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    1. #1
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      Predefinito Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia

      Continuo con il tentativo di diminuire il numero di diari rimasti indietro...

      Questo viaggio in Mongolia Ŕ stato uno dei pi¨ belli e, almeno per ora, Ŕ nella mia "top five".
      I motivi sono diversi, anzitutto la bellezza dei luoghi unita alla suggestione di visitare zone abbastanza remote.
      Poi per me Ŕ stato un viaggio particolare anche per altre due ragioni.
      Intanto Ŕ stato il primo fatto dopo essere andato in pensione e quindi senza la "malinconia" finale del dover tornare al lavoro dopo tanti giorni in libertÓ.
      Inoltre Ŕ stato un viaggio insieme a quattro amici FV, due, Marta e Andrea (Martaandrea) conosciuti, fino a quel momento, solo attraverso il forum e altri due, Sabrina e Marco (Leia74 e Balza) che avevo anche giÓ incontrato pi¨ volte di persona e, il fatto di condividere emozioni e esperienze con persone simpatiche e in gamba, ha reso tutto ancora pi¨ bello!

      Ma cominciamo dall'inizio...
      A maggio del 2016, dopo aver presentato, con il preavviso richiesto, la domanda di pensionamento, ho pensato che sarebbe stato bello festeggiare i primi giorni di libertÓ con un viaggio come si deve.
      Per luglio avevamo in programma il Ladakh, a novembre la Patagonia e quindi un periodo a cavallo tra settembre e ottobre sarebbe stato perfetto.
      Alda per˛ mi ha detto che, per lei, Ladakh e Patagonia erano pi¨ che sufficienti a soddisfare il suo "bisogno di viaggi" ma mi ha lasciato libero di andare da solo.
      A quel punto mi sono orientato su viaggi un po' pi¨ particolari (quelli che lei non pu˛ pi¨ fare perchÚ si dorme, ad esempio, in tenda) e ho pensato alla Mongolia dove, verso i primi di ottobre, si svolge il "Festival delle aquile" nella zona dei monti Altai.
      Mentre ero lý che esaminavo i viaggi organizzati da alcuni Tour Operator, andando su FV mi sono imbattuto in questo post di Marta:

      "Ciao a tutti!
      Abbiamo fatto una pazzia, almeno per noi. Qualche mese fa avevamo acquistato un volo per Los Angeles ad un'ottima tariffa ma essendo giÓ stati negli Usa io non ero molto ispirata dall'acquisto e avrei voluto qualcosa di diverso, di avventuroso e di nuovo per quest'anno che compir˛ 30 anni (ogni scusa Ŕ buona .).. e cosý due calcoli sulle penali per i voli, due settimane in contatto con Alfredo Savino (owner della cooperativa di viaggi Sain Sanaa) ed eccoci con due biglietti per la Mongolia in mano!!!
      Non mi sembra vero ed ho un sorriso da ebete stampato sul volto!
      Vi riporto l'itinerario ad oggi definito mentre l'ultima parte Ŕ ancora da decidere... L'obiettivo del viaggio Ŕ la zona degli Altai ad ovest e il festival delle aquile, abbiamo deciso di includere il deserto del Gobi all'inizio del viaggio sebbene avremo solo pochi giorni a disposizione ma va benissimo comunque!
      "

      Che coincidenza! Questo viaggio organizzato dalla cooperativa mongola Sain Sanaa era proprio uno dei due che mi attirava di pi¨, anche se il programma postato da Marta era un pochino diverso da quello che avevo visto io.
      Detto fatto, ho scritto a Marta e ho deciso di unirmi a lei e Andrea, non solo per i giorni del programma proposto sul sito di Sain Sanaa ma anche per l'estensione nel deserto del Gobi richiesta da loro.
      Poi Ŕ seguito un lungo scambio di mail con Alfredo Savino (il componente italiano della cooperativa Sain Sanaa), con Amitaba (il TO che vendeva il viaggio in Italia) e ovviamente con Marta.
      Alla fine abbiamo avuto la certezza che, anche solo con noi tre, il viaggio sarebbe comunque partito e ho potuto comprare i biglietti aerei con Aeroflot per arrivare a Ulan Bator (con scalo a Mosca).

