il terribile terremoto del 15 agosto scorso.
Poco prima di arrivare ad Ica ci fermiamo alla Bodegas El Catador una distilleria locale dove ci vengono spiegati i principi di preparazione dei vini peruviani, con successiva degustazione!
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Arrivati ad Ica ci rendiamo conto di quanto sono vere le parole di Pepe, la maggior parte delle case sono ridotte a macerie, le strade sembrano già sistemate ma spesso dobbiamo aggirare cumuli di macerie o cambiare strada, dove prima sorgevano le case spesso si vedono tende tute uguali dove la gente si adatta a vivere in attesa della ricostruzione.
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Andiamo direttamente al Museo Regional de Ica, anche questo molto interessante e ricco di reperti di tre culture: Paracas, Nazca e Inca; c’è poi una sala con alcune mummie e teschi deformati… impressionante!
Dopo il museo ci dirigiamo subito verso l’Oasi di Huacachina, che dista solo pochi Km da Ica, non essendo mai state nel deserto l’impatto è veramente impressionante. Facciamo una passeggiata per l’oasi, dove regna una tranquillità quasi irreale rispetto al caos di che ci aveva accolto a Lima e ad Ica; poi nonostante la nostra riluttanza Pepe ci convince a fare un giro sulle dune a bordo di queste strane vetture chiamate “dune buggies”, già alla partenza sgommiamo veloci sembra di andare sulle montagne russe… lo spettacolo che ci aspetta in cima alle dune è incredibile, siamo proprio nel deserto!
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Al ritorno decidiamo di mangiare qualcosa in una delle varie osterie dell’oasi, come sempre mangiamo molto bene e in abbondanza. Dopo pranzo ci facciamo un altro giro dell’oasi e poi Pepe ci riporta ad Ica dove prendiamo il bus fino a Nazca, qui chiediamo informazioni per il bus notturno che ci porterà ad Arequipa, purtroppo scopriamo che il bus passerà dopo le 24, quindi decidiamo di fare un giretto per la città e di cercare un posto dove cenare. Nazca non ci sembra una bella città, sembra abbastanza desolata, così dopo una breve passeggiata, torniamo verso la stazione dei bus e scegliamo un ristorante. Dopo un po’ che siamo lì nonostante l’ora tarda i camerieri cominciano a preparare due lunghi tavoloni e scopriamo che stanno per festeggiare il battesimo di un bambino, ci aspettiamo un bebè in fasce e invece il festeggiato ha circa 5-6 anni, vestito di tutto punto in giacca e cravatta e con un paio di scarpe nere super lucide si aggira fra i tavoli e gli invitati e si fa fare decine di fotografie!
Decidiamo di spostarci nella sala d’attesa della stazione dei bus, e aspettiamo…

