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    Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
    Risultati da 1 a 15 di 16
    1. #1
      L'avatar di Gagio
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      Exclamation Slovacchia, una bella scoperta

      Slovacchia, una bella scoperta


      Un tour di 16 giorni, con un salto di due giorni in Polonia… un viaggio in cui abbiamo messo davvero di tutto in un Paese che ci ha piacevolmente sorpreso per quanto ci sia da fare e vedere.

      Avevamo costruito l'itinerario valutando distanze, traffico e tempi per quelle attività che avevamo selezionato, scegliendo le città dove fare tappa e gli hotel (tranne l'ultima notte), visto che durante la programmazione abbiamo notato che la disponibilità per alcuni svaniva da un giorno all’altro.. è estate e sembra che in questo paese ci sia un gran movimento.

      Il percorso di massima era questo:


      1. Bologna – Bratislava
      2. Bratislava
      3. Bratislava – Trencin
      4. Trencin – Aushwitz
      5. Aushwitz – Cracovia
      6. Cracovia – Tvrdosin
      7. Tvrdosin - Liptovsky Jan
      8. Liptovsky Jan – Strbske pleso
      9. Strvske Pleso – Poprad
      10. Poprad – Hrabusice
      11. Hrabusice – Presov
      12. Presov – Kosice
      13. Kosice – Roznava
      14. Roznava – Banska Bystrica
      15. Banska Bystrica – Bratislava
      16. Bratislava - Bologna




      .. ma in ogni tappa abbiamo scoperto qualcosa di nuovo, anche lungo la strada, e quindi ci siamo adeguati, cambiando un po’ il programma, soprattutto la scelta di alcune visite..
      in alcuni casi il tempo di alcune visite è stato meno del previsto, ma ovviamente stare senza far niente non è nel DNA e quindi abbiamo trovato sempre qualche alternativa da inserire..
      Alla fine l’itinerario live è stato questo:

      12/8 BOLOGNA – BRATISLAVA

      13/8 BRATISLAVA (Devin)

      14/8 BRATISLAVA – Pezinok – Modra – Cerveny Kamen – Budmerice – Trnava – Cachtice – Beckov - (Skalka) - TRENCIN

      15/8 TRENCIN – Bojnice – Rajec - Budatin – Zilina – Trnove - Strecno – (Mala Fatra) – Stara Bystrica – AUSHWITZ

      16/8 AUSHWITZ – Wieliczka - CRACOVIA

      17/8 CRACOVIA - Sanktuarium Pasyno-maryine (Zebrydowka) – Spytkowice – Chyzne - TVRDOSIN

      18/8 TVRDOSIN – Oravský Podzámok - Vysny Kubin - Lestiny – Likava – Ruzomberok – Vlkolinec – Demanovska dolina (Ice cave - Cave of Liberty – Vrbcke pleso) – LIPTOVSKY JAN

      19/8 LIPTOVSKY JAN – Liptovsky Hradok – Prybilina – (High Tatras) – STRBSKE PLESO

      20/8 STRBSKE PLESO - Stary Smokovec (Hrebienok) – Tatranska Lomnica – Spisska Bela – Podolinec – Kezmarok –Spisska Sobota – POPRAD

      21/8 POPRAD – Slovansky Ray – HRABUSICE

      22/8 HRABUSICE – Levoca – Spissky Hrov (Dravce) – Spisske Podhradie - Zhera – Ruska Nova Ves (Zbojnícky Castle) - PRESOV

      23/8 PRESOV – Ladomirova - Krajne Cierno - Hunkovce - Korejovce - Nizny Komarnik –DUKLA PASS - Visny Komarnik Prikra - Bodruzal – SVIDNIK (Udolie) – Bardejov Kupele – Bardejov - Hervatov – Trocany - KOSICE

      24/8 KOSICE – Zadiel (Slovensky Kras) – Krasna Horka – Ochtina – Stitnik – Betliar – ROZNAVA

      25/8 ROZNAVA - Vlachovo – Dobsina – (Slovensky Ray) – Dedinky – (Route 66) – Brezno – Nemecka – Slovenka Lupca – Zvolen – Hronsek – BANSKA BYSTRICA

      26/8 BANSKA BYSTRICA – Banska Stiavnica – Nitra – Dravoce – Oaza Sibirskeho Tigra – SENEC

      27/8 SENEC – (A2 Austria, P 281) - (Udine - SS13 - Pordenone) - BOLOGNA



      Slovacchia, una bella scoperta-mappa.jpg



      Visto che questa meta non sembra molto conosciuta, nel diario abbiamo pensato di inserire anche informazioni e riferimenti per chi magari dovesse decidere di fare una visita in questo Paese ed organizzare un giro che può essere allungato o accorciato, secondo i gusti e la permanenza in alcuni posti.


      Il viaggio: Michele e Letizia
      Costo totale: circa € 2.000,00
      Km totali: 3930

      Spese principali:

      Hotels € 660
      Attrazioni (tickets) € 230 + € 31 (foto)
      Benzina e pedaggi € 320 + 77
      Pasti € 600
      Parcheggi € 68

      Altre informazioni:
      - Hotel quasi tutti prenotati in anticipo dall’Italia.
      - Attrazioni praticamente tutte a pagamento. Le foto hanno un costo aggiuntivo. I parcheggi sono tutti a pagamento.
      Ultima modifica di Gagio; 17 Dec 2016 alle 20:01
      Michele
      Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte
      (E.A.Poe)


      Diari Viaggi: Real America e West USA 2013 - Sudafrica 2012





    2. #2
      L'avatar di laross
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      gia' dalla diretta si intuiva che vi piaceva questo paese ...ora nel diario spiegherete meglio ancora cosa vi ha colpito e attratto ...seguo con piacere(come sempre del resto)
      Ci saranno sempre dei sassi sul tuo cammino...dipende da te se farne dei muri o dei ponti. Sorridi alla vita.




    3. #3
      L'avatar di martaandrea
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      Slovacchia, una bella scoperta
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      Bravi bravi bravi, ci sono diverse cose che mi hanno stupito dal live quindi sono molto curiosa di leggere il diario!

    4. #4
      L'avatar di Gagio
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      Predefinito L'organizzazione


      L'idea e l'organizzazione..fino alla partenza


      Un viaggio organizzato all’ultimo minuto… una meta scelta dopo esserci resi conto di non poter organizzare qualcosa di più complicato, considerata l’incognita ferie.. alla fine ci siamo, riusciremo a partire per il 12-13 agosto ed il 29 si torna a lavoro…

      Con 15-16 giorni effettivi, tra i vari Paesi da poter visitare in autonomia, qualche lettura e giro sui vari siti ci ha indirizzati verso la Slovacchia, paese che ci ha dato l’impressione di offrire varie possibilità di visite ed escursioni.

      Non abbiamo trovato molte esperienze di viaggio.. giusto qualche giudizio sulle singole località, brevi giri, e soprattutto tour dei castelli..
      ma le cose belle spesso sono un po’ nascoste, magari perché meno conosciute, spesso addirittura neanche promosse e quindi poco turistiche.. qualche sito, istutzionale e non, ci è stato di aiuto per capire cosa fare e vedere.
      Alla fine è stato più che sufficiente per farci un’idea, scoprendo i molti percorsi che si possono fare soprattutto nei parchi, di difficoltà varia.. l’importante era capire come organizzare scelte e tempi di permanenza.

      Abbiamo così costruito l’itinerario valutando ciò che maggiormente poteva interessarci inserendo una piccola deviazione in Polonia per andare a vedere soprattutto Aushwitz e Cracovia.

      Il viaggio sarà quindi rivolto ai parchi, soprattutto di montagna (Tatras) e con lo Slovensky Ray (paradiso slovacco), castelli, grotte, le famose wooden church, le varie località caratteristiche (molte delle quali patrimonio dell’UNESCO), alcuni musei all’aperto e.. quello che incontreremo lungo la strada

      Considerata l’alta stagione, le prenotazioni di hotel e B&B era l’unico vero impegno..
      praticamente fatto tutto prima di partire, ad eccezione dell’ultima notte perché non abbiamo idea del luogo dove arriveremo.. puntiamo su Bratislava, ma potremmo anche fermarci prima (ma non troppo visto che avremo poi la strada di rientro per Bologna.

      Tra i vari accorgimenti, importante la dotazione di bordo.. obbligatori ruota di scorta e cavo da traino (mah?)..meglio non rischiare.. qui però ci vuole una piccola furbata..
      mentre il cavo si compra, non abbiamo il tempo per prendere un ruotino.. torna utile il set di gomme invernali.. (anche se poi in realtà sarebbe comunque non utlizzabile).