      Poi a fine luglio un post di Sabrina si Ŕ aggiunto agli altri:
      "Colpo di scena!! Al viaggio parteciperemo anche io e Marco!!!!! Voli dall'Italia presi, e il TO ci ha messo tra i partecipanti anche se ancora non abbiamo finalizzato l'acquisto... ma si parteeeeee!!!!"
      E cosý siamo diventati cinque FV! Bellissimo!

      Mano a mano che la data della partenza si avvicinava, si Ŕ infittito lo scambio di messaggi su un gruppo WhatsApp creato da Marco: come ovviare al limite nel bagaglio sui voli interni (10 kg in stiva e 5 kg a bordo!), che tipo di abbigliamento sarebbe stato pi¨ adatto, comprare un sacco a pelo in grado di reggere fino -8 gradi oppure affittarne uno da Sain Sanaa, che materiale fotografico portare e via dicendo...

      Ma insomma... alla fine Ŕ arrivato il giorno della partenza: 23 settembre 2016.
      Io non ero tecnicamente ancora in pensione, perchÚ avevo un bel po' di ferie arretrate e roba varia come la "banca delle ore" da smaltire, ma il mio ultimo "giorno di scuola" era stato il 31 agosto e mi trovavo ancora in una condizione di incredulitÓ e beatitudine (poi un po' ci si abitua).

      Il primo appuntamento con i compagni di viaggio Ŕ a Fiumicino, arrivo per primo e in attesa di Sabrina e Marco, mi metto in fila per il check-in.
      Prima per˛ devo fare la "manovra" di alleggerimento dello zaino e di appesantimento delle tasche varie.
      L'avevo provata prima a casa con l'aiuto di una bilancia pesa valigie: con qualche spostamento passo da 11,6 kg a 7,9 kg. La manovra si rivelerÓ inutile perchÚ nessuno chiede di pesarmi lo zaino!
      Verso le 8,15 arrivano anche Marco e Sabrina.
      Hanno degli zaini anche come bagaglio da mettere in stiva e al check-in li dirottano ad un altro banco per imbarcarli come "bagagli speciali" visto che hanno molte cinghie che potrebbero impigliarsi.
      L'apposito banco Ŕ deserto ma dopo un po' finalmente arriva qualcuno.

      Il volo per Mosca parte con quasi un'ora di ritardo ma poi recupera mezz'ora.
      Al gate del volo per Ulan Bator secondo appuntamento, stavolta con Marta e Andrea.
      Un po' di chiacchiere, il tempo passa piacevolmente e si riparte.
      Il mattino dopo siamo a Ulan Bator e, dopo il controllo passaporti, troviamo i nostri bagagli e conosciamo il "mitico" Alfredo Savino.
      Nei giorni a venire avremo modo di conoscerlo meglio, per ora Ŕ solo un breve incontro perchÚ ci affiderÓ ad un'autista e una guida per l'estensione nel Gobi, mentre lui affronterÓ il lungo viaggio in macchina fino a Khovd.
      Non sono riuscito a capire quanto disti Khovd da Ulan Bator perchÚ una ricerca su Google Maps fornisce come risposta " spiacenti, la tua ricerca sembra non essere inclusa nell'area che al momento copriamo con le indicazioni stradali per le auto. ". Per˛ la Lonely Planet dice che un minivan ci mette dalle 45 alle 50 ore!
      Alfredo si presenta a noi indossando solo una felpa anche se fuori ci sono solo 8 gradi!! Dice che Ŕ uscito di corsa!
      Visto che siamo diventati cinque anzichÚ tre, per i quattro giorni nel Gobi ci fa pagare 250 euro invece dei 300 preventivati.
      Dal momento che andrÓ in macchina fino a Khovd, gli lasciamo parte dei nostri bagagli (che comunque non entrerebbero nell'unica macchina che ci porterÓ nel Gobi) e cosý, almeno all'andata, eviteremo il problema del limite di peso.
      Lo salutiamo e saliamo su un pulmino guidato da Giamba, un simpatico signore di mezza etÓ, che parla solo mongolo.
      Con noi c'Ŕ anche una ragazza, Uska, che parla inglese e ci farÓ da guida.

