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    1. #1
      L'avatar di alby1893

      CAMBOGIA e VIETNAM DEL SUD 2013 - sulle orme di Terzani-

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      12-12-07
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      Predefinito CAMBOGIA e VIETNAM DEL SUD 2013 - sulle orme di Terzani-

      Un viaggio a lungo bramato, un sogno che si realizza, tornare in Oriente, dopo alcuni anni, dopo aver visto Thailandia, Cina e Giappone, per visitare due Paesi meravigliosi come la Cambogia ed il Vietnam, mi rende particolarmente euforico.
      Per me, ammiratore di Tiziano Terzani, poter visitare, alcuni dei luoghi da lui più volte trattati nei suoi libri e da me avidamente letti in questi ultimi anni, è un emozione incredibile. La Cambogia dei Khmer rossi (dove rischiò di essere fucilato), la Saigon di “Giai Phong” ed il Delta del Mekong, il “mitico” confine Aranyaprathet-Poipet, il Foreign Correspondent’s Club di Phnom Phen, insomma tutta una serie di luoghi da sempre immaginati e che ora avrei potuto vedere da vicino…

      Un lungo volo Egyptair (ottima compagnia) con scalo al Cairo, mi conduce in Asia e precisamente a Bangkok dove atterro all’una e trenta di Venerdì 3 Maggio.
      La solita zaffata di aria calda e umida mi colpisce all’improvviso appena uscito dall’aereo, raggiungo in fretta l’immigrazione, due timbri e via verso il ritiro bagagli…
      Con diciotto ore di viaggio sulle spalle, rinuncio all’opzione di fermarmi a dormire nella capitale thailandese e raggiungo con un mix di mezzi di trasporto (treno -dall’aeroporto al centro-, skytrain -dal centro alla stazione di Mo chit- ed infine tuk tuk -dalla stazione dello Skytrain alla stazione degli autobus di Mo Chit-) il Northern and Northeastern Bus Terminal di Bangkok.
      Per soli cinque minuti perdo il primo bus in partenza verso il Confine cambogiano, quindi ripiego sul successivo (210 baht/ circa 5€), che partirà solo alle 16.
      Nell’attesa mi godo alcuni combattimenti di Thay-boxe insieme ad una folla di locali, nella hall dell’autostazione e finalmente alle quattro parto verso Aranyaprathet.
      Il pullman che dovrebbe essere “first class” in realtà è una “schifezza”, ma la cosa non mi turba più di tanto, a turbarmi invece è la lentezza e il menefreghismo dello “staff” (autista e assistente) che si fermano ogni due per tre a comprarsi da mangiare o da bere, a parlare con gente per strada, fino ad arrivare al paradosso di fermarsi ad un distributore di benzina a soli 10 km dalla meta alle 11 di sera dopo 7h di viaggio per fare il carico di diesel al bus…(sosta di mezz’ora…).
      Insomma dopo tutte queste soste alle undici passate arriviamo finalmente ad Aranyaprathet la città sul confine cambogiano.
      La stazione è in periferia in una posto "abbandonato da Dio" e sono l’unico straniero in zona…fortunatamente ”becco” un tuk tuk al volo e mi faccio portare all’hotel più vicino (Market Motel 280baht/7€), dove prendo una camera per una notte nell’attesa di passare il confine domattina.
      Preso possesso della camera “infestata” da zanzare e gechi, raggiungo una vicina bancarella, dove per pochi baht mi mangio al bancone un’ottima zuppa di noodles e carne accompagnata da una ghiacciatissima birra….
      A mezzanotte faccio ritorno in camera, sarà una notte movimentata con tutti questi ospiti indesiderati a tenermi compagnia….

      SABATO 4 MAGGIO
      La notte passa relativamente tranquilla, mi alzo intorno alle 6, una doccia, una veloce colazione con un pancake di banane e un caffè, zaino in spalla e via verso il confine che raggiungo con un breve viaggio in tuk tuk.

