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| Avventuriero ![]() Sesso: Donna Residenza: Liguria Registrato dal: 27-09-06
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| Egittomania è la malattia da cui sono affetta da sempre, che io ricordi. Quando si è posta la domanda: Dove andiamo per festeggiare le nostre nozze d’argento? Non ho avuto dubbi “Egitto” In che anno è stata costruita la Sfinge e chi rappresenta, a cosa servivano le Piramidi e come sono state edificate, da dove venivano le raffinate conoscenze che gli egizi avevano nel campo della matematica, dell'astronomia, della medicina. Tutte domande alle quali forse neppure gli scienziati sanno dare ancora una risposta e forse proprio per questo la civiltà egizia affascina. Il fatto che a distanza di settemila anni ancora c’è chi si pone domande e studia sulla loro vita direi che ha fatto loro conquistare quell’immortalità alla quale anelavano. Luxor Il nostro viaggio inizia nel febbraio 1992, partenza da Genova con un pullman che ci conduce a Milano Malpensa dove prendiamo l’aereo per Luxor ( l'antica Tebe ) dopo un volo di circa 5 ore. All'arrivo ci imbarchiamo sulla motonave che ci accompagnerà nella nostra avventura sul Nilo, bellissima e con il pregio di tenere, durante la navigazione, una velocità ridotta, in modo da proiettarci in una dimensione fuori dal tempo. Ci troviamo ad ammirare rapiti il lento trascorrere della vita sul fiume e non ci stupiremmo di vedere spuntare una processione di antichi egizi con in testa un Faraone! La sera stessa facciamo due passi prima di cena a Luxor, visitando il mercato e le viuzze della cittadina. Le persone paiono molto cordiali e cercano di venderci qualsiasi cosa. La prima tappa del nostro viaggio è la visita a Luxor dei Templi di Luxor e Karnak. Si trovano sulla riva destra del Nilo nella "Tebe dei vivi" e sono i monumenti forse più belli dell'architettura egiziana. Il Tempio di Luxor, che dipendeva per importanza da quello di Karnak, dev’essere ancora completamente recuperato. Il tempio era collegato da un viale monumentale con il tempio di Karnak. Il viale originale, che era molto più lungo di quanto appare ora, era fiancheggiato per tutta la sua lunghezza da sfingi raffigurate con testa di montone (animale sacro al dio Khnum), Il viale era utilizzato dai sacerdoti che in occasione dell'anno nuovo portavano in processione le barche sacre con le statue delle divinità. Edificato da Ramses II, la porta era ornata da sei colossi di cui rimangono solo i due che ritraggono il faraone seduto e da due obelischi. Uno dei due obelischi fu donato re di Francia ed è quello che si può ammirare oggi in Place della Concorde a Parigi. Alla fine del cortile di Ramses II si trova l'ingresso monumentale edificato dal faraone Amenofi III. A poca distanza da Luxor, si trova la cittadina di Karnak. Il resti del complesso archeologico sono imponenti e ben conservati. L'ingresso ovest immette direttamente nel tempio del dio Amon da cui prende il nome anche la cinta muraria. Superato il secondo pilone si accede ad un'autentica meraviglia la grande sala ipostila, lunga 52 mt per 102 di larghezza ospita un'autentica selva di ben 134 gigantesche colonne. Verso sud da una delle porte ricavate nella cinta muraria parte un viale ornato di sfingi che porta ad un altro recinto sacro dove si trovano altri templi, dei faraoni Ramses III e Amenofi III Valle dei Re La mattina del giorno seguente si inizia con la visita , sulla sponda sinistra del Nilo, nei pressi di Medinet Habu, dei colossi di Memnone, due gigantesche sculture ricavate da blocchi di quarzite che un tempo ornavano l'ingresso del tempio funerario di Amenofi III. Alte da terra più di 18 mt. rappresentano entrambe il faraone seduto nella posa tradizionale. Ci rechiamo quindi nella vicina Deir el-Bahri per ammirare il maestoso tempio della regina Hatshepsut, (che donna con le palle!) proclamatasi faraone alla morte del marito Thutmosi II in reggenza del figliastro divenuto poi Thutmosi III. Fu edificato dal famoso architetto Senmut di cui si dice fosse amante. La costruzione, incastonata in un costone roccioso, ha una tale bellezza e armonia da lasciare incantati. Una serie di rampe conduce a tre livelli sovrapposti che si dispongono su ampie terrazze prima di giungere al sacrario principale. Sulla terza terrazza si aprono gli ambienti dedicati al culto tra cui la cappella di Thutmosi I ( suo padre ) e quella di Hatshepsut stessa. Dopo ciò, andiamo alla necropoli conosciuta come la Valle dei Re e delle Regine, dove vennero sepolti i faraoni ed i personaggi più influenti. Le tombe sono molte, tutte gia profanate fin dall'antichità e per questo prive dei loro corredi funerari. L'unica pervenuta intatta è quella di Tutankamon il cui arredo si trova al Museo del Cairo. Terminata la visita delle Tombe nella Valle dei Re e delle Regine (impossibile vederle tutte) torniamo a bordo, dove ci aspetta, all’ingresso, un cameriere con asciugamanini bollenti e profumati e un tè servito sul ponte, sotto tende che riparano, volendo, dal sole, accompagnato da pasticcini. Una favola!!!