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-mongolia-2016.09.24-004.jpg

      Questo Ŕ anche il primo viaggio che faccio con la barba!

      Lasciata Ulan Bator, abbastanza caotica, ecco la Mongolia, una striscia di asfalto in mezzo a grandi, ma che dico grandi...sconfinate distese erbose con colline ondulate.
      Poche macchine e qualche incontro con animali.

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2508.jpg

      Ci fermiamo ogni tanto per sgranchire le gambe e per fotografare gruppi di cammelli che si incontrano lungo la strada.

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      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2520.jpg


      E ci fermiamo, stavolta obbligatoriamente, in una piccola cittÓ perchÚ Giamba ha sentito dei rumori sospetti.
      Infatti si Ŕ rotta una sospensione e quindi dobbiamo aspettare che venga riparata.
      A proposito, dal diario che Marta ha iniziato quasi due anni e mezzo prima di me (per˛ si Ŕ fermata sul pi¨ bello...) ho scoperto che la cittÓ si chiamava Mandalgov...
      La sosta Ŕ comunque interessante per vedere la struttura di queste cittadine cosý diverse dalla capitale: casette a un piano alternate a gher, l'abitazione tradizionale dei nomadi mongoli, e niente asfalto al di fuori delle strade principali.

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      I bambini si arrangiano a giocare come possono...

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      Riparata la sospensione, finalmente ripartiamo.
      Una sosta per mangiare dei panini...
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      ...e arriviamo finalmente alla nostra meta finale: Tsagaan Suvarga.

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      Tsagaan Suvarga Ŕ chiamato anche lo "stupa bianco", si tratta di formazioni rocciose, simili a calanchi, costituite per lo pi¨ di calcare e argilla che i venti nel corso dei millenni hanno eroso e modellato creando guglie e piccoli canyon dalle tonalitÓ bianche, gialle, rosse e rosa.


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      La ragazza guida non Ŕ di grande utilitÓ, ci dÓ qualche spiegazione solo quando interrogata.
      Poi Alfredo ci spiegherÓ che Ŕ una studentessa che finora aveva utilizzato una sola volta; purtroppo in Mongolia non Ŕ facile trovare guide preparate.
      Qui si limita a indicarci l'ora in cui dovremmo tornare al pulmino per ripartire.
      Sbrigata la pratica, ci avviamo entusiasti in esplorazione .

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      Qualcuno si esibisce...

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      In genere nei miei viaggi non compaio in foto, qui invece approfitto delle tante che mi hanno fatto e mandato i miei compagni.

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      Ed eccoci tutti insieme!


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      Lungo il crinale ci imbattiamo in un ovoo (o oboo). E' un cumulo di pietre su cui sventolano pezzi di stoffa colorati costituiti, per lo pi¨, dalle khadag, le sciarpe cerimoniali azzurre simbolo del cielo. Da quello che poi ho letto, secondo la tradizione bisognerebbe fare tre giri intorno all'ovoo per ingraziarsi gli "spiriti del buon viaggio"e lasciare qualche offerta.


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      In lontananza piccole colline anche esse ricche di colori e, sopra il tutto, un bel cielo blu.

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      Ovviamente, presi dalle mille fotografie che scattiamo, facciamo un po' tardi ma tanto la giornata Ŕ praticamente alla fine.


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      Scendiamo, con tanti sbatacchiamenti, dalla sommitÓ di Tsagaan Suvarga lungo una pista sconnessa fino ad arrivare al poco lontano campo di gher dove dormiremo.

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      Rispetto alla maggior parte delle sistemazioni che ci attendono nei giorni successivi, questa Ŕ quasi di lusso. Sono gher, ma sono pensate per fatte per i turisti: la struttura Ŕ pi¨ o meno la stessa delle gher "normali" per˛ qui c'Ŕ un letto normale con tanto di materasso e, se non ricordo male, lenzuola e coperta. I bagni e le docce per˛ sono in comune ai margini del campo.

      Sul cofano di un fuoristrada vediamo testa e zampe di qualche bestia, altri pezzi di carne sono appesi all'aria: che sia la nostra cena?

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      Intanto il sole sta calando e ci godiamo un bellissimo tramonto.