      La zona è affollatissima di persone:
      Allegato 42763
      bancarelle di cibarie, motociclette, saltimbanchi, procacciatori d’affari, truffatori e chi più ne ha più ne metta…ovviamente ci provano anche con me, unico occidentale nel raggio di decine di chilometri, proponendosi di aiutarmi ad attraversare il confine (??) e sparandomi delle cifre a caso sul visto cambogiano (1200baht equivalenti a 40$).
      Tiro dritto per la mia strada e raggiungo il posto di frontiera thailandese, un timbro e via in una sorta di “no man’s land” affollata questa volta di cambogiani in entrata che trainano a mano i loro carri strabordanti di merce in direzione della Thailandia.
      Attraverso il famoso e sporchissimo fiumiciattolo che segna il confine “reale” e dopo 200 metri arrivo all’edificio dove viene emesso il visto cambogiano: 20$+100baht, una foto, la compilazione di un formulario ed è fatta, in meno di 10 minuti (passati ad ammirare la fauna –umana- che percorre avanti e indietro questo tratto di strada) mi viene riconsegnato il passaporto con il visto cambogiano.
      Allegato 42764
      Era una vita (almeno dieci anni) che desideravo vederlo ed ora che ci sono, l’emozione di attraversare questo confine reso “mitico” sia dalle letture dei libri di Terzani, sia dagli avvenimenti storici svoltisi in questo luogo nella storia recente, rendono questo momento indimenticabile, sebbene alla fine di particolarmente bello da vedere o ammirare non ci sia praticamente nulla, è solo un confine, ma che confine!!

      Allegato 42765


      Ottenuto il visto, arrivo alla frontiera cambogiana, dove in pochi minuti svolgo le ultime pratiche e finalmente entro nel Regno di Cambogia.
      Allegato 42766
      Un “free shuttle” (gestito da un racket locale dei mezzi di trasporto) mi conduce in meno di dieci minuti alla triste stazione degli autobus di Poipet e da qui con un mini van raggiungo in ulteriori tre ore e mezza Siem Reap, la città che funge da base per la visita della mitica “Angkor”.
      Il minivan non mi lascia alla stazione degli autobus, ma in una zona in periferia presidiata da tuk tuk, che ovviamente hanno gioco facile a “gonfiare” i prezzi per arrivare in centro…
      Io uso la tattica della promessa di un “affitto” del mezzo anche per i prossimi due giorni (per girare nei siti archeologici) e mi faccio portare “gratis” alla location che avevo adocchiato in fase di preparazione del viaggio: il Golden Temple Villa, una sorta di guesthouse, che definire splendida sarebbe riduttivo.
      Fin dal mio arrivo vengo trattato come un re: lascio lo zaino alla reception e vengo accompagnato nella bellissima zona bar, dove mi viene offerta una freschissima limonata, con noccioline e una salvietta calda per asciugarmi. Lo staff mi spiega per filo e per segno quello che offre la location: free wifi, free internet, banane, caffè thè sempre a diposizione e gratuitamente, mezz’ora di massaggio gratuito, utilizzo della bicicletta sempre gratis, insomma un vero “paradiso…
      Dopo quest’inizio così inebriante mi aspettavo una camera comunque normale ed invece no…mi danno allo stesso prezzo di una singola (10€ a notte) una bellissima camera doppia arredata con stile, con all’interno cassaforte, tv, aria condizionata, bevande (gratuite), ecc…insomma da non credere…

      Allegato 42767

      Mi prendo dieci minuti per una doccia e quindi vado subito a provare il ristorante della guesthouse. Mi lancio subito sull’ Amok, una specialità locale a base di pesce (d’acqua dolce) cucinato con latte di cocco e servito dentro una foglia di banano, con un bel piato di riso ed una birra ghiacciata (tassativamente Angkor…).
      A questo punto “inforco” la bicicletta, gentilmente fornita dalla g.h. e mi dirigo alla biglietteria del sito di Angkor che raggiungo in circa quindici minuti. Faccio il biglietto per tre giorni, anche se in realtà per me saranno “solo” due (ma il biglietto si puo’ fare solo per uno/tre/sette giorni) ed in altri dieci minuti arrivo difronte ad Angkor Wat….
      La vista di questa meraviglia mi fa venire i brividi, ma per il momento preferisco dedicarmi ad altri siti, per tenermi i pezzi da “novanta” per domani.
      Percorro la strada che costeggia il lungo fossato dell’Angkor Wat, sino a raggiungere la Porta sud di Angkor Thom, anche qua resisto alla tentazione di visitare quest’altro capolavoro Khmer, composto da tutta una serie di edifici che visiterò domani ed esco dalla Porta Nord, ancora qualche pedalata e finalmente raggiungo il primo obiettivo di giornata: il Preah Khan.
      Allegato 42768

      Come immaginavo, il sito è praticamente deserto (il 90% dei turisti si divide infatti fra Angkor Wat, Angkor Thom e Ta Phrom) e mi da delle sensazioni estremamente positive.

      Allegato 42769
      Questo mio primo impatto con la civiltà angkoriana è emozionante e allo stesso tempo intimo, nel senso che mi godo in perfetta solitudine ogni singolo angolo del luogo, prendendomi frequenti pause per fermarmi a leggere le mie “preziose” guide magari seduto su una roccia all’ombra di un albero con difronte dei bellissimi bassorilievi…
      Allegato 42771

      Allegato 42770
      Senza stare a spiegare per filo e per segno la storia di questo tempio/città, oltre alla pace e alla tranquillità del luogo, ciò che colpisce del Preah Khan è il suo essere “selvaggio” (con la vegetazione che avvolge le pietre e la foresta con i suoi rumori che circonda completamente il sito) e tutta una serie di lunghi corridoi che conferiscono una sorta di effetto stroboscopico, insomma un sito “minore” ma assolutamente da non perdere in una visita ad Angkor.

      Allegato 42772
      Dopo circa un’ora e mezza, a malincuore lascio il Preah Khan, torno alla bici e riparto in direzione di altri due templi nelle vicinanze: il Neak Pean e il Ta Som.
      Entrambi molto carini, senza però raggiungere le “vette” del Preah Khan, sono caratterizzati, il primo da un grande bacino d’acqua, circondato da tutta una serie di scalinate (una sorta di “ghat” all’indiana)
      Allegato 42773

      e il secondo dal suo essere “selvaggio”, inghiottito com’è dalla circostante foresta, in particolare la Porta Est “prigioniera” di un enorme banano.

      Allegato 42774
      Sono entrambi due siti piuttosto piccoli, quindi “me la cavo” in meno di un’ora, giusto in tempo per tornare difronte ad Angkor Wat per godermi il mio primo tramonto “cambogiano”.
      Con le zanzare che si alzano in volo dal bacino che circonda Angkor Wat (l’Autan Tropical spero che faccia il suo dovere…) e il buio che lentamente sta calando sulla zona, salgo in sella alla bici e velocemente raggiungo Siem Reap (col traffico che c’è in giro, girare in bici col buio non è propriamente un’idea vincente…).
      Arrivato in albergo, faccio subito una doccia per rinfrescarmi, quindi “sfrutto” la mezz’ora di massaggio gratuito fornita dall’hotel e mi rilasso “coccolato” dalle capaci mani della massaggiatrice…
      Mezz’ora è poca…prenoto subito un altro massaggio, questa volta a pagamento (3$=2.25€) per il giorno successivo…intanto mi preparo per uscire, prima tappa: l’old market.
      Giro per una mezz’oretta facendo i primi acquisti, quindi mi dirigo nelle vie della “movida” locale: Pub street e Alley West, dove mi fermo a cenare da Khmer Kitchen. Una zuppa di cocco e zucca (!!!) fa da entrèe ad un chicken curry accompagnato questa volta da un freschissimo succo di papaya…tutto buono e ad un prezzo “monstre” (6$=4.5€)
      Termino la serata in una “fumeria” (non di oppio, ma di tabacco per narghilè…) gestita da un ragazzo canadese trapiantato in Cambogia, col quale scambio due chiacchere fra una tirata di shisha con tabacco alla mela e un sorso di tè alla menta. La serata scorre piacevolmente, ma devo tornare in albergo, domani la sveglia è fissata per le 5…
      ULTIMI VIAGGI:
      MAG 13: CAMBOGIA/VIETNAM/THAI SET 13: KENYA GEN 14: FUERTEVENTURA MAG 14: KOS



    2. CAMBOGIA e VIETNAM DEL SUD 2013 - sulle orme di Terzani- CAMBOGIA e VIETNAM DEL SUD 2013 - sulle orme di Terzani-
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