Una terra di coppole



Giugno 2013. La Sicilia è una terra meravigliosa. Io ho viaggiato molto ma pochi posti al mondo mescolano tutto così perfettamente, così a dimensione viaggiatore, come dire … Cibo, clima rilassante, paesaggi che si alternano tra pecore, spiagge, mucche, vulcani, campi di grano, mare, templi, uccelli … Spesso un viaggiatore chiede poco o, meglio, quel molto che alla fine è poco. Quel niente che è tutto. In Sicilia, stare seduti su una panchina di un paese dell’entroterra èun’e4sperienza di viaggio fortissima, tanto quanto passeggiare il centro storico di Palermo. E’ un viaggio.
La globalizzazione, che così tristemente ha rotto le uova nel paniere del viaggiatore, appiattendo spesso tutti i luoghi, rendendoli per molti aspetti simili eliminando quel quid che rendeva magico un viaggio, in Sicilia sembra non aver preso piede. Quasi completamente. L’isola mantiene un’individualità marcatissima, una coppola ben salda in testa, direi.


Il primo giorno (non si scorda mai)

Siamo atterrati all’aeroporto di Catania, abbiamo affittato una macchina, anzi due J Eravamo in 6, due famiglie e 2 bambini. Come alloggi ci siamo affidati a MammaSicily, l’organizzazione siciliana guidata dallo scrittore Giovanni Vallone e dalla chef Silvana Recupero, due icone da queste parti. Partiti che fummo dall’aeroporto abbiamo raggiunto Villa Aziz, la splendida dimora sospesa tra l’acqua del mare di Taormina ed il fuoco dell’Etna. Abbiamo posato i bagagli, quindi supermercato per riempire il frigorifero e la sera BBQ con grigliata di salsiccia siciliana nel magnifico gazebo della piscina, dentro un parco da sogno dove come d’incanto appare una piscina olimpionica. I bambini dormivano quando io e Mike eravamo completamente ubriachi.


Granita, Taormina, Tennis

Come ci fu consigliato, la mattina seguente andammo a Piedimonte Etneo, paesello perfetto per osservare il movimento dei siciliani seduti all’ombra di un Bar in piazza. L’obiettivo era quello di fare colazione a base di granita, tipica colazione dei siciliani. Granita e brioche. Io mandorla, gli altri altri gusti tipo: cioccolato, pistacchio, gelsi … Una cosa buonissima, molto buonissima. La Sicilia si presentava con i suoi perfetti 28 gradi. Giugno in Sicilia è come un libro di Chatwin: un incanto. In piazza, mentre la granita stava a metà, due anziani stavano seduti con la loro coppola, uno con i baffi, l’altro senza, entrambi con le rughe scavate dal sole di questa terra. C’erano dei giovani che chiacchieravano passeggiando e diverse donne che qua e la si affrettavano con la busta della spesa. Poi c’erano dei cani, forse un gatto, nessun coccodrillo e poche macchine. In Sicilia c’è un elemento magico, silenzioso e invisibile: la quiete. Tutto passa lento: no stress. Poi andammo a Taormina, un luogo dove tutto è bellissimo, dove Dio a voluto fare una di quelle cose tipo Gesù nelle acque, Lazzaro che si rianima … A Taormina sembra di essere a Vienna per l’ordine, San Pietroburgo per i colori, Marrakech per l’architettura, New Jork per la multirazzialità della gente. E potrei continuare con i paragoni. Il fatto che sei in Sicilia te lo ricordano alcuni elementi inconfutabili: le rovine di un Teatro Greco, trai piu belli, se non il piu bello, al mondo; il mare che fa da quinta; l’Etna, imperiosa come un Buddha seduto, che fa da quinta; l’Isola Bella, che fa da quinta; un orizzonte dai mille colori, che fa da quinta; e spruzzi di indigeni, osservatori e meditanti, che spuntano qua e la, tra le cosce dei turisti. Taormina è unica, non c’è posto al mondo che la eguagli. Tornammo nella nostra villa verso le 19 di sera. Giusto il tempo per tirare quattro pallate al campo di tennis, uno smash fuori di poco, tre lungolinea di dritto, 2 doppi falli. I bimbi sguazzavano in piscina. Le donne preparavano la cena. Sicily …