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      Alle 19 ceniamo nella sala comune del campo: insalata, capra, riso e pomodori: tutto abbastanza buono.
      Torniamo verso le gher sotto un bellissimo cielo stellato.
      Abbiamo passato la notte in aereo e siamo in giro dalle sei del mattino per˛ non resistiamo, tiriamo fuori cavalletti e reflex e via a fotografare la Via Lattea!


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      Ultima modifica di RICAFF; 05 Jun 2019 alle 16:52
      Riccardo

      ôUn viaggio non inizia nel momento in cui partiamo nÚ finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtÓ comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati."R.Kapuscinski


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    2. #2
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      Ohhhhhh che bello!!!! Uno dei viaggi piu' belli mai fatti, concordo!
      Riccardo comunque resterai sempre indietro con i diari di viaggio se continui a fare viaggi nuovi ogni 2 mesi (ma beato te!!! )
      Foto: http://sabrinastravels.shutterfly.com
      Sab + Balza :) Last: Mongolia, New York + Boston, Bretagna e Normandia. NEXT: Svezia!



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    3. #3
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      Lo so Sabrina, comunque tra l'ultimo viaggio (Sudan) e il prossimo (Madagascar) passeranno quasi quattro mesi
      Riccardo

      ôUn viaggio non inizia nel momento in cui partiamo nÚ finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtÓ comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati."R.Kapuscinski


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    4. #4
      L'avatar di mouette
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      Non ho ancora deciso se essere contenta di partire subito dopo il tuo rientro dal Madagascar cosý non mi rovino la sorpresa, o se dispiacermi perchÚ non posso pregustare il Paese con le tue foto Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia

      Nel frattempo mi godo questo vostro giro anche con le immagini, dopo i vostri racconti Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia

      Inviato da Hogwarts
      Barbara
      Non si diventa marinai restando in porto a sognare gli oceani
      Madagascar agosto 2019 - Palermo ottobre 2019 - California dicembre 2019




    5. #5
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      Grazie Barbara!
      Riccardo

      ôUn viaggio non inizia nel momento in cui partiamo nÚ finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtÓ comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati."R.Kapuscinski


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    6. #6
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      Durante la notte si alza un forte vento e dall'apertura posta in alto al centro della gher entrano molti spifferi e sbatacchia tutto, soprattutto la porta che non si chiude dall'interno.
      Alla fine mi stufo, esco dal calduccio del letto e lego in qualche modo la porta con una cinghia.
      Al mattino mi sveglio e ne approfitto per qualche foto all'alba. Inizialmente il tempo Ŕ buono ma poi arrivano, lentamente ma implacabilmente, le nuvole.


      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2680.jpg

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      All'ora prevista per la colazione ci sono solo Sabrina e Marco, aspettiamo una buona decina di minuti ma Marta e Andrea non arrivano.
      SarÓ successo qualcosa? Vado alla loro gher a vedere, busso e...mi risponde una voce assonnata.
      La sveglia non ha suonato! Sono comunque velocissimi a prepararsi e riusciamo a partire senza troppo ritardo sull'ora prevista.
      Oggi abbiamo da fare molta strada. La prima parte del percorso si snoda prevalentemente attraverso grandi distese di erba con delle collinette in lontananza.

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      Ogni tanto facciamo qualche sosta e c'Ŕ chi ne approfitta per attivitÓ varie...fumare.

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      ...fotografare...

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      Dopo tanta strada, verso le 13 arriviamo a Bayanzag.

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      Il nome di questo posto significa " ricco di arbusti di saxaul", per˛ l'altro nome con cui questa zona Ŕ conosciuta, Flaming Cliffs, Ŕ molto pi¨ significativo.
      Infatti Bayanzag Ŕ costituito da una formazione rocciosa, fatta di tante rupi e pareti di colore rossastro che si innalzano dalla pianura e che, al calare del sole, sembrano infuocarsi.

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-dsc_4050.jpg

      Qui sono state trovate uova di dinosauro e anche fossili di Velociraptor, i cattivi di Jurassic Park.
      Ovviamente ce ne andiamo un po' a zonzo a scattare foto.

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      La ragazza guida intanto ci prepara le seggioline per il pranzo.

