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    1. #46
      L'avatar di solshine
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      How the Music moved the Movement (da Chicago a Memphis con una puntata in SC)
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      20 agosto Memphis

      Alle 7.30 sono già nella hall dove vengo travolta da un orda di latino americani (parlano portoghese per cui o brasiliani o portocricani) che hanno colonizzato l’intera zona colazione. Riesco a farmi largo e ad accaparrarmi un succo di frutta, un bagel ed un croissant, avvicinarsi alla macchina dei waffle è fuori discussione! 😬

      Il cielo è grigio ma per fortuna non piove, per strada non c’è traffico per cui alle 8.40 sono a Graceland dove posteggio praticamente di fronte l’ingresso: stranamente non c’è ancora quasi nessuno.

      La prima impressione è quella di trovarmi all’ingresso di un parco divertimenti e sono un po’ interdetta.






      Il biglietto lo avevo comprato online prenotando la visita delle nove per cui entro e vengo indirizzata verso la parte posteriore dove ci forniscono un ipad con cuffia e ci caricano su una navetta che ci porterà dall’altro lato della strada proprio di fronte alla porta d’ingresso.

      Si attraversa il cancello fatto fare espressamente da Elvis, si percorre il viale e veniamo depositati ai piedi dei gradini:




























      Adesso va decisamente meglio!


      La casa fu comprata da Elvis nel 1957 è una villa in stile coloniale costruita nel 1939 e deve il suo nome alla prozia della precedente proprietaria della villa che si chiamava Grace.

      Varcata la soglia si inizia l’ascolto dell’audiguida con le voci di Lisa Marie e Priscilla che descrivono la casa.

      La prima stanza che si vede è il salone con un divano di raso bianco lungo quasi 5 mt (in questa stanza venne celebrato il rito funebre di Elvis)








      Poi si vedono la sala da pranzo, la cucina, la camera da letto della madre di Elvis, la sala della televisione (dotata di ben tre televisori, sempre accesi e sintonizzati su: un canale dedicato alle ultime hits musicali, un canale d’attualità e un terzo dedicato allo sport), il biliardo e la Jungle Room stanza a tema tropicale, con tanto di cascatatella funzionante che veniva usata come salotto e come studio di registrazione!


































      Uscendo dal retro si segue poi un piccolo viale che porta ai vari padiglioni. Il primo è dove aveva l’ufficio il padre di Elvis, Vernon.

      Poi il padiglione-palestra dove giocava a volano ed infine quello dove sono presenti premi, vestiti ed oggetti personali vari.

      Usciti da quest’ultimo padiglione si costeggia la piscina e si comincia a vedere il Meditation Garden dove riposano Elvis ed i suoi cari.



























      Terminata la visita della casa si torna verso la zona d’ingresso dove si riconsegna l’audio guida e la navetta ti riporta dall’altro lato dove a seconda del biglietto che si è acquistato si può completare il tour con l’accesso a vari padiglioni in cui sono esposte memorabilia, materiali di scena, effetti personali, le automobili e le bikes.





























      Spendere per spendere (l’ingresso a Graceland ha davvero un costo spropositato) avevo acquistato il biglietto che comprende anche la visita agli aerei.
      Le quattro gocce che mi hanno accompagnato nel passaggio da un padiglione all’altro però diventano un vero e proprio diluvio proprio quando dovrei andare a vedere gli aerei.

      Non ho per nulla voglia di bagnarmi per cui ne approfitto per una pausa caffè ed un giro nei negozi nella speranza che smetta …


      (alla ricerca della mano e del microfono perduti 😂)

      ci vuole più di mezz’ora di acqua a catinelle ma alla fine spiove per cui approfitto del fatto che non c’è praticamente nessuno in giro e faccio la visita agli aerei in perfetta solitudine.

      Sono due l’ "Hound Dog II" è un JetStar poi appartenuto per qualche tempo al famoso editore della rivista erotica "The Hustler", Larry Flynt.

      Il "Lisa Marie" è un Convair 800 che Presley acquistò dalla Delta Airlines a metà anni Settanta e di cui fece rifare completamente gli interni allestendo una sala conferenze, un grande letto, un impianto stereo con 52 casse acustiche e un incredibile bagno con finiture in oro.






















