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    1. #106
      L'avatar di mouette
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      Venerdì 2 settembre 2016

      Ieri mi sono divertita a giocare a Un due tre stella con i cerbiatti, così accolgo con enorme entusiasmo la proposta (mica tanto proposta, direi meglio … ordine!!! ��) del mio pandone, fare colazione con le torte della Gifford House a Fruita, prima di addentrarci nella Capitol Gorge. Buone come mi aspettavo, e poi … siamo praticamente soli, è davvero un angolo di mondo un po’ speciale, in cui anche un cuore inquieto potrebbe trovare riposo. Mele e ciliegie, metà ciascuno come sempre, caffé luuuuungo, il sole, il cielo blu. Serve altro?




      Ma per prima cosa, una veloce sosta foto alla graziosa chiesina di Torrey (241 abitanti aggiornamento 2016 ��)

















      Con me stessa medesima di persona personalmente alla guida, ci addentriamo coraggiosamente sulla sterrata (ancora non so bene chi dei due necessiti di più forza d'animo, se la guidatrice o il guidato, a dire il vero ������), arriviamo, parcheggiamo, ci avviamo, io mi dimentico il paraluce, torniamo indietro, lo prendo, ci avviamo, Paolo dimentica l'acqua, torniamo indietro, lo prende, ci avviamo ... ma secondo te sarebbe stato meglio se avessi messo gli scarponcini da trekking? lo sguardo più eloquente che pandevole del mio amato mi convince rapidamente che no, le scarpe da ginnastica vanno benissimo, e finalmente la passeggiata inizia davvero.












      Ci fanno compagnia colori meravigliosi, una luce a tratti accecante, pochissimi altri escursionisti. Ci fermiamo mille volte incantati, a scattare, a guardare, a sognare, a goderci il momento. Ormai, a questo punto del viaggio, dovremmo essere sazi di rocce rosse e di petroglifi, ma no ... non è possibile stancarsi della bellezza piena ed assoluta che il mondo, questo angolo di mondo, così generosamente ci regala.












      Arriviamo più o meno al Tank trailhead, ma tra le mie (eccheppalle) solite vertigini e la disposizione tra lo sconnesso e il disastroso dell'inizio della salita, rinunciamo entrambi a godere il panorama dall'alto. Pazienza, sarà per la prossima volta o per il prossimo viewpoint. ��



















      Inizia a fare veramente caldo, e abbiamo una lunga strada da fare �� visto che ci aspetta l'ultima notte in tenda in quel di Kanab ... vogliamo anche riprovarci con la Cottonwood, sempre ottimisti noi: come già dicevamo per gli Antelope, vorrai mica il diluvio universale due anni di fila no? a Page ci è andata bene, il saggio si accontenta, ma noi siamo ancora troppo giovani per essere anche saggi. Ehm. ������
      Oltre che giovani, siamo anche scapestrati e sanfassoni, come si dice dalle mie parti: quando siamo partiti, la Rogue mi ha segnalato un'autonomia di una settantina di miglia, aggiungendo "vecchia, ho sete" ... dei due, il vero ottimista è Paolo, e infatti mi ha detto "vecchia, stai tranquilla, la facciamo bere al ritorno, tanto sono 19 miglia fino al parcheggio" ... insomma, vecchia di qua, vecchia di là, in tutto lo splendore della mia beata incoscienza mi fido e trascuro il cruscotto.
      Quanto torniamo al trailhead, però ... la mia guida spericolata e lo sterrato presentano il conto. Siamo scesi a trentadue. Paolo, serafico, ribadisce che fino a Torrey sono diciannove, ci arriviamo larghi larghi. La Rogue nel mentre ribadisce che "VECCHIA, HO SETE!", e giurerei di aver sentito anche un te sì veneta, te dovaressi capìr! ma ho un orecchio solo e funziona pure poco, non posso giurarci ��
      Più la ciucciabenzina ciuccia, più mi agito, più Paolo ridacchia serafico. Resterà nella leggenda il mio VENTINOVEMIIIIIIIGLIAAAAA quando ancora siamo a metà sterrata, e le terribili minacce che rivolgo al mio amato bene sono state annoverate tra le nuove Maledizioni Senza Perdono nel corso di Difesa contro le Arti Oscure a Hogwarts, modestamente ��

      Quando sono ormai prossima a strangolarlo con la mano destra (tanto ho il cambio automatico), poco dopo il ritorno all'asfalto intravvedo finalmente l'agognata stazione di servizio di cui ESSO ha favoleggiato tutto il tempo mentre io avevo visioni di lui in perizoma da schiavo egizio a spingere la Rogue, e di me stessa in jeans e scarpe da ginnastica a frustarlo senza pietà. [L'autrice declina ogni responsabilità per il caso che stanotte non riusciate a dormire, turbati da questa raccapricciante visione ��]


      Ma l'impunito, non contento di avere un'autista prossima all'infarto, va oltre: no, questo distributore no, è troppo caro, andiamo in paese. Un applauso per l'eroica eroina che non l'ha ucciso neanche quando, appena superato il distributore, il cruscotto le dice così:







      Replay e dettaglio per chi non avesse visto bene ��






      Visto che è ancora vivo, lascio a lui il piacere di raccontarvi che in paese abbiamo risparmiato ben OTTO CENTESIMI DI DOLLARO a gallone ��
      Lungo la strada verso Cannonville, la bellissima UT12, sopravvivo a un paio di pullman carichi di turisti, a un vecchietto col cappello in Panda, a un temporale improvviso e furibondo (caaaambioooo!), alla ripresa del volante in una piazzola invasa da una mandria mordi e fuggi scesa dal bus che ero faticosamente riuscita a superare, all'allegra esplosione della bottiglia di acqua frizzante che stavo tentando di aprire ... e alla fame!
      Per fortuna arriviamo nella ridente Boulder, 225 abitanti, dove l'appetito e la saggezza millenaria che ho maturato in tanti anni di viaggi mi conducono vittoriosamente al delizioso Magnolia's Street Food, un furgoncino strategicamente piazzato nel cortile dell'Anasazi State Park Museum. No, dai ... a voi posso dirlo: mi scappava la pipì �� e i musei hanno sempre il pipitoio per quelle come me. Per caso abbiamo visto nel recinto del parco il menu, ed eccoci ... taco, burrito, due coche in bottiglia che a momenti mi fanno commuovere, un cagnone che muore dalla voglia di giocare con Paolo, il sole, il vento, e la felicità è servita.
      Nel tempo di un pranzo sono passata dal chiedermi come si farà a vivere in questo pur bellissimo buco dimenticato dagli dei e dagli uomini al sorridere con tenerezza dell'evidente serenità delle giovani mamme che cinguettano con l'altrettanto giovane e mamma titolare dell'esercizio. Sono sicura che io impazzirei, data la mia propensione alla mammitudine e all'isolamento ������ ma per un attimo mi trovo quasi ad invidiarle benevolmente. E' un piccolo paradiso, Boulder.