30 settembre - Arequipa
Il viaggio notturno in bus è stato abbastanza comodo nonostante il poco spazio per le mie gambe lunghe, così quando arriviamo ad Arequipa siamo felici e curiose; uscite dalla stazione prendiamo un taxi che ci porta all’hostal ( Hostal Las Torres de Ugarte, Calle Ugarte 401 Arequipa hlastorres@hotmail.com) dove ci accoglie una signora molto gentile che ci mostra la nostra camera, bella pulita con letti comodi e bagno pulitissimo! Ci concediamo una doccia e un po’ di riposo, poi verso le 11.00 usciamo in perlustrazione.
L’albergo si trova vicinissimo al centro storico così ci dirigiamo verso la Plaza de Armas e poi subito al Santuarios Andinos dove è conservata Juanita, la mummia congelata di una bambina inca sacrificata al vulcano Ampato 550 anni fa, ottima l’organizzazione del museo prima della visita ci viene mostrato un video che racconta il ritrovamento della mummia, e poi si passa al museo… con sorpresa perché a farci da guida c’è uno studente di Arequipa che in perfetto italiano ci illustra tutti i reperti esposti e ci racconta molte cose interessanti sulle usanze delgi inca e su come avvenivano i sacrifici.
Uscite dal museo un po’ infreddolite attraversiamo la strada e riusciamo ad entrare nella chiesa de la Merced, poi torniamo verso Plaza de Armas e decidiamo di mangiare qualcosa in uno dei ristorantini con balconi che si affacciano sulla piazza,
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Benedetta non sta bene così rientriamo in albergo lei si mette sotto le coperte e io esco di nuovo senza una meta precisa, in fondo è bello anche perdersi in questa città così girando per le strade di Arequipa faccio arrivare sera e rientro in albergo.
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1 ottobre – Canyon del Colca
La mattina presto facciamo colazione e alle 8.00 puntualissimi arrivano col pulmino a prenderci, Benedetta non sta ancora bene, ha raffreddore e un po’ di febbre, ma dopo aver chiesto rassicurazioni alla guida decidiamo di partire ugualmente, ci fermiamo in Plaza de Armas per caricare altri compagni di viaggio, con noi ci sono una coppia di russi con l’interprete-guida personale, una coppia di peruviani sulla settantina e una famiglia peruviana-australiana con figlia, che però non si sente per nulla bene e quindi rientra ad Arequipa alla prima sosta che facciamo prima di entrare nel Canyon.
Finalmente si parte, il paesaggio è sconcertante, roccioso quasi desertico, ci sono perfino i cactus il che fa dimenticare che ci troviamo fra i 3000 e i 4000 metri, tutt’intorno si vedono i vulcani che arrivano anche a 6000 metri di altitudine!
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Lungo il tragitto per arrivare a Chivay incontriamo spesso vigogne, lama e alpaca e ci fermiamo più volte per poterli fotografare.
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Arrivati a Chivay pranziamo, nel buffet c’è un po’ di tutto e io come sempre non riesco a resistere così assaggio quasi tutto! Dopo il pranzo col pulmino ci accompagnano ai vari alberghi, alloggiano tutti a Chivay tranne noi che alloggiamo a Yanque al Tradition Colca (http://www.traditioncolca.com), come sempre un’ottima scelta, l’albergo è molto bello con un grande giardino e alpaca “personale”, la camera è spaziosa e pulita. Visto che nessuna delle due si sente molto bene decidiamo di restare in camera e di riposare, io faccio un paio di giretti in giardino e mi guardo intorno, ingurgitiamo parecchio mate nella speranza che aiuti a stare meglio.
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Arriva l’ora della cena, così scopriamo che in albergo ci siamo solo noi e una coppia di ragazzi olandesi, che non sembrano per nulla infreddoliti nonostante la temperatura bassa, ceniamo davanti al fuoco ma prima assistiamo alla danza locale, quattro bambinetti ci zampettano davanti a ritmo di musica e ad un tratto ci trascinano a ballare… ci basta fare un paio di giri e già abbiamo il fiato corto mentre loro 4 continuano a danzare senza alcun problema!
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2 ottobre – Yanque-Cruz del condor-Arequipa
La notte è stata un po’ travagliata nessuna delle due è riuscita a dormire bene, cominciamo a pensare che sia colpa del mate, comunque di buon mattino facciamo colazione e poi si parte in direzione Cruz del condor. Prima però facciamo una sosta nella piazza principale di Yanque dove ci troviamo un “mercatino” con cuffie, guanti e quant’altro e un gruppetto di 10 ragazzini che ballano… sono le 6.30 del mattino e solo a guardarli mi viene il fiatone!
Quando arriviamo alla Cruz del condor ci sono già molte persone appollaiate, in posti anche abbastanza rischiosi, in attesa che qualcosa accada…
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Aspettiamo per circa un’ora, durante la quale vediamo alcune aquile e anche qualche condor ma molto in lontananza, poi all’improvviso tutti si ammutoliscono e proprio sopra le nostre teste ne passa uno vicinissimo e bellissimo, io e Benedetta cerchiamo di riprenderci dall’emozione e sfoderiamo le macchine fotografiche ma niente… è già andato e noi siamo ancora lì ad armeggiare con l’obbiettivo… come si direbbe a Mantova “che tortelle”!!!
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Si risparte, questa volta direzione opposta si torna ad Arequipa, lungo la strada ci fermiamo parecchie volte per ammirare il Canyon e fare fotografie, ci fermiamo anche al Mirador de los Andes a 4910 metri d’altitudine, l’aria è rarefatta e fa piuttosto freschino nonostante il sole, ma il paesaggio è da mozzare il fiato!
Arriviamo ad Arequipa in anticipo rispetto alla tabella di marcia, quindi decidiamo di mollare subito lo zaino in albergo e di andare a visitare il Monastero di Santa Catalina, una vera cittadella nella città con vie e viuzze, piazze fontane, con tanto di numeri civici e i vari alloggi delle monache; la visita è assolutamente da non perdere.
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Prima di rientrare in albergo diamo un’altra occhiata alla piazza e alla cattedrale, poi si va di corsa a nanna!