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| Avventuriero ![]() Sesso: Donna Residenza: Liguria Registrato dal: 27-09-06
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| Dendera La mattina successiva, seguendo la corrente, ridiscendiamo brevemente il Nilo per visitare a Dendera ( l'antica Tentyris ) il tempio della dea Hator. Il complesso monumentale dedicato alla dea Hator è molto bello e ben conservato, in pietra arenaria, esempio di tempio Tolemaico probabilmente ultimato sotto la dominazione romana, è orientato in maniera perpendicolare al Nilo e completamente circondato da una possente cinta muraria. Su una terrazza in un'apposita cappella detta Tomba di Osiride veniva conservata, secondo uno dei miti più importanti dell'antico Egitto, una delle 16 parti in cui era stato smembrato il corpo della divinità sconfitta dal malvagio fratello Seth nella lotta per il controllo del regno. Ma l'amore, che come si sa vince sempre, prosegue nel suo racconto il mito, operando miracolosamente per il tramite della sua sposa e sorella Iside, la quale riesce a recuperare tutte le sue membra disperse, lo resuscita a nuova vita il tempo necessario a procreare suo figlio Horus che dopo averlo vendicato gli succederà sul trono Edfu Dopo la giornata trascorsa a Luxor riprendiamo la navigazione risalendo la corrente verso Sud in direzione di Assuan. Ci avviciniamo alla nostra meta sostando innanzitutto a Edfu, passando le cataratte, già di sé questo una cosa interessante. Mentre siamo fermi con la nave aspettando il nostro turno, le feluche si avvicinano e i ragazzi ci lanciano ogni genere di mercanzia trattando dalla loro imbarcazione. Ad Edfu sorge il Tempio dedicato ad Horus, il dio raffigurato come falco. Il tempio ha la caratteristica, comune a molte costruzione del genere, di restringersi procedendo verso l'interno. Questa tecnica aveva lo scopo di creare un effetto cannocchiale che permetteva ai sacerdoti, dediti nell'interno più riposto del tempio ai riti sacri in onore della divinità, di poter comodamente osservare cosa succedeva all'esterno al riparo da sguardi indiscreti. Kom-Ombo Dopo Edfu facciamo un’altra sosta a Kom-Ombo dove sorge invece il Tempio dedicato alle divinità del Nilo Sobek (identificato con il coccodrillo) ed Haroeris. Anche questo tempio, costruito sul sito di uno più antico, è di origine tolemaica, situato in posizione leggermente rialzata rispetto alla riva del Nilo ricorda quasi nell'aspetto le acropoli greche. All'interno del Tempio, nella prima sala, i soffitti sono decorati con scene astronomiche, mentre le pareti sono splendidamente decorate con scene di offerte alle divinità. Nei sacrari più interni si trova una dedica che reca il cartiglio di Cleopatra. Particolarmente interessante sulla facciata interna di uno muri che circonda il Tempio la rappresentazione di un set di strumenti chirurgici dell'epoca, in cui è facile riconoscere la sagoma dei bisturi in uso ancora oggi, a testimonianza dell'elevato grado raggiunto dalla medicina egiziana Assuan Il giorno seguente visitiamo la diga di Assuan, imponente opera dell'uomo che sbarrando il corso del Nilo forma un bacino artificiale , il lago Nasser , secondo al mondo per dimensioni. La costruzione della diga fu iniziata nel '60 terminando 4 anni più tardi. E' una soluzione escogitata per regolare le piene del Nilo e poter disporre durante tutto l'anno di acqua per l'irrigazione dei campi coltivati oltre che una fonte per la produzione di energia idroelettrica. Ma accanto a questi effetti benefici sono sorti nel tempo diversi problemi legati in particolare alla modificazione delle condizioni climatiche soprattutto nella zona del delta. Terminata la visita della diga, di cui quando si è sopra non si ha la percezione dell'enorme dimensione, ci rechiamo a visitare il grande obelisco incompiuto, abbandonato in seguito a diverse spaccature prodottesi nel granito (sarebbe divenuto il più grande conosciuto). Quindi ci rechiamo al Mausoleo dell'Aga Khan posto su di una sommità della riva occidentale del Nilo Lo si può raggiungere in feluca in pochi minuti di tragitto. Vi si accede da una lunga scalinata, ma la vista che si domina dall'alto compensa della fatica. Un'ampia ansa del Nilo, punteggiata di feluche in ogni direzione, uno scorcio di Aswan, il deserto in lontananza: tutto concorre a creare un insieme invitante di colori. La massiccia costruzione si apre sul davanti in una grande porta che consente l'ingresso, senza possibilità di fotografare, nell'ampia sala dove è possibile girare attorno alla tomba dell'Aga Khan, il capo degli Ismailiti, su cui una rosa rossa viene deposta ogni mattina. Queste feluche, che vanno e vengono spesso per il piacere dei turisti o per trasportarli all'isola Elefantina (dove andiamo a visitare l’orto botanico) sono un piacere per l’occhio. Silenziose scivolano su questo fiume quasi immobile e ti par di rivivere nell’era dei Faraoni. File Una breve traversata in barca e ci troviamo sull'isola di Agilkia per visitare il complesso monumentale di File , uno tra i più belli. La storia recente di questo luogo ricorda l'impegno internazione per evitare che venisse inghiottito dalle acque del nascente lago Nasser. Così, sotto l'egida dell'Unesco, l'intero gruppo di edifici fu smontato e spostato sulla vicina isola di Agilkia in posizione più rialzata rispetto al livello delle acque. L'operazione durò parecchi anni e vide prodigarsi anche alcune ditte specializzate italiane. All'ingresso si trova un portico di 14 colonne con capitello di tipo hatorico che racchiude su un lato il padiglione di Nectanebo I. Superati due Piloni (ingressi monumentali) istoriati con scene che riportano le gesta vittoriose di Tolomeo XII si giunge al Tempio dedicato alla dea Iside. All'interno del perimetro del complesso monumentale si trovano anche un Tempio dedicato ad Hator ed il padiglione dell'imperatore Traiano, testimone di come anche in epoca romana proseguisse la moda dei potenti di edificare qualcosa di proprio. La sera assistiamo davanti al padiglione di Traiano allo spettacolo Suoni e luci, molto suggestivo.
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| Avventuriero ![]() Sesso: Donna Residenza: Liguria Registrato dal: 27-09-06
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| Abu Simbel La mattina successiva ci rechiamo all’aeroporto per il volo verso Abu Simbel, situato nella bassa Nubia sulle sponde del lago Nasser. E’ uno dei siti archeologi più visitati in Egitto e la sua fama non è certo immeritata. Qui si sono dovuti affrontare gli stessi problemi di File per scongiurare il pericolo che i Templi fossero inghiottiti dalle acque del bacino artificiale. Il Tempio di Abu Simbel, costruito da Ramses II era interamente scavato dentro un costone roccioso a cui vennero aggiunti, come ornamento della facciata, quattro colossi raffiguranti il faraone stesso seduto con le mani poggiate in grembo. Dal 1963 al 1972 furono eseguiti i lavori per salvare il complesso dall'inondazione causata dalla costruzione della Grande Diga di Assuan. Nella posizione originale, grazie all'orientamento del tempio, due volte all'anno il primo raggio del sole si focalizzava sul volto della statua del faraone: il 21 febbraio, il giorno della sua nascita, ed il 21 ottobre, giorno della sua incoronazione. Dopo lo spostamento del tempio questo fenomeno si verifica il 22 febbraio e il 22 ottobre. Negli altri giorni dell'anno il sole illumina anche le altre divinità ad esclusione del dio Ptah considerato dio delle tenebre. A poca distanza si trova il Tempio di Hathor, fatto costruire da Ramses II in onore di sua moglie Nefertari. Anche questo tempio è scavato nella roccia ed è ornato nella facciata da cinque colossi di cui tre rappresentano Ramses II e due sua moglie Nefertari raffigurata come la dea Hathor. Fine crociera Rientrati ad Assuan invertiamo la rotta e lasciandoci guidare dalla corrente ridiscendiamo il Nilo verso la foce per rientrare a Luxor, dove prenderemo l’aereo per il Cairo. La crociera sul Nilo ha un fascino unico ed è piacevole starsene rilassati ad osservare il panorama che scorre lasciandosi trasportare dentro un'atmosfera d'altri tempi. Seguire le feluche che scivolano sull'acqua sospinte dalle vele, lasciar vagare lo sguardo in un orizzonte di sabbia dorata delimitato da due sottili strisce di verde rubato al deserto e sul finire del giorno incantarsi ad inseguire il volo degli uccelli in un tramonto che indimenticabile. Con un’ultima passeggiata a Luxor termina la nostra crociera sul Nilo e mi par già di sapere che la parte migliore del viaggio è finita. La nostra imbarcazione era un albergo di lusso, dove siamo stati vezzeggiati ed abbiamo mangiato benissimo. La cucina è stata superba e la presentazione dei pasti era spettacolare. Ma a proposito di spettacoli, quest’ultima sera ne abbiamo organizzato uno noi, in costume egiziano. Ci siamo divertiti da matti, eravamo piegati in due dalle risate. Inoltre, particolare personale, la nostra guida ci ha festeggiato l’anniversario di matrimonio e mi ha fatto un piccolo dono: un cartiglio in argento. Siamo stati molto bene. Ma non è finita, domani saremo al Cairo.
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| Avventuriero ![]() Sesso: Donna Residenza: Liguria Registrato dal: 27-09-06
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| Il Cairo E quindi si parte per Il Cairo; in aereo viaggiamo solo per circa un’ora, è più il tempo che si perde in trasferimenti per e da aeroporto che il viaggio in sè. E subito ci troviamo immersi in un caotico e coloratissimo movimento, auto e mezzi di ogni tipo (cicli, motociclu, auto, camion, asini, cavalli, cammelli, carretti a mano) che sfrecciano in ogni dove al di fuori di qualunque norma di circolazione in una città che in alcune zone, le più povere, sembra essere appena uscita da un bombardamento. Fondata agli inizi dell'anno 1000 dalla dinastia dei califfi Fatimidi Il Cairo ( El-Qahira "la vittoriosa" ) è oggi una città moderna che con i suoi circa 15 milioni di abitanti coabita, a cavallo del Nilo, con le splendide vestigia del passato che ha ormai inglobato nella sua immensa periferia. La nostra prima visita è dedicata al museo Egizio il più importante al mondo per la vastità di reperti archeologici che ospita. E' molto grande (più di 100 sale). Ma le sale senza dubbio più visitate sono quelle del primo piano dove è ospitato il corredo funerario trovato quasi intatto (caso unico) della tomba del faraone Tutankhamon. Il tesoro del faraone, morto in giovane età, ha un valore inestimabile sia dal punto di vista artistico che archeologico e da solo meriterebbe una visita in Egitto. Tra i vari reperti rivenuti all'apertura della tomba quella che colpisce più di tutti è la magnifica maschera funeraria simbolo da sempre della antica cultura egiziana. Al primo piano si trova anche la sala dove vengono conservate le mummie di alcuni faraoni importanti quali Ramses II. Ci rechiamo quindi alla Cittadella del Saladino, una grandiosa fortezza che fu sede del potere egiziano per 700 anni, in cui si trovano tre moschee molto importanti e diversi musei. Noi visitiamo la moschea Ibn Tulun Mosque che risale al IX secolo ed è una delle più grandi moschee esistenti al mondo quella. Nel cortile esterno è sistema una piccola torre con orologio che il re francese Luigi Filippo donò in cambio dell'obelisco di Ramses II (chi ci ha guadagnato?). Lasciata la Cittadella ci rituffiamo nel traffico alla volta del bazar, detto Kh?n al-Khal?l?. Qua perdiamo due persone, che non si presentano in tempo all’appuntamento e la guida (che ne è nipote) non ci fa caso e ci conduce in albergo. Dovrà tornare con un taxi a prenderli. Ovviamente durante questo veloce tuffo negli stretti vicoli della casbah, ci riempiamo, manco a dirlo, di ogni sorta di souvenir.