      Declinata la proposta di Paolo di venire a vivere qua, ce ne ripartiamo tra una nuvola e una sosta pipì, mille foto e mille ooooohhh di sorpresa e meraviglia, sia della novellina che del veterano. Credo che questi posti non abbiano bisogno di presentazione, vero?






















      (ok, niente rim, ma il biscotto non può mancare ��)










      (e neanche la nostra meravigliosa comune scemitudine, per fortuna ��)




      (voglio venire a lavorare quiiiiii)


      Il cielo, lo vediamo anche da soli, oggi non ci vuole bene, ma noi siamo de coccio e proviamo lo stesso a parlare con una gentilissima ranger al Visitor Center di Cannonville ... ci dice soltanto che uno dei loro geologi ha avuto parecchie difficoltà e ci ha impiegato diverse ore a lasciare la Cottonwood a causa delle piogge di ieri e di stanotte, e ovviamente ci lascia liberi di andare a impantanarci ��


      La millenaria saggezza di cui sopra si impossessa però dei nostri corpi e delle nostre menti, e non avendo un'esorcista a portata di mano ci vediamo costretti a darle retta, e ad accontentarci del Kodakchrome Basin State Park. Sarà che siamo stanchi, sarà che ormai le vere meraviglie rosse sono dietro di noi, non usciamo soddisfatti come al solito dal breve trail ad anello, carino, sì ... ma se dici carino nel West, vuol dire che il meglio non è lì. Sono contenta comunque, era una delle tappe del mio viaggio di nozze mai fatto, mi incuriosiva, ora è nel mio carniere.

















      Paolo non sa più cosa inventarsi pur di trascinarmi a fare sciopping, e decide di far fuori un altro paio di pantaloni ��. Insomma, se non voglio diventare famosa come la compagna del Panda in MuPande, mi tocca un altro giro di giostra al North Outlet domani sera ������



















      Raggiungiamo Kanab senza ulteriori emozioni, e mentre piantiamo la nostra tendina nel campeggio in centro al paese (anzi, alla metropoli: più di 4000 abitanti!!!) mi prende la malinconia al pensiero che chissà quando sarà, la prossima volta, visto che in Florida abbiamo deciso di andare sempre in hotel e non abbiamo altri campeggi in vista per un po' ... è stata casa, rifugio, ha ospitato risate, formiche, panda, briciole, abbracci e tante coccole, mi mancherà ��


      Per cena scegliamo l'Iron Horse, che raggiungiamo a piedi, ciccia, birra e un pizzico di nostalgia anche se siamo ancora qui ...





      Ma la serata mi riserva ancora un sorriso e un minuscolo dolcissimo viaggio nel tempo che mi fa innamorare. Buonanotte, Kanab ��







      Barbara
      Non si diventa marinai restando in porto a sognare gli oceani
      Madagascar - agosto 2019




    2. #107
      L'avatar di Raccoon
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      Biscotti a bordo rim - SouthWest 2016
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      2 settembre 2016 - Torrey - Kanab

      https://goo.gl/maps/koeY8Dcni3U2

      Canzone del giorno:

      Dopo l'acquazzone di ieri sera, stamattina il tempo è davvero fantastico... Sole, cielo azzurro, temperatura magica... fa quasi fresco!Lasciamo la nostra cabin, salutiamo le signore del campeggio e via, colazione a Fruita!
      Però prima facciamo una sosta rapida a Torrey, per visitare la più antica scuola/chiesa dello Utah...

      Si, esattamente come ne "La casa nella prateria", quella che la domenica veniva usata come chiesa, durante la settimana diventava scuola, sala comune, tribunale.
      A Fruita abbiamo un appuntamento...
      Si, perchè quando ho detto a Barbara che qui si può fare colazione con le pies, secondo voi cosa mi ha risposto?


      Ed eccoci qui, siamo alla Gifford Farm praticamente all'apertura, 2 caffè a temperatura lavica, 2 pies, una fragola e l'altra mela e cannella, tra un cerbiatto e un coniglietto che ci scrutano, decidiamo di rifocillarci prima di partire per la Capitol Gorge Road.

      Ah, questa mattina ignoro decisamente tutto quello che dico sempre... fare benzina a 1/3 di serbatoio, mai andare in riserva... beh, la macchina mi dice che è ora di rifornire, ma niente, la ignoro, il cielo è troppo bello per perdere tempo...



      Arriviamo in fondo alla sterrata, splendida e semplice, parcheggiamo e cominciamo la nostra passeggiata dentro alla gola.
      Segni atavici sulla roccia ci mostrano che la zona è stata abitata da tantissimo tempo, il sole che nasce è presente ovunque.



      Il contrasto tra l'azzurro del cielo e la roccia rossa fa quasi male agli occhi...





      E gli scherzi dell'erosione sono davvero fantastici... la pioggia, il vento, l'acqua che riempie il canyon quando piove (ecco, a questo bisogna fare attenzione, questa è una zona in cui si possono verificare dei flash flood), hanno formato una parete che sembra una forma di emmenthal.



      La nostra intenzione sarebbe quella di proseguire di salire nella zona dei Water Tank, ma quando arriviamo al trailhead, ecco che Barbara si blocca e stavolta non mi sento di abbandonarla in mezzo al canyon!