3 ottobre - Puno
Finalmente stiamo meglio tutte e due così in mattinata, come previsto, partiamo per Puno sempre con Cruz del Sur, che per farci passare più piacevolmente il lungo viaggio ci intrattiene con un divertente film e con il bingo… Benedetta vince un biglietto Arequipa-Puno, peccato che non riusciremo ad utilizzarlo.
Purtroppo però l’imprevisto è dietro l’angolo e ad un tratto sentiamo un rumore fortissimo e un sobbalzo, una delle ruote si è bucata così siamo costretti a fermarci nel mezzo del nulla per cambiarla.
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L’autista e un altro personaggio non ben identificato si danno da fare ma ci vuole quasi un ora per cambiare la ruota, nel frattempo si ferma anche una macchina della polizia danno un’occhiata, poi decidono che tutto è sotto controllo e ripartono! Siamo ad una ventina di minuti da Juliaca, c’è un bellissimo sole e l’aria è fresca vista l’altitudine, intorno a noi distese immense e le montagne altissime… quasi quasi resterei qua! Finalmente ripartiamo ma alla stazione di Juliaca ci fanno scendere e ci dicono che dovranno cambiare il bus, così dopo un’oretta abbondante ci mettono su un bus decisamente poco comodo e molto sporco, fortunatamente a Puno non manca molto.
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Arrivando a Puno si intravede subito il lago Titicaca che si estende per più di 8000 km quadrati ad occupare un'ampia conca ad una quota di oltre 3800 metri sopra il livello del mare ed è circondato dalla Cordigliera Real, a vederlo così non sembra di essere a questa altitudine! Arrivati alla stazione dei bus ci facciamo portare in albergo, dove ad accoglierci c’è Miriam che con il fratello Alberto gestisccono l’albergo Totorani Inn (http://www.totorani.com), ci accompagna in camera e ci offre subito un mate caldo, giusto quello che ci voleva. Con Alberto decidiamo l’escursione per il giorno successivo alle Isole degli Uros e a Taquile, poi si vedrà.
Dopo una bella doccia e un po’ di riposo decidiamo di esplorare un po’ la città e di cercare un posto dove mangiare, ci dirigiamo allora verso il centro, che pullula sia di turisti come di peruviani, diamo un’occhiata ai negozi, sempre stracolmi di mercanzie di ogni genere e finalmente ci decidiamo per uno dei ristorantini che ci sono nella via pedonale. Dopo un’abbindante cena a base di lomo saltato per me e di pesce per Benedetta rientriamo in albergo.

