Questo e' un articolo che avevo scritto per una mailing list e che ripubblico qui come parte di una serie di articoli sul Northwest.

Uno spettacolo del Pacifico: Point of the Arches - Olympic NP
Point of the Arches è uno di quei posti di cui quasi sicuramente nessun ranger vi parlerà* spontaneamente quando arriverete al Visitor Center chiedendo info su cosa fare nel parco. E quando butterete lì giù per caso la domanda "what about Point of the Arches?" vedrete gli occhi del vecchio ranger riempirsi di luce come quando al vecchio veterano di guerra viene ricordato di quella famosa battaglia cui lui prese parte e di cui ancora porta i segni sul corpo. E allora il ranger farà di tutto per aiutarvi a raggiungere questo incredibile posto.
Del resto di Point of the Arches non troverete neanche milioni di info nè su libri nè in rete. La guida Moon dello Stato di Washington gli dedica una colonna in cui oltre a dire che questo è tra i punti più spettacolari del Pacifico, non vi sarà di grande aiuto per organizzare la vostra visita.
Il problema di Point of the Arches è che non è proprio dietro l'angolo, e questo è anche un pregio, dato che chi ci arriva ne può godere in quasi totale solitudine, un po' come accade per certi posti unici come Muley Point.

Point of the Arches si trova sulla costa del pacifico, all'interno dell'Olympic NP, a circa una quindicina di miglia in linea d'aria da Cape Flattery, il punto più a nord-ovest degli States (Alsaka esclusa). Per la precisione, questo mitico posto, giace ad uno degli estremi della bella Shi Shi Beach, a circa 3 miglia dall'estremo nord della spiaggia stessa.

Ci sono due modi per arrivare a Point of the Arches. Ambedue richiedono almeno un allenamento minimo.
Quello che credo sia stato il modo classico durante gli anni in cui il NPS e la riserva Makah non trovarono un accordo, è un lungo hike da sud, che i ranger mi hanno consigliato di affrontare come backpacking.
Da poco (non so esattamente quanto, ma il ranger me ne ha parlato come di cosa recente) si può raggiungere Point of the Arches anche da nord e questa è la strada che io ho percorso.



Shi Shi Beach to Point of the Arches
Length: 10 miles round trip
Elevation gain: almost flat, besides a short steep path leading to the beach
Time: 3.5/5 h
Difficulty: strenuous
Hazards: no water, path in the forest can be very muddy, tides


Questo hike comincia all'interno della Makah Indian Reservation. Ricordate che per parcheggiare al parkinglot di questo trail dovrete acquistare un Recreational Use Permit da appendere allo specchietto della vostra auto. Lo trovate al Makah Museum, che incontrerete sulla vostra sinistra appena entrati a Neah Bay. Costa 7$ ed e' valido per tutto l'anno solare. Al museo vi daranno anche una mappa della riserva Makah che torna utile per raggiungere il trail per Point of the Arches.
Ok, seguendo la mappa siete arrivati al trail head. Ci vogliono circa 25 minuti da Neah Bay. La prima parte del trail conduce per circa 2 miglia attraverso una foresta dove non avrete alcuna vista sulla spiaggia e la cosa migliore che vi capiterà di vedere saranno alcuni Banana Slugs. Il trail è ben tracciato, senza possibilità di perdersi ma è anche estremamente fangoso. Se dovesse piovere, o aver piovuto (cosa estremamente probabile in zona) mettente in preventivo che in alcune parti il fango potrebbe sommergere l'intera scarpa. E' essenziale quindi avere delle buone scarpe da hiking.
In circa 45 minuti a buon passo si arriva alla fine della foresta e bisogna affrontare una ripida discesa che porta, finalmente, in spiaggia. Alla fine della discesa si trovano anche le piazzole per campeggiare.
Una volta in spiaggia capirete subito perchè questo sia considerato uno dei posti più belli del pacifico. Enormi sea stacks appuntiti delimitano la spiaggia a nord mentre in lontananza, tra la velata foschia della spiaggia, già si vede il famoso Point of the Arches. Raggiungerlo a questo punto diventa una esigenza inderogabile. La spiaggia è sabbiosa e questo rende faticoso camminare, ma il desiderio di andare avanti è troppo grande. Nelle 3 miglia che conducono sotto Point of the Arches non ci sono altri sea stacks ma solo il mare che, placido, sembra riposarsi aspettando di ingaggiare battaglia poche miglia più a sud. Mentre ci si avvicina c'è un punto che colpisce in particolare. Si vede uno sea stack, quello più al largo di tutto il gruppo ed anche il più piccolo, che viene letteralmente soverchiato da onde che alle volte sono più alte dello scoglio stesso. Eppure il piccolino rimane lì, fermo, impassibile, come una pedina degli scacchi che ostruisce all'avversario la via verso il proprio re.
Una volta arrivato sotto Point of the Arches, mentre pioveva a dirotto, mi sono trovato un posto al coperto, sotto gli alberi che si innalzano proprio lì dove la spiaggia incontra la foresta. Sono rimasto appolliato a godermi vento, mare e terra che si davano battaglia. Come ho scritto altrove, i sea stack assumono alle volte delle forme stranissime. Sembrano dei corpi che si contorcono, che si piegano, come un torero che schiva abilmente l'attacco furibondo di un toro ferito, conscio che in una gara di forza bruta non avrebbe scampo. Sembrano corpi che si rialzano, come un pugile che, messo KO, non vuole arrendersi e riprende a combattere.
Poi il sole riappare tra le nuvole, il vento smette di soffiare e il mare e i sea stack tornano a sembrare dei vecchi amici che dopo aver litigato per qualche stupidaggine si sono riappacificati e si godono i raggi di sole che, timidamente, illuminano la Shi Shi Beach.

Ciao, Giulio