      Comunque, se avete voglia di fare una passeggiata tranquilla e piacevole, al riparo dal sole, il giro dentro il Capital Gorge merita tutto!



      Ed eccola qui, ben strinata dal sole del west!





      Torniamo indietro verso il parcheggio, Barbara si mette alla guida e la Rogue decide che la benzina sta proprio per finire e diciamo... il panico si impossessa di lei!!!




      Nonostante i suoi più oscuri presagi (il fatto che stesse preparando una frusta mi avrebbe dovuto preoccupare), riusciamo a raggiungere il 2° distributore di Torrey, visto che non vorrei mai spendere 80 centesimi in più per 10 galloni di benzina!!!

      La strada oggi è ancora lunga, abbiamo previsto di percorrere la Cottonwood Road, però appena abbiamo cominciato a percorrere la UT12, le nuvole cominciano ad addensarsi su di noi...



      E oltre alle nuvole... si materializza l'incubo On The Road... il bus turistico...



      Riusciamo a sorpassarlo, ma appena ci fermiamo ad un viewpoint, ecco che ripassa e dopo poche miglia ce lo ritroviamo davanti, lentissimo, ingombrante ed elegante come il culo di un rinoceronte col cagotto...



      Finalmente il bus si ferma nella nostra stessa piazzola, abbiamo un po' di tempo da passare qui e decidiamo di rifocillarci...

      Solo che l'acqua frizzante, tra curve, controcurve, salite e discese, sterrati, si è un po' agitata e quando Barbara prova ad aprire la bottiglia...




      Beh, vedete anche voi il risultato... il parcheggio era asciutto prima che aprisse la bottiglia!!!
      ������������



      A parte gli scherzi, il meteo comincia a fare le bizze, gli acquazzoni ci inseguono, le nuvole diventano scure e cariche di pioggia...



      Ogni nuvola mi fa pensare che pure oggi la Cottonwood la faremo domani, ma ci godiamo il viaggio...



      Secondo me, questa è la strada più bella di tutti i miei on the road, come panorami, come natura.



      Nonostante le curve, l'appetito non resta indietro e ci presenta il conto quando siamo dalle parti di Boulder...



      In fase di programmazione del viaggio avevo trovato questo posto, Magnolia Street Food, niente più di un camioncino, ma con delle recensioni pazzesche...



      Arriviamo nel parcheggio dell'Anasazi Museum ed ecco il camioncino... ma non è solo il profumo di cibo che ci attira...
      Il parco circostante è pieno di gente, famiglie che giocano, bambini, cani tranquilli e con una gran voglia di giocare, un'atmosfera di tranquillità veramente poco comune.



      E mi colpisce il fatto che sia gente piuttosto "alternativa", dei moderni figli dei fiori, pronti ad sfoderare un sorriso sincero, la ragazza del food cart che prende gli ordini con una bambina piccolissima in braccio, la ragazza seduta al tavolo con un look molto "nature", gamba non depilata inclusa...



      Ci gustiamo il pranzo alla frescura del parco, salutiamo Boulder, Utah e ripartiamo.
      Poche miglia dopo, il viewpoint più famoso di tutta la strada...



      Quello da cui tutti coloro che passano per la UT12 scattano la foto simbolo del loro viaggio e di questo incredibile panorama di tutti i colori.



      Il meteo è sempre più incerto, fa caldo, ma all'orizzonte si vedono gli scrosci di acqua...



      Ma noi abbiamo le nostre mascotte!!!



      E poi c'è la mia Mouette, va tutto benissimo!!!

      Arriviamo a Cannonville, fa caldissimo e non c'è una nuvola in cielo, ci avviamo all'ufficio del BLM per chiedere informazioni sulla Cottonwod e davanti a noi ci sono 2 ragazzi olandesi che tornano proprio da lì e dicono che sono riusciti ad andare solo un paio di miglia oltre il Kodachrome e sono dovuti tornare indietro...

      Mi metto ad ascoltare, chiedo informazioni, la ranger mi dice che un loro ricercatore, impegnato in un progetto nella zona del Grosvenor Arch, ci ha messo circa 7 ore per arrivarci e si sta organizzando per passare la notte in auto, visto che non è consigliabile guidare col buio...


      Con la coda tra le gambe e un pochino tristi, decidiamo di non rischiare, ma scegliamo di vedere comunque il Kodachrome Basin.



      Come dice Barbara, si, carino, però, confrontato al resto che offre questo spicchio di mondo, è davvero trascurabile.



      Poi è praticamente un campeggio tra le rocce, ci sono un sacco di bambini che giocano e urlano, gente che griglia la qualunque, donne che vanno alle lavatrici, musica... una specie di Ostia a Ferragosto, ma con il mare un po' più lontano.





      Per carità, è bello e ci si passa volentieri un'oretta, ma la sensazione è molto diversa da quello che si prova in altri punti.



      è come se i colori del west fossero tutti mischiati insieme in questo anfiteatro...



      Una specie di South West in miniatura, con lo stesso fascino un po' fasullo e affollato del nostro equivalente a Rimini.





      Per consolarci dalla mancata percorrenza della Cottonwood Road, decidiamo di azzannare una pie al Thunderbird Café... 2° passaggio del viaggio, 3° passaggio in 2 anni... si, adoriamo quelle torte!!!

      Quando arriviamo a Kanab, puntiamo subito il campeggio, che per questa volta è abbastanza "cittadino"... ci sono pochi spazi per le tende, ma tantissimi camper enormi, la signora si stupisce che ci siano un paio di italiani in tenda, ci da la nostra piazzola e, per l'ultima volta quest'anno montiamo la nostra fida tendina...

      Poi, senza scomodare la Rogue ci facciamo una passeggiata in una sonnolenta Kanab al tramonto, direzione Iron Horse...



      Cena ottima, okra fritta, patate e costine...

      Eh si, siamo un po' malinconici, siamo quasi alla fine del viaggio, questo ovest ci ha fatto impazzire, soprattutto nelle zone meno celebri e frequentate...