4 ottobre – Isole Uros e Isola Taquile
Si parte molto presto in direzione del porto, con noi c’è un bel gruppetto variegato di messicani, statunitensi, francesi, tedeschi. La città è caotica anche la mattina presto, arrivati al porto ci accoglie la nostra guida e ci accompagna alla nostra barca, che si trova nel bel mezzo di “un mucchio” di altre barche ancorate una di fianco all’altra in diverse file, ci chiediamo come faremo ad uscire visto che davanti a noi ci sono almeno altre due o tre file di barche, ma appena la guida dice che possiamo partire la barca viene fatta scivolare tra le altre, finalmente liberi si accendono i motori e via.
Il lago nei pressi del porto e vicino alle rive è ricoperto di una mucillagine verdastra, sembra quasi una palude.
Dopo una mezz’ora raggiungiamo le isole Uros. Le isole sono formate dalle canne di totora ( una canna tipica del lago) che galleggiano naturalmente ed ancorate al fondo del lago. Con la totora gli abitanti di queste isole fanno di tutto, le capanne, le barche che utilizzano per spostarsi da un’isola all’altra e le usano anche come cibo.
Quando scendiamo sulla prima isola la sensazione è molto strana, sembra di ondeggiare e all’inizio bisogna fare un po’ di attenzione per restare in equilibrio… Ci sediamo tutti in cerchio e la guida ci spiega grazie a dei modellini sempre fatti di totora come vengono “fatte” le isole.
Poi esploriamo un po’ l’isola e i suoi abitanti, donne uomini e bambini con dei vestiti coloratissimi, ma sempre scalzi. Le donne portano delle lunghe trecce decorate alle estremità.
Ci trasferiamo su un’altra isola, ma questa volta su una delle loro barche; ci sediamo sul fondo ricoperto di totora e ci godiamo il tragitto, il panorama ma soprattutto il silenzio e la tranquillità che regnano sul lago, niente rumori di motori e clacson solo lo sciabordio dell’acqua!
Sulla seconda isola ci aspetta una sorta di mercatino, dove vendono oggetti fatti di totora; non è facile capire se tutto questo sia solo a scopo turistico come sostengono molti o se veramente ancora adesso queste persone vivano sulle isole, la guida ci assicura che è così perché queste persone sulla terra ferma non hanno nulla, né casa né lavoro e quindi per loro sarebbe impossibile una vita diversa da questa.
Ma il tempo è poco facciamo un giretto ed è subito ora di imbarcarsi nuovamente per raggiungere l’isola di Taquile. Questa volta ci sistemiamo nella parte aperta della barca e ci godiamo il bel sole, mentre navighiamo in mezzo alle canne e ci dirigiamo verso la parte più aperta del lago.
Approdiamo a Taquile dal versante che da sulla Bolivia, perché a quanto pare la salita sarà meno faticosa; l’isola è molto verde con ampi terrazzamenti coltivati, cominciamo la salita verso la sommità seguendo la guida a cui pastano pochi minuti per staccarci tutti e fare il vuoto dietro di se! Noi abbiamo tutti il fiatone e arranchiamo ma questo ci permette di fermarci e guardarci intorno, il panorama è da togliere il fiato l’aria è limpidissima e l’acqua del lago di un blu intenso mai visto prima. Arriviamo finalmente ad una casa dove sul prato ci aspettano alcuni abitanti pronti a mostrarci le varie attività dell’isola, dalla tessitura alla coltivazione dei campi, poi si lanciano in una danza locale e dopo un po’ naturalmente chiedono anche a noi di danzare con loro!
Dopo l’intermezzo ballerino, riprendiamo a salire e arriviamo nel paesino dove la guida ci mostra il ristorante dove pranzeremo, la vista è incredibile perché siamo nel punto più alto dell’isola.
Dopo il pranzo si comincia la discesa, un numero interminabile di scalini che ci porta al porticciolo dove ci attende la nostra barca, impossibile non fermarsi ogni tanto un po’ per il fiato corto un po’ per il panorama bellissimo.
Rientriamo a Puno che è ormai sera, dobbiamo decidere come proseguire il viaggio è da ieri che ne parliamo e alla fine io decido di restare a Puno, di visitare Sillustani e di partire per Cuzco con un giorno di anticipo mentre Benedetta decide di allungarsi fino a La Paz.

5 ottobre – Puno
Benedetta parte molto presto per La Paz, io invece me la prendo comoda, faccio colazione e poi mi dirigo verso il centro della città, arrivo alla piazza principale e visito la cattedrale, poi scartabellando sulla guida scopro che c’è un museo navale, quindi non resisto e mi metto alla ricerca. Il museo è decisamente piccolino, una sola stanza ma una ragazza in divisa mi illustra i vari oggetti e i modellini di imbarcazioni che riproducono quelle costruite per la navigazione sul lago Titicaca, alcune ancora oggi ancorate in qualche porto.
Continuo a girovagare e mi ritrovo nel mercato locale, montagne di frutta e verdura accatastate ai bordi delle strade, donne e uomini che contrattano sul prezzo, le donne con i loro cappellini a bombetta, abbastanza ridicoli!
Rientro in albergo perché nel primo pomeriggio ho la visita a Sillustani, purtroppo però dovrò rinunciarci…