      Bratislava è il nostro primo di riferimento.
      Pensiamo di riuscire a vedere le cose più interessanti in una giornata, o forse poco più.. due notti dovrebbero essere sufficienti.

      Il viaggio da Bologna si fa in giornata.. poco più di 800 km.. circa 9-10 ore.. anche perchè non crediamo di essere gli unici in movimento in questo periodo.

      Giusto il giorno prima di partire paghiamo la vignetta (slovacca) on line (eznamka.sk).. non sembrano esserci molti tratti autostradali ma qualcuno dovremo percorrerlo necessariamente.. 14 euro con carta ed ecco il nostro documento… vale un mese dall’acquisto.. ma avremo anche l’altra vignetta da pagare, quella austriaca..

      Il più è fatto.. non ci restano che gli ultimi preparativi ed attendere la partenza.
      Michele
      Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte
      (E.A.Poe)


      Diari Viaggi: Real America e West USA 2013 - Sudafrica 2012





    5. #5
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      Predefinito Bologna-Bratislava


      12 agosto 2016… partiamo!!


      Siamo in pieno weekend di metà agosto.. non sappiamo di quale colore possa essere il bollino, ma soprattutto non conosciamo le strade… partire presto non sarà la scelta peggiore..

      E’ tutto pronto.. un bel caffè e poco dopo le 6 siamo in tangenziale..
      le notizie in non sembrano dare traffico ed infatti si procede molto bene.. una sosta per colazione e riprendiamo a muoverci fino all’area di servizio giusto prima del confine austriaco per comprare la vignetta.

      Superiamo il confine di Tarvisio poco dopo le 9,30 e la macchina comincia ad aver sete.
      Abbiamo monitorato i prezzi della benzina… prezzo in Austria intorno a 1,08 mentre in Slovacchia si aggira intorno a 1,20… contiamo di fermarci appena dopo Villach…

      ma i primi distributori hanno prezzi simili ai nostri.. forse siamo ancora troppo vicini al confine.. ma anche andando avanti i prezzi non cambiano (effettivamente bisogna uscire dalla A2 per avere i prezzi “austriaci”).. non resta che fermarci alla prima stazione di servizio che incontriamo…

      nel frattempo abbiamo fatto un’altra ora di strada e, appena dopo Klagenfurt, ci fermiamo alla Shell di Volkermarkt (1,399/lt).. non molto conveniente.

      Ne approfittiamo per il solito caffè e riprendiamo il viaggio..
      siamo praticamente oltre la metà del viaggio (450km) e traffico e tempi ci sono propizi…
      lungo l’autostrada il paesaggio è interessante per la prima parte, poi un po’ meno, anche se non mancano diverse indicazioni turistiche.. un’idea magari per il ritorno…

      Tutto fila abbastanza liscio… indicazioni chiare anche se, quando siamo nei dintorni di Vienna il traffico comincia ad essere molto più intenso.. in più ci sono lavori che creano un po’ di rallentamenti, con limiti tra 60-80 e carreggiate che diventano tanto strette da far venire qualche brivido mentre sorpassiamo i TIR.

      Superata la deviazione per Vienna il traffico continua per qualche chilometro ad essere piuttosto intenso.. qualche coda con stop ma fortunatamente dura poco..

      Ancora qualche minuto e siamo già in terra slovacca, con il Danubio come punto di riferimento.. ma stiamo attenti.. ad un certo punto le direzioni possibili sono tre e non vorremmo ritrovarci né a Praga né a Budapest.

      Una torre metallica ci da giusto il tempo di domandarci a che altezza siamo quando ogni dubbio viene fugato alla vista, in lontananza, del castello.. laggiù c’è Bratislava.

      Primo riferimento è l’hotel.. facile perché bisogna solo cercare il Danubio essendo il Botel Pressburg.. in pratica una barca sul fiume.

      Attraversiamo il ponte nuovo, dove si trova la torre UFO, per poi uscire appena dopo il fiume per prendere una lunga strada.. il Botel però è sull’altra carreggiata ed il navigatore ci fa un po’ impazzire, facendoci arrivare quasi alla biforcazione per il castello di Devin.. dobbiamo tornare indietro..

      Quando lo vediamo il posto per fermarci non c’è.. facciamo un paio di giri prima di decidere.. non sappiamo se permesso o meno, ma una sosta riservata a bus e taxi è il punto che battezziamo.. anche se, nel dubbio, io resto in auto.

      Ma finalmente eccoci a bordo.. l’auto si lascia al parcheggio (ce ne sono due, in realtà) che si trova lungo la strada nei pressi del River park.. pass fornito dall’hotel (a pagamento).

      Il viaggio è andato bene e siamo in grande anticipo sui tempi previsti.. possiamo sfruttare una parte del pomeriggio per fare qualche giro visto che sono appena passate le tre..

      Il Botel è carino… una bella camera con un piccolo bagno.. una rinfrescata e siamo pronti ad uscire..

      Slovacchia, una bella scoperta-botel_1.jpg

      Slovacchia, una bella scoperta-botel_3.jpg

      Slovacchia, una bella scoperta-botel_2.jpg




      Bratislava, anzi Slovacchia, noi ci siamo.
      Ultima modifica di Gagio; 21 Dec 2016 alle 15:03
      Michele
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      Diari Viaggi: Real America e West USA 2013 - Sudafrica 2012





    6. #6
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      Predefinito Bratislava


      ..a spasso per Bratislava..


      Siamo pronti ad iniziare il nostro giro.. una rapida occhiata alla cartina della città e decidiamo di andare subito al castello, che vediamo già dal Botel e che si può raggiungere attraverso due strade..

      Slovacchia, una bella scoperta-2_p8120007.jpg



      Passeggiamo lungo il fiume, dove, oltre al nostro ci sono altri botel, e proseguiamo fino al ponte per poi andare verso l’inizio della grande piazza Hviedzoslavovo... ci sono alcuni monumenti e, poco più avanti, la chiesa di San Martino.. ci fermiamo qualche minuto nella piazza antistante ma le indicazioni ci indicano un’altra direzione..

      Saliamo infatti lungo una strada che ci porta fino alla porta di Sigismondo.. da qui, poi, si raggiunge sia il parco che la corte del castello.


      Slovacchia, una bella scoperta-1_img_1591.jpg

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      C’è tanta gente, anche perché c’è una mostra all’interno..

      ll castello è carino ma non ci entusiasma molto.. restiamo un po’ all’esterno, osservando alcuni particolari tra cui la statua equestre posta al centro della piazza..
      c’è anche un bel panorama sulla città, sui ponti e sul Danubio e, inevitabilmente, i turisti cercano la posizione migliore per le foto.. ma da qui si vedono anche la torre della televisione ed il monumento ai caduti, più famoso come Slavin.

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      Sul retro del castello si trovano i giardini.. onestamente la vista non è entusiasmante.. ci aspettavamo qualcosa di più bello e particolare..

      Altri due passi nei dintorni e decidiamo di muoverci verso il centro città..

      Slovacchia, una bella scoperta-15_img_1669.jpg


      Attraversiamo il parco adiacente, quello con la statua di S. Elizabetta e da cui si può vedere un altro scorcio panoramico di Bratislava, prima di riprendere la discesa..

      Le costruzioni che incontriamo sono abbastanza curiose.. esempi di architettura piuttosto particolare che ritroviamo un po’ dappertutto..
      qualche locale, il museo degli orologi (o anche chiamata “casa del buon pastore”), alcune case colorate attirano la nostra attenzione prima di riattraversare ed andare verso la chiesa di San Martino.. c’è un gran via vai di persone ma è normale visto che è una delle chiese più famose, con tanto di Porta Santa..

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      Da qui seguiamo poi le indicazioni per il centro, con cartina alla mano ma senza avere un’idea su dove andare..

      La città è piena di vita e, passeggiando, raggiungiamo una delle vie più famose e frequentate, anche per la presenza di tanti locali, la Michalska, dove ci sono la torre, la porta di San Michele (appunto) e vari personaggi che intrattengono un po’ i turisti.

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      Ci viene anche un languorino passando vicino ad un piccolo locale, praticamente una finestrella, dove ci concediamo un hot dog al volo ad un prezzo che sa dell’incredibile (1,5 €).. break di pochi minuti e proseguiamo prima fino alla torre per poi raggiungere la Hlavne namestie, praticamente la piazza principale.