      Sei pronta per il prossimo??? ��

    3. #108
      L'avatar di mouette
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      Sabato 3 settembre 2016


      Oggi è l'ultimo giorno pieno, si riparte in direzione Las Vegas. Vi risparmierò le solite domande sul come è possibile che sia già ora di tornare, siamo appena arrivati, bla bla bla. Mi limiterò a condividere quel filo di strisciante malinconia che tutti conosciamo bene, e che ci impedisce di dire "ancora un'altra notte qui" e ci costringe invece al "solo un'altra notte qui" ... vero?

      Notte che passeremo a Las Vegas, per cui sono certa tutti ricorderete il mio ammmmmòre sviscerato. Ehm.

      Con Paolo, già all'andata abbiamo concordato di lasciare all'ultimo campeggio il materasso (ma il pompino resta con noi), il frigo (bwwaahhhh, lo voglio portare a casaaaaahhhh) e un po' di ammennicoli che servirebbero solo a ingombrarci il bagaglio. Ma siccome abbiamo visto, al Watchman Campground, un punto di raccolta e distribuzione di attrezzatura da campeggio, ci siamo detti che sarebbe stato bello ripassare per Zion, e approfittarne per un giro a Grafton, o meglio a quel che ne resta.

      Il cielo oggi è meravigliosamente blu, ma come rinunciare alla nostra torta da giorno di pioggia? ... non possiamo, quindi sosta al Thunderbird Cafè e via di torta di mele con il burro al rhum (e vabbé, in Italia è sera tardi, dai), poi attraversiamo Zion, con cui il sole riconcilia finalmente del tutto Paolo, e che strappa il cuore a me, e salutiamo mestamente i nostri averi, sperando facciano ancora un sacco di strada in giro per l'America (frighetto, io ti amavo, sallo!)

      Satolli e sconsolati raggiungiamo finalmente Grafton. Non è una ghost-town, al massimo può fare la ghost-tre-case-in-croce, ma è splendida.









      Me ne sono innamorata, e come me chi ha scelto le location di Butch Cassidy (aaaaahhh, il Paolo più bello del mondo dopo il mio)




      Ce la godiamo: oggi non abbiamo altro programma che raggiungere Las Vegas in tempo per Love, spettacolo delle 19. Sì, dobbiamo anche fare i bagagli, ma sono una che ama dimenticare le tragedie quando incombono

      E allora possiamo anche fare un po' i bambini, e rilassarci senza guardare troppo l'orologio.













      Mi perdo nei miei sogni a occhi aperti, in questo posto dove ti aspetti di veder sbucare Laura Ingalls ad ogni angolo, immagino le vite che si sono intrecciate qui, chi se ne è andato, chi ci ha vissuto per primo e chi per ultimo, quali mani hanno pulito per l'ultima volta i vetri polverosi delle finestre chiuse su tanti ricordi non miei che mi piacerebbe portare via ...





























      Arriviamo anche al granaio davanti a cui Butch-Paul compie le sue evoluzioni in bicicletta, ma è proprietà privata, non ci si può avvicinare più di così ... pazienza, siamo felici lo stesso come bimbi in un negozio di giocattoli










      Ci dirigiamo poi al piccolo cimitero di Grafton, ancora più ghost della microborgata, e ci commuoviamo davanti a questi nomi sconosciuti, a questi bimbi morti per malattie che oggi possiamo sconfiggere con relativa facilità, a questa gente vittima di attacchi dei nativi, a questi nativi sepolti qui perché avevano scelto di integrare le loro vite in quella della nuova comunità ... le tombe dei piccoli, ancora oggi decorate da un fiore, una girandola, un piccolo pensiero, mi fanno venire gli occhi lucidi.






















      Siamo soli, all'inizio, poi arriva un gruppo di anziani allegri e chiacchieroni. Uno di loro, sentendoci parlare italiano si avvicina e attacca bottone. Ci racconta che il fratello è morto ad Anzio durante lo sbarco, e lui è stato in Vietnam ... e poi in servizio per anni alla caserma Ederle di Vicenza, a due passi da casa mia! Il mondo è un piccolo posto meraviglioso, vero?











      Riprendiamo la via per Las Vegas, il cui caldo torrido ci accoglie dopo una rapida sosta pranzo senza infamia e senza lode in un Chipotle a Saint George ... facciamo esplodere la consueta bomba atomica in camera, cerchiamo sconsolati di riempire le valigie senza farle scoppiare, poi ci viene in mente che accidenti! mia sorella mi ha chiesto se posso prendere un altro paio di Levi's per mio cognato e dobbiamo correre all'outlet. Il giuramento di prendere solo i jeans e scappare, che tanto in valigia non ci sta niente, viene prontamente dimenticato all'apparire degli sconti di Tommiilfigo, unico uomo a cui non resisto oltre Paolo. Dieci minuti di metodo girotetta e qualche decina di dollari dopo siamo di nuovo in stanza, e alla fine, posato con violenza il mio possente culone sulla valigia refrattaria, i bagagli sono chiusi.

      Possiamo dedicarci a noi e al Cirque du Soleil, lo spettacolo è al Mirage, le musiche sono dei Beatles, siamo pieni di aspettative e di gioia. Eccoci qua, si comincia!


      Le cose non vanno come spero, e anche se faccio di tutto perché Paolo non se ne accorga (e ci riesco, meno male) passo tutto lo spettacolo con le guance rigate di lacrime amare: non sento musica, solo rumore, e l'unica canzone che riconosco è Yesterday ... solo perché viene progettata l'immagine di Paul che la canta e riesco a leggere il labiale. Da oltre trentacinque anni sono sorda, e mai, mai una volta me la sono presa con la vita, mai ho pianto per questo. Fino a oggi ...


      Sono già quattro mesi che mi resta appena qualche decibel solo a destra, credevo di essermi abituata e di essere pronta a combattere ancora, ma la mazzata è pesantissima. Con Paolo, che alla fine non ha potuto non vedere i miei occhi quando si sono riaccese le luci, cerco di minimizzare ... e credo che i primi semi della decisione che mi ha poi portato all'impianto cocleare siano stati piantati dai Beatles in questo teatro.