      Ecco la fissazione per l’oro (in casa, in macchina, nell’aereo) è una delle cose che mi ha particolarmente colpito di Elvis: quello che viene fuori dalla visita a Graceland è l’immagine di un uomo profondamente legato alla famiglia ed agli amici, generoso e attento nei loro confronti fissato per il lusso e la tecnologia fino all’eccesso che sconfina nella pacchianeria. Un uomo che baciato dal successo, ma incapace di gestirlo e di gestirsi, ha finito con l’autodistruggersi.
      Sulla coda del Lisa Marie si legge TCB (Take Care of Business) che scopro (ignoranza portami via!) essere il motto di Elvis.
      Le lettere appaiono spesso come un logo o emblema, insieme a un fulmine, che significa "prendersi cura degli affari in un lampo".
      In molti dicono che il TCB non andrebbe inteso in senso letterale come rifermento solo agli affari di soldi e basta, ma agli affari nel senso generale del termine. Non nascondo che a me invece - da ignorante di Elvis (conosco e mi piacciono le canzoni ma non sono una fan sfegatata) - vedendo il lusso ostentato e tutto il business che gira intorno a Graceland, considerando le sue poverissime origini, quello che è venuto in mente è da un lato che Elvis si riferisse proprio e precisamente al fare soldi e dall’altro che gli eredi lo hanno preso alla lettera!




      Terminata la visita faccio un altro giro nello shop e recuperata la macchina torno verso il centro. Ormai è uscito anche il sole per cui dopo una veloce sosta al Walmart, per recuperare un paio di generi di prima necessità, dato che ho ancora un po’ di tempo prima di riconsegnare la macchina faccio sosta sul lungo fiume che trovo davvero carino: un bel parco ben tenuto, con delle belle case alle spalle dove è molto piacevole passeggiare.



























      Faccio benzina (impresa tutt’altro che semplice dato che non riesco a trovare un distributore e che mi farà perdere una buona mezz’ora) e riconsegno la macchina alla Avis di Madison st.
      Sono abbastanza vicina al hotel per cui torno indietro a piedi approfittandone per passeggiare un po’ per downtown. Diciamo che l’impressione è migliore di quella che ho avuto ieri, soprattutto la 2nd non è male, ma decisamente con questa città non riesce a scoccare la scintilla.


















      Mollo un po’ di cose in hotel, gli faccio segnare che non ho più la macchina così da non dover pagare il posteggio e vado alla Gibson che purtroppo è già chiusa per cui mi limito a sbavare un po’ davanti alle vetrine






















      e poi al Rock n Soul Museum che è stato davvero una piacevolissima sorpresa!






      Il museo è piccolo ma fatto benissimo! Situato all'angolo della leggendaria Highway 61 nasce nel 2000 da una collaborazione unica tra lo Smithsonian Institution e il National Museum of American History.



      Si viene forniti di audioguida e dopo un filmato introduttivo ci si immerge in un'esperienza musicale completa che parte dalla musica delle fattoria e da portico dei mezzadri negli anni '30, evidenziando le influenze urbane di Beale Street negli anni '40, Sun Records e Sam Phillips negli anni '50, il periodo d'oro di Stax, Hi Records e musica soul negli anni '60 e '70, l'impatto del movimento per i diritti civili e l'influenza e l'ispirazione della musica che continua ancora oggi.

      La cosa davvero bella è che al di là della storia e delle informazioni l'audioguida dà la possibilità di ascoltare oltre 100 brani registrati a Memphis e dintorni negli anni 1930-70, per cui volendo ci si potrebbe passare l’intera giornata.






















      Uscita dal museo Beale st è abbastanza smorta e il cielo non promette niente di buono ed infatti faccio appena in tempo ad arrivare al HRC che si scatena l’ennesimo temporale.




      Inganno il tempo nello shop, girovagando per il locale e chiacchierando con la ragazza dell’ingresso.



















      Quando smette di piovere è ora di cena e vado al BB King’s Blues Club dove assaggio il pesce gatto (buono) e passo la serata ascoltando la BB king’s All Star Band.














      Che dire Memphis mi ha lasciato un po’ così: la città non mi ha preso, probabilmente non sono riuscita a capirla, offre però una serie di attrazioni imperdibili che valgono senza dubbio la sosta e che sono state la perfetta sintesi di questo viaggio: musica e diritti civili qui si intrecciano in ogni angolo e si respirano la passione e la determinazione delle persone straordinarie/ordinarie che hanno davvero fatto la storia!


    2. #47
      L'avatar di Leia74
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      L'ultimo museo sembra davvero interessante! E Graceland con tutti i suoi eccessi e' imperdibile, come hai detto. Si si, questo giro prima o poi va fatto!
      Una piccola correzione: a Puertorico parlano spagnolo, non portoghese, quindi i tuoi compagni di colazione erano per forza brasiliani (o portoghesi... )
      Foto: http://sabrinastravels.shutterfly.com
      Sab + Balza :) Last: Mongolia, New York + Boston, Bretagna e Normandia. NEXT: boh...