      Ci sono tanti edifici con architetture di vario tipo e curiose che la circondano ma anche alcune cose interessanti come le varie statue (tra cui certamente quella del soldato napoleonico e Schone), la fontana che di sera si illumina di vari colori, le chiese.

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      In centro c’è davvero tanta gente e molto intrattenimento, sia dentro che lungo le strade..
      e ci fermiamo così qualche minuto in più dove alcuni ragazzi che stanno rappresentando un balletto coinvolgendo anche i passanti, proprio nei pressi del famoso Cumil, una delle attrazioni più famose ed ovviamente quasi sempre circondato dai turisti.

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      Passeggiare è piacevole così come dare uno sguardo ai palazzi ed alle strade che attraversiamo.. un gelato e via.. raggiungiamo così la fine della strada per poi tornare indietro e ritrovarci nuovamente nella Hviedzoslavovo namestie, dove si trovano sia il teatro nazionale che la fontana, con tanti particolari curiosi.

      Questa piazza è molto grande.. ed anche qui ci sono tante persone.. ma il motivo non sono solo negozi, bar e ristoranti..
      camminando infatti notiamo prima una partita di scacchi a dimensione d’uomo ma soprattutto sentiamo musica e voci provenire qualche metro più avanti.. c’è infatti un concerto.. un bel modo per riunire un pò di persone, locali e turisti.

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      Slovacchia, una bella scoperta-36_img_1789.jpg


      Restiamo anche qui qualche minuto prima di proseguire lungo la piazza con qualche stop qua e la visto che ci sono altre statue, più o meno famose, tra cui quella di Andersen.

      Nel frattempo il sole sta calando ed anche un po’ la temperatura.. un po’ di brezzolina si fa sentire.. magari torniamo verso il Botel.. il percorso ormai lo conosciamo.. lungo fiume e via.

      Un po’ di riposo ci sta.. le olimpiadi e qualche film in lingua slovacca è un modo come un altro per passare un po’ di tempo in camera..

      Non abbiamo ancora visto com’è fatto il Botel e così facciamo un salto in coperta.. c’è il bar ed il ristorante.. il buio e l’aria fresca ci invogliamo a restar dentro.. e magari provare il ristorante sulla barca.. così alla curiosità aggiungiamo un tocco di romanticismo.

      Il menù è semplice ma tutto sommato non è male.. la serata poi è resa più piacevole da un gruppo che suona e canta, mentre alcuni clienti si dilettano anche in qualche ballo..
      ovviamente siamo al chiuso ma siamo pur sempre su una barca.. ed infatti notiamo che quasi tutti hanno una specie di mantello rosso.. in realtà si tratta di una copertina gentilmente fornita dalla direzione.. freschino anche qui, eh?

      Ci godiamo questa serata prima di tornare in camera.. finiamo di sistemare i bagagli e diamo uno sguardo a qualche appunto e alla cartina per avere qualche idea in più per domani..

      Ora è giunto il momento della buonanotte e di questa prima notte di vancanza.
      Michele
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      13 agosto 2016 - Bratislava e dintorni



      Sveglia con comodo.. il programma di oggi vede soprattutto un giro in centro ed il castello di Devin.. il resto si vedrà.

      La passeggiata di ieri ci ha dato indicazioni utili su come sia piuttosto semplice visitare Bratislava.. abbiamo notato come la maggior parte delle cose più interessanti siano concentrate nella zona centrale.. ma questa volta avremo anche la luce del sole ed una temperatura più mite.

      Passeggiata lungo il fiume finchè non arriviamo nella piazza con la colonna della peste o anche della Santa trinità.. e qui decidiamo di fare un break immediato per la colazione. Un caffè con croissant ci stanno bene prima di iniziare il giro.

      Slovacchia, una bella scoperta-1_img_1804.jpg



      Attraversiamo la grande piazza lungo la quale ci sono diverse cose carine che abbiamo già incontrato, fino al teatro nazionale e la fontana dai particolari curiosi da cui poi andiamo verso il centro e la molto nota Hlvane.

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      Le vie del centro sono carine, con lo stile degli edifici ma soprattutto per le statue più famose come Cumil, Schone ed il soldato napoleonico che abbiamo già visto ma che sono sempre curiose da rivedere …
      ma non sono le uniche, così come lungo le strade si trovano tante sculture moderne, dislocate un po’ ovunque per la città.

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      La giornata è bella ed è piacevole passeggiare..
      così dalla piazza attraversiamo il palazzo del municipio per ritrovarci in un’altra piazza con il palazzo rosa del Primate..
      ma l’idea è raggiungere la Chiesa Blu… siamo molto curiosi di vederla e le nostre aspettative non restano deluse..

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      Si trova in una strada secondaria ma molto frequentata.. molte persone ma anche diverse auto, sia in movimento che parcheggiate.. trovare un buon punto per le foto non è semplice (almeno per i nostri mezzi.. un grandangolo ci avrebbe risolto il problema!! ).

      La chiesa è bella, molto particolare.. il blu è un colore che da un effetto unico e piacevole.
      La porta d’ingresso sembra chiusa e quindi la guardiamo prima dall’esterno.... in realtà è aperta ma un grande cancello interno praticamente non permette di entrare ma vederla solo attraverso alcuni spazi… il blu è presente ovunque, anche all’interno…
      indubbiamente è una delle cose più belle viste finora.

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      Finita la visita alla Chiesa seguiamo la cartina per andare verso una delle piazze più importanti di Bratislava, soprattutto dal punto di vista storico, la Namestie Slobody (piazza della Libertà).

      Attraversiamo un centro commerciale per trovarci su una strada dove ci sono alcune chiese..
      una è quella di Santa Elisabetta..molto famosa da queste parti.. esterno semplice, con le statue di alcuni santi che si notano sulla facciata, mentre all’interno si vedono le decorazioni barocche, presenti molto spesso nella maggior parte delle chiese di tutta la Slovacchia.

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      La piazza non sembra essere così interessante come quelle del centro città..
      c’è un importante monumento ed alcuni edifici come il ministero della cultura, il mercato e qualche chiesa..

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      ..qualche minuto e proseguiamo verso il palazzo presidenziale attraverso la Postova dove si trova un’altra delle sculture più conosciute, quella delle due fanciulle, di cui una seduta su uno skateboard..

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      Saliamo fino alla piazza (Hozdovo) dove praticamente si trovano il palazzo e la famosa fontana del globo, restando qualche minuto prima di tornare indietro lungo la strada che porta fino alla piazza dove si trova la vecchia cattedrale dal forte color arancio..

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      ..ma in questa famosa piazza (Hurbanovo namestie), non è l’unica particolarità..
      praticamente attaccata, anche se facente parte della piazza accanto, c’è la chiesa dei cappuccini.
      Le vediamo solo all’esterno.. anche queste, come spesso accade, sono chiuse..

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      Da qui si vede anche il castello e così andiamo un po’ avanti fino ad un cavalcavia da cui si possono vedere le mura, il bastione ed una prospettiva della città.

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      Ormai è quasi mezzogiorno e decidiamo così di tornare verso il centro… in programma abbiamo nel pomeriggio il castello di Devin e magari chiudere la giornata passeggiando in centro oppure, distanza e tempo permettendo, andare a vedere le tigri siberiane.

      Ripassiamo tra le vie del centro, che offrono sempre qualcosa di carino ed anhe nuovo da vedere, prima di ritrovarci sulle sponde del fiume (ma guardando quell'ape vi viene voglia di caffè? e raggiungere il botel.

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      Passeggiamo lungo il fiume.. ci sono diversi locali e costruzioni.. ma soprattutto diverse sculture moderne.. ed in questa zona ce ne sono davvero tante, molte delle quali passano inosservate..
      tra tutte, ci resta impressa quella di un artista coreano (per noi sconosciuto) che rappresenta un leone.

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      Uno spuntino ed un po’ di spesa da portare con noi e poco dopo siamo pronti per riprendere il giro.. prossima destinazione il castello di Devin.
      Michele
      Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte
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    8. #8
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      Predefinito Devin castle e Slavin


      Il castello di Devin e Slavin

      Finito il break, ci mettiamo quindi in auto e percorriamo una strada che ormai conosciamo molto bene visto che all’arrivo l’avremo fatta almeno tre volte prima di capire dove fermarci..
      Devin non è molto lontana.. praticamente si segue il fiume (ed il navigatore).