      Paolo sa sempre come consolarmi, e mi trascina da Gordon Ramsay al Caesar's Palace: datemi da mangiare e mi passa tutto. In un attimo torno simpatica come prima (oddio), e poi quando arriva la ciccia mi commuovo. Il mio filetto è qualcosa di veramente speciale, sicuramente il miglior pasto di carne della mia vita, tanto che per la prima volta in tre anni non divido, ma concedo al beneamato solo un assaggio. Insomma, avrò pur pianto per qualcosa, no?



      C'è chi beve per dimenticare, e io ci sono riuscita benissimo: ho rammentato solo poco fa grazie alle foto di Paolo che siamo passati anche al Margaritaville ... non buono come quello di Page, ma comunque molto piacevole, e talmente forte che siamo tornati in stanza a quattro zampe a un'ora da suorine di clausura. Sì, anche il benenamato (e comunque vi ricordo che io sono veneta!) ... altro che Sin City!


      Ultima modifica di mouette; 02 Apr 2019 alle 13:39
      Barbara
      Non si diventa marinai restando in porto a sognare gli oceani
      Madagascar - agosto 2019




    4. #109
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      Biscotti a bordo rim - SouthWest 2016
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      3 settembre 2016 - Kanab - Las Vegas


      Google Maps

      Canzone del giorno





      Stamattina giornata incerta, qualche sporadica goccia di pioggia ci bagna a Kanab, nulla di preoccupante, passa subito e noi smontiamo la nostra casetta portatile, per riporla in valigia.


      Nulla da dire sull'Hitch 'n Post, se non che è un campeggio pensato per i caravan (e ce ne sono di enormi) e non per le tende, ma questo aiuta, visto che i bagni sono puliti e sempre liberi.I gestori lasciano pochi dubbi sulle loro intenzioni nei confronti di chi disturba!



      E anche per quest'anno salutiamo la nostra casetta portatile, esperienza resa ancora più bella da alcuni dei campeggi dove abbiamo sostato.Colazione frugale al campeggio, perchè tanto sappiamo già dove ci fermeremo per la merenda...



      Ma è proprio lui, il Thunderbird Restaurant, sulla Mount Carmel Higway!Lo so, di solito è il nostro ristorante da giorno di pioggia, ma oggi siamo un po' malinconici e fare colazione qui non ha davvero confronti, siamo solo a poche miglia da Kanab!


      I quattro cavalieri dell'Alzheimer che cavalcano dentro il mio cervello mi hanno fatto scordare cosa abbiamo preso... forse la solita torta con la salsa di burro al rum, forse qualcosa di diverso... ma l'abbiamo accompagnato con un bel caffe!

      La strada più veloce per Las Vegas ci avrebbe fatto passare per la ridente ���� cittadina di Fredonia, ma noi oggi abbiamo una missione da compiere...



      Eh, si. non avendo un aereo cargo, materasso, sottotenda, un po' di ferramenta varia e il nostro fantastico frigo da viaggio ora fanno compagnia a qualche altro viaggiatore.
      Attraversiamo Zion godendoci il panorama al sole e godendoci anche la fila enorme di gente che arriva da Ovest. La coda comincia ben prima di Springdale, tutti i parcheggi dentro al parco sono pieni e chi arriva viene invitato a prendere la navetta... Solo che le navette sono tutte bloccate nel traffico!
      Per fortuna noi stiamo uscendo e andiamo tranquilli fino a Grafton...

      Appunto, cos'è Grafton?

      Beh, è una città fantasma, o meglio, un piccolo paese, un insediamento dalla vita breve e travagliata, del quale rimangono alcuni edifici...





      Una parte è aperta al pubblico, una parte invece è tuttora privata, ma noi giochiamo tra le case, passeggiamo nei piccoli capanni di legno e fango, facciamo l'altalena.





      Godiamo del cielo azzurro più azzurro dell'azzurro...



      Tra animali selvatici e non (c'erano delle mucche che vagavano tranquille)



      E col sorriso un po' malinconico ci godiamo il nostro ultimo pezzo di On The road.



      Nella zona privata c'è un vecchio granaio...



      Guardate bene, è proprio il granaio che si vede nel video della canzone del giorno... qui nel 1969 ci hanno girato Butch Cassidy and the Sundance Kid, con Paul Newman e Robert Redford!



      Poco lontano sorge il piccolo cimitero di Grafton e capiamo quanto questa città è stata colpita dalla malasorte... Prima un'alluvione, poi indiani, poi la difterite, la scarlattina... in un solo anno, in questo paesino di 50 anime ci sono una decina di morti...



      E alla fine, una carestia uccide le ultime speranze del paese, che viene abbandonato.



      Ora un'associazione di volontariato si occupa del restauro e della manutenzione del piccolo cimitero e della città. All'ingresso ci sono dei depliant che descrivono gli edifici e la storia di Grafton... Lo so, è un'amara riflessione, qui in Italia abbiamo cose che farebbero impallidire gli interi USA, abbandonate all'incuria.



      Mentre scattavamo, sentiamo dei motori in avvicinamento, ci giriamo ed eccoli qui, 3 ATV che si avvicinano!



      3 coppie di anzianotti in viaggio, cominciamo a chiacchierare e ci chiedono di dove siamo...
      "I'm Italian, from Rome, she's from Verona, the city of Romeo and Juliet!"

      Uno di loro mi guarda e mi dice "My brother landed in Anzio during World War 2 and he died in Italy"
      Anche lui è un veterano, ha combattuto in Vietnam, così come almeno uno degli altri vecchiotti.

      Ancora oggi mi vengono i brividi a pensarci!



      Salutiamo i vecchietti e partiamo verso Las Vegas, la strada è ancora tanta e stasera abbiamo un appuntamento con John, Paul, George e Ringo!
      Ma lo sapete, devo tenere la mia @mouette mangiata, pisciata e nutrita per farla contenta, per cui, sosta a St. George dove mangiamo da Chipotle!

      Da St. George a Las Vegas sono circa 2 ore di macchina, noi questa sera abbiamo prenotato al Best Western Casino Royale, l'hotel più economico della strip!