Silvana, la chef di Sicilia e l’Etna

16 Giugno: terzo giorno di viaggio. Era programmato da mesi: il corso di cucina siciliana con l’ambitissima chef Silvana Recupero, regina di MammaSicily e la visita dell’Etna. Arrivammo di mattina, verso le 9, a Viagrande dove avevamo appuntamento con lo scrittore Giovanni Vallone, presidente di MammaSicily, che ci fece da guida per visitare il vulcano piu alto d’Europa. Era un tipo piacevolissimo che si occupava come se fosse acqua, di scrittura, televisione, musica, radio, cucina e altro. Aveva scritto una premiatissima Guida dell’Etna e girava l’isola in motocicletta, motivo per cui era definito dalla stampa, il motoscrittore. Verso le 12 arrivammo a Casa delle Farfalle, un luogo fatato per i bambini veri e per il bimbo che c’è in ognuno di noi. Quindi: per tutti. C’erano farfalle che volavano da tutte le parti con i loro colori dalle mille gradazioni ed animaletti piu o meno disgustevoli provenienti da tutte le parti del mondo. Cito solo il millepiedi di non so quale parte dell’Africa, che se avesse abbaiato non mi sarei stupito, date le dimensioni che lo avvicinavano piu ad un quadrupede piuttosto che ha millupede. Quindi, con i bambini scodinzolanti come il millepiedi, andammo verso la sede di MammaSicily. Un posto bellissimo, che in qualche maniera racchiudeva tutta la Sicilia. La Sicilia della pietra. La casa era costruita interamente in pietra lavica quella dell’Etna. Dentro brillava la pietra bianca di Siracusa, l’argilla siciliana, le ceramiche di Caltagirone, Santo Stefano di Camastra e Sciacca. E poi c’erano i pupi dell’Opera e altre cose bellissime. Di sottofondo i canti gregoriani si alternavano a strane sonorità spaziali. La chef Silvana Recupero si materializzò in tutta la sua importanza, preceduta dalla segretaria e da un sorriso accattivante. Si sarebbe rilevata simpaticissima. Ci mise dei grembiuli, ci stordì con un bicchiere di Malvasia e ci fece impastare arancini, poi facemmo la pasta, quindi il ragù, e poi un condimento al pistacchio e poi il pane. Quanto ci fu da ridere ! Tornammo alla villa ognuno col suo pacchetto di quello che aveva fatto ed il diploma di minichef di Sicilia. Roba da matti. Ma ancora ci sentiamo con Silvana ricordando quel giorno come forse il piu bello del nostro viaggio. Io e Mike ci fermammo un po’ di più a chiacchierare. La chiacchiera è da sempre il miglior alleato del gomito alto. Molto alto …


Il pesce, Lucio e la pescheria

Sveglia, leggero mal di testa, ma acqua fredda in faccia aiuta il bevitore della sera precedente a rientrare in circuito. Piedimonte, granita. Macchina. Se segui la mia mente, se segui la mia mente … Lucio Battisti. Peccato non era siciliano, sarebbe stato perfetto. Ohhh ! Scherzo !!! Comunque fu lui a tenerci compagnia quel giorno che ci dirigemmo verso Catania. L’obiettivo era la pescheria. Anche questo è un luogo di viaggio, chiaramente. Lo sono tutti i mercati. Figurarsi un mercato Mediterraneo. Comprammo del pesce con il chiaro obiettivo di glorificarlo al BBQ. La sera. E così fu.


Archimede, Apollo e il Papiro. Ma non solo

Ovvero: Siracusa. Museo di Archimede che qua era nato e, pazzesco veramente, non a Paperopoli come si è creduto per decenni ! Comunque sia al padre di Edy, che fece impazzire i Romani i quali per conquistare Siracusa dovettero fare i conti (facilmente) con centinaia di migliaia di soldati ma soprattutto (con molte difficoltà) con questo rompiballe di scienziato che inventava una macchina da guerra dopo l’altra tra catapulte, specchi ustori … i suoi concittadini hanno dedicato un museo ed attorno gli hanno costruito una piazza (o al contrario ?) Mah … bruttino. Però poi c’è la limitrofa piazza di Ortigia che è forse la piu bella d’Italia con una Cattedrale le cui navate sono formate della colonne di un ex tempio greco ! E poi c’è un tempio di Apollo. Ed il museo del Papiro che cresce da questa parti. All’interno del museo, se siete proprio fortunati, troverete anche il fondatore che vi obbligherà ad una serie di spostamenti forzati e vi romperà pure abbastanza. Ma è simpatico ed alla cassa credo ci sia sua figlia, che è gentile ma ride poco, riservata ma mezza folle come il padre. Ah dimenticavo: a Siracusa c’è un Teatro Greco di dimensioni bibliche, il piu bel museo archeologico siciliano, delle catacombe da paura e … la granitaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa !


L’acqua e gli uccelli

Lasciammo la villa, destinazione Marina di Ragusa. Ci aspettava un’altra villa. Ad attenderci c’era Luca, il ragazzo di MammaSicily che gia ci aveva accompagnato la prima volta a Villa Aziz. Questa si chiamava Villa del Mare. Una chicca. E’ all’interno di un delizioso villaggio, direi di lusso, a neanche un chilometro dal mare. Ma prima di arrivarci ci fermammo a Vendicari. Ed entrammo in un sogno. Un sogno dove c’erano uccelli provenienti da tutta Europa che migravano. Un sogno dove l’acqua del mare ci accolse, tiepida e mite. Vedemmo aironi, gabbiani, trampolieri … librarsi in cielo, sostare a due passi da noi, amoreggiare. Ma cos’è Vendicari ? Cos’è la natura ? Dio mio … a volte mi sento proprio strano. Ma è qua che si acchiappa tutto. Nel mondo della Natura. Lo sappiamo, lo ridiciamo e mai basta. Diciamolo ancora, per favore: “E’ qua che si acchiappa tutto”