6 ottobre – Puno-Cuzco
Fortunatamente oggi sto decisamente meglio, così prendo il bus turistico prenotatomi da Miriam, che mi porterà fino a Cuzco facendo alcune tappe e facendo visitare i siti archeologici più interessanti che si incontrano sulla strada. Si parte da una stazione secondaria, il paesaggio è sempre da mozzare il fiato e il tempo passa veloce; lungo il tragitto ci fermiamo a Pucarà e Sicuani entrambi siti archeologici Inca, e Andahuaylillas dove visitiamo la chiesa che è considerata la “cappella Sistina” delle americhe. La guida purtroppo non era un granchè ma visto che il viaggio fra Puno e Cuzco è molto lungo credo valga la pena di scegliere il bus turistico per avere la possibilità di vedere meglio anche questa zona e non passare velocemente senza fermarsi.
Cuzco, che nella lingua quechua significa "ombelico del mondo", si trova a 3400 metri sul livello del mare ed è stata dichiarata dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità e quando finalmente arriviamo nel pomeriggio capisco subito il perché, la città è adagiata in una valle e circondata dalle alte Ande, una visione! All’arrivo del bus c’è il gestore dell’albergo (http://www.inkarrihostal.com) che mi aspetta, mi fa fare un giretto turistico prima di dirigerci all’albergo giusto per avere un assaggio di questa bellissima città. Dopo essermi sistemata in camera, spaziosa, pulita e molto confortevole esco e mi dirigo verso la Plaza de Armas per mangiare un boccone, vista di sera con tutte queste luci Cuzco sembra ancora più bella!

7 ottobre – Cuzco

Mi sveglio di buon mattino e mi butto a capofitto sull’abbondante colazione, l’idea per la mattinata è quella di raggiungere Pisaq per visitare le rovine e il suo mercato, che sembra essere uno dei più grandi e ben forniti della zona. L’impresa si rivela più ardua del previsto, scartata l’ipotesi di raggiungerla con un tour che comprenderebbe anche le altre città della Valle Sacra, programma che rimando a quando arriverà Benedetta, opto per i bus locali, purtroppo però le indicazioni che mi hanno dato in un’agenzia per raggiungere la stazione dei bus non si rivelano utili, così finisco per girare un po’ a caso per le vie di Cuzco, alla fine trovo anche una stazione di autobus ma purtroppo non è quella giusta, da qui partono i bus per varie destinazioni ma non per Pisaq, così dopo un paio d’ore di ricerca infruttuosa decido di rinunciare e continuo il mio girovagare, la città è tranquilla e ad ogni angolo si scoprono scorci fantastici, mi dirigo all’ufficio del turismo dove acquisto il boleto turistico, poi mi dirigo nuovamente verso Plaza de Armas dove si sta svolgendo una gigantesca parata, con vari gruppi locali vestiti di tutto punto con indumenti tradizionali che suonano e danzano.
Per il pomeriggio prenoto il city tour guidato che mi ha permette di visitare la cattedrale, situata su uno dei lati dell’immensa plaza de Armas, che sorge sulle rovine di un antico tempio inca.
Terminata la visita ci spostiamo verso Korichanka l'antico tempio del sole degli Inca, raso al suolo dai conquistatori per edificare una chiesa (il convento di Santo Domigo). Dentro il tempio osserviamo le antiche mura inca: le singole pietre erano modellate per ottenere degli incastri perfetti e resistenti ai sismi.
Si passa poi a visitare anche le quattro rovine appena fuori Cusco. La prima è Saqsaywaman una antica serie di fortificazioni a scopo religioso e militare, il sito è vastissimo ma quello che si vede oggi corrisponde soltanto al 205 della struttura originale. Procedendo incontriamo rocce ciclopiche usate per realizzare mura e porte. Le mura di cinta sono composte da massi pesanti anche centinaia di tonnellate. La seconda rovina che imcontriamo è Qenq'o un tempio dove venivano sacrificati lama. La terza rovina che incontriamo è Puca Pucara, il nome letteralmente significa “forte rosso” ed composta da diverse camere “residenziali”, da magazzini e un’ampia spianata. Terminiano la visita a Tambo Machay, comunemente noto con il nome di El Bano del Inca, dove osserviamo delle fontane ritenute dell'eterna giovinezza. Durante la visita faccio conoscenza con due ragazze americane, così rientrate a Cuzco andiamo a cena insieme in uno dei ristoranti piuttosto chic che danno su la Plaza de Arma, e come sempre mangio molto bene. Rientro in albergo e verso mezza notte arriva Benedetta dopo un lungo viaggio.

