Al sud di Baghdad, fra il Tigri e l'Eufrate si trova un terreno paludoso che possiamo paragonare alle nostre valli di Comacchio prima della bonifica se non addirittura alla francese Camargue.
E su questo territorio sorge Amarah, una città* di oltre 300.000 abitanti, capoluogo del distretto di Maysan.

Prima della rivoluzione del 1958 qui vigeva un sistema feudale dove alcuni sceicchi erano proprietari di tutti i terreni e, dotati di propri eserciti, esercitavano il loro dominio nell'area.
Gli abitanti si sono sempre dedicati all'agricoltura e all'allevamento del bestiame (specialmente ovini). La lavorazione della lana e dell'argento erano altre due attività* della zona.

Sotto il regime di Saddam. Amarah divenne un importante centro di commercio grazie all'apertura di un canale navigabile fra Amarah stessa e Baghdad anche se gli abitanti del luogo, conosciuti come Maadan ovvero Arabi delle paludi, non amavano il regime e di contrappunto il regime non amava loro.
In queste paludi le truppe di Saddam compirono una orrenda strage sterminando gli Sciiti che si erano ribellati durante la guerra del Golfo.

Amarah per se stessa non offre molto al visitatore. Case in argilla di una povertà* estrema, strade polverose, mancanza di fogne fanno sì che i rivoli che scorrono all'aperto emanino un fetore nauseante. Gli unici luoghi che offrono qualche delizia agli occhi del visitatore sono le moschee che, anche se semplici nella loro architettura, all'interno hanno classiche decorazioni in oro e blu.

Però sono le paludi che possono attrarre il turisti. I canneti, gli intricati canali, le barche a fondo piatto mosse ancora a forza di remo, i pescatori immersi fino alla cintola con le loro reti oramai vetuste. Il silenzio è tombale, interrotto ogni tanto dallo sbattere delle ali dei pochi uccelli che ancora sopravvivono alla fame atavica degli abitanti. Durante il giorno l'umidità* raggiunge livelli elevati, la notte la temperatura scende bruscamente e nella zona si alza un nebbiolina che più di una volta mi ha ricordato la mia pianura padana.

Potrà* un giorno Amarah essere la Camargue irachena?