      Vediamo il castello da lontano, finchè non raggiungiamo il parcheggio… sembra gratuito ma è abbastanza affollato.. non saliamo direttamente ma facciamo il giro lungo la strada che attraversa un parco, adiacente al fiume.. non è male e vista la giornata si potrebbe restare anche un bel po’ di tempo, visto che nei dintorni sembrano esserci diversi sentieri per passeggiare.

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      L’ingresso è a pagamento ma ne vale la pena.. il castello è grande, interessante e con belle vedute sul fiume e dintorni.. il sole rende la giornata e la visita ancor più piacevole.. un luogo certamente da visitare, meglio del più famoso castello che abbiamo visto ieri..

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      Il modo di trascorrere il tempo qui non manca.. noi restiamo qui circa un’ora e mezza.. ma è presto..
      la collina dove si trova Slavin ci sembra un altro luogo interessante..
      Il navigatore ci crea qualche problema ma alla fine riusciamo ad imboccare la strada giusta.

      Questo monumento nazionale è piuttosto grande.. importante per quello che rappresenta e già fin dall’ingresso, le espressioni di alcune sculture mostra alcuni valori quali sofferenza, sacrificio, libertà.

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      C’è praticamente il ricordo della seconda guerra mondiale, dei caduti, dei momenti della liberazione delle città più importanti (presente anche Dukla, un luogo nei pressi del confine polacco di cui abbiamo sentito parlare per la presenza di un museo all’aperto molto interessante, soprattutto per la presenza di carri armati lungo la strada e che vorremmo visitare.. anche se sembra essere molto ad est).

      I vari monumenti che si trovano qui, oltre a quello principale, sono interessanti e particolari.. una sensazione forte, che si vede anche dalle espressioni di altri turisti locali..

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      Il giro ci offre poi anche una splendida vista sulla città e sul castello…

      Slavin non rientrava nei nostri piani originari ma è stata davvero una piacevole sorpresa..

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      Rientrando verso la città facciamo un giro in macchina per le strade di Bratislava.. ma forse è meglio tornare al parcheggio del botel e magari fare una passeggiatina prima di tornare in camera e rilassarci un po’.. e per ingannare il tempo ci sono le Olimpiadi.

      Questa sera, però, vogliamo cenare fuori e goderci Bratislava by night …
      non abbiamo deciso e scelto il ristorante.. andremo ad occhio.

      La città di sera è carina, con luci e colori che ci accompagnano fino alla piazza principale proseguendo poi verso la Mikulaska..

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      Qui veniamo attratti da un piatto molto particolare, una zuppa servita all’interno di un’intera pagnotta.. scegliamo così il ristorante.. lo Slovak house.. i piatti sembrano interessanti.. ed abbondanti.

      Il cameriere non sembra l’emblema della simpatia.. forse è un po’ troppo turistico.. ma in città probabilmente sarà così dappertutto.. e tutti i ristoranti e locali sembravano affollati..

      Siamo comunque soddisfatti.. ci siamo levati alcune curiosità sui piatti tipici (garlic soup nella pagnotta, gnocchetti con formaggio di capra e dadini di pancetta affumicata, carne e patate, tipo spezzatino).. come anche dalle nostre parti, magari si apprezzano meglio lontano dalla città.. anche per il prezzo (più o meno 50 euro in due).

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      Una passeggiata però ora ci sta davvero bene… non sono piatti leggeri..
      e poi è sempre piacevole camminare in città di sera.. le luci degli edifici, della fontana e delle vie del centro sono sempre affascinanti..

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      La piazza, il ponte ed il castello illuminato sono le ultime immagini della città che ci accompagnano..

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      Ci avviamo così verso il botel.. domani inizieremo il nostro tour..
      La prima tappa terminerà a Trencin con il suo castello.. ma lungo la strada incontreremo altri e vari castelli, Trnava e, speriamo di trovarlo, un complesso benedettino…
      ovviamente non abbiamo orari e vincoli.. e non sappiamo tempi e traffico.. in ogni caso meglio non partire molto tardi.. ma questo, e la sveglia, non saranno un problema.
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      Predefinito Castelli e non solo tra Bratislava e Trencin


      14 agosto - Hrad, kastiel e kostol.. da Bratislava a Trencin


      La giornata di oggi sarà dedicata soprattutto ai castelli, quelli che incontreremo lungo la strada che ci porterà da Bratislava a Trencin.

      I chilometri in tutto non dovrebbero essere tanti (circa 200), almeno sulla base dell’itinerario che abbiamo previsto ed in cui abbiamo inserito, come punti fermi, il Red Stone Castle, i castelli di Cachtice e Beckov, un giro a Trnava e conclusione a Trencin, dove il castello sembra la cosa più interessante da visitare.. anche se ovviamente dobbiamo raggiungerlo entro l’orario di partenza delle ultime visite.

      Abbiamo visto che ci sono poi altre località che potrebbero offrirci qualcosa di curioso, come alcune cittadine che si trovano lungo la prima parte della statale 502, nota anche come la strada dei vini.

      In realtà, dopo aver lasciato Bratislava di vigneti non ne abbiamo incontrati molti.. forse complice il fatto che il primo tratto di strada non è proprio quello che avevamo previsto.. il navigatore infatti ci fa percorrere dapprima l’autostrada per poi uscire e ritrovare la 502 ed i paesi di Svaty Jur, Pezinok e Modra.

      Attraversiamo abbastanza velocemente il primo (mini sosta) e deviamo all’interno di Pezinok, dove ci fermiamo parcheggiando proprio nella piazza principale.

      Il paese non molto grande e le cose più interessanti da vedere sono alcune chiese, monumenti dal valore storico e l’architettura di alcuni edifici.. una passeggiata di pochi minuti è sufficiente visto che sono tutti abbastanza vicini e concentrati nella stessa zona… volendo, poi, ci sarebbe anche qui un castello con il relativo parco..
      ma, sia perché è ancora presto, sia perché vogliamo raggiungere Cerveny Kamen (castello) per l’inizio dell’orario di visite, non entriamo.

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      Lasciamo questo paesino e dopo pochi chilometri incrociamo Modra dove avevamo letto di un’interessante fabbrica di maioliche..
      in realtà ci fermiamo ad osservare sono alcune chiese, le mura ed il monumento della piazza dove ne approfittiamo per fare colazione al Cafè Roma.. speriamo che il nome ci possa far godere di un buon caffè..
      ed infatti la colazione non è male..

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      Ripartiamo ed i nostri dubbi sul traffico, sulla viabilità e le condizioni delle strade svaniscono quando, lasciate le mura della città, proseguiamo lungo la statale fino alla deviazione per Pila..
      da qui vediamo a tratti il castello finchè non svoltiamo e cominciamo a salire dino al Red Stone castle o anche hrad Cerveny Kamen.

      Parcheggio comodo.. due passi e ci avviamo verso la porta d’ingresso principale, passando attraverso una specie di giardino botanico..

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      L’esterno sembra interessante.. le costruzioni intorno lasciamo già intravedere i segni di una ricostruzione più recente..
      La cosa che ci colpisce è soprattutto il contesto, la forma e qualche particolare, come la bottega del vino ed le le mura sottostanti.

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      L’interno è un quadrilatero nel mezzo del quale c’è uno spazio con giardino e qualche decorazione.. vediamo anche che ci sono gli addobbi ed i preparativi per una cerimonia nuziale.. ed anche qualcuno degli invitati che sembra arrivare.. anche se forse un po’ in anticipo..

      La prima visita, oggi, inizia alle 10,00, ed è in lingua slovacca.. inoltre la durata delle visite, nei castelli, sembra non essere mai inferiore ad 1h 30m.. forse è un po’ troppo.. inoltre l’impressione non è stata delle più esaltanti..
      anche se è sempre una questione di gusti.

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      Un breve giro per vederlo da qui, poi all'esterno, lungo le mura, ed infine nel parco di fronte.. la vista dall’esterno, però, non rende merito alla struttura del castello.. probabilmente la posizione migliore è altrove ma ora siamo qui.


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      Dal castello ci muoviamo in direzione Trnava, fermandoci qualche metro dopo la partenza per vederlo ancora una volta nella sua interezza..

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      La strada sarebbe abbastanza semplice da seguire ma nel nostro itinerario prima c’è una deviazione..
      a Budmerice, infatti, ci dovrebbe essere un “kastiel”, o manor house poco conosciuto ma che sembra interessante.

      Le strade attraversano la campagna e quando arriviamo nel paese, anche se un po’ nascosto in una via secondaria, troviamo l’indicazione… c’è il parco e già dall’ingresso vediamo la particolarità e la bellezza del castello…
      forse anche più carino di quello appena visto.