8 ottobre – Cuzco
Oggi ce la prendiamo comoda, facciamo colazione con calma e poi di nuovo alla scoperta di Cuzco. Passiamo velocemente da Plaza de Armas e ci dirigiamo verso il museo Inka, situato in una stradina in salita che parte dalla piazza a sinistra della cattedrale, assolutamente da non perdere. Un giretto nella piazza per visitare nuovamente la Cattedrale e poi la Iglesia de la Compania, dove si può anche salire su entrambi di campanili della facciata per ammirare un bellissimo panorama di Plaza de Armas.
Dopo aver mangiato un boccone sempre in uno dei ristoranti che affacciano sulla piazza continuiamo il nostro giro e decidiamo di dedicare il pomeriggio ad un po’ di shopping, percorriamo tutta Avenida Sol, lungo la quale ci fermiamo in un paio di negozi, fino al Centro Artesenal Cuzco, impossibile resistere a cuffie, guanti, maglioni, teli dai mille colori, e mille altre cose!
Verso sera torniamo esauste all’albergo, domani si parte per Aguas Calientes per poi visitare finalmente il Machu Picchu!!!


9 ottobre – Moray e saline di Maras
Grazie alla signora dell’albergo siamo riuscite a farci organizzare il giro a Moray e alle saline di Maras prima di arrivare ad Ollantaytambo, dove prenderemo il treno per Aguas Calientes. Partiamo subito dopo colazione con un taxi, la prima parte del viaggio è tranquilla il panorama bellissimo come al solito, questa volta ci ricorda un po’ le colline toscane soprattutto quelle senesi; arrivati al paesino di Maras cerchiamo inutilmente la strada per Moray, le indicazioni dei locali sono discordanti e anche l’autista del taxi non sa bene cosa fare, alla fine ci danno l’indicazione giusta ma la strada che ci aspetta non è asfaltata e il taxi non sembra gradire. Riusciamo anche a sbagliare strada e siamo costretti a fare inversione in una stradina strettissima a strapiombo… Finalmente arriviamo, il sito di Moray era una sorta di laboratorio botanico dove gli Incas studiavano le diverse colture e i diversi climi, per questo ci sono delle specie di anfiteatri con terrazzamenti dove venivano coltivate le varie specie. Tutt’intorno ancora le Ande altissime e innevate.
Si riparte, anche per raggiungere le saline la strada non è migliore, sconnessa e tutta curve ma ne vale la pena, ne vale però la pena perché le saline di Maras sono incredibili, si trovano in una delle tante valli , dalla parte più stretta della valle esce un fiumiciattolo salato, l’acqua viene fatta scendere a valle passando attraverso moltissime vasche, le vasche vengono “chiuse” in tempi diversi e l’acqua fatta evaporare al sole per poi raccogliere il sale depositatosi. Scendiamo fino alle vasche, e poi si riparte con destinazione Ollantaytambo. Arrivate pranziamo con calma nella piazza principale, visto che manca ancora parecchio all’arrivo del treno, passeggiamo un po’ e poi ci dirigiamo verso la stazione.
Finalmente arriva il treno che ci poterà ad Aguas Calientes, il viaggio è straordinario il trenino sfreccia sulle rotaie costeggiando il fiume Urubamba e il paesaggio bellissimo con le Ande su ambo i lati, il servizio a bordo impeccabile come sempre! Dopo un po’ ci si accorge che il paesaggio comincia a cambiare, sempre più verdeggiante e con una vegetazione molto più folta, siamo quasi nella foresta. Arrivati a destinazione troviamo ad attenderci il personale dell’albergo che ci fa strada nelle vie di questa cittadina decisamente bruttina e troppo turistica; prima di cena incontriamo una signora dell’agenzia che ci da tutte le informazioni per il giorno successivo.