      Senza fronzoli, con un piccolo casinò, sulla strip ha solo l'ingresso, le stanze sono strette tra il parcheggio (gratuito per i clienti, almeno nel 2016) e il retro degli altri hotel...

      Il check in è abbastanza veloce, vuotiamo la macchina e cerchiamo di buttare la tonnellata di monnezza che si è accumulata, entriamo in camera e cominciamo a disporre le valigie per il viaggio di ritorno.


      Dopo qualche minuti di intenso e febbrile lavoro di sistemazione, squilla il telefono...

      "Hello?"
      "Hello mr. PandaTheGreat, is the reception speaking, we would like to know if everything is in order with your room"


      Mi giro e vedo questo...



      Manco co' na bomba a mano avremmo potuto ottenere questo risultato, sembra una stanza dopo la perquisizione dell'FBI alla ricerca di armi e droga...


      Ci penso un attimo e...

      "Thank you sir, everything okay in the room!"
      ����������

      Per fortuna, Love è al Mirage, quasi di fronte al BW, cerchiamo di dare una parvenza di ordine alla camera, pesiamo le valigie e scopriamo di aver preso quasi 10 kg di roba negli USA, partiamo lasciando le reflex in camera, armati solo della Go-Plo e dei cellulari.



      Momento puccioso-Love!��

      Arriviamo per tempo al teatro, questa volta non commetto l'errore di arrivare senza acqua, non annaffio nessun bambino americano entriamo e ci godiamo lo spettacolo!



      Rispetto agli altri spettacoli che ho visto, è più balletto e meno spettacolo circense, ma è davvero bellissimo ed emozionante.

      Ma per la mia piccola mouette non è proprio così. Forse proprio durante questo spettacolo è cominciata a maturare la decisione che l'ha portata qualche mese fa all'intervento per l'impianto cocleare... Purtroppo la musica l'ha persa completamente, solo rumore, quel rumore assordante che diventa silenzio.

      Per consolarci per l'ultimo giorno di viaggio, stasera cena al Caesar Palace, nel pub di Gordon Ramsey!



      Avrei qualcosa da dire sulle posate, di un brutto difficile anche da descrivere, ma i piatti...





      Rib eye per me, filetto per Barbara, birra...
      tenera, succosa, buonissima la carne, ma anche i contorni, sfiziosi, le mie patatine al tartufo e il purè con gli asparagi per mouette!

      Ma si sa... Las Vegas mette sete!





      E decidiamo di affogare il dispiacere dell'ultima sera in viaggio da Margaritaville...
      Naturalmente con un margarita!




      Ma li mortacci loro! Quanto sono forti 'sti margarita??? ��Meno male che il BW è vicino, ci arriviamo senza nemmeno perderci!


    5. #110
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      Domenica 4 settembre 2016





      Dopo una terrificante colazione da Cinnabon, all'interno della zona slot del Best Western - che mi fa pensare che chissà, chiudere in bruttezza potrebbe farmi sentire meno la malinconia �� - ci dirigiamo verso Downtown per visitare il Mob Museum, ospitato nell'edificio dove un tempo avevano sede il tribunale e l'ufficio postale centrale. Paolo ci è già stato, io sono curiosa e non resto delusa.

      Come sempre, in tema di musei gli USA hanno molto da insegnare, anche se ultimamente trovo che l'Italia stia migliorando - gli ingressi contingentati alla Galleria Borghese per esempio, me la sono proprio goduta l'ultima volta, tanto più per i contenuti non siamo secondi a nessuno - e i tre piani scorrono via velocissimi, tra un cognome italiano e l'altro. Abbiamo esportato molte cose ...


      Paolo è fierissimo di portare il cognome della guardia del corpo di Al Capone, e dato che Filippo è un nome di famiglia ... ormai mi sento un po' parente anch'io ^^


      Intanto l'amato bene fa un po' di esercitazioni, che non si sa mai




      (giuro che questa espressione non gliel'ho chiesta io )


      Usciamo sazi, acculturati, soddisfatti e proprietari per di più di un magnifico libro fotografico sulla Las Vegas di ieri che concupivo - unica cosa in tutta la città - fin dal primo viaggio, l'anno scorso. A proposito, mio ordinatissimo pandone ... dove lo abbiamo messo?

      Si è fatta l'ora di pranzo, finiamo a mangiare cinese scrauso in un postasso scrauso, sì, oggi è il giorno della chiusura in bruttezza. Talmente in bruttezza che siamo arrivati a ricordarcene oggi dopo mezz'ora di discussioni, di dove avessimo pranzato il 4 settembre ... ma non temete, poverelli voi: come avete visto, per la Florida dispongo di appunti dettagliatizzimi, che spaziano da orario e durata delle pause pipì a ingredienti e grammature di ciascun piatto consumato, gradazione della birra del giorno, numero di capelli del cameriere pelato del fast food, data di nascita delle ostriche consumate a Bradenton. Per il prossimo Giappone invece ho contato anche i fili dei calzini delle geishe viste a Ninnenzaka. Contenti, eh? vedo la ola di felicità da qui ... un altro diario luuuuuuuungo in arrivo!


      Per affogare il liso plimavela nella cultura scegliamo il National Atomic Testing Museum, gestito in collaborazione con lo Smithsonian. Lo so, lo so ... andare per musei a Las Vegas è veramente roba da nerd, ma ci hanno disegnati così, e in fondo stavolta in questa città che continuo a non amare me la sono goduta anch'io.

      La visita, che terminiamo purtroppo un po' più frettolosamente di quanto vorrei perché un aereo ciccione ci aspetta per riportarci nella vecchia Europa, mi lascia triste, stanca, con la pelle d'oca e con un po' di certezze in più sulla natura degli esseri umani. Un giro interessantissimo dal punto di vista storico, come sempre ben fatto e meglio gestito, con ricostruzioni, informazioni, filmati ... da poco ho letto Sciascia, che teorizza nella Scomparsa di Majorana che il genio della fisica avesse intuito le terribili possibilità di sviluppo della fissione nucleare, e che abbia deciso di sparire nel 1938 perché la sua visione che preconizzava quel che sarebbe accaduto poi effettivamente era troppo lontana dal suo essere e troppo devastante per poter accettare di prendervi parte attiva. Non si saprà probabilmente mai che fine abbia fatto, ma mentre leggevo mi comparivano davanti agli occhi flash improvvisi di questa visita già di suo piena di emozione, che nel ricordo si è fatta ancora più intensa.