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      Una passeggiata nel parco che lo circonda e qualche minuto di fronte.. bei particolari e sembra molto ben tenuto.. è possibile entrare, con visita guidata, ma la giornata è lunga e va bene così..

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      Questa esperienza ci fa intuire che probabilmente in tutti i castelli (ma forse anche altrove) le visite sono praticamente sempre guidate, a determinati orari, con ingressi a pagamento e, tranne casi rari, in lingua slovacca.

      Comunque venire qui è stata un bella idea... ed ora verso Trnava, una delle città più grandi del Paese..
      La strada per raggiungerla sembra essere un lungo rettilineo immerso in un paesaggio agreste fino alle porte della città.

      Seguendo alcune indicazioni ed il navigatore ci avviciniamo verso il centro, lasciando l’auto in un parcheggio di fronte alla Chiesa di San Giuseppe.. un vicolo e siamo sulla Hlavna, la strada che in pratica attraversa il centro fino alla grande piazza della Trinità.. qui ci sono le principali attrazioni della città..


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      La torre, chiese ed altre costruzioni dallo stile un po’ particolare, con predominanza barocca.. ci sarebbero diverse cose da vedere.

      E’ poi molto conosciuta la chiesa di San Giacomo ed il monastero francescano dove incontriamo tante persone, alcune delle quali in costumi tipici e tradizionali, nonché alcuni musicisti.. scopriamo infatti che oggi è l’ultimo giorno del festival annuale del folklore, una manifestazione ideata per far rivivere le antiche tradizioni soprattutto tra i giovani..
      ed i ragazzi che vediamo sono quelli del gruppo folk.

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      Entriamo anche nella chiesa ormai deserta.. carina ma con quel senso di eccesso che spesso si vede in tante chiese barocche e soprattutto nei luoghi con forte presenza ecclesiastica.. e lo notiamo anche incontrando qualche altra chiesa passeggiando lungo le vie laterali alla piazza dove c’è anche qualcosa di meno turistico.. proseguendo si arriva nella zona dell’Università ma decidiamo di non soffermarci e tornare verso la piazza.

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      La torre è la costruzione che attira più turisti.. qualche minuto qui e proseguiamo verso la basilica di San Nicola.. impossibile non vedere le due torri laterali già attraverso i vicoli.

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      Si trova nei pressi di una grande piazza e delle mura antiche.. purtroppo non riusciamo ad entrare essendo in corso un matrimonio e quindi facciamo una passeggiata nella piazza e lungo le mura che si trovano dietro la chiesa..

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      Torniamo indietro passando nei pressi della Sinagoga (museo, ovviamente chiuso di domenica) per poi proseguire verso il parcheggio e ripartire.

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      L’idea era un breve passaggio.. in realtà siamo andati un po’ oltre, soprattutto perché avremmo ancora due castelli da vedere prima di arrivare a Trencin…
      e per il primo, quello di Cachtice, abbiamo ancora un’ora di strada da fare.

      Quando arriviamo in questo piccolo villaggio, il primo tentativo di andare al castello ci porta a seguire indicazioni che in realtà arrivano fino ad uno sterrato pieno di buche e praticamente impossibile da fare con un’auto normale.. avevamo letto due possibilità per raggiungerlo ma soprattutto un ampio parcheggio che non vediamo..
      eppure ci sembrava di essere praticamente arrivati avendolo visto dal basso lungo la strada… boh?

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      Torniamo indietro, altra indicazione, altro errore.. la strada segna l’itinerario a piedi o in bici..

      Oggi non è giornata.. ci fermiamo allora in piazza, un po’ demoralizzati e praticamente con l’idea di desistere..
      qualcosa da vedere comunque c'è.. un giro alla chiesa di San Ladilsav, con la Cappella di Sant’Antonio che però è chiusa (ovvio), uno sguardo alla manor house (il museo cittadino) ed a qualche altra cosa intorno..

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      Fortuna vuole che rientrando verso l’auto vediamo il cartello con l’indicazione.. sarà quella giusta? Proviamoci…

      e questa volta ci siamo.. lo capiamo già vedendo tante persone lungo la strada.. ed infatti, dopo qualche chilometro ecco il parcheggio che cercavamo.

      Sentiero, poco più di 1 km ed ecco il castello..

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      Si tratta di rovine ma c’è davvero tanta gente.. all’interno c’è anche un’esposizione che va da alcuni monili ed utensili a figure di animali.. ed anche qualcosa di strano che non riusciamo a capire se faccia parte del museo o sia un ospite inatteso..

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      Il giro in tutto ci porta via poco più di mezz’ora.. forse più il tempo per raggiungerlo, ma tutto sommato non male.

      Prossima destinazione Beckov.. non è molto distante e dopo circa mezz’ora intravediamo il castello.. rovine anche queste.

      Parcheggiamo ma, vista l’ora, e trattandosi di rovine, decidiamo di non salire.. anche perchè non vogliamo raggiungere troppo tardi Trencin.. sono circa 40 km ma i tempi indicati sul navigatore ci danno circa un’ora..
      Un breve giro in questa piccola piazza ci permette comunque di vedere il castello dal basso, un paio di chiese ed una manor house, un tempo più interessante, oggi diventata un B&B ristorante..

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      Ripartiamo fermandoci appena fuori dal centro abitato di Beckov per vedere il castello e le mura prima di proseguire lungo questa statale che dovrebbe portarci così fino alla nostra meta finale, Trencin.

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      Michele
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    10. #10
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      Wow un sacco di castelli! Mi ricorda un po' il nostro on the road in Galles Slovacchia, una bella scoperta
      last trips: Londra, Giappone, Dublino, Fiandre, Berlino next trips: Cracovia
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    11. #11
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      Predefinito Trencin ed il monastero Velka Shalka



      una piccola battuta d'arresto, ma il diario...
      continua


      Lasciamo Beckov con Il timore del traffico che, dopo circa mezz’ora di strada, svanisce quando praticamente vediamo ergersi solitario il castello di Trencin..

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      Siamo nei pressi della città ma, vista l’ora, ci dirigiamo alla ricerca di un complesso benedettino molto importante, anche se poco pubblicizzato e conosciuto, Velka Shalka.

      Seguiamo delle indicazioni che però non sembrano essere proprio precise.. secondo il navigatore dovremmo incontrarlo lungo la strada ma superato il punto non c’è traccia..
      ci fermiamo allora nei pressi di una chiesa e decidiamo di chiedere informazioni ad una casa.. esperienza interessante..

      Vedo un anziano signore nel cortile e provo a comunicare.. zero inglese, solo slovacco.. ma, incredibilmente, riusciamo a capirci quando pronuncio la parola monastero.. mi indica la direzione mostrandomi sulla mano che sono due.. sul momento non capisco.. dopo diventerà tutto più chiaro..
      i monasteri infatti sono considerati due.. uno è quello storico, l’altro è in realtà la chiesa, importante luogo di pellegrinaggio..

      Poco dopo ci siamo.. una rupe ed ecco il monastero benedettino..

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      Dal parcheggio c'è una salitina per raggiungerlo ma si incontra prima la grotta (Opatovska) dove sembra sia stato ucciso il santo..
      molto piccola, almeno quella che si vede da qui.. in realtà i cunicoli sono all’interno del monastero..

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      Una piccola ma irta salitina ed entriamo..
      Atmosfera particolare, con visita guidata che richiede poco tempo, accodandoci ad alcuni che erano appena entrati.. ovviamente parlano slovacco e quindi cerchiamo di intuire quello che dicono..

      La parte più suggestiva è certamente quella nella roccia, con la statua del santo ma nel complesso abbastanza interessante.

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      Tornando verso Trencin incontriamo l’altro monastero, quello che aveva indicato l’anziano..
      ci sono auto parcheggiate lungo la strada ed una coda di persone.. decidiamo di non fermarci, anche perché l’ultima ora di ingresso al castello è fissata per le 17,15... e lungo la strada eccolo lì che ci aspetta.

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      Arriviamo in centro e, con un po’ di fortuna, troviamo posto proprio in piazza Mierove.
      una passeggiata per le strade nei dintorni e saliamo vero il castello.. questa via offre diversi spunti per fermarsi, in particolare chiesa e cappella che si trovano poco prima del castello, nonché un parco..

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      Al gate vediamo le varie opzioni dei tour ma decidiamo di restare in assoluta libertà, anche se ovviamente, senza guida non sono comprese alcune parti del castello.