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      RimarrÓ per˛ a lungo in attesa perchÚ in questo luogo sperduto (sulla Lonely Planet c'Ŕ scritto che "pu˛ essere incredibilmente difficile da trovare, pertanto Ŕ indispensabile che possiate contare su un autista o una guida che conosca la localitÓ.." ) Ŕ stato piazzato l'arrivo della Gobi Marathon e restiamo un po' a vedere arrivare i solitari concorrenti e a fotografare i pochi spettatori.

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      Poi finalmente mangiamo!

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      Dopo esserci rifocillati ripartiamo verso la zona delle dune di sabbia (siamo o non siamo nel Deserto del Gobi?).
      Il paesaggio Ŕ reso ancora pi¨ bello dal sole che filtra attraverso le nuvole che, dopo una pausa di sereno, sono via, via aumentate.

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2820.jpg

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      Attraversata una piccola catena montuosa, ci imbattiamo in uno splendido arcobaleno.

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      Anche se si sta facendo tardi, non possiamo fare a meno di fermarci per immortalare lo spettacolo.

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      Ma poi dobbiamo tornare di corsa al pulmino perchÚ improvvisamente viene a piovere.

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2832.jpg

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2833.jpg

      Con le ultime luci del giorno arriviamo alla base di grandi dune sabbiose. Qui c'Ŕ una famiglia che ha alcune gher da affittare.

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      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-dsc_4074_bn.jpg

      Noi cinque dormiremo tutti insieme in una di queste.

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2842.jpg

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-dsc_4068.jpg

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-d7k_3206.jpg (foto di Sabrina)

      Naturalmente nulla a che vedere con il "quasi lusso" delle gher della notte prima. Questa Ŕ decisamente pi¨ piccola e dentro ci sono solo cinque letti lungo le pareti. Niente lenzuola e coperte, dormiremo con i sacchi a pelo. E ovviamente niente luce!

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-dsc_4069.jpg

      Mentre la ragazza guida ci prepara la cena con un pezzo di carne e delle patate che Giamba ha comprato lungo la strada, facciamo un giretto lý intorno a vedere gli animali raggruppati per la notte: cammelli e capre.


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      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-dsc_4083.jpg

      Mentre ceniamo comincia a piovere, nella zona della gher dove si trova il letto di Marco c'Ŕ un buco da cui entra il vento...
      Prima di dormire, ultimo giro all'aperto per fare pipý sotto la pioggia e il vento...anche questo Ŕ divertimento! (Beh, insomma...)
      Ultima modifica di RICAFF; 13 Jun 2019 alle 16:38
      Riccardo

      ôUn viaggio non inizia nel momento in cui partiamo nÚ finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtÓ comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati."R.Kapuscinski


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    7. #7
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      Bellissime foto, la Mongolia eĺ nella mia lista dei paesi da visitare :)


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    8. #8
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      Che ricordi!!!
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      Sab + Balza :) Last: Mongolia, New York + Boston, Bretagna e Normandia. NEXT: Svezia!



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    9. #9
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      Vero! Bellissimi ricordi!
      Riccardo

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    10. #10
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      Viaggio bellissimo!
      Grazie per il diario Riccardo, risveglia ricordi fantastici, come quel buco da cui passava il vento nella gher (ok, ci sono anche ricordi migliori, sono d'accordo ).
      [...] Le strade migliori non collegano mai niente con nient'altro [...]
      Prima o poi nella vita: Roma-UlaanBaatar via terra. Su una moto. Possibilmente una Guzzi.
      [Balza & Leia74] - [Video: La mia Antartide]




    11. #11
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      Nelle mie riflessioni da vecchio saggio ho deciso che le "situazioni" che in un viaggio creano, lý per lý, disagio, fastidio, scomoditÓ e robe varie, una volta passate contribuiscono a rendere pi¨ bello il tutto. E se non lo rendono pi¨ bello, sicuramente lo rendono "memorabile", nel senso che fissano maggiormente il viaggio nella memoria.
      Diciamo che sono il pizzico di sale che dÓ pi¨ sapore .
      Certo a patto che il sale non sia troppo!
      Riccardo