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    3. #48
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    4. #49
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      21 agosto Memphis – Chicago



      Il volo è alle 11.00 per cui oggi me la prendo con calma.

      Sistemo i bagagli, scendo a fare colazione e mi faccio chiamare il taxi (a Memphis non esiste un servizio di navette per l’aeroporto, ma riconsegnare la macchina oggi in aeroporto mi sarebbe costato 250€ in più a cui avrei anche dovuto aggiungere la giornata di parcheggio in hotel, per cui ben vengano i 30$ spesi per il taxi).



      Alle 9.30 sono in aeroporto, passo i controlli di sicurezza e mi prendo un caffè Mocha da Starbucks per ingannare l’attesa. Partiamo con 20 minuti di ritardo ma li recupereremo in volo.

      Stavolta trovo subito la navetta e alle 14.30 sono in hotel.

      Giusto per cambiare prospettiva (e per non spendere un capitale) questa volta ho optato per l’Holiday Inn nella parte alta del Mag Mile. La stanza è veramente un buco, neanche a Ny ho mai avuto una stanza cosi piccola, ma per una notte mi adatto.

      Arrivando con la navetta ho visto che praticamente dietro l’angolo c’è una casa in stile romanico molto bella per cui come prima cosa decido di capire di cosa si tratta.

      Scopro che si chiama Cable House, fu costruita nel 1886 da Cobb e Frost per il presidente della Chicago Rock Island e Pacific Railway Company, Ransom R. Cable.Nel 1902, la casa fu acquistata da Robert Hall McCormick per suo figlio, Robert Hall McCormick III. Fu qui che Marconi soggiornò a Chicago nel 1917.

      La Cable House è attualmente occupata dagli uffici della Driehaus Capital Management, che è gestita dal finanziere, conservazionista e filantropo di Chicago Richard H. Driehaus.














      Il cielo è abbastanza nuvoloso e le previsioni non fanno sperare in niente di buono per cui decido di non aspettare il tramonto ma di andare subito al 360 (John Hancock Observatory).

      Cammino con calma a testa in su e quando arrivo per fortuna non c’è neanche un po’ di fila, mostro al ragazzo alla cassa la mail per l’ingresso gratuito (guadagnata grazie alle risposte al questionario di soddisfazione fatto da mia sorella: in pratica se ti registri al wifi quando sei in cima poi ti mandano un questionario e se rispondi alle domande poi ti invano una mail valida per un ingresso gratuito. Se interessa a qualcuno ne ho uno valido fino al 24 agosto 2019!) che non fa una piega e mi da il mio biglietto!

      Salgo e come mi aspettavo c’è foschia, ma a sto prezzo mi accontento e sto su più di un’ora anche perché ogni tanto il cielo si apre.




































      Quando scendo sto morendo di fame per cui colgo l’occasione e mi fiondo da Cheesecake factory per una meritata sosta.








      Torno sui mie passi facendo un po’ di shopping e godendomi la città,































      allungo il giro per passare al HRC












      e poi dirigo sul lungo fiume,



































      temo che si metta a piovere da un momento all’altro perché tuona in lontananza ed in effetti ad un certo punto comincia a gocciolare per cui torno verso l’hotel prima che si scateni il temporale.

      Siamo agli sgoccioli e mi viene un po’ il magone …




      22 agosto Chicago – Catania

      Sveglia con calma, sistemo il bagaglio e faccio un’ultima passeggiata prima che passi a prendermi la navetta,



















      arrivo in aeroporto con largo anticipo, drop del bagaglio, controlli di sicurezza, un giro per i negozi e poi mi accomodo nella lounge in attesa del volo.

      Stavolta viaggio in biz per cui il volo va via comodissimo tra cibo, film, e sonno e meno male dato che al mio arrivo mi aspetta un matrimonio grazie al quale riassorbirò il fuso senza colpo ferire.




      Che dire è stato un viaggio ancora una volta intenso, ricco di emozioni e di scoperte, una zona degli USA diversa da quelle che avevo visto finora.

      Ho ballato, cantato e pianto. Ho condannato la follia dell’odio e provato l’orgoglio della lotta. Ho sorriso degli eccessi ed assaporato la gioia scanzonata della musica.

      Ho assaggiato questo pezzetto di sud e sono rimasta affascinata dalla sua storia e dalle sue contraddizioni!




      Alla prossima!

    5. #50
      L'avatar di Gagio
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      Chicago sembra niente male... e belle anche le foto!!
      Michele
      Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte
      (E.A.Poe)


      Diari Viaggi: Real America e West USA 2013 - Sudafrica 2012





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