Il vongolo ed il tonno

Villa del Mare si chiama così perché è ad un chilometro da una bellissima spiaggia. Ne son sicuro che si chiama così per questo e non per il fatto che nella vicina Scicli ci sono dei palazzi barocchi patrimoni dell’Unesco; ne perché da questa parti si fanno delle pizze chiuse, so buone ma so buone che non vi dico e che si chiamano scacce. Marina di Ragusa è un posto bellissimo in cui si gode appieno la sicilianità di Montalbano, il commissario che proprio da queste parti ha la casa che si vede nel telefilm, l’ufficio, il famoso ristorante a mare, e i luoghi delle sue indagini. La splendida pietra bianca del luogo, i fichidindia, gli alberi di carrubo e ulive, fanno booom booom. Che non so che significa, ma voglio dire che anche qua siamo da circoletto rosso. Cenammo in una sorta di palafitta, a due chilometri dalla villa, sospesi tra cielo e mare. Spaghetto con il vongolo e Tonno con cipollata. Quindi, Cassata. Matruzza bedda !!!


E così …

… trascorremmo altri tre giorni, tra mare, piscina in villa, BBQ, pesce a destra e sinistra, granite …


Il camaleonte

Villa Rurale. Questo è il nome dell’ultima villa che ci ospitò. Eravamo sempre a mare. Ma di grano. La villa, a 15 minuti dal mare di Paceco, in provincia di Trapani, era immersa nell’entroterra della Sicilia occidentale. Una sensazione bellissima. La piscina era letteralmente a dominio di infinite distese del camaleontico cereale: verde in Primavera, oro d’estate e marrone in autunno. Un alloggio di charme, assolutamente. Sempre avendo il camaleonte come pen pal (amico di penna), se avessimo avuto i suoi snodabili bulbi oculari, avremmo forse potuto anche vedere il mare di Erice all’orizzonte. Io non gli ho … ma ho un naso che fa miracoli. Ed il mare lo sente, eccome. Verso le 19.30 iniziammo a preparare le pizze al forno nel portentoso forno a pietra accostato alla piscina. Roba da Re.


Un posto quasi vergine

Beh, bisogna dire che ormai sono rimasti in pochi: sia posti che ragazze ! Ed infatti questo era un luogo quasi vergine, che è una espressione di minchia, un po come dire: quasi gol. La palla o è dentro o è fuori. Una o è vergine o no. Cos’è una quasi vergine ? Dico, una foresta. Che credevate ? Dunque, siamo arrivati, vai a capire come, a Custonaci. Si trova dal lato opposto di San Vito Lo Capo, ed ha la sfiga di quel bambino nato a Torino e che chiede al padre: ma perché noi non siamo juventini ? A parte che meglio vergine che juventino, qua ci trovammo in un posto da lustrarsi gli occhi: spiaggia atomica; un quadretto perfetto di ordine e villette belle in fila; una riserva naturale (monte Cofano) che non vi dico. E piantammo l’ombrellone, con nonscialanz (ovvero, nonchalance dopo aver visto nel dizionario), con tallone destro a mo di tacco.


Erice ed il cous cous

Alloggiamo un’intera settimana in questa splendida villa e l’ultimo giorno della nostra permanenza lo dedicammo a due perle del luogo: Erice ed una gran mangiata di cous cous


Cosa dunque succede al viaggiatore che viaggia la Sicilia e i ricci

Io sono il tuo psicologo e tu sei nel lettino (i puntini saranno le tue risposte).
Allora, benvenuto nel mio studio. Stai sereno. Come ti chiami ? …………. Quanti anni hai ? …………. E chi se ne frega. Ascolta, tu sei qua, perché non sai dove andare quest’estate e stai diventando pazzo. Allora, adesso rispondi a queste domande. Tra un bagno in un azzurro mare ed uno, ad esempio, all’Idroscalo che scegli ? …………. Ti piace il buon cibo ? …………. Ti piace l’arte o preferisci metterla da parte ? …………. Per quale squadra tifi ? …………. Dimmi cento squadre per cui non tifi …………. Ti piace passare una giornata da lucertola, vivere un giorno da rettile, spalmato al sole ? …………. Ti piacerebbe, anche se non l’hai mai assaggiata, la granita, la scaccia, la parmigiana … ? …………. Ti piacerebbe, nello stesso giorno, visitare l’Etna e fare un corso di cucina ? …………. Hai figli ? …………. Hai figlie ? …………. Giureresti che le tue figlie … ? ………….
Ok, qualunque cosa hai risposto prendi il primo aereo che capita e vai in Sicilia. E quando sei la assaggia gli Spaghetti con i ricci (con tutte le spine, veramente molto buone). E lascia 100 euro. …………. Non ti permettere, cafone ! …………. Ancora, con questi insulti ! …………. Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa