vogliovolare in...Giappone

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Quando pensiamo ad un paese lontano spesso uno dei primi che ci balza in mente è forse il Giappone, almeno a me è sempre stato cosi...lontano sia in termini di km che di stili di vita, lontano sia come usi e religioni che come facce, come storia, come semplici abitudini...semplicemente lontano...

Eppure il Giappone non rientra a pieno titolo tra le mete più amate e battute dai viaggiatori, il perchè proprio non lo so ma so che un viaggio da quelle parti ti arricchisce di tante cose e sfata una serie di luoghi comuni che spesso ci influenzano troppo nelle nostre scelte. Il motivo del mio viaggio laggiù è stato il mio caro fratellino Mario, che studia a Tokyo da settembre e ne avrà fino ad agosto e poi forse anche oltre...era un' occasione che non potevo non cogliere al volo e, anche se 2 settimane non bastano a viverlo tutto, ho girovagato per il paese scoprendo soprattutto la parte centrale da Nikko a Hiroshima...

La trasvolata è stata a cura della British Airways e il volo l'ho prenotato con bell'anticipo su E Dreams. Il costo è stato di 770 euro tasse incluse per cui, primo mito sfatato, per volare a Tokyo non bisogna prosciugare interi stipendi, dipende molto dal periodo che si sceglie e dal giorno in particolare, io ho volato di lunedi e già il martedi e il mercoledi i costi erano un pò diversi...Il volo è stato lungo ma almeno rilassante, ho dormito come al solito pochino e intanto il buio aveva lasciato spazio al sol Levante...le nuvole erano grigio-azzurro-arancio ed erano tante, la luce del sole appena filtrava dai finestrini, nn vedevo molto fuori ma lui lo vedevo...benissimo...il Fuji, il terzo vulcano più alto del mondo era li...mi guardava e mi aspettava...
All'atterraggio l'aereo sembra nn arrivare mai al terminal, sembra essere atterrato in una sorta di pianura padana cementata poi un tonfo e tante voci entrano nel mio cervello ancora assonnato....sono arrivato...
L'interno dell'aeroporto di Narita nn ha molto senso, è un susseguirsi di scale scalette piani ascensori, milioni di altoparlanti che gracchiano incessantemente qualcosa...
Non è difficile perdersi tra indicazioni in romanji (caratteri nostri) che sono poche e spesso nascoste da quelle in kanji (giapponesi)... e perdersi a Narita da un lato può provocare paura ma dall'altro può essere un bel modo per iniziare a conoscere i giapponesi...se ti vedono in difficoltà , sono loro a venirti vicino per aiutarti. Quelli che parlano inglese però sono pochini per cui, se vi siete persi, armatevi di pazienza e buona volontà e nn lesinate mai un inchino, sarà molto ben accetto...poi, se chi voleva aiutarvi nn capisce cosa vi serve, preparatevi anche ad una riunione con poliziotti, impiegati e altre persone finchè nn si risolve il problema...

la mia valigia arriva da Roma ma la precisione giapponese nn ha eguali ed è già li che mi aspetta facendo il girotondo allegramente insieme alle altre...
...incontrato mio fratello vado a cambiare il voucher che ho fatto in Italia col Japan Rail Pass vero e proprio. L'impatto col Giappone è strano sarà un pò il sonno, un pò le nuvole fatto sta che dal Narita Express il panorama pare brutto e iper costruito. Dopo quasi 2 ore arriviamo a Kawaguchi dove c'è il residence di Mario...la città è abbastanza grande, piena di verde e con palazzine non enormi.



Le luci di Tokyo


Kawaguchi si trova una 15 di km a nord di Tokyo centro...dico centro perchè la Grande Tokyo credo non abbia nè un inizio nè una fine... per cui dare delle distanze risulta abbastanza difficile. L'arrivo del treno è in genere a Ueno, una delle maggiori stazioni, e da qui si diramano linee di metro una sopra l'altra come un enorme piatto di spaghetti...si attorcigliano e si avvolgono fino ad arrivare in ogni angolo sperduto della megalopoli...Tokyo o ti conquista o ti ripugna...è una città piena di gente, di luci, di confusione e se all'inizio non si ha un pò di senso dell'orientamento, o una bella cartina (meglio il libro tipo A to Z) e magari la compagnia di qualcuno pratico, ci si sente come persi...drogati da tanto casino tutto insieme...ci si trova tra strade senza nome e palazzi luminosi e iper affollati, poi pian pianino, ci si rende conto che anche la metro ha un criterio, le stazioni più importanti hanno le doppie insegne (kanji e Romanji) all'interno vige un certo ordine in materia di file, i treni si fermano precisi, le insegne coloratissime e le macchinette venditutto abbondano...
Tokyo anticamente si chiamava Edo ma ora dei fasti della città vecchia non rimane quasi nulla, la città ha subito, durante la seconda guerra mondiale, bombardamenti che l'hanno praticamente rasa al suolo. Della città vecchia rimane qualcosa ad Asakusa poco ad est di Ueno, nella zona di Shitamachi. La giornata inizia plumbea ma la primavera giapponese riserva spesso sorprese e cosi il sole fa spesso capolino. Asakusa è anticipata dalla Kaminarimon la Porta del Dio Tuono, che con la sua ampia lanterna di carta rossa, immette nella strada principale, la Nakamise Dori che fila via dritta fino al tempio più celebre del quartiere, il Sensoji, dedicato a Kannon Sama, la dea buddista della misericordia. Da un lato all'altro di questa stradina ci sono tante botteghe e bancarelle che vendono prodotti tipici, souvenir, roba turistica, parrucche e spade da samurai, peluche, giocattoli e anche cibo pronto...pesce alla griglia, spiedini, ramen(minestrine), yakisoba(dolci), lecca lecca...tutto...Asakusa è un pò il cuore della vecchia Tokyo,l'unico posto dove non sembra di vivere Blade Runner, offre strade a noi più familiari, stradine con cinema teatrini e negozietti. poco lontano tornando a Ueno da visitare è il parco che, specie in primavera, è uno dei tanti teatri dell'Hanami...la primavera giapponese. Il parco è grande e funge un pò da polmone verde e un pò da oasi di pace nel tumultuoso vivere della megalopoli, osservare poi i fiori di Sakura è appagante e rilassante. Insieme ad Asakusa, scendendo alla Tokyo Station, la storia di Tokyo offre uno scorcio di Palazzo Imperiale, dico scorcio perchè cosi è...dal ponte Nijubashi se ne può vedere soltanto un pezzettino, ornato da alberi e canali...il Palazzo residenza dell'Imperatore è sempre chiuso tranne il giorno del compleanno del suo "inquilino". Sul ponte si fermano tante persone, turisti e non e scattare una foto è quasi un obbligo.Verso la zona di Shinjuku Gyoen, scendendo alla stazione Harajuku, c'è un altro superstite della storia di Tokyo il Parco del Meiji.All'ingresso c'è un enorme Torii(porta) che invita ad addentrarsi nel grande parco, altro luogo in cui la città sembra non poter entrare...si passeggia tranquilli e si osserva come i giapponesi venerino molto il Tempio Meiji.
Ma Tokyo ti rimane impressa e si gode soprattutto la notte...La sera la città comincia a cambiare...si trasforma e, se di giorno non ha attrattive particolari, la sera diventa un vero e proprio sconfinato videogame...quando piovigina, ci si sente sempre più un Deckard a caccia di replicanti, nella città di Blade Runner...la metro porta veloce fino a Shibuya forse il quartiere più trendy del Sol Levante, noto anche come il Greenwich Village giapponese che pullula di centri commerciali dalle dimensioni abominevoli, pullula di negozi, di griffe, di locali alla moda con insegne coloratissime e di Karaoke ma soprattutto pullula di giovani giapponesi...Non so perchè lo facciano, nè ho domandato loro il motivo ma i ragazzi giapponesi tutto sembrano tranne che ragazzi giapponesi!!! sono vestiti assolutamente senza senso, colori in libertà , capelli da giallo al viola occhiali da sole a mezzanotte e buste...tante buste in mano...comprano senza ritegno, di tutto!! dalle borse di Gucci ai cappellini fatti a mano al momento...non ho mai visto tante persone comprare in quantità cosi industriale!!! e non ho mai visto tante persone voler assomigliare cosi tanto a quello che forse non sono, passeggiando per Hachiko square ve ne renderete conto subito. Shibuya è famosa anche per il suo attraversamento...in realtà è un grande incrocio con molti passaggi per i pedoni ma è talmente tanta la gente che esce dalla metro e si riversa sulla strada che osservare l'incrocio con tutta la folla è diventata un'attrazione. Shibuya Mario la conosceva già io invece la vivo come un film, rapito, quasi imbambolato da tante luci, ma senza perdermi nulla, osservando quante più facce è possibile...cercando di capire cosa fa tutta questa gente ma soprattutto cercando di capire dove diavolo va sempre cosi di corsa!!! si chiama fenomeno Kawaii ovvero la moda del bellino, del carino...contenti loro...
A pochi minuti da Shibuya c'è Shinjuku...altro quartiere che la sera apre i battenti del suo spettacolo notturno...forse è più ordinato di Shibuya forse...ma è pur sempre il cuore della vità notturna e qui ci sono posti per tutti i gusti, ci sono enormi e luccicanti...bordelli, single bar, gay bar, bar per trans, bar per etero e cosi via...a Shinjuku prima di uscire dalla metro decidiamo di andare per la zona est, quella più casinara in cui spicca la coloratissima zona di Kabukicho...di notte la zona non è pericolosa anzi ci sono molti poliziotti e in genere il giapponese, anche se ubriaco, non da assolutamente fastidio, comunque occhio alle pseudo sale x massaggi, il prezzo è a scalare a seconda delle prestazioni e sai solo alla fine quanto si paga ma ho come l'impressione che alla fine si paghi molto. Sempre dalla metro se si prende la direzione ovest, si arriva nella zona del palazzo del Governo Metropolitano, zona più tranquilla dove riposarsi e passeggiare in tranquillità .
Una zona che offre la stessa cosa di giorno e di notte è forse Ginza ...partendo dalla stazione di Yurakucho, una sola enorme strada che dalla zona del Palazzo Imperiale arriva fino al porto...ovunque palazzi pieni delle griffe più famose, palazzi anche esteticamente validi, progettati da Renzo Piano (Hermes) da Herzog&DeMeuron e altri architetti moderni. Se andate la domenica Ginza viene chiusa al traffico e si anima del passeggio di migliaia di persone...entrate pure da Mitsukoshi o Matzuzakaya, 2 magazzini eleganti stile Harrods, ma una passeggiata a Ginza non può non prevedere il Sony Building ...7 piani di prodotti della Sony, con un piano completamente dedicato alla PlayStation, giochi da provare su uno schermo davvero gigante, e un altro piano con la storia e le particolarità di tutti i prodotti più famosi venduti dalla Sony...un assoluto tripudio di tecnologia e consumismo... Un consiglio per questa zona è di non entrare in locali o ristoranti che non espongono all'esterno la lista dei prezzi, si rischia grosso...
Superando Ginza, verso il mare, c'è Tsukiji, la cucina a cielo aperto di Tokyo, dove si può acquistare ogni tipo di prodotto da quelli di mare, tonno, gamberoni e cozze, alla carne, dalle verdure (tra cui le zucche cubiche!!!), ai cibi industrializzati e secchi e dove osservare tutto il fascino delle locande specializzate nel sushi e di tanti altri ristoranti. Il tutto fino ad ora di pranzo...dopo è facile passeggiare fino all' Hamarikyu, un giardino situato su un'isola, che è davvero interessante per l'abbondanza d'acqua, che sapientemente fusa con la natura, fa si che il parco sembri enorme quando invece è abbastanza piccolo. Il parco è circondato da un antico fosso murato con una sola entrata sul ponte Nanmon, si pagano 300Y (2 euro)all'ingresso e il punto più bello del parco è lo stagno Shiori, che ha 2 isolotti ed è collegato alla spiaggietta da bellissimi ponti di legno con di fronte il mare...già il mare...Tokyo è uno dei porti più importanti al mondo, ha una superficie enorme, ci sono ponti e navi eppure faccio fatica a definirla città di mare, a volte ci si dimentica che esiste per poi stupirsi, osservando quella macchia azzurrognola all'orizzonte...
Atmosfera meno incasinata, ma strade non meno affollate e una reputazione forse peggiore la si può trovare ad Ikebukuro a nord della città . La zona mi dice Mario, è meglio visitarla di giorno e non ha molto stile, non ha locali eleganti o palazzoni futuristici ed è anche popolata da homeless molto di più rispetto ad altre zone...eppure Ikebukuro mi ha catturato proprio per il suo disordine, per i LoveHotel e i CapsuleHotel, e per 2 megacentri commerciali...Seibu ma soprattutto Tobu il più grande centro commerciale del mondo...all'entrata ci sono le cartine del palazzo e vi assicuro che servono!! si rischia di vagare a lungo per uscire...Dietro il Tobu si trova Nishi Ikebukuro con il centro d'arte metropolitana e una visita veloce potrebbe essere interessante in più è gratis, unica pecca della zona è forse la stazione della metro...incasinata e confusionaria è dir poco, non ci sono molte insegne ma in compenso ci sono più di 20 uscite e la maggior parte di queste porta proprio ai centri Seibu e Tobu, e chiedere informazioni è difficile per la mancanza di infopoint...un delirio insomma...
Una visita a Tokyo non può escludere un giro per la zona di Roppongi. Ci sono stato sia di notte che durante il giorno e ribadisco la mia attrazione per questa città in notturna, l'area inizia a diventare interessante dopo le 10 di sera, ed io con l'aiuto del fuso orario, quasi una notte intera l'ho trascorsa tra la Tokyo Tower e Roppongi Hills . Ci sono decine e decine di locali notturni dove poter bere, ballare, e conoscere ragazze. Le ragazze sono in gran parte giapponesi, e ogni tanto si incontrano tipe che vi propongono massaggi economici, quando capiscono che sei straniero insistono più del solito ma quando afferrano che sei italiano già sono praticamente innamorate di te!!! Carine forse non tutte ma sicuramente simpatiche, sorridenti e stranamente disinibite le giapponesi di Roppongi hanno un loro fascino gentile comunque rifiutate lo stesso il massaggio... cortesemente e con un inchino...
Forse si è fatta l'ora giusta per partire, per scoprire che il Giappone non è solo Tokyo...per scoprire che basta uscire dalla megalopoli per imbattersi in realtà molto diverse fatte di luoghi silenziosi, di templi magici e ricchi di storia e di giapponesi molto più giapponesi...


Le scimmiette di Nikko


A circa 130 km a nord di Tokyo, tra alte montagne, tra boschi di cedri e conifere, immersa in un silenzio sacrale c'è una delle località che mi ha più colpito del Giappone...Nikko I modi per raggiungerla sono vari come sempre in Giappone, io e Mario preferiamo il Treno della Japan Rail da Ueno e col JRPass risparmiamo 50euro A/R, cambiamo a Utsunomiya col trenino della Nikko Line e in circa un'ora e mezza arriviamo. Altro modo per raggiungere la località è il treno diretto da Shinjuku, costa 3900Y (27 euro) solo andata oppure il Tobu train da Asakusa che costa 1300Y (9euro) ma impiega circa 2 ore...
Il treno è abbastanza veloce e, uscendo da Tokyo, il cemento lascia spazio a paesini, colline e spazi verdi in abbondanza, dopo 100 min spaccati siamo alla stazione di Nikko Eki.Dalla stazione c'è una mezz'ora di cammino o 10 min di bus per arrivare ai templi, facciamo il biglietto cumulativo 1000Y (7 euro) e il benvenuto lo danno il ponte Shinkyo, il ponte dell'Imperatore che col suo rossore si staglia su uno sfondo di montagne verdissime e le scimmie!! non tante ma indiavolate saltano ovunque anche sui tavolini dei bar e Mario mi racconta che le famose 3 scimmiette (non vedo non sento non parlo) sembra siano nate proprio qui... intanto arriviamo al complesso che è considerato la massima espressione dell'architettura religiosa giapponese, il Toshogu Jinja, costruito dallo Shogun Tokugawa nel 1636. Questo tempio si annuncia grazie alle immense porte torii, poi con una gradinata in pietra e un altro torii in granito, poi una splendida pagoda a cinque piani e si giunge alla porta Omotermon, ingresso ufficiale al santuario, con decorazioni raffiguranti fiori, leoni e due feroci niosama che proteggono il santuario dagli spiriti maligni. Poco dopo su un edificio di legno lungo ecco le tre scimmiette scolpite una con le mani sugli occhi, la seconda con le mani sulle orecchie e la terza che si copre la bocca...allora sono proprio nate qui!! intanto arriviamo al punto nevralgico del tempio, la porta Yomeimon,la "Porta della Luce Solare". Questa porta è decorata in modo fittissimo, e rimaniamo del tempo a osservare e esaminare i vari livelli di decorazioni, miniature, molteplici combinazioni cromatiche ma soprattutto incisioni in oro...
Continuiamo girovagando con il complesso del Rinnoji Taiyuin, il mausoleo di Iemitsu, sta in posizione sopraelevata, su più livelli, e salendo notiamo la bella piazza della purificazione con tante fontane per lavarsi le mani e tante lanterne. Il tempio appare molto interessante come posizione e anche come monumenti, meno ornati e colorati ma lo stesso suggestivo in più, mentre lo visitiamo, si scatena un temporale che dona al luogo ancora più fascino mistico, le statue dei niosama, demoni a guardia delle porte e il cortile sottostante pieno di lanterne in pietra improvvisamente vuoto, fanno una certa impressione spettrale sotto l'acqua ed i lampi.
Usciamo dopo un giro senza meta dal complesso del tempio Rinnoji e ci dirigiamo verso il tempio shintoista di Futarasan Jinja, molto più naturalistico, circondato da cedri altissimi tra i colori della natura che sono quasi un sollievo dopo incisioni, miniature e oranamenti quasi barocchi. Entrati nel complesso attraverso una bellissimo torii di bronzo, accediamo a una piazza rettangolare mentre un prete shintoista esegue riti religiosi circondato da alcune persone in preghiera.
Si è fatto pomeriggio e il tempo si è aggiustato, lentamente torniamo verso la stazione...Nikko mi ha impressionato e conquistato per la sua posizione, per i suoi templi silenziosi e magici, per i suoi ornamenti in oro e per i giapponesi finalmente tranquilli e meidtativi, finalmente nipponici!! Mangiamo qualcosa in un locale...e me ne rendo sempre più conto...il Giappone non è nemmeno caro come dicono anzi... lo dico??? lo dico...cercando quà e là si spende anche meno che da noi. mangiamo Tempura (fritto di gamberoni sogliole melanzane e carote) con frittelle dolci e birra Asahi tutto per 5200Y (35 euro)...
Tornando osservo come Tokyo sia una gigante calamita per il cemento, man mano che mi avvicino tutto il verde, le colline i tanti frammenti di natura che prima vedevo in lontananza non ci sono più...sempre più palazzi, luci e insegne pubblicitarie. Intanto la sera è tornata, Nikko è lontana, pioviggina e io ritorno a sentirmi Deckard a caccia di replicanti nella città di Blade Runner...


La semplice Kamakura e la rampante Yokohama


Ormai mi risulta difficile star fermo perciò sono già in treno alla scoperta della zona a sud di Tokyo. In particolare facciamo rotta su Kamakura piccola città costiera che ha segnato la storia del paese dando il suo nome ad un periodo storico importante. Arrivare a Kamakura non è difficile, dista 50 km e, da Tokyo Station si sale sul treno della Japan Railways Yokosuka line che, in meno di un'ora, si ferma a Kitakamakura e Kamakura e costa 1800Y A/R(12euro). Come sempre da Shinjuku parte un altro treno che allo stesso prezzo ma con un cambio ad Ofuna, porta in città .
Kamakura è piccola ma molto carina e interessante. Alla stazione, nemmeno scendiamo che una signora con informazioni turistiche ci porge una mappa e ci segnala le tre attrazioni principali, 2 complessi di templi e la statua del Grande Buddha ma, avendo in mente anche qualcosa di meno turistico, ci sono un paio di siti zen, con dei bei giardini. Il posto è abbastanza affollato e la visita comincia dal tempio principale, ma per arrivarci percorriamo la Dankazura una via pedonale piena di bei negozi per turisti con prezzi esorbitanti ma soprattutto piena di ciliegi in fiore che donano al luogo una macchia di colori bellissima e accecante nella luce del sole...
Il santuario Tsurugaoka-Hachimangu è posto su una collina ed è come sempre anticipato dalle enormi porte torii e da una lunga e vasta scalinata che conduce ai complessi superiori. Hachimangu è una divinità scintoista della guerra, il tempio risale al 1063 ma è stato spostato poi nel 1191. Davanti alla porta esterna scopriamo il modo migliore per fare soldi qui...un signore con un carretto per fare da "taxi umano" ai turisti, ce ne sono in quantità ...Saliamo i gradini della scalinata e il complesso si rivela bello nella sua architettura inconsueta, per il contesto naturale in cui è immerso, e per la compostezza dei giapponesi e dei turisti che lo visitano in silenzio il che risulta piacevole e riposante...
Kamakura si può visitare tutta a piedi, per cui la nostra seconda tappa è il tempio Tokeji costruito nel 1285 e divenuto famoso presso le donne dell'epoca perchè qui chi aveva subito violenza dal marito poteva divorziare stando in meditazione due anni...Il luogo è poco affollato non rientra nei percorsi abituali, è interamente in legno, dalle forme semplici circondato da bei giardini e l'immancabile ruscello, fondamentale nell'immaginario naturale giapponese.
Proseguiamo ed attraversiamo la strada principale della città per arrivare al tempio Kenchoji, che si trova poco a sud .All'esterno c'è la tradizionale enorme campana, il Bonsho, percuotibile lateralmente con un tronco. Il tempio è del 1253 ed è uno dei più antichi templi zen del Giappone, il giardino è molto bello, e ancora il magico fondersi del colore chiaro dei ciliegi con il verde delle foglie e con il marrone della terra ci dona degli scorci naturali di grande bellezza e semplicità . Punto principale del complesso è la porta Sanmon interamente in legno dalle dimensioni notevoli e con decorazioni ed incisioni molto suggestive. Prima di lasciare la zona di Kitakamakura per andare a vedere il Buddha, entriamo nel tempio zen di Jomyo-ji. Gli edifici sono sobri e i loro colori in armonia con quelli dei frammenti di natura intorno. Molto suggestivo è il cimitero...pieno di lapidi e iscrizioni, una addosso all'altra un posto apparentemente disordinato, l'atmosfera è molto simile a quella di molti dei nostri cimiteri, ma il contesto è diverso e il contatto con la natura mitiga un pò la presenza della morte. Il giardino e la capanna in legno per la meditazione sono splendidi nella loro semplicità , legno, foglie, colori tenui, e molti ciliegi.
Il Grande Buddha di Kamakura è più a sud, vicino alla stazione di Kamakura centro, ci arriviamo con un treno preso al volo. L'enorme statua in bronzo è stata fusa nel 1252, misura 13 metri di altezza, 29 metri di larghezza alla base e pesa 100 tonnellate. Da lontano è davvero impressionante, le fattezze non sono quelle di un indiano ma di un giapponese, con il classico viso massiccio e occhi a mandorla. Comunque il Buddha Amida della luce infinita fa una certa impressione. Intorno c'è sempre molto verde ma anche molte persone, scolari tutti vestiti di blu che visitano la statua, gruppi di ragazzi gaijin (stranieri) che scattano foto e venditori di souvenir più rumorosi del solito...
Intanto la giornata scorre e da Kamakura ci dirigiamo verso Yokohama. Arrivarci è facile, JR Yokosuka line per Tokyo e con circa 600Y (4euro) si arriva nella seconda città del Giappone per importanza. Fino a qualche anno fa la città di Yokohama significava solo porto...er il principale del paese ma tutto ruotava intorno ad esso, oggi non è più cosi e Yokohama ha lasciato spazio all'arte e all'architettura moderna più di ogni altra città del Giappone, oggi la città è sede di convegni, conferenze, eventi sportivi forse anche più di Tokyo, tutto in città è stato pensato e costruito per accogliere e ospitare.Alla stazione di Yokohama cambiamo treno con la Minato Mirai line e scendiamo nel fulcro della nuova Yokohama...Minato Mirai
Minato Mirai vuol dire letteralmente Porto del Futuro e passeggiando si capisce subito il perchè si chiami cosi... l'altissima Landmark tower una vera è propria città , altri palazzi enormi ma comunque eleganti, la ruota panoramica il parco di Nippon Maru e poi centri commerciali a volontà ...il tutto sul mare. Con Mario passeggio per la zona del waterfront che, da lontano, sembra una creatura enorme e mostruosa che si è arenata sulla riva, è una passeggiata in legno dalle forme ardite e a volte esagerate, sulla riva, la vecchia costruzione della dogana oggi è un insieme di ristoranti e negozi coloratissimi e appena alle spalle l'enrome Pacifico Yokohama , non un centro congressi ma una città nella città . Intanto si è fatto pomeriggio e vogliamo visitare l'altra faccia della città , quella più antica...Chinatown, forse la più grande Chinatown del mondo...
Si può raggiungere anche a piedi ma noi risaliamo sulla Minato Mirai line e dopo 2 fermate scendiamo a Motomachi, l'impatto è completamente l'opposto, poco spazio, poca luce, e la folla che rimpinza le strade strette. Chinatown si è formata fin da quando la città ha sviluppato il suo porto e i suoi traffici con la Cina e entrarci significa proprio mettere piede in Cina, tutto diventa cinese e, se da lontano, i cinesi e i giapponesi cosi come i vicoli cinesi e quelli giapponesi sembrano uguali, dopo aver passeggiato qui si cambia subito idea...fumo, rumori, grida, confusione, disordine e anche sporcizia ci raccontano di tante differenze...il posto è molto affollato ma ugualmente coinvolgente, ci sono tantissimi locali, localini, sale massaggi venditori e passeggiamo senza meta fino a sera...
Da Yokohama ci sono cento modi per tornare a Tokyo, le due città sono praticamente attaccate, noi usiamo stavolta la Tokaido line che per 450Y (3euro) ci riporta in 20 min a Tokyo Station. A pochi km dalla capitale ci sono due città vicine ma opposte, Kamakura, piccola, piena di templi affollati ma silenziosi, piena di verde e di costruzioni in legno e poi lì vicino, Yokohama, moderna, rivolta al futuro con le sue sculture moderne lungo il waterfront e i suoi grattacieli, affollata si...ma forse più godibile di Tokyo, pur avendo 3 milioni di abitanti l'ho sentita più a misura d'uomo, più accogliente, meno esagerata, meno luminosa e luminescente ma dove passeggiare è forse più facile e piacevole.


Verso Osaka


Salire su uno Shinkansen, il treno proiettile (Dan gan Resha) è cosa simpatica...alla stazione di Ueno ne arrivano a bizzeffe, tutti puntuali e precisi. Uno Shinkansen da l'idea della velocità anche quando è fermo...è un mostro tutto bianco modellato dal vento, sembra uscire dalla matita di un creatore di effetti speciali...Andare da Tokyo ad Osaka significa viaggiare su una delle tratte più affollate del mondo in termini di ferrovia e significa anche viaggiare sul percorso storico dei treni veloci giapponesi. Esistono tre tipi di Shinkansen il Kodama e l'Hikari dove vale anche il mio Japan Rail Pass e il Nozomi...il mostro più veloce che non è incluso nel pass. I tempi di percorrenza sono irrisori...il Nozomi impiega 2 ore e mezzo per percorrere i circa 520 km che separano le due città ...il nostro solo 2 ore e 50...raggiungendo punte di 270 km/h, ma il prezzo di sola andata da Tokyo ad Osaka è di 13500Y ( ben 95euro). All'interno degli Shinkansen è tutto orientabile, i sedili sono girevoli, è vietato stare in piedi e in ogni carrozza c'è un megaschermo tipo aereo che annuncia le fermate e illustra le zone attraversate. Velocissimamente superiamo la grande massa di Tokyo e passiamo vicino al Fuji, molti dicono che il modo migliore per osservare il vulcano sia proprio dallo Shinkansen, ma io ho i miei dubbi, va troppo veloce non si vede nulla. Arriviamo a Nagoya e intanto Mario telefona a due suoi colleghi di università Tadao e Toru che ci ospiteranno in quel di Osaka. Passiamo anche per Kyoto prima di scendere alla stazione di Shin Osaka e con l'amaro in bocca noto che il viaggio è finito...ci stavo prendendo gusto...ma prima di scendere, una perla...ci sono ad ogni porta le varie hostess che ripetono sumi mansen...sumi mansen più altre cose incomprensibili. Beh Mario mi dice che sumi mansen significa "chiediamo scusa"...e le altre cose incomprensibili era..."per i sei minuti di ritardo" esagerati?? forse si ma è uno spettacolo!!
Osaka è la terza città del Giappone in termini di abitanti ma viene subito dopo Tokyo come importanza per gli affari e le industrie. Ha l'aspetto di una città quasi completamente moderna e, a parte il castello con le mura i canali e gli splendidi giardini circostanti, non offre tantissimo come storia. Ma, ai fini di una visita nella parte centrale del Giappone, Osaka è l'ideale, sta a meno di un'ora da Kyoto, da Nara, da Himeji, tutti luoghi che offrono tantissimo da vedere. Intanto Tadao e Toru sono due ragazzi svegli e simpatici che ci portano, sempre in treno, verso casa nella zona di Kyobashi. Anche i giapponesi usano molto il treno e in generale i trasporti su ferro cosi di auto in giro, sembrerà strano, ma ce ne sono poche. Noi ne aprofittiamo sia per salire e scendere dai treni... cosa gradita, ma anche perchè le Japan line sono talmente tante anche al centro, che le usiamo come una metropolitana, ma il tutto rientra nel JRPass...geniale no?
Kyobashi è molto centrale come zona ed è molto vicina al Castello di Osaka. Il castello è datato 1583 ed è stato costruito sulle rovine di un antichissimo tempio, ed è circondato completamente da un parco dove è piacevole passeggiare e scoprire i tanti scorci che la natura, sapientemente fusa con la mestria giapponese per i giardini, sa dare. Il castello è abbastanza piccolo e spunta dal verde su un'isoletta fortificata circondata da canali. Visitando l'interno con le collezioni di spade katana e vesti di samurai tokugawa, balza agli occhi il forte contrasto tra le forme antiche e tradizionali del castello e dei giardini e la grande città moderna che si vede intorno, molto simile a Tokyo in termini di palazzi e densità abitativa...
Osaka non offre molto del Giappone che fu ma per quanto riguarda il presente se la gioca con la capitale...sempre con Tadao e Toru che, nel frattempo, mi chiedono tutto su l'Italia su Roma su Napoli, visitiamo la zona di Minami. Scendendo alla stazione di Namba si entra in uno dei posti più deliranti e incasinati dell'intero paese...c'è Amerikamura dove tutto parla americano, non chiedetemi perchè ma è cosi, c'è Dotonbori il quartiere dei divertimenti, pieno di luci e di karoke ma pieno anche di molti giovani simili ai cugini di Shibuya, e molte sale massaggi simili alle cugine di Shinjuku, ma soprattutto c'è Electric City ossia Den Den. Qui si trovano tutte le moderne apparecchiature elettroniche, dai computer ai palmari, dai singoli transistor fino alle schede madri, tutto ammassato sulle bancarelle in strada...molte di queste cose sono usate o guaste ci dicono Tadao e Toru per cui bisogna stare attenti, ma, avendo tempo e voglia di immergersi nel delirio, è possibile fare buoni affari davvero.Il sottoscritto ha comprato un hard disk da 300GB a 120euro circa non male...
Osaka in definitiva è una città viva, vitale, moderna e casinara, ci sarebbe da visitare uno dei più grandi acquari al mondo, ma io preferisco considerarla come base di partenza per esplorare i dintorni...una bella base, senza dubbio il punto di partenza migliore per arrivare in tante zone della regione, ma pur sempre un punto di partenza...


Kyoto e altre magie


Kyoto, l'antica capitale dell'impero, la città dei ciliegi e delle geishe, la città dei duemila templi, è la città che conserva più gelosamente di altre la sua storia e le sue tradizioni. Arrivarci da Osaka è facilissimo, si sale sul treno della JR Kyoto line, si pagano 12 euro e in mezz'ora si arriva alla Kyoto station. L'alternativa potrebbe essere l'autobus sempre dalla stazione di Osaka che in un'ora circa e per 1280Y(9 euro) arriva fino al centro di Kyoto.
Arrivando in treno da Osaka però si ha la netta sensazione di aver sbagliato strada, la Kyoto station è un edificio modernissimo in acciaio e vetro progettato da Hara Hiroshi, un delirio di scale mobili velocissime e affollatissime, con fiumi di persone indaffarate e frettolose, una cattedrale dedicata al dio Shinkansen uscendo lo sguardo è catturato dalla mastodontica Kyoto Tower, dai palazzoni a specchio dei centri commerciali e viene da chiedersima Kyoto allora è come Tokyo? No! Kyoto è una magia e, come tutti gli incantesimi, richiede uno sguardo attento per essere scoperta.
Kyoto ha le strade principali tutte organizzate come una perfetta scacchiera ed è una città che può essere girata anche a piedi ma noi, consigliati da Tadao e Toru, facciamo la Kyoto Card che, per 14 euro, permette di girare due giorni liberamente su tutti i mezzi di trasporto.
La mattina presto ci dirigiamo verso sud e scendiamo alla stazione Fusimi Inari. Alle pendici del monte Inari, c'è un complesso di templi scintoisti il Fusimi Inari Taisha Rimango a bocca aperta percorrendo i 4 km di sentiero tutti segnati da migliaia di Torii, le porte scintoiste della purificazione, cammino sotto un lungo labirinto di gallerie ora buie, ora rosse, ora illuminate da flebili lampioncini. c'è silenzioall'improvviso una sottile pioggia ci bagnaun'esperienza fiabesca
Ritornando verso il centro scendiamo poco dopo alla stazione di Tofuku, il tempio di Tofuku-ji è a 10 minuti di cammino tra boschi di cedri che, dice Tadao, a novembre si incendiano nei colori dell'autunnoil tempio è grande ed ha 4 giardini, uno per ogni punto cardinale. Molto bello quello a sud con rocce verdi che nascono dalla ghiaia, e bonsai curatissimi alternati a pietre nereun vero giardino zen.
Nel primo pomeriggio si arriva alla stazione di Shijo, per entrare nel quartiere di Gion. Sulle sponde del fiume Komogawa ornate di sakura in fiore, Gion è sempre stato il quartiere delle Geishe e dei piaceri, qui Kyoto si svela per quello che è, sale da tè in legno e carta di riso, case come capanne ornate da lanterne rosse e bianche, viottoli lastricati pieni di scale, molta gente in giro, qualche Maiko(apprendista geisha) che cammina velocee sullo sfondo, dopo scale e scalini, il tempio Yasaka, e gli ingressi del tempio di Kyomizudera. Gion è un luogo davvero magico, non ha eguali al mondo, incontrare una geisha è diventato difficile, le donne non vogliono più studiare per diventarlo, quando ne incrocio una nel suo kimono frusciante e colorato lei fugge via, senza alzare mai lo sguardomi imbatto in molte Sukya, le sale da te del secolo scorso, in tante botteghe dei maestri artigiani Sensei, e in piccoli negozi di ikebana e bonsai si Gion è un luogo davvero magico.
Kyomizudera, il tempio dell'acqua pura, domina Gion ed è fra il templi più noti della città , appena entrati c'è la fontana Otawanotaki dove i fedeli devono per purificarsi prima di entrare, l'acqua è fresca e un po' amara ma quello che mi affascina di più è la costruzione. Arrampicato, quasi appeso sulle pendici della collina il tempio fu costruito nel 780 interamente in legno, le sue fondamenta a vista e la sua terrazza si affacciano su una magnifica vallata verde illuminata qua e là da macchie di ciliegi in fiore.
Poco a nord di Gion, nella zona interna di Pontocho, merita una visita al Nazenji il più importante dei templi buddisti di Kyoto, costruito prima come villa e poi dedicato a Buddha nel 1290. Adagiato sulle pendici della collina è famoso per il suo portico in legno rosso e per il suo giardino zen. A pochi minuti di cammino comincia il Tetsukagu no michi...la passeggiata dei filosofi famosa un tempo per essere luogo di ritrovo di tanti pensatori, oggi, con i ciliegi in fiore e tanta gente, conserva sempre un suo fascino tranquillo e porta dritto al Gingaku-ji il Padiglione d'argento. L'ingresso costa 500Y(3,5Ã euro) e il tempio pur non essendo affatto d'argento rivela tutta la sua bellezza. Ripassando sulle sponde del Kamogawa, con Mario, notiamo la gran quantità di localini e ristoranti tutti caratteristici e con affaccio sul fiume, e divisi in tre aree distinte Sanjo, Nijo e Shijo...e non sono per niente costosi. Noi siamo entrati da Satsuki, si può provare a mangiare bocconcini di sushi vari per circa 50, 100 e 500Y (da 30cents a 3,5 euro) oppure provare i vai menù turistici a circa 15 euro per la serie il Giappone è costoso
Un'altra zona della città che conserva luoghi magici e splendidi, è la parte nord al limitare delle colline. Ci raggiunge anche Stephen amico austriaco di Mario e scendiamo a Kitaoji per visitare il complesso di templi del Ryoanji, tempio famosissimo per il suo Karesansui, il giardino asciuttoE' una delle immagini più note di tutto il Giappone perchè racchiude in sè tutta quella magia e quella semplicità mistica del Sol Levante. Quindici pietre alla deriva in un mare di ghiaia e sabbia bianca, mare circondato da un alto muro di terracotta e nulla più. Non si sa chi sia il creatore di questo giardino nè che significato abbia, forse la soluzione è lasciata allo spettatore che, in silenzio, si siede e osserva. L'unica cosa su cui ragionare è che, da qualunque parte si osservino le 15 pietre, agli occhi se ne sveleranno sempre e soltanto 14
Poco oltre il Ryoanji, immerso tra boschi di ciliegi sempre più luminosi, c'è il più famoso tempio di tutto il Giapponeil Kinkaku-ji. Il Padiglione dorato è uno dei posti più affollati della città e giace, ornato dal verde, sulle sponde di un placido laghetto che accoglie sempre i suoi riflessi ed è stato edificato nel 1397 dallo Shogun Yoshimitsu.prima come sua dimora e poi come tempio. Toru ha un poster enorme nella sua camera dove dormiamo noie ci racconta che tantissimi giovani hanno almeno una foto del Kinkaku-ji nella propria casa, è quasi un obbligo averla. Negli anni 50 il tempio subì un violento incendio e, si dice, sia stato proprio un monaco a dargli fuoco perchè ossessionato dalla sua bellezza e dalla sua perfezione
Siamo a nord ovest di Kyoto e sempre con la metro arriviamo fino ad Arashiyama. La località è un piccolo villaggio sulle sponde di un fiume, pieno di casette in legno scuro tra giardini e viottoli ma noi ci dirigiamo verso il parco, verso la foresta di bambù. Io e Mario non avevamo mai visitato una foresta di bambù, ne avevo vista qualcuna in foto mala foresta di Arashiyama è un luogo incredibile. Bambù sottili, alti e verdi, migliaia e migliaia di linee verdi che salgono verso il cielo e coprono quasi la luce del sole, all'interno, tra i sentieri, di luce ne filtra davvero poca. Il posto è molto umido e fa caldo, detto fatto e un'altra pioggia improvvisa, sempre tipica nella primavera nipponica, ci rinfresca e regala al posto ancora più magia, ancora più fascino. Non era in programma la foresta di Arashiyama ma per fortuna abbiamo fatto in tempo ad arrivarci altrimenti avremmo perso uno spettacolo davvero suggestivo. Kyoto è una città da visitare con calma passeggiando senza fretta, ogni tanto ci si deve fermare per osservareora un giardino, ora il timido sguardo di una Geisha, ora le antiche botteghe, ora l'eleganza e la semplicità di un tempio. Credo che per vivere Kyoto come merita non basterebbe una vita...
Da Osaka si raggiungono facilmente molte altre località della zona centrale del Kansai come Nara, la città famosa per la più grande costruzione in legno del mondo. Ci si arriva con la linea Yamatoji dalla stazione di Osaka Tennoji e per 500Y a tratta(3,5 euro) in 30 minuti si arriva alla stazione di Nara. La Stazione dista un pò dalla zona dei tempi per cui saltiamo sul primo bus...in Giappone prendere un bus è cosa complicata...si sale da dietro, si prende il biglietto col numero come in banca, si guarda un display che indica il tempo e la tariffa per le varie fermate, si prenota la fermata e solo prima di scendere si paga inserendo il bigliettino e i soldi...un mezzo casino succede quando non si hanno spiccioli pronti e si fa perdere tempo a tutto il bus, ma state tranquilli, perchè ci sarà sicuremente qualcuno che sorridendo, vi aiuterà , levandovi dall'impaccio.
Il primo tempio che ci viene incontro è il Kofukuji costruito nel 710 dalla famiglia Fujiwara, era un complesso di circa 150 costruzioni ora rimangono solo alcune pagode, la Grande Sala Dorata e il tesoro della famiglia che si visita per 500Y(3,5 euro). La pagoda a 5 livelli è la più alta del Giappone ed è veramente bella, elegante ed enorme. Intanto il Todaiji si avvicina...è anticipato da uno spiazzo verde enorme molto curato e pieno di cervi e cerbiatti...siamo ormai entrati nel Nara Koen dove i cervi non solo semplici e simpatici animali ma incarnano i messaggeri degli dei nella religione scintoista. Sono tantissimi, alcuni impauriti scappano altri addirittura mangiano dalle mani dei molti turisti presenti, non avevo mai visto tanti cervi tutti insieme...In fondo c'è la grande costruzione del Nara Museum 420Y(3 euro) l'ingresso, dove sono custodite tantissime belle stampe appartenute ai Fujiwara, stampe di scene campestri e religiose, stampe di riti scintoisti, tutte stampe bellissime nella loro estrema semplicità . Ma il Todaiji è lì, impassibile ed enorme che aspetta. La grande porta dell'oriente, questo è il significato di Todaiji, fu costruito nel 750 circa è rappresenta uno dei siti più amati dai giapponesi oltre che la più grande costruzione di legno al mondo. L'ingresso costa circa 4 euro e avvicinandosi tutta la sua grandezza si manifesta in una perfezione simmetrica dei tetti spioventi, nelle levorazioni delle pareti e nella grade porta verso il Daibutsu...la grande statua del Buddha. proseguande nel Nara Koen scopriamo altri scorci bellissimi del parco e arriviamo fino al rossissimo Kasuga Taisha responsabile della protezione della città ai tempi dei Fujiwara. Dice Toru che le tantissime lanterne di bronzo che vediamo qui si illuminano tutte nella festa della luce che si tiene in febbraio...deve essere davvero uno spettacolo...come è stata uno spettacolo questa Nara, città piccolina ma con grandi tesori, tutti custoditi in quel meravigliso parco che è il Nara Koen...
Sempre da Osaka raggiungiamo Himeji città abbastanza grande e famosa soprattutto per il suo Castello feudale. Raggiungere la città da Osaka è velocissimo con lo shinkansen, un pò meno con i treni locali. Dalla stazione di Shin Osaka, per 3200Y(22 euro) a tratta, in mezz'ora si arriva alla stazione di Himeji. La città non ha granchè da mostrare ma una volta arrivati, il nostro sguardo è catturato da un enorme viale alberato che termina con una collina ammantata da ciliegi in fiore e dominata da una cotruzione davvero enorme...il Castello dell'Airone Bianco ...Non serve chiedere informazioni, il castello è impossibile non vederlo, l'ingresso costa circa 4euro ma la sua bellezza questo luogo, la ragala soprattutto fuori, passeggiando fra i fossati pieni d'acqua, fra le mura bianche ed enormi, fermandosi sui tanti bastioni ad osservare il contrasto con la caotica città sottostante, ammirando come i ciliegi, con i loro colori luminosi, accendino i contorni della costruzione, fermandosi a comprare qualcosa da mangiare alle varie bancarelle, scambiando qualche strana parola d'inglese con i venditori che hanno tantissimo da raccontare tutto sta a capirli... All'interno il castello non mi colpisce particolarmente, è tutto in legno ha lunghi e stretti corridoi pieni di armi e utensili di guerra ma, pur essendo interessante, non mi lascia a bocca aperta...Ritorniamo all'esterno ormai affollatissimo di gente, per mangiare qualcosa e passiamo sotto la Otemon per raggiungere i giardini Kokoen. Vicini al castello ma più tranquilli, i giardini sono un altro esempio della perfezione giapponese nel lavorare con l'acqua, la roccia e il verde...passeggiando verso il Giardino del Tè rimaniamo a osservare la Sado, la cerimonia del tè, fatta di sguardi, di gesti lenti e compassati, di silenzio rotto soltanto dai rumori degli utensili in legno che urtano le coppe... il tutto volto a raggiungere la bellezza assoluta che ogni cerimonia del tè deve avere. In Giappone stanno scomparendo molte di queste antiche usanze, ci dice Naiko, una bella e simpatica ragazza che lavora al Giardino del Tè, prima era un credo ora solo un hobby, tutti corrono verso qualcosa che non appartiene ai giapponesi, verso il rumore...tutti corrono verso il rumore...Con queste parole che mi frullano ancora nella mente torniamo a Osaka, dove saluto Toru e Tadao, che davvero ci hanno aperto le porte delle loro case come se nulla fosse, come se già ci conoscessimo, chissà che non ci rivedremo presto. Intanto c'è un'altra città che aspetta...


Il gran sole di Hiroshima


All'orizzonte il cielo era infuocato. La sfera del sole che, il 6 agosto 1945, sorgeva faceva sembrare il mare un'enorme estensione di metallo fuso...poi un leggero ronzio e un aereo nell'azzurro del cielo...il colonnello Tibbets, comandante del B29 Enola Gay, guidò l'apparecchio a 8000 metri d'altezza...poi mirò il bersaglio. La bomba cadde. Con un miagolio infernale il mostro precipitò giù.

Le lancette dell'orologio segnarono le 8:14, la bomba era già a 600 metri dal suolo.

Alle 8:15 un nuovo sole si accese nel cielo, in un bagliore bianco abbagliante.

Fu cento volte più incandescente del sole del firmamento, questa palla di fuoco irradiò milioni di gradi di calore contro la città di Hiroshima.

In questo secondo 87000 persone arsero vive.

In questo secondo 72000 persone subirono gravissime ferite.

In questo secondo 6820 case furono sbriciolate e scagliate in aria per kilometri d'altezza sotto forma di un colossale fungo di polvere.

In questo secondo crollarono 3750 edifici le cui macerie si incendiarono.

In questo secondo raggi mortali di neutroni e raggi gamma bombardarono il luogo per un raggio di due kilometri.

In questo solo secondo, l'uomo che Dio aveva creato a sua immagine e somiglianza, aveva compiuto, con l'aiuto della scienza, il primo tentativo di annientare se stesso.

Il tentativo era riuscito.

Karl Bruckner Il Gran Sole di Hiroshima

Hiroshima legherà per sempre la sua storia a quel secondo, Hiroshima ricorderà per sempre quel maledetteo secondo. Visitare la città è come riviverlo, è come essere testimoni a 60 anni di distanza...non offre bellezze spettacolari o luoghi storici, mi ricorda un pò l'EUR di Roma ma essere a Hiroshima, respirare Hiroshima è di per sè una cosa che fa uno strano effetto...
La città si raggiunge da Osaka in meno di due ore, con l'Hikari shinkansen, e per 9500Y (65 euro). Arrivati alla stazione conosciamo Hide altro collega di Mario che ci ospiterà qui in città e subito ci dirigiamo verso il Memorial Park. Il parco è stato l'epicentro dell'esplosione ed oggi è pieno di fiori, di targhe commemorative, di sculture e fontane che parlano di pace. La piccola fiamma eterna ancora brucia e ricorda cosi tutte le vittime di quel secondo, qui tutto parla di pace, tutto parla di fratellanza e ormai la città intera vive come simbolo duplice di distruzione e di pace...
Visitare Hiroshima significa entrare nel Museo della bomba atomica..nome che odio...ma si chiama cosi, dove osservare i tanti plastici che raffigurano benissimo la vecchia città , dove guardare foto e filmati su quel maledetto secondo, o che illustrano i danni che ha provocato quella bomba di cui in realtà , sappiamo ben poco. Quello che si vede e che si prova girando in questo museo è inutile sciverlo, è una cosa che viene da dentro...Tokyo ha contato più morti per i bombardamenti, ma Hiroshima è stata testimone di un esperimento mortale.
Visitare Hiroshima significa passeggiare per il parco o rimanere seduti sul fiume ad osservare in silenzio il Dome, l'unica costruzione a non essere stata distrutta dalla bomba, l'unico testimone dell'altra Hiroshima...semplicemente un simbolo? forse si...
Visitare Hiroshima significa anche andare da Sadako, al suo memoriale...Sadako era una bambina che sopravvissuta a quel secondo, si ammalò di una malattia quasi sconosciuta all'epoca, la leucemia, le dissero che sarebbe guarita se avesse fatto 1000 grù con gli origami...Sadako morì mentre faceva la novecentonovantanovesima...Oggi Sadako è il più forte simbolo di pace in Giappone e frotte di bambini, ogni giorno, affollano il suo memoriale donando migliaia e migliaia di gru colorate...
Vicino Hiroshima una visita la merita senz'altro l'isola di Miyajima uno dei posti più famosi e fotografati del Giappone. Dal porto si prende la nave che in 30 minuti e per 1300Y(9 euro) porta fino al molo di Miyajima. Il viaggio, pur essendo breve, rivela la frastagliata costa intorno Hiroshima, alte montagne piene di boschi, ripidi pendii verdeggianti e qualche piccola casa qui e là . Dal molo in pochi minuti si passeggia fino al tempio di Itsukushima, una serie di costruzioni in legno a foggia di palafitte, tutte rosso fuoco, ognuna delle quali possiede un piccolo altare, tutta la costruzione è in riva al mare e, a un centinaio di metri dalla costa, c'è il Torii galleggiante...una enorme porta rosso fuoco che pare emergere dalle acque. La leggenda dice che sia galleggiante davvero e che sia una magia degli dei a tenerlo fermo dal lontano sesto secolo...non so se credere alla leggenda o alla fisica, ma preferisco pensare che davvero ci sia qualche incantesimo che tiene su con tanta leggerezza quell'enorme torii alto più di 15 metri...Poco più in là sulla collina dietro il tempio, entriamo nel Senjokaku, il Padiglione dei Mille Tappeti, interamente in legno decorato da tappeti e stampe, regala scorci davvero suggestivi.
Miyajima è una piccola oasi di silenzio e pace anche se è piena di visistatori, piena di cervi sempre messaggeri degli dei ma anche piena di piccole scimmiette in stile Nikko che, anche se più tranquille delle colleghe, caratterizzano molto quest'isola. Ci sarebbe anche la funivia che porta fin sul monte Misen ma il tempo a nostra disposizione non è tanto...il tramonto colora di rosso quest'isola verdissima e noi, a malinquore, siamo sulla nave destinazione Hiroshima per poi risalire verso nord, verso la montagna perfetta...


Il Fujisan


Una sosta di almeno un giorno al Fuji l'avevamo programmata fin dall'inizio, per quanto mi riguarda, andar via dal Giappone senza aver ammirato la montagna perfetta mi avrebbe lasciato l'amaro in bocca. Dalla stazione di Hiroshima si prende lo shinkansen dove oramai siamo di casa e per la modica cifra di 22000Y (153 euro) coperta dal mio JRPass che mi ha fatto risparmiare davvero un bel pò, in circa 3ore e mezza arriviamo a Mishima. Qui si cambia treno e si prende quello per Gotemba 1450Y(10 euro) e dopo un'ora si sale sul Fujiko Bus dove dopo un'alta ora tra paesaggi verdeggianti si arriva a Kawaguchiko. Fa un bell'effetto vedere all'improvviso apparire tra le fronde e le colline il cono ancora innevato del vulcano, viene da esclamare...ma allora esiste!!...esiste eccome!!
Il Fujisan è il terzo vulcano più alto della terra alto 3776m domina tutte le valli circostanti con la sua linea essenziale...non poteva che nascere qui la montagna perfetta, la classica montagna disegnata dai bambini... Kawaguchiko è una stazione termale importante e frequentata dai giapponesi, giace sulle sponde del lago omonimo ed è molto attrezzata come punto di partenza per chiunque voglia avventurarsi e scalare il vulcano...Stavolta non ci sono colleghi di Mario per la sistemazione e perciò, con un pò di buona volontà girovaghiamo per il paese alla ricerca di un ryokan. Un pò col mio inglese un pò col giapponese di Mario che non finisce mai di stupirmi, troviamo una stanza con bagno in comune al Ryokan Yamaghishi a 4000Y a notte (27euro). La cittadina è la più importante della regione dei 5 laghi, ospita anche il mega parco dei divertimenti del Fuji, una cosa enorme ma assolutamente fuori posto. Kawaguchiko comunque è carina ed è piacevole passeggiare sul lungolago e osservare rapiti barchette di perscatori che prendono il largo incorniciate dal perfetto cono del Fuji... aspetto quasi ore per catturare uno scatto del vulcano invaso dal tramonto e privo di nuvole. Il lago vicino, il Saiko è meno battuto e più piccolo ma ancora piu bello del fratello maggiore, ci si arriva col bus in pochi minuti. Da qui il cono è ancora più vicino ed imponente e cattura tutti i nostri sguardi...è senza dubbio lui l'attrazione quassù, il clima è fresco pur essendo primavera, pur trovando qui è là splendide macchie di sakura in fiore, fa freschino...
Intanto la fine del viaggio si avvicina velocissima, riscendiamo a Mishima attraversando altri paesini montani, dove ci aspetta lo shinkansen direzione Tokyo...ci immergiamo cosi per l'ultima volta nel delirio cementifero e fosforescente della capitale nipponica, ma per mè c'è giusto il tempo di fare le valigie e salutare Mario, l'aeroporto mi aspetta. Saluto cosi un paese che ho visitato non avendo tantissimo tempo a disposizione ma che mi ha relagato lo stesso visioni lontane e affascinanti nel bene e nel male... visioni di fretta, velocità , stress luminoso nelle grandi città ...Tokyo su tutte, ma anche scorci di pace e di silenzio nei templi buddisti e scintoisti, insieme nel perfetto dialogo religioso. Il rigoglioso insieme di colori dell'Hanami, la primavera giappionese che col fioritura dei ciliegi illuminava anche giornate grigie e piovose non tipicamente primaverili. La perfezione semplice dei giardini zen...pochi elementi fusi con maestria per creare scenari splendidi e meditativi. Infine la gentilezza delle persone che sebbene estremamente timide e riservate non lesinano di aiutare chi è in difficoltà , o di ospitarti in casa loro...lo fanno con un accenno di sorriso, un inglese incomprensibile e un piccolo ma sentito inchino. Tutto questo e tanto altro, dipingono un paese che non va a tutti i costi accettato...ma se si riesce a capirlo e viverlo come merita è già una gran cosa.


info pratiche con la collaborazione di Mario


Vai in Giappone?? Sei stato in Giappone?? mamma mia!! e quanto hai speso?!!? Signore e Signori il Giappone è caro ne più ne meno come la nostra Italia. Anzi, i trasporti hanno prezzi mediamente alti specie gli shinkansen, ma molte altre cose sono abbordabilissime. Mangiare per esempio...se si evita Ginza e locali elegantissimi che evito anche anche qui, i menù turistici vanno dai 10-15 euro ai 20 euro e comprendono porzioni di Soba (zuppa) Ramen(spaghettoni) e Tempura(fritti vari) anche abbondanti. Inoltre, in casi estremi, si può ricorrere alle mitiche e onnipresenti macchinette venditutto, vendono da bere(acqua Kirin, birra Asahi ecc), da mangiare(ramen e tempura e biscottini vari), giornali, biglietti, calze a rete, film porno...tutto...Il Giappone non è caro basta avere un pò di accortezza.
Nel paese si entra con un semplice passaporto senza bisogno di visto a patto di non trattenersi più di 90 giorni e il periodo migliore per visitarlo è la primavera anche se pur non facendo freddo, il tempo non è sempre sincero e potrebbe piovere da un momento all'altro e poi uscire un sole splendido. La primavera però è splendida soprattutto per l'Hanami...la fioritura dei sakura, i ciliegi, che colorano di bianco rosa e lillà le pendici di molte colline. L'Hanami ha anche una valenza festiva e spesso in questo periodo si vedono frotte di ragazzi che bevono e ridono sotto i ciliegi, nella più classica delle feste di primavera.
Discorso sistemazioni. Sicuramente la maniera migliore per soggiornare in Giappone senza svenarsi, è l'ostello. http://www.jyh.or.jp/english Ce ne sono molti, sono puliti e molto organizzati. Il prezzo medio si aggira sui 4000Y (27 euro) con colazione e cena ma molti mettono a disposizione degli ospiti una cucina da autogestirsi. Di ostelli ce ne sono pubblici dove serve la tessera da farsi anche al momento, e privati dove non c'è alcun limite di età . L'alternativa all'ostello è scegliere il Ryokan, la classica locanda giapponese ancora arredata con tatami, futon, yukata (accappatoio-kimono) e poche suppellettili in classico stile zen. I prezzi sono abbordabili, spesso il bagno è al piano ma non è inclusa la colazione. Attenzione solo ad alcuni Ryokan che sono stati rivalutati come architettura tradizionale ed ora costano più di un 5 stelle. http://www.ryokan.or.jp/index_en.html http://www.japaneseguesthouses.com
Per spostarsi in Giappone il mezzo migliore è senza alcun dubbio il treno. Tantissimi, veloci e puntualissimi permetto di girare tutto il paese fin nei paesini più sperduti, unica controindicazione... sono cari.
Se si ha intenzione di girare molto col treno, il consiglio per risparmiare va allora al Japan Rail Pass ossia l'abbonamento a tutti i mezzi su ferro del paese, Shinkansen incluso (tranne però il Nozomi il più veloce che si paga sempre extra ma...) ma non sulla metropolitana.
il JRP è possibile farlo per 7-14 e 21 giorni ma dove?? qui viene il bello, seguitemi...
Possono richiedere il JRP solo gli stranieri e chi viene in Giappone per vacanza o lavoro e per periodi limitati. Il JRP va richiesto nel paese di origine quindi in Italia!!!presso alcune agenzie autorizzate tipo
-Travel Plaza, JTB VIA TORINO, 32 A/B, Roma 00184,TEL 06-4890-4745 FAX 06-4782-3479
-Mae International Travel Viale Lombardia 27 20131 Milano, TEL 02-70631196 FAX 02-70630364
-Aliviaggi Tour Operation SRL Piazza Po. 6, 20144 Milano, TEL 02-4816551 FAX 02-48008410
-Jalpak International Via L. Bissolati 76, 00187, Roma TEL 06-4819417 FAX 06-48880236
io l'ho richiesto a quest'ultima...ma tutte vi rilasciano un voucher e non il pass vero e proprio
Veniamo ai prezzi il JRP di 14 giorni mi è costato 45000 yen circa 300€ tanto si ...ma ho risparmiato ben 250 euro se avessi fatto le stesse tratte senza ...non male!!
Una volta a Tokyo si cambia l'ordine col pass vero e proprio a entrambi i terminal dell'aeroporto presso i JAPAN RAIL PASS exchange offices...sembra un casino e, in effetti all'inizio lo è...ma poi vien facile e, antrare e uscire dai treni con tutti che ti fanno l'inchino nn è cosa da poco!! un consiglio...non utilizzare la metro vera e propria ma optare per le linee cittadine gestite dalla Japan Railways, sono tantissime e rientrano nel JR Pass. http://www.japanrailpass.net
Le guide utilizzate sono state Mario...mio fratello e guida vivente, sa tutto e sta imparando ancora di più...e poi ho acquistato la guida Giappone del National Geographic, molto buona e piena di spunti e informazioni. La rete comunque rimane la mia guida principale da dove attingere di tutto. Siti tipo http://www.gaijinpot.com sono in inglese ma pieni zeppi di informazioni.
Capitolo prezzi...l'aereo, prenotato con anticipo e scelti giorni particolari, può venire anche 770 euro, il Japan Rail Pass per 14 giorni costa circa 300 euro, le sistemazioni per noi sono state gentilemente offerte da Tadao Toru e Hide, sul posto ho speso circa 400 euro considerando proprio tutto...totale 1450euro circa una cifra alta ma comunque ragionevole, se consideriamo le notti in ryokan economici avremmo speso sotto i 2000 euro.
Le buone maniere in Giappone ricoprono un ruolo importante nella vita di tutti i giorni e, se ci si vuole calare come si deve in questo paese, bisogna cercare di segurle alla lettera. Ad esempio, non soffiarsi il naso, tossire (equivale a ruttare alla grande qui da noi...) e baciarsi in pubblico, non è ritenuto rispettoso per gli altri, oppure quando si mangia o si beve, fare un pò di rumore significa che si sta gradendo la cosa...Sul tatami si cammina rigorosamente scalzi, come scalzi o al massimo con le pattine si cammina in genere in casa. Se siete invitati in casa da qualcuno, sappiate che questi si prenderà cura di voi non come un ospite ma come un membro della sua famiglia, perciò è bene portare un regalo anche se piccolissimo. Non cercare di baciare come saluto un vostro amico o conoscente, meglio optare per un inchino o una stretta di mano, in genere i contatti fisici anche se amichevoli, non sono ben accetti. I poliziotti sono disponibili ma un pò antipatici, in ogni caso il Giappone è un paese sicurissimo e anche a Tokyo, in piena notte, non si ha mai quella sensazione di timore o paura.
Comunicare con l'Italia via cellulare è difficile. I nostri cellulari non funzionano proprio, solo la Vodafone ha stipulato accordi con Vodafone Japan permettendo cosi, ai possessori di...life is now...di comunicare ma, a meno di non comprarne un cellulare giapponese, e alcune società di telefonia lo danno via anche gratis, conviene comunicare via internet o telefonare con le schede dalle cabine che stanno nelle principali stazioni.
La cucina giapponese è dominata dal sushi...per sushi si intende riso con aceto, verdura, uova e pesce crudo. In realtà il sushi fu inventato per conservare il pesce non per mangiarlo ma poi...Il più noto tra tutti è il nigirisushi, il classico bastoncino coperto da un filetto di pesce e va imbevuto nella soia e mangiato rigorosamente con le mani, si dice che sia più saporito...Piccole dritte vogliono che il sushi sia sempre condito con wasabi(piccantissimo) soia, aceto o bambù, danno sapore alla cosa e sono antisettici naturali. L'hamachisushi invece è alla ricciola oceanica l'ho provato ed è quello più saporito molto morbido e delicato. A Osaka ho provato l'oshisushi,con futti di mare e riso giallo tutto appallottolato insieme...discreto. Il sushi al tonno, il magurosushi è invece più grasso ma più saporito specie se chiedete quello conservato un pò nella salsa di soia. Detto questo dico anche che personalmente non amo il sushi...ci sono tante cose più saporite tipo il tempura un fritto di pesce e verdure, oppure il takoyaki delle palline di pasta fritte fatte al momento con varie verdurine, fino all'okonomyaki la frittata a scelta libera...in pratica si butta dentro tutto quello che si vuole alla grande...C'è infine l'onigiri, la pizzetta alle alghe ma la facciamo anche a Napoli e la soba udon ramen, la zuppa di spaghettoni in brodo di pesce...detta cosi non invoglia ma in realtà è buona e spesso i giapponesi la mangiano al volo in mezzo alla strada. In genere però la cucina giapponese non ha sapori molto forti e sembra sempre insipida. Oltre al sapore in Giappone ha importanza la consistenza del cibo, e se questo è granuloso, croccante, morbido o duro ha quasi più importanza rispetto al suo sapore.
Il passatempo preferito dei ragazzi nipponici è l'arcinoto karaoke...ce ne sono a bizzeffe ovunque e dopo un pò seccano pure...sono super illuminati e sempre pieni zeppi, in ogni caso passarci qualche ora è divertente, costa poco, circa 2 euro all'ora con bevande, ci si chiude in varie stanze e si osserva l'umanità più disparata e allegra. Dopo un paio d'ore, mi è venuta la claustrofobia e un bel mal di testa...ma mi sono divertito.
Noi italiani siamo fortunati...non chiedetemi perchè ma in Giappone ci adorano!! siamo visti come persone allegre, solari e da imitare(??), ci hanno più volte chiesto informazioni su Roma, Firenze, Venezia e l'Italia in genere, su come visitarla, cosa vedere e dove andare ed a volte sembravano essere loro in viaggio non noi!!Sanno anche che in Italia amiamo i cartoni animati e i manga ma sanno anche che forse abbiamo una visione un pò distorta del loro paese per cui ci tengono a mostrare le tante altre facce della loro terra, anche se credo che il fatto di essere considerati un mondo a parte non gli dispiaccia.
Terra che sembrerà strana, diversa, rigida per certi aspetti ma è una terra dove, a fianco di ingegneri che stanno progettando il primo aereo passeggeri supersonico, c'è ancora qualcuno che, tra le campagne intorno al Fuji, non ha mai visto il mare... e nonostante tutto esce in barca a pescare sul lago, porta qualche turista in gita sul vulcano e lavora felice al suo piccolo giardino fatto come sempre di acqua, rocce e sabbia.



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