      Sembra comunque interessante e piacevole ugualmente.. la prima cosa che ci appare è la torre di ingresso con l’orologio..

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      ..all’interno poi ci sono vari punti di osservazione ma soprattutto veniamo incuriositi ed attratti dalla presenza di alcuni rapaci (gufi, barbagianni, aquile, falchi).. una specie di falconeria..molto carina..
      Foto varie finchè un ragazzo ci invita a tenere un piccolo esemplare sul braccio.. non potevamo certo dire di no!!

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      Proseguaimo ancora un pò all’interno delle mura anche per goderci anche qualche momento di relax guardando il panorama ed altre curiosità, tra cui i preparativi di un concerto sinfonico che si sarebbe tenuto in serata..
      poi torniamo verso la piazza..

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      La giornata è stata lunga e decidiamo di cercare il nostro B&B, la Penzion Tiberia, che non dovrebbe essere distante.. pochi minuti, infatti, e ci siamo.. molto carina ma soprattutto abbiamo una bella accoglienza da parte del proprietario così come bella è anche la camera, davvero grande.
      Ci facciamo anche consigliare qualche locale per la cena..

      Dopo una rinfrescata, infatti, siamo di nuovo fuori.. camminatina di 10 minuti dalla penzion e rieccoci in centro.
      Passeggiamo per vie e piazze vicine finchè non arrivano alcuni “segnali dal futuro”.. batteria scarica e poi, all’improvviso, inizia a piovere.. non molto intensa ma grosse gocce che danno comunque fastidio.. e l’abbigliamento è quello estivo..

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      L’intensità della pioggia aumenta.. un vero acquazzone.. altri due passi per vedere piazze ed edifici nei dintorni.. ok ma forse è il momento di cercare il ristorante..
      optiamo per il Lanius (il nome intero è Trenciansky pivovar Lanius ), un locale dove fanno birra artigianale e che sembra molto carino.

      Il nostro menu è tranquillo.. hamburger, patate, garlic soup e birra.. buona cena, bel locale, ottima birra, buon prezzo..

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      ma la brutta sorpresa è in agguato..

      All’uscita troviamo un temporale nel pieno della sua forza… tuoni, fulmini, acqua che scorre lungo le strade come se fossero giorni interi di pioggia incessante e che si alza come onde del mare mosso quando passano le auto..
      restiamo fermi per un bel po’.. poi ci spostiamo sotto un porticato, sperando di trovare un taxi.. ma qui sembra che non si fermino con un semplice gesto.

      Ed ora?
      Siamo molto indecisi.. aspettiamo ancora un po’ finchè la pioggia sembra trasformarsi in tante piccolissime gocce, quasi come la nebbia tropicale delle spa… è il momento di approfittarne.. e la fortuna ci assiste..
      infatti, giusto il tempo di arrivare in camera, sistemarci e sentiamo uno strano rumore.. ricomincia a piovere..
      per oggi è andata ma le previsioni meteo non sembrano darci buoni auspici per domani..
      e la giornata sarà lunga e con tanti chilometri visto che dovremo raggiungere la Polonia.
      Michele
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    12. #12
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      Predefinito La tappa verso la Polonia


      15 agosto 2016 - Bojnice, Zilina...e poi verso la Polonia



      La luce dei primi raggi di sole ci fanno ben sperare per il meteo.. il maltempo sembra essere svanito e ne siamo contenti.. anche perché avremo diversa strada da fare visto che andremo fino in Polonia..
      Aabbiamo cambiato il programma iniziale accorciando i tempi di sosta a Zilina per raggiungere in serata Aushwitz, o meglio, Osviecim.

      Ma prima avremo diverse tappe e la prima è il castello di Bojnice… apre alle 9 e l’ingresso sembra essere ogni 20 minuti.

      Giornata fitta, i chilometri saranno circa 350, con i soliti dubbi sulla viabilità.. l’idea è partire poco prima delle 8.. e questo ci impedisce di fare (stranamente) le cose con calma, gustandoci anche un’ottima colazione.
      Anche l'Itinerario è variato.. non faremo il rientro in autostrada ed il passaggio da Povazska Bystrica ma percorreremo la strada 64 all’interno.

      Il viaggio fila più o meno liscio, anche se qualche rallentamento per lavori e restringimenti non manca.. ci guardiamo intorno, nel caso dovessimo incontrare qualcosa di interessante ed alla fine , poco prima delle 9, siamo al parcheggio del castello.

      Bojnice è una cittadina piuttosto piccola.. il castello si intravede già arrivando e poi ancora attraversando la piazza.. molto carino, molto fiabesco, e vicino ad altre attrazioni tra cui il parco e lo zoo, più adatti ai bambini.

      La visita guidata dura più di un’ora ma per quella in inglese dovremmo aspettare troppo visto che è ad orari prestabiliti.. decidiamo di entrare e seguire la guida in slovacco (aiutandoci ovviamente con un opuscolo in inglese).

      Il giro è molto interessante; le stanze sono ricche di decorazioni, monili, arredamenti, armature ed altri oggetti..
      anche le zone esterne sono davvero curiose e particolari.

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      Si esce e si rientra per proseguire la visita tra le varie stanze prima di scendere nella cripta con i sarcofagi e proseguire nei sotterranei..

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      alla fine eccoci di nuovo all'esterno, dove c'è comunque qualche cosa di curioso da vedere, magari non prorio simbolo di allegria ma abbastanza particolare... inoltre ci sono diverse persone che nel frattempo sono aumentate, formando i vari gruppi delle visite.

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      E’ davvero il castello delle fiabe, con giardino e laghetti dove ci fermiamo qualche minuto prima di continuare la nostra passeggiata, ammirando ancra questo"bel castello dall'esterno.

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      Una bella giornata e si sta bene.. però la strada da fare è ancora tanta, con varie cose da vedere.. non ci resta che avviarci e rimetterci in marcia verso Zilina.

      La strada è piacevole.. ci sono alcuni tratti in mezzo a boschi ma anche alcune cittadine carine.. molte chiese e cappelle..
      la Chiesa ha avuto un ruolo importante ed abbiamo l’idea che religione e devozione da queste parti, come in tutto il Paese, siano molto diffuse.

      Superiamo Rajec intorno alle 11,30.. avanti ci sarebbe il castello di Lietava ma le indicazioni ci mostrano una deviazione un po’ troppo lunga.. decidiamo allora di proseguire, con un’inversione di itinerario.. anziché andare a Zilina, per poi fare su e già tra Trnove, Strecno e tornare indietro, andremo prima a Budatin, lasciando le rovine di Strecno per ultime e prendere poi la strada che passa tra i Mala Fatra.

      Nei pressi della città il traffico diventa più intenso e rallentato.. anche perché sembrano esserci diversi controlli di velocità, con cartelli che spesso indicano i 50km/h… e tutti rallentino secondo i limiti esposti.. o quasi tutti

      Raggiungiamo il castello di Budatin che in realtà è anche un museo.. ci sono lavori e la visita all’interno non è possibile.. ma non era in programma..
      Questo “kastiel” sembra essere più bello per la sua forma e per il grande parco che arriva fino al piccolo fiume Kysuca che poi si congiunge con il ben più noto Vah.

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      Il sole splende e riscalda.. e nel parco si sta bene.. ma siamo a metà giornata, meglio proseguire.

      Zilina sembra essere piuttosto caotica.. oltre mezz’ora per raggiungere il centro e lasciare l’auto in un parcheggio proprio nei pressi di un grande centro commerciale da cui si sbuca di fronte alla Chiesa della Santa Trinità che sta proprio sulla piazza Hlinku.. carina ma non la più importante.

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      Pensiamo di fare una passeggiata in centro, lungo le vie più caratteristiche per arrivare fino alla Marianske namestie, probabilmente la zona più bella ed interessante della città.

      Le costruzioni sono molto particolari… ognuna rappresenta un particolare tipo di casa.. ma c’è anche il comune, qualche chiesa, statue e monumenti.

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      Passeggiare è piacevole.. chiese ed edifici, soprattutto in stile barocco, sono presenti un po’ dappertutto..
      ma il pensiero è rivolto alla prima delle wooden church che visiteremo.. si trova a Trnove, una frazione appena fuori città.. non conoscendo la strada meglio avviarci..
      Michele
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    13. #13
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      Predefinito Wooden church, castelli e.. Polonia (Oswiecim)

      ..continua 15 agosto....