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    12. #12
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      Che spettacolo questo viaggio e che paesaggi mozzafiato!
      Ovviamente foto super, che te lo dico a fare
      Manuela
      Last trip: Hawaii - Next trip: Kirghizistan & Uzbekistan





    13. #13
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      Grazie Manuela!
      Riccardo

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    14. #14
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      Le uscite notturne per "andare in bagno" sono meno tragiche di quello che temevo: Ú vero si Ú alzato un vento gelido ma almeno non piove pi¨!
      Al mattino la situazione non Ú migliorata, tira un forte vento e fa freddo. Il sole va e viene. Fuori della tenda gli animali che avevamo salutato la sera prima sono ancora lý, loro per˛ sono ben coperti!

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2850.jpg

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2865.jpg

      Dopo una colazione a base di the e biscotti...

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-dsc_4096.jpg

      .....mi metto addosso quasi tutto quello che ho (il resto Ŕ rimasto nella valigia che abbiamo lasciato ad Alfredo): sotto la giacca a vento indosso maglietta termica, canottiera, due t-shirt, pile leggero, maglioncino di cotone e pile pesante. Poi due calzamaglie sotto i pantaloni di cotone.
      Con tutti questi strati il freddo Ŕ abbastanza sopportabile.
      Il programma prevedeva di andare a dorso di cammello dalla gher alla base della duna scelta per la salita, per˛ con il vento che c'Ŕ scegliamo di andare con il pulmino...
      In una decina di minuti, siamo alla base di una duna bella grossa. Verso la cima si vedono alcune persone che stanno salendo.

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      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2874.jpg

      Ci avviamo pure noi, Andrea rinuncia quasi subito, Sabrina fa pi¨ strada di lui ma poi anche lei si arrende.

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      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-d7k_3341.jpg (FOTO DI SABRINA)

      Il pendio sabbioso si fa via, via pi¨ ripido...

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      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-mongolia-2016.09.26-052.jpg (FOTO DI MARCO)

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      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-mongolia-2016.09.26-054.jpg (FOTO DI MARCO)

      ...e a metÓ della salita si ferma anche Marta.

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-dsc_4103.jpg

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2894.jpg

      Io e Marco proseguiamo...

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-m396a3983.jpg (FOTO DI MARTA)

      ...ma si fa sempre pi¨ fatica perchÚ si affonda molto nella sabbia e per ogni passo verso l'alto si scivola in gi¨ di una buona metÓ.

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-mongolia-2016.09.26-079.jpg (FOTO DI MARCO)

      Tra l'altro siamo belli carichi perchÚ abbiamo addosso tutto il materiale fotografico (almeno dieci chili in pi¨ da sollevare!).
      Gli ultimi metri sono i pi¨ faticosi e ogni quattro o cinque passi mi devo fermare a riprendere fiato.
      Marco mi precede di qualche metro

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2895.jpg

      ma, quando sono quasi arrivato in cima, lo incrocio che sta giÓ tornando gi¨ perchÚ in cima alla duna non si vede quasi niente per via della sabbia sollevata dal vento.
      VabbÚ ormai manca poco e quindi proseguo. In effetti il panorama dall'altro lato della duna Ŕ offuscato dalla gran quantitÓ di sabbia che c'Ŕ nell'aria.


      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2898_a.jpg

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2903.jpg

      Sabbia che tra l'altro entra negli occhi e, peggio ancora, cerca di infilarsi nelle ghiere degli obiettivi delle reflex che stupidamente non ho pensato a coprire.
      Il tempo di un paio di foto e riscendo anche io e in poco tempo sono gi¨.


      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-m396a4002.jpg (FOTO DI MARTA)

      NOTA A QUESTA FOTO: sono salito diverse volte su qualche duna ma non mi Ŕ mai capitato di farlo cosý coperto! Tutte le altre volte avevo solo pantaloni leggeri e una maglietta a mezze maniche ed ero a piedi nudi!

      Il tempo di togliere qualche chilo di sabbia dagli scarponi...

      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-dsc_4109.jpg

      e torniamo alla gher dove troviamo che la gentile ragazza guida, per integrare la colazione che avevamo fatto prima di partire, ci ha preparato una specie di zuppa calda con pezzi di carne e crema di riso.