      Tra le pochissime foto di oggi, la mia nerdaggine ha conservato questa, scattata per ricordare il titolo di un libro che avevo deciso di cercare e poi ho dimenticato, citato in una delle didascalie a corredo dell'esposizione. Sono sempre in tempo



      Lasciamo il museo, torniamo a recuperare i nostri bagagli obesi al Best Western che ce li ha gentilmente ospitati e ce ne andiamo verso il McCarran, mesti ma neanche troppo: tra neanche due mesi ci aspetta Barcellona con i Balzi, a febbraio c'è Napoli (ma Paolo ancora non lo sa, è il mio regalo di Natale), a fine marzo la Florida.


      La cena in una birreria dell'aeroporto è insolitamente buona, seppure cara come sempre in aeroporto, e la nostra cameriera ci attacca bottone, indovinate un po'? è di origini italiane ... siamo davvero dappertutto, c'è stato un tempo in cui dall'Italia si andava via con un groppo nel cuore come oggi da tanti altri Paesi, e abbiamo lasciato tracce e cultura quasi in ogni angolo del mondo.

      Di questo viaggio avevo un gran bisogno, quando l'ho prenotato non sapevo ancora che cosa mi aspettava negli otto mesi che mi separavano dalla partenza. Niente di bello, purtroppo, la perdita dell'udito non è stata l'unica dura prova che ho dovuto subire, e che Paolo ha affrontato al mio fianco senza lasciarmi sola in istante neanche da lontano. Me lo sono goduto, forse meno di quanto avrei potuto fare partendo serena, ma è stata una cesura necessaria e rigenerante che mi ha aiutato ad attraversare i mesi ancora difficili che sono seguiti.

      C'è una cosa che ancora non sappiamo al momento di imbarcarci, e che tra qualche mese ci riempirà il cuore di gioia: è l'ultimo viaggione da cui torniamo in due città diverse! I ricordi dei prossimi torneranno a Roma in una scatola unica, nella stessa casa.

      Chiusura smielensa e doverosa: grazie, amore mio con cui da qui a maggio 2017 prenderò (almeno) altri quattro aerei da Fiumicino e Ciampino ... sei il compagno di viaggio perfetto per me




      Barbara
      Non si diventa marinai restando in porto a sognare gli oceani
      Madagascar - agosto 2019




    6. #111
      L'avatar di Raccoon
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      Biscotti a bordo rim - SouthWest 2016
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      4 settembre 2016: Las Vegas - Londra - Roma

      La canzone del giorno


      Ultimo giorno di viaggio!

      Prima di fare il check out e lasciare le valigie al deposito dell'hotel, ci avventuriamo a fare colazione... Oh, guarda, c'è Cinnabon, il posto dove fanno le cinnamon roll, lo proviamo?

      Malsana idea... le cinnamon roll di Cinnabon sono degli ammassi semicrudi di pasta che per metà è assolutamente insapore e per metà dolce da cariare di denti al contatto, il tutto ricoperto da uno strato di glassa spessa e dolce, dalla consistenza indescrivibile... è così appiccicosa che si narra che alcuni avventori siano stati costretti a passare la giornata attaccati al tavolo, in attesa che il gelo del condizionatore seccasse definitivamente le gocce di glassa...

      Già, il condizionatore... tra i tavoli di Cinnabon soffia il vento e infuria la bufera, i resti dell'ARMIR arrancano tra i tavoli, cercando di evitare le macchie di glassa, dei sacchi neri con scritto sopra Human Cryogenic Corporation continuano a passare mentre la banchista distratta sta flirtando con uno della sorveglianza dell'hotel...

      Se facessi una recensione di questo posto, il signor Cinnabon sarebbe il secondo il lista dopo l'ufficio del turismo degli Emirati per farmi fuori!

      Riusciamo a sopravvivere al gelo ed eccoci pronti per iniziare la giornata!

      Prima tappa... Mob Museum!




      Questo museo è la dimostrazione lampante di come dal nulla, gli americani riescano a tirare fuori un museo o un'attrazione... in questo caso, la mafia, quella che abbiamo importato noi e che il proibizionismo ha fatto prosperare, quella che negli anni 40 e 50 ha fatto diventare Las Vegas quello che conosciamo ora, viene spiegata ed esposta in tutte le sue sfaccettature, da quella degli inizi a quella organizzata come una multinazionale.




      L'esposizione è fatta molto bene, racconta in dettaglio come le famiglie mafiose ripulissero i loro soldi a Las Vegas e anche di come riuscissero ad evadere le tasse modificando le bilance.




      Beh, la fine di parecchi mafiosi è stata legata a questa poco comoda sedia, ma la mia personalissima picciotta me la sono riportata a casa!



      Dopo aver pranzato al volo in qualche food court in un postaccio cinese, un'altra cosa che ci mancava di Las Vegas... l'Atomic Test Museum.
      Forsenontuttisannoche...

      A circa 100 km da Las Vegas c'è il Nevada Test Site, dove fin dagli anni '50 sono state testate le bombe atomiche. Gli ultimi test sono del '92, per un totale di circa 900 esplosioni, un centinaio delle quali in atmosfera.
      E proprio queste erano diventate un'attrazione per Las Vegas, quando la gente si piazzava sulle terrazze per vedere il fungo

      e uno dei suoi hotel più famosi, lo Stardust, aveva proprio un fungo atomico come logo.
      All'interno del museo viene trasmesso un film su uno di questi test, cosa succedeva al momento dell'esplosione, il terremoto seguente, l'onda d'urto e il rumore assordante del colpo.
      A parte questo, il museo è molto didattico, racconta la storia del sito di test, qualche curiosità.

      Ci sono alcuni pezzi di storia, come questo detrito del Muro di Berlino....



      E una sezione sugli alieni, tra il serio ed il faceto...






      Le lampade di Wood fanno apparire dei disegni strani sui muri...




      E anche @mouette mi appare luminosa!




      Come vedrebbe il mondo un alieno con gli occhi di una mosca?



      Ma ormai è ora, passiamo mestamente a ritirare i nostri bagagli, evitiamo come la peste Cinnabon, montiamo sulla Rogue One e via... verso l'aeroporto!



      Un'ultimo scatto al cruscotto, 2453 miglia percorse contro una previsione di circa 2000, uno scatto all'insegna dell'aeroporto...



      Una cena insolitamente buona con le ultime 2 birre del viaggio...



      Ed eccoci di nuovo sull'aereo della British che ci riporta a Roma, passando per Londra...
      Anche se sappiamo già che tra 6 mesi saremo di nuovo sul suolo statunitense, siamo comunque malinconici per la fine del viaggio.
      Abbiamo visto tantissime cose, dei parchi stupendi, delle persone eccezionali, siamo passati da Howard, con la sua flemma da navajo di 1000 anni al proprietario dell'hotel di Durango che ci ha intimato di non farci le canne nella sua proprietà, allo sconosciuto indiano del quale abbiamo invaso la proprietà che allargando le braccia ci ha detto "This is my land", dal caos di Las Vegas alla pace surreale del campeggio al Devil's Garden, dai 40° dell'Arizona ai 5° di Silverton...
      Una lunga strada passata insieme, questa volta quasi senza musica, la mia mouette già faceva fatica così, aggiungere rumore in auto non era il caso, parlando, chiacchierando, senza mai restare a corto di argomenti, senza mai smettere di sorridere e di sognare il prossimo viaggio.
      Grazie Barbara per aver incrociato le nostre vite.
      E naturalmente...
      Arrivederci America!!!




    7. #112
      L'avatar di Leia74
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      Ok ora che mi avete commosso con le vostre frasi smelense....
      Forza, avanti col diario del Giappone!!!
      Foto: http://sabrinastravels.shutterfly.com
      Sab + Balza :) Last: Mongolia, New York + Boston, Bretagna e Normandia. NEXT: boh...



      Visita il mio sito !  Scambio Link Autorizzato da FV. Scambio Link Autorizzato 


    8. #113
      L'avatar di Raccoon
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      Biscotti a bordo rim - SouthWest 2016
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      Riepilogando...

      Per dormire: 
      19 AGOSTO: Las Vegas - Golden Nuggett
      - Hotel "storico" per Las Vegas, su Fremont street, all'epoca del diario il parcheggio era gratuito, camera grande e silenziosa, appena si esce ci si trova al centro della Fremont.

      20 AGOSTO: Zion - Watchman Campground
      - Prenotato su recreation.gov, è molto ben organizzato, attraverso il ponte pedonale si raggiunge springdale con una passeggiata, aree bagno ben tenute, ma attenti agli animali!
      21 AGOSTO: Grand Canyon North Rim - North Rim Campground (sostituito con North Rim Lodge, causa meteo)
      - La stanza del motel è piccola, ma accogliente, un po' datata, ma comunque comoda. Il fatto di aver trovato posto al volo, anche visto il meteo, ci fa capire quanto poco sia frequentato il North Rim.

      22/23 AGOSTO: Page - Lulu Sleep Ezze
      - Piccolo motel indipendente, molto meno caro dei motel delle catene, vicino al centro di Page. Camera molto piccola, si sente la mancanza di un comodino accanto al letto. Il proprietario è molto gentile, la mattina c'è a disposizione caffè per tutti, è possibile usare sia il frigo che il congelatore.

      24 AGOSTO: Canyon de Chelly - Spider Rock Campground
      - Che dire? non è per quelli che vogliono stare comodi... non c'è acqua corrente, non c'è elettricità, bagno con fossa settica e doccia come capita. Ma è uno dei posti più belli dove dormire. 

      25/26 AGOSTO: Durango - Knights Inn
      - Quando siamo stati noi aveva appena cambiato gestione e alzato i prezzi. Camere grandi e comode, la colazione comprende qualche muffin e bagels e un discreto caffé, fate solo attenzione a non farvi le canne nell'area dell'hotel, l'attuale proprietario potrebbe innervosirsi...
      
      27 AGOSTO: Ouray - Chalet Inn
      - Pulita, essenziale, comoda. L'unica cosa fastidiosa è stata la discesa verso la camera con le valigie, non c'è l'ascensore.
      
      28 AGOSTO: Montrose - Briarwood Inn
      - Non è colpa del motel, ma di Montrose, che in genere ha un'aria molto decadente e abbandonata. Il gestore ci ha anche fatto l'upgrade con la king room visto che eravamo in viaggio di nozze, ma stare sulla strada principale dormendo in una casetta di compensato non aiuta il sonno.
      
      29 AGOSTO: Moab - Devil's Garden Campground
      - Forse la notte più bella del viaggio, insieme a quella a Chinle. Bagni puliti e comodi, il fondo in sabbia rende il riposo piacevole. Attenzione agli animali... in poche ore hanno girato intorno alla tenda cervi, coyote, lepri e quel coso ignoto che scavava proprio sotto la mia testa.

      30/31 AGOSTO: Moab - Up The Creek Campground
      - Campeggio piccolo, ma ben tenuto, bagni puliti e docce comode.
      
      1 SETTEMBRE: Capitol Reef - Thousand Lakes Campground
      - Torrey è uno dei posti che ce l'ha con me... Capitol Reef mi accoglie sempre con un temporale e un freddo assassino e anche questa volta abbiamo rinunciato alla tenda per la cabin e abbiamo fatto un'ottima scelta.

      2 SETTEMBRE: Kanab - Hitch 'n post Campground
      - Più per i camper che per le tende, ha solo una decina di piazzole molto vicine tra loro. Però da promuovere, bagni comodi.

      3 SETTEMBRE: Las Vegas - Best Western Casino Royale
      - Tra Caesar Palace e Venetian, è un hotel senza fronzoli che permette di dormire a prezzi ragionevoli e senza resort fee anche nei weekend... consigliato per la posizione.

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