      Dopo la passeggiata in centro, un snack al volo ed un po’ di spesa nel centro commerciale da cui si accede al parcheggio sono il nostro pranzo che però consumeremo dopo..
      Lasciamo così il centro città e raggiungiamo la chiesa in legno Kostol sv. Juraja.

      Carina e particolare, con un grande cimitero che la circonda… qualche metro accanto c’è un’altra chiesa, molto semplice e più recente.

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      Come da previsione è chiusa (ci eravamo un po’ informati su questo rischio).. non è possibile visitarla all’interno a meno che non ci metta d’accordo con il custode.. nome e numero di telefono sono scritte all’ingresso .. ma l’idea di chiamare non ci convince, soprattutto perché non crediamo sia così semplice comunicare al telefono, in slovacco.
      Da queste parti c’è anche un parco molto conosciuto soprattutto dalle eprsone del posto ma non era in programma e la giornata è ancora lunga..

      Lasciamo così Trnove e ci dirigiamo verso Strecno.. la strada da percorrere è semplice anche se un po’ trafficata.. le prime indicazioni per il castello sembrano fuorvianti.. soprattutto perché nei pressi dell'indicazione che devia dalla statale lo intravediamo da lontano... ma in avanti.

      Per raggiungerlo dal parcheggio che si trova proprio lungo la statale, appena sotto, c’è da fare un sentiero piuttosto ripido..
      A vederlo sembrano solo rovine e forse non vale la pena arrivare fin lassù, anche perché i tempi indicati sui cartelli mostrano un'oretta..forse, però, A/R.. troppo..

      Decidiamo di fare due passi nei dintorni, raggiungendo dapprima un piccolo promontorio per vedere meglio il castello e scendendo poi verso il fiume dove, volendo, è possibile fare anche una simpatica esperienza di attraversamento su una chiatta.

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      L’alternativa al trail diventa mangiare un boccone prima di proseguire verso la Polonia.. ma non faremo l’autostrada.. Decidiamo infatti di salire lungo la strada che attraversa i Mala Fatra e raggiungere Stara Bystrica, una cittadina famosa soprattutto per il suo Slovensky orloj.

      La strada è davvero bella.. prima di addentrarci nel verde, percorriamo la strada che cosateggia il fiume e che porterebbe fino a Terchova, una delle località turistiche di montagna più famose.. da queste parti vediamo anche un immenso stabilimento della Kia.. chissà se costano meno!!

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      Il panorama intorno è proprio da scenic road di montagna e, immancabilmente, ecco una sosta imprevista… una bellissima chiesa in legno..
      Siamo a Radostka e la chiesa è la Kostol sv. Andrea Svorada a Benadika.

      Riusciamo e vedere l’interno solo attraverso una porta a vetro ma è davvero carina, soprattutto per la struttura, la scalinata ed i balconi decorati con bellissimi fiori.


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      Piccola e piacevole sorpresa.. e praticamente siamo molto vicini a Stara Bystrica..
      pochi chilometri e siamo già in piazza, proprio di fronte all’orologio.

      Facciamo due passi in questa piccolo paese, con un break al bar (sembra l’unico) in attesa dello scoccare delle 4 quando l’orologio mostra i suoi movimenti..
      ci ricorda quello certamente più famoso di Praga.. ma anche questo è comunque piuttosto carino.

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      Ripartiamo seguendo la statale e le indicazioni per il confine.. la strada sale un po’, fino a ritrovare l’autostrada e deviare poi per la Polonia.

      Appena passato il confine ci accorgiamo della differenza… molto traffico e soprattutto la sorpresa, mai incontrata finora, di code quando ci immettiamo sulla statale per Bielsko-biala…
      Impieghiamo oltre mezz’ora per attraversare il primo paese che incrociamo .. dobbiamo anche fare benzina e cercare un kantor per cambiare un po’ di zloty.

      Il traffico è davvero intenso e spesso ci muoviamo a passo d’uomo.. impieghiamo oltre 3 ore per raggiungere Oswiecim.. e, quando entriamo in città, sembra tutto chiuso.. il tempo di porci la domanda ed ecco la risposta..
      forse è ferragosto?
      Probabilmente il fatto che in Slovacchia fosse un giorno normale ci ha fatto dimenticare questa festività.

      Arriviamo a Villa Green, il B&B che abbiamo prenotato.. carino..
      La signora (Ursula) ci accoglie molto bene, ci mostra la struttura, la nostra camera (molto grande) e ci da alcune informazioni.

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      Non siamo distanti dal centro ma decidiamo di riposare un pò.. la giornata è stata lunghetta ed abbiamo anche un po’ di fame..
      un apericena in camera è la nostra soluzione.

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      Ma non possiamo certo resta chiusi qui.
      Verso le 9 usciamo per fare un giro in centro.. 10 minuti a piedi e siamo nella piazza principale..
      c’è poco movimento e le persone in giro si contano sulla punta delle dita..

      Lungo la strada che attraversa la città c’è un gran traffico, con tanto di code.. sembrano quelle da rientro da gran weekend (ed infatti è proprio così).

      Seguendo un po’ la mappa della città arriviamo al castello (in realtà è il museo) per poi proseguire verso il ponte sul fiume con la vista della torre.. torniamo indietro verso la piazza ma ovviamente è tutto chiuso..
      Ci limitiamo ad una passeggiata per vedere la Chiesa dell’Annunciazione (i nomi in polacco sono spesso davvero lunghi e quasi impronunciabili), il monastero (che, a parte l’architettura, sembra essere un luogo per cerimonie, visto che ci sono tante auto e sembra esserci una festa), la sinagoga, qualche monumento ed i vari edifici della piazza ormai deserta..

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      L’unica cosa che la ravviva sono le luci ed i giochi d’acqua…
      zampilli colorati che ci fermiamo a guardare per qualche minuto prima di tornare verso il B&B.

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      Un cimitero storico ed il monumento al milite ignoto sono le ultime cose che vediamo prima di lasciare il centro.

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      Slovacchia, una bella scoperta-66_2905.jpg



      Serata conclusa…
      Domani ci aspetta un’esperienza che probabilmente ci regalerà qualche emozione forte.. il campo di concentramento di Aushwitz- Birkenau prima di raggiungere Cracovia.. un’altra tappa importante di questo viaggio.
      Michele
      Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte
      (E.A.Poe)


      Diari Viaggi: Real America e West USA 2013 - Sudafrica 2012





    14. #14
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      Non avevo idea che la citta' di Oswiecim fosse anche solo minimamente interessante. Bella scoperta!
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    15. #15
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      Predefinito Auschwitz


      16 agosto – Un’esperienza particolare.. Auschwitz


      Molta curiosità ma soprattutto quale sarà l’effetto emozionale dell’esperienza che ci aspetta al campo di concentramento di Aushwitz..
      Non siamo molto distanti ma è un luogo molto particolare e visto il traffico di ieri ed il numero di turisti che ci aspettiamo di incontrare, decidiamo di partire con un po’ di anticipo rispetto ai tempi che ci ha detto la gnura Ursula, anche se in 10 minuti circa dovremmo arrivare.

      Ci siamo preparati un programma di massima..
      Andare prima ad Aushwitz I e dopo a Birkenau (Aushwitz II), conosciuto anche come il campo di sterminio (Vernichtungslager).

      In realtà ci sarebbe anche un terzo campo, Monowitz (Aushwitz III), noto anche come l'Arbeitslager (campo di lavoro) che si trova a circa 7 km… ma non è in programma..
      ci limiteremo a quelli più conosciuti.. dovrebbero essere sufficienti a vivere quei drammatici momenti di storia.

      Ci avviamo quindi da Villa Green.. la strada sembra molto semplice e scorrevole.. in pochi minuti arriviamo ed essendo presto non abbiamo alcuna difficoltà a trovare posto nel parcheggio proprio di fronte all’ingresso.

      Abbiamo prenotato (on line) una visita libera.. orario d’ingresso 8,30..
      vediamo una lunga fila di persone.. probabilmente non hanno prenotato.. ovviamente la maggior parte sono gruppi.. e si vede anche dai pullman che continuano ad arrivare..
      pochi minuti e la coda aumenta in modo incredibile nonostante sia ancora molto presto.

      Abbiamo ancora del tempo e così ne approfittiamo anche per far colazione.. un caffè al bar che si trova accanto alla biglietteria.. ma anche qui la coda.. e ci troviamo proprio dietro un gruppo di italiani…
      non è la simpatia il pezzo forte di questo bar.. e tantomeno il caffè… ma ci accontentiamo prima di tornare nel punto esterno dove c’è il primo check dei biglietti.