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| Avventuriero ![]() Sesso: Donna Residenza: Liguria Registrato dal: 27-09-06
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| La mattina dopo ci avviciniamo alla Piana di Giza per inebriarci della suprema meraviglia, le Piramidi, che con il loro guardiano La Sfinge sfidano da secoli l'uomo a risolvere i misteri che le circondano. L'archeologia seria ha ormai da tempo decretato che le piramidi hanno avuto la semplice funzione di tomba per i faraoni che le hanno fatte edificare, Cheope, Chefren e Micerino dalla più grande alla più piccola. E forse questa è la teoria più corretta se consideriamo l'evoluzione delle tombe di quelle antiche dinastie che partendo dalla Mastaba ( tumulo di pietra che sovrastava la semplice sepoltura scavata nella roccia più anticamente ricoperta solo di sabbia ) e passando per le Piramidi a Gradoni ( primo abbozzo di Piramide realizzate ingrandendo le mastabe mediante livelli sovrapposti che si stringevano verso l'alto ) sono arrivate ad edificare monumenti di quelle proporzioni con un rigore geometrico che lascia ancora oggi stupefatti. La visita alla piana di Giza con la Sfinge e le Piramidi, le più importanti e meglio conservate di circa 80 che se ne contano nella zona, è il giusto complemento di un viaggio in Egitto, un’emozione che non si può proprio perdere. Siamo entrati in una delle Piramidi, dove si trova solo una camera funeraria, dove era conservato il sarcofago, raggiungibile percorrendo in discesa un passaggio molto disagevole che non permette la posizione eretta tanto è basso e stretto. Sulla riva occidentale del Nilo a sud del Cairo, si trova Memphis, prima capitale dell’Egitto fondata nel 3100 a.C. da Menes e rimasta in vita per circa 4000 anni, dove si possono ancora ammirare imponenti resti quali uno dei due Colossi di Ramsete, la Sfinge di Alabastro, statue, obelischi e colonne del palazzo di Merneptah e della Casa del Toro di Api, dalle proporzioni armoniose. Visitiamo quindi la Piramide di Zoser, meglio conosciuta come la Piramide a Gradoni prototipo per la costruzione delle successive grandi Piramidi. Dell'area che prende il nome di necropoli di Saqqara fanno parte anche altre piramidi di minor rilevo e un considerevole numero di tombe e mastabe, molto interessanti e una molto ben conservata e sono esempi di tomba dell'Antico regno. Verso il Sinai Questa notte alzataccia perché lo spostamento verso Sharm el Sheikh si svolge tutto in pullman attraversando lo stretto di Suez e percorrendo il deserto del Sinai. Partiamo che è ancora notte, infatti buona parte della compagnia dorme profondamente durante tutto il viaggio. Noi come al solito no, dobbiamo vedere. E’ affascinante attraversare questa zona, poter ammirare il sorgere del sole nel deserto. Ogni tanto ti avvicini ad un paio di costruzioni che non capisci come fanno ad esistere in mezzo a quel nulla, ma tant’è Abbiamo anche una piccola avventura. Le piste non reggono da un anno all’altro e ad un certo punto ci troviamo insabbiati. Fortuna che siamo nei pressi di un’oasi e quindi arriva un caterpillar e ci tira fuori. Intorno all’ora di pranzo (o poco prima), arriviamo al monastero di santa Caterina. Affascinante!! Ci sono questi monaci copti che sembrano fatti, con quell’aria spiritata, capelli e barbe incolte e gli occhi dalle pupille un po’ dilatate. Chissà!!! Il monastero è alle pendici del monte Sinai, che volendo si può salire a piedi (non ricordo quanti gradini/oni) ma noi evitiamo. Ci dirigiamo quindi al mare, dopo aver pranzato in un locale come dire? Molto caratteristico, anzi “pittoresco”. Arrivati nel villaggio di Sharm el Sheikh, che è una località balneare che negli ultimi anni ha subito un notevole sviluppo turistico soprattutto per la bellezza del suo mare e della sua barriera corallina e spesso viene proposta in abbinamento alla crociera, trascorriamo gli ultimi giorni di vacanza riposandoci, facendo bagni e prendendo il sole. Tanto per non annoiarci troppo facciamo tra l'altro una simpatica gita su un peschereccio per visitare la barriera corallina con le miriadi di pesci che la popolano, bellissimi da vedere, pare di essere immersi in un acquario, abbiamo anche l’emozione di nuotare vicino ad un piccolo squalo e una tartaruga. Inoltre abbiamo effettuato una simpatica gita nel deserto, a bordo di cammelli (io e Paola) e cavalli (Sergio e Ugo). Conclusioni Che dire, è stato un viaggio FANTASTICO che prima o poi nella vita dovremo rifare se riusciremo a vedere sufficiente mondo da permetterci un replay
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| 1992, anno, d'argento, egitto, viaggio di nozze |
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