10 ottobre – Machu Picchu
La sveglia è prestissimo, alle 5.00 siamo già pronte a seguire la guida che ci da i nostri biglietti e ci accompagna al bus; pioviggina ma la speranza è che sul Machu Picchu ci sia il sole, comodamente sedute sul bus ci godiamo il paesaggio della foresta, l’autista sembra un po’ matto nel percorrere a grande velocità i tornanti. Arrivati in cima scopriamo che purtroppo diluvia, e c’è una nebbia che in val padana non ho mai visto! Piuttosto demoralizzate iniziamo il giro con la guida. Le rovine sono davvero enormi e imponenti e l’emozione nell’entrare è grandissima, nella piazza sacra ci sono lama ed alpaca tenuti lì volutamente per contribuire alla pulizia del sito per impedire che la giungla ne riprenda il possesso. Purtroppo le condizioni meteo non sono favorevoli ma grazie alla bravura della guida riusciamo a goderci questa visita, ci fa fare un percorso molto lungo e ci inonda di informazioni e spiegazioni dettagliatissime sui vari siti e sulle usanze, correda il racconto con alcune immagini che ci mostrano ciò che causa la nebbia non riusciamo a vedere, come il Huayna Picchu e la Porta del Sole. Dopo quasi tre ore ci saluta, noi facciamo un altro giretto fra le rovine poi decidiamo di trovare riparo dall’incessante pioggia in uno dei magazzini ricostruiti, restiamo lì per un’ora abbondante nella speranza che smetta di piovere, ma non c’è nulla da fare. Decidiamo di uscire a bere qualcosa di caldo per rifocillarci, ma una volta fuori scopriamo che anche il bar è all’aperto e che i prezzi sono improponibili così bagnate fino al midollo decidiamo di far ritorno ad Aguas Calientes, comunque soddisfatte ed ancora emozionate per la visita.
Torniamo all’albergo e ci ripigliamo mangiando e bevendo qualcosa di caldo, poi facciamo un giro per il paese in attesa del treno che ci porterà ad Ollantaytambo, qui il tipo dell’agenzia ci aveva assicurato ci sarà qualcuno ad attenderci per riportarci a Cuzco, ma visto che la cosa non era prevista nel piano viaggio siamo preoccupate, arriviamo che è già buio e all’uscita della stazione c’è pieno di gente ma nessuno per noi… puntiamo subito un telefono pubblico, un po’ arrabbiate, ma ancor prima di alzare la cornetta un tipo con un cartello con i nostri nomi ci ferma e ci accompagna al bus… e noi che avevamo dubitato dell’efficienza dei peruviani! Il rientro a Cuzco è tranquillo, fuori tutto è buio, ma nelle vicinanze della città possiamo scorgere tutte le migliaia di luci.

11 ottobre – Valle Sacra
Oggi è un giorno speciale… il mio trentesimo compleanno!!! Benedetta, sfodera ancor prima del buon giorno un buon compleanno e un pacchettino, anche dall’altra parte del mondo ricevo un regalo, un porta fortuna che ha acquistato al mercato delle streghe di La Paz! Meglio di così è impossibile!
Partiamo per il tour della Valle Sacra, oggi siamo fortunate metereologicamente, splende il sole e fa anche caldo ma sfortunate con la guida che è molto spiccia e sembra un vero generale, la prima regola è rispettare gli orari se qualcuno arriva in ritardo non troverà il bus e dovrà raggiungere il luogo successivo con un taxi, quindi attenzione! Si parte con il mercato di Pisaq, veramente grandissimo e ricco, purtroppo non abbiamo molto tempo e tornati al bus scopriamo che la guida non scherzava, ripartiamo senza aspettare tutti in direzione del sito archeologico, che si trova sulla sommità di una collina, cominciamo “la scalata” e arrivati in cima ci fermiamo a goderci la vista della valle, incredibile!!! Anche qui l'architettura è simile a quella già vista a Cuzco: mura incredibili con incastri perfetti tra i massi delle mura.
Si riparte direzione Ollantaytambo, il paesino già lo conosciamo ma questa volta ci dirigiamo alle rovine, col le sue grandi e ripide terrazze poste a difesa della fortezza inca, uno dei pochi luoghi in cui i conquistadores uscirono sconfitti da uno scontro armato.
L’ultima tappa del tour è Chinchero, un villaggio che sorge a quasi 400 metri più in alto di Cuzco, arriviamo quando il sole sta quasi per tramontare e la vista è splendida con il cielo che si tinge di rosa, così dopo la visita alla chiesa coloniale ci fermiamo nella piazza per goderci lo spettacolare tramonto con come sfondo le Ande!
Anche questa giornata è finita e si fa ritorno a Cuzco.