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      Caricati i bagagli nel pulmino, partiamo lungo una pista erbosa.


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      Ogni tanto ci fermiamo per soste fotografiche

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      Verso l'ora di pranzo sostiamo in un paesino sperduto dove ci rifocilliamo a base di pasta fredda.

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      Qui incontriamo un simpatico personaggio a cavallo di una strana moto.

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      Marco, da appassionato motociclista, fraternizza subito ma anche Andrea non Ŕ da meno.

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      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc2962.jpg

      Continuiamo la strada, in parte su asfalto e in parte su pista,,,,

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      ...fino a prendere una sterrata che porta al "canyon ghiacciato". Dalle ricerche che ho fatto dopo, dovrebbe trattarsi della Yol Valley, una stretta gola nelle Gobi Gurvan Saikhan Mountain. Si trova a 2800 metri di altitudine e dato che Ŕ molto stretta il sole penetra per poco tempo. La sua caratteristica Ŕ di contenere spessi strati di ghiaccio per tutto l'anno, per˛ recentemente, a causa del riscaldamento globale, il ghiaccio si scioglie verso la fine dell'estate.

      E infatti...noi non troviamo ghiaccio. Ci˛ nonostante lo spettacolo che ci appare dopo poco che siamo entrati nella valle Ŕ bellissimo!

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      Una gran parte dei cespugli e dei ciuffi d'erba sono ricoperti di ghiaccio e di brina e il colpo d'occhio Ŕ spettacolare.

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      Nonostante sia tardi, ci fermiamo pi¨ volte per fotografare

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      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-dsc_4137.jpg

      e ci inerpichiamo anche un po' per una vista pi¨ aerea.

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      Alla fine Giamba e la guida ci richiamano all'ordine, torniamo gi¨ al pulmino e ci dirigiamo verso l'imbocco del canyon vero e proprio che percorreremo a piedi.

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      Partiamo alle 18,15 di buon passo perchÚ per arrivare in fondo ci sono almeno due chilometri di sentiero (da percorrere ovviamente anche al ritorno).
      Cercando di sbrigarci percorriamo buona parte del canyon fino ad arrivare ad un ovoo ricoperto di ghiaccio che c'Ŕ nella parte pi¨ stretta della gola.

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      Poi a malincuore decidiamo che Ŕ ora di tornare indietro prima che il buio ci sorprenda.
      Sulla strada di ritorno purtroppo Andrea nel guadare un torrentello scivola sul fango, si sporca ben bene e ci vuole un po' di tempo per dargli almeno una pulita alla buona.
      Alla fine andiamo quasi di corsa ma riusciamo ad arrivare al pulmino che ci si vede ancora abbastanza.

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      Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia-_dsc3061.jpg

      Fortunatamente da lý la cittadina di Dalanzadgad non Ŕ molto lontana, comunque arriviamo quasi alle 20,00.
      La ragazza guida ci dice che ormai i ristoranti sono chiusi e quindi la cena ce la preparerÓ lei.
      Ceniamo tutti insieme nella stanza di Sabrina e Marco: zuppa di verdure con pezzi di carne, poi olive, pane e the. Almeno riempiamo un po' lo stomaco!
      Le due doppie dei ragazzi hanno il bagno in camera, invece la mia singola ne Ŕ priva. C'Ŕ un bagnetto appena fuori ma non c'Ŕ traccia di doccia.
      Comincio a cercare un po' in giro e alla fine trovo una specie di doccia in un ripostiglio dove tengono le scope!
      Tocca arrangiarsi!!!
      Ultima modifica di RICAFF; 21 Jun 2019 alle 18:42
      Riccardo

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    15. #15
      L'avatar di mouette
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      Certi panorami riempiono gli occhi e rubano un pezzetto di cuore. Viaggio sicuramente spartano, ma credo valga ogni grammo di scomoditÓ. Sulle foto non dico pi¨ niente, che ormai sono noiosa (Nomadi e steppe, aquile e montagne: un viaggio in Mongolia)

      Inviato da Hogwarts
      Barbara
      Non si diventa marinai restando in porto a sognare gli oceani
      Madagascar agosto 2019 - Palermo ottobre 2019 - California dicembre 2019




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