      L’ingresso vero e proprio è infatti più avanti ed i controlli sembrano molto rigidi sulle dimensioni delle borse..
      chiediamo un paio di informazioni ai ragazzi fuori e riusciamo anche ad anticipare la nostra visita visto che è possibile farlo fino a 20 minuti rispetto all’ora prevista..

      Poco dopo le 8 stiamo entrando.. o meglio, è quello che pensiamo.. un piccolo imprevisto, infatti, ci aspetta..
      Non raggiungiamo neanche il metal detector che i poliziotti misurano la borsa di Letizia.. ahi ahi.. “supera” le dimensioni.
      In verità hanno un modo un po’ particolare per prendere le misure.. manici ed eventuali cinghie li considerano in lunghezza.. praticamente impossibile restare nei limiti..
      proviamo a fare l’espressione sommessa e triste ma nulla da fare.. è fuori misura..
      Non ci resta che tornare rapidamente verso l’auto e lasciare la borsa..

      Per fortuna siamo vicini e quindi dopo qualche minuto siamo ai tornelli..
      qualche passo e ci appare una delle immagini più famose del campo, l’ingresso con la scritta “Arbeit macht frei“ (il lavoro rende liberi).. da qui passavano i prigionieri al rientro dal lavoro.

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      Aushwitz I è il campo dove persero la vita circa 700.000 persone.. intellettuali polacchi e prigionieri di guerra sovietici, la maggior parte dei quali uccisi nella camera a gas ricavata nell'obitorio del crematorio 1..
      chi non aveva tale sorte comunque non sopravviveva per le impossibili condizioni di lavoro oppure per altri tipi di esecuzioni, torture, percosse, malattie, fame..
      e, per finire, un’altra delle atrocità, i criminali esperimenti medici che venivano fatti sui prigionieri.

      L’immagine che ci si presenta è davvero impressionante e suggestiva.. così come i nostri pensieri che tornano a ciò che fino ad oggi abbiamo letto o visto in documentari di storia.. una drammatica pagina della storia.

      Ci sono molte persone e trovare l’attimo giusto per scattare una foto non è semplice..

      Ma, già di primi sguardi, anche il resto che ci circonda non è certo meno impressionante.. rotaie, filo spinato, torrette di guardia e costruzioni in mattoni.. tutto così reale.

      Superiamo il cancello ed iniziamo il nostro giro dapprima all’esterno, fino ad arrivare ad una costruzione un po’ particolare.. un forno.



      Slovacchia, una bella scoperta-4img_2924.jpg


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      Proseguiamo poi il giro alternando l’ingresso nei vari “block”..
      ognuno ha il proprio numero, la propria storia.. luoghi che hanno visto l’incredibile..
      qui infatti si svolgevano le varie attività giornaliere, qui vivevano i prigionieri, qui si consumavano le peggiori crudeltà.. le condizioni in cui vivevano non chiedono ulteriori parole.

      Per ciascuno dei block ci sarebbero da spendere tante parole per descriverli e per raccontare ciò che accadeva all’interno..
      alcuni ci lasciano davvero senza parole.. foto, scritte, immagini e reperti di vario genere.. vediamo le stanze dove venivano segregati e torturati i prigionieri, l’infermeria, gli esperimenti…
      tutto così drammaticamente interessante.


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      Alcune immagini rievocano all’improvviso la storia e l’immaginazione.. ma è tutta realtà..
      così come quando vediamo alcune “lattine” che inevitabilmente fanno ripercorrere i momenti e le scene di uno sterminio senza uguali.. sono i contenitori dello Zyklon B, in realtà un antiparassitario che è stato qui utilizzato come gas per il genocidio..
      ci troviamo proprio nel Block 11.. qui, nei sotterranei, venne sperimentato per la prima volta questo gas.

      Slovacchia, una bella scoperta-16_img_2964.jpg



      Ma tutti i block hanno storie drammatiche.. le varie sale, le immagini e le teche raccontano quei fatti e ciò che è accaduto.

      Muovendoci tra un block e l’altro, una delle immagini che restano più impresse è certamente la teca con i capelli (che è comprensibilmente vietato fotografare nel rispetto di ciò che rappresentano e soprattutto delle persone).. incredibile.. così come ci appare una montagna di scarpe raccolte.. inutile chiedersi il motivo per cui si trovano qui, tutte insieme.

      Le immagini sono davvero impressionanti.. ma questa è stata Aushwitz.

      Slovacchia, una bella scoperta-17_img_2971.jpg


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      Il tempo passa ed ormai sono circa due ore che ci muoviamo all’interno del campo..
      potremmo continuare ancora per qualche ora a visitare altri block o fermarci a leggere i tanti riferimenti e la storia dei vari momenti della guerra e del campo.. ma vogliamo visitare anche Birkenau ed abbiamo visto che il bus è il miglior mezzo per raggiungerlo.. free, e ad orari ben stabiliti.

      Usciamo così da questo luogo tanto incredibile quanto drammaticamente reale e andiamo verso la fermata che è proprio vicino al parcheggio.. prendiamo il bus delle 10,30 e dopo circa 20 minuti eccoci in un altro posto che non è sufficiente dire impressionante.

      Anche qui la memoria torna ad immagini viste ed ancor più drammatiche.. il momento in cui arrivavamo i treni della morte.. la porta d’ingresso da cui questi lunghi convogli entravamo con vagoni pieni di coloro i quali non sarebbero più usciti.

      Slovacchia, una bella scoperta-21img_2998.jpg


      Birkenau (Auschwitz II) è il lager in cui furono sterminati oltre un milione e centomila prigionieri che, dopo essere stati selezionati, venivano in parte mandati nei campi di lavoro.. quelli ritenuti non idonei venivano invece condotti nelle camere a gas.. ebrei, polacchi, oppositori politici, prigionieri di guerra, omosessuali.. questa era la loro “colpa”, rappresentata per ognuno da proprio simbolo di riconoscimento.

      I “fortunati” che non venivano uccisi subito, però, non avevano sorte migliore..
      le disumane condizioni igieniche e di lavoro, la scarsa nutrizione (basta vedere anche alcune foto presenti) ed il trattamento speciale a cui venivano sottoposti li avrebbero portati rapidamente alla morte.. e spesso era quasi una liberazione.

      Il pensiero a ciò che accadeva, che vediamo in parte anche attraverso alcune ricostruzioni, fa venire davvero i brividi.. oramai si vedono solo i resti degli strumenti dell’orrore.
      In questo campo, infatti, c’erano quattro grandi crematori oltre ai cosiddetti Roghi, fosse che erano sempre ardenti e che venivano usate quando le altre strutture non riuscivano a “smaltire” i corpi delle vittime.

      Birkenau è praticamente aperto.. ed, appena entrati, all’orizzonte vediamo monumenti e ruderi…

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      Laggiù ci sono i forni, o meglio ciò che resta di queste costruzioni, che sono stati distrutti prima di abbandonare il campo.. davvero incredibile.

      Il campo è enorme: circa 5 km quadrati; circondato da filo spinato elettrificato che spesso rappresentava la “salvezza” per molti prigionieri che, stremati dalle impossibili condizioni di vita, sceglievano di porre fine alle loro sofferenze correndo e gettandosi sul reticolato.

      L’immensità di questo luogo si coglie percorrendo la strada che dall'ingresso principale costeggia i binari ferroviari e porta fino al monumento alla memoria delle vittime che si trova nella zona dei crematori (1km).

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      Percorriamo così il tratto proprio lungo il binario, fino al monumento dove ci fermiamo per alcuni minuti prima di tornare indietro..

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      La prospettiva del binario e, dopo poco più di un’ora, ci avviamo verso l’uscita con qualche deviazione lungo le costruzioni presenti, dove è possibile andare, nel mezzo di ruderi e resti dei forni.

      Slovacchia, una bella scoperta-32p8160636.jpg



      Anche qui si potrebbe restare molto più tempo.. ma questo è più che sufficiente..
      usciamo dal campo e riprendiamo il bus per tornare verso l’auto.

      Una breve pausa per uno spuntino prima di ripartire e lasciare Aushwitz per dirigerci verso Cracovia..
      l’idea però, se i tempi ce lo permetteranno, è magari proseguire ed andare alle miniere di sale di Wieliczka....

      la strada da fare è per un lungo tratto la stessa.. non ci resta che avviarci e seguire la direzione per l’autostrada per Cracovia.. poi vedremo!!
      Michele
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