12 ottobre – Cuzco-Lima
Dopo aver salutato i gestori dell’Inkarri hostal, che sono stati gentili e molto utili, prendiamo un taxi per l’aeroporto. Il volo, in perfetto orario ci riporta a Lima, dove ad aspettarci c’è ancora Edison, dopo un siparietto delirante, né io né Benedetta lo avevamo riconosciuto! Arriviamo a Casa Yolanda, ci sistemiamo e poi scendiamo da Yolanda a fare due chiacchiere e a decidere cosa faremo nel tempo che ci resta a Lima.
Scaratata l’idea di Caral per il giorno successivo, visto che siamo abbastanza distrutte, decidiamo intanto di dedicare il pomeriggio, manco a dirlo, allo shopping! Così andiamo a Miraflores e ci perdiamo nei vari mercati, sicuramente un’attrazione turistica ma che secondo me meritano una visita!

13 ottobre – Lima
Invece di Caral oggi andiamo a Pachacamac un stio archeologico a circa 31km a sud di Lima, formato da palazzi e templi a forma di piramide, qua è tutta sabbia e roccia, dalla sommità dl Templo del Sol si vede la costa e l’oceano Pacifico. Dopo aver visitato anche il museo, che ripercorre la storia del sito e la sua scoperta, torniamo in città, questa volta ad accompagnarci è il fratello di Edison, che per tornare in centro ci fa fare tutta la costa davanti a Lima, una bellissima e lunga spiaggia dove c’è qualche intrepido che fa surf. Ci porta fino al Museo nacional del Perù, che traccia la storia dl Perù dalle più antiche civiltà fino alla rivoluzione. Dopo alcune ore passate ad esplorare il museo, decidiamo di fare un altro giro a Miraflores, e poi rientriamo a casa Yolanda.

14 ottobre – Lima-Italia
Oggi è il giorno della partenza, ma il volo è verso sera quindi abbiamo tempo e Yolanda decide di farci da guida, ci porta prima in un centro commerciale, facendoci provare i mezzi pubblici usati solitamente solo da peruviani, pulmini un po’ sgangherati con guidatore e “urlatore”, un personaggio che tenendosi al portellone, quasi sempre aperto anche in marcia, urla le varie destinazioni.
Poi andiamo a pranzo in una zona non turistica, arriviamo in una piazza dove c’è una sorta di fiera, come le nostre sagre di paese, con un lunghissimo bancone dove varie cuoche hanno preparato le varie specialità di tutto il Perù, la scelta è difficilissima! Mangiamo benissimo e in abbondanza, ma ormai è ora di rientrare.
Salutiamo e ringraziamo Yolanda, che è stata preziosissima, e ci dirigiamo all’aeroporto, sempre accompagnate da Edison. Una volta fatto il check-in scopriamo che Edison non scherzava quando ci ha detto che avremmo dovuto pagare la tassa aeroportuale 30 a testa… ma fra tutte e due ne abbiamo solo 4! Ode alla carta di credito!!!
Il viaggio di ritorno è tranquillo e comodo, e il 15 ottobre arriviamo a Bologna con tanti ricordi e moltissime belle sensazioni!


Che dire di questo incredibile viaggio??? Devo essere sincera ed ammettere che il Perù non era in cima alla mia lista dei posti che volevo visitare ma mi è bastato cominciare ad informarmi e a leggere i vari resoconti di viaggio trovati su internet per innamorarmene, è un paese affascinante ricco di storia, di paesaggi mozzafiato e di persone incredibili, cordiali sempre gentili e disponibili ad aiutare. E’ un viaggio che consiglierei a tutti perché in Perù si può trovare da tutto dall’Oceano alle altissime Ande innevate, dal deserto alle verdi valli e ai laghi; direi inoltre che è un paese sicuro, prendendo le normali precauzioni che si prendono ogni volta che ci si mette in viaggio, noi ci siamo sempre spostate da sole ma non ci siamo mai sentite “in pericolo”, avevamo quasi tutto organizzato dall’Italia grazie a Angelo e Iolanda, due persone incredibili con un amore immenso per questo bellissimo paese, ma anche quando abbiamo deciso di cambiare un po’ i piani è stato facile grazie alle persone che abbiamo incontrato sul posto.

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Mi sono sempre dimenticata di aggiungere il link se qualcuno volesse dare un'occhiata alle foto... come si dice, meglio tardi che mai!!!!

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Vecchio 28 Jan 2011, 13:35   #3
 
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ciao heri volevo ringraziarti per questo bel diario l'ho letto molto volentieri e ho preso spunto!

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