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    1. #76
      L'avatar di Raccoon
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      Namibia On The Road: Se un elefante ti attraversa la strada...
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      20 maggio 2018, the Lion Man



      Eccomi, solo per raccontarvi qualcosa in pi¨ sui petroglifi che abbiamo trovato!
      Questo qui sotto, Ŕ una specie di mappa che indica le pozze d'acqua attive con un cerchietto puntato, quelle asciutte con un cerchio e in quale zone si trovano gli animali... in basso, vicino alla pozza ci sono orici e antilopi, mentre pi¨ in alto, ci sono i leoni...



      Altre sono una lavagna, per insegnare che forme hanno gli animali, ma non solo quelli della zona, come antilopi e giraffe, ma anche quelli della costa, come foche e pinguini (sulla destra).

      E per finire, il protagonista, il Lion Man...

      Ŕ la raffigurazione sciamanica di un uomo che si trasfigura in leone... infatti le zampe e la coda terminano con una mano a tutti gli effetti, con 5 dita invece dei 4 artigli del leone.



    2. #77
      L'avatar di Raccoon
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      21.05.2018 Grootberg Lodge

      Oggi ci aspetta una delle escursione pi¨ belle del viaggio, l'elephant tracking al Grootberg Lodge.
      La nostra guida Ŕ Kanu, faccia da figo, sorriso da piacione, praticamente un incrocio tra Harrison Ford e Eddie Murphy...




      Ci farÓ compagnia quasi tutta la giornata, visto che sarÓ lui a farci compagnia anche per il giro al tramonto.

      E diciamo che comincia subito alla grande... vede il Mostro con una ruota a terra e subito chiede di chi fosse l'auto...
      Gli do le chiavi, lui le passa all'inserviente, cosý al mio ritorno l'avranno riparata.


      Partiamo alla ricerca degli elefanti...
      Si, ma come si fa a cercare gli elefanti?









      No, non con la linguaccia, Ŕ quello che faresti se cerchi qualcuno al paese... chiedi in giro!
      Quindi cominciamo a chiedere a 2 col carretto, ad una famigliola che aspetta una macchina, agli abitanti di una delle fattorie dei dintorni...





      Tra un gira e un rigira, Kanu ci presenta la bush toilet... No, non Ŕ il bagno di casa di un paio di ex presidenti USA, Ŕ qualcosa che suona come "find a bush, hide behind and use the toilet"...
      Ancora una volta Barbara invidia la comoditÓ di poter firmare le rocce e la savana...







      In veritÓ, ci sono 2 metodi per cercare gli elefanti e quando il primo non da frutti, allora si applica il secondo...


      Qual Ŕ il secondo? Ma semplice, cercare la cacca di elefante!
      Naturalmente Kanu Ŕ troppo figo per cercare cacche e manda il suo scagnozzo, da solo e a piedi, mentre noi in auto cominciamo a creare una strada, seguendo le info dal walkie talkie.

      Si, creare... si lascia il sentiero, si punta un cespuglio, poi un fiume in secca, poi una pietraia, si trova un altro sentiero.






      Barbara Ŕ preoccupata...


      Gli elefanti si muovono in linea retta, soprattutto perchŔ nessuno ha il coraggio di dirgli di sterzare, quindi, trovata una cacca, bisogna trovare la direzione... se la successiva cacca Ŕ pi¨ fresca, la direzione Ŕ giusta, altrimenti, sono dall'altra parte.



      Il battitore chiama e dice che li ha trovati e ha visto dove si stanno dirigendo... Kanu parte di fretta, recupera il povero battitore e palpatore di cacche di elefanti e via, verso la zona...


      Ci fermiamo, il silenzio Ŕ palpabile, siamo tutti in attesa, qualcosa si muove...


      Ma Ŕ una giraffa...



      Nessun problema, dice Kanu, gli elefanti sono dietro alla giraffa, pazienza e silenzio, arrivano!







      Eccoli, finalmente!
      Sono elefanti del deserto, adattati per camminare su sabbia e pietrisco, la loro zampa Ŕ molto pi¨ larga degli elefanti che incontreremo dopo... la famosa zampa d'elefante!


      Sono un branco abbastanza numeroso, formato principalmente da femmine che viaggiano in gruppo compatto a proteggere un cucciolo, e da un giovane maschio, che va vedere che Ŕ lui che comanda, sbattendo le orecchie e tirando su la proboscide.







      Notate la zampa dell'elefante?


      Dopo l'avvistamento, ci fermiamo nel bush restaurant, proprio accanto ad un'altra bush toilet, per il nostro pranzo, accompagnato dall'immancabile Savannah Dry, quindi, sazi e soddisfatti, riprendiamo la strada per il lodge.











      Arriviamo verso le 2, il Mostro ha la ruota riparata, allungo una mancia all'inserviente e poi in stanza!
      Oggi pomeriggio abbiamo tempo per riposarci un po', quindi relax sulla nostra terrazza in attesa di partire verso il sunset drive.









      E questa volta, esploriamo il pianoro su cui sorge il lodge, alla ricerca del punto migliore.
      Anche questo lodge Ŕ completamente gestito dai locali, cuochi, camerieri, inservienti, sono tutti namibiani e tutti, invariabilmente sorridenti.





      Cena al Lodge, verso una vallata pi¨ buia del buio, per finire con la nostra terza dipendenza del viaggio...


      l'Amarula...


    3. #78
      L'avatar di Bibispoon
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      Oddio che ricordi Namibia On The Road: Se un elefante ti attraversa la strada...


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    4. #79
      L'avatar di Raccoon
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      Citazione   Originariamente scritto da Bibispoon   Visualizza Messaggio
      Oddio che ricordi Namibia On The Road: Se un elefante ti attraversa la strada...
      Ci fa lo stesso effetto...

    5. #80
      L'avatar di mouette
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      Martedý 22 maggio 2018




      Per consolarsi del dispiacere di lasciare il Grootberg (davvero saremmo rimasti volentieri un altro paio di giorni, questo posto Ŕ un paradiso), Paolo si scofana coscienziosamente la terza enorme colazione dei campioni del viaggio, per affrontare in forze la discesa verticale. Non ho idea di come se la sia cavata perchÚ ho chiuso gli occhi forte forte, ma direi che il fatto di essere ancora viva depone a suo favore

      Oggi inizia l’avventura forse pi¨ bella – ma Ŕ dura fare classifiche – si punta l’Etosha! Salutiamo il Damaraland conversando di alta filosofia come sempre … un paio di esempi per chi si chiedesse come facciamo a funzionare cosý bene, noi due ;)

      Barbara (puntando il dito): Duna!
      Paolo: DDDUE!
      Barbara: …

      Barbara (ispirata e commossa, parlando dell’amore): … perchÚ vedi, io metto i mattoncini e tu la malta.
      Paolo: … malto?
      Barbara (ancora pi¨ ispirata e commossa): BILLAAAAAAAAAA!!! [NDA: grido di battaglia di nostra nipote Sara quando a un anno e mezzo reclamava la sua giusta dose di alcol, che adora, ormai entrato nel lessico famigliare]

      Arrivati a Kamanjab, prima di fare la spesa, Paolo decide di far controllare la gomma, che ha ancora l’aria provata, e in effetti ha due buchi nuovi. Che fare? 750 dollari e passa la paura, ci fermiamo dal gommista/barbiere/venditore di uova all in one che con un’attrezzatura commovente e una pratica indiscutibile mette una splendida toppa, che reggerÓ a meraviglia la settimana di sterrato che ancora ci aspetta. Nell’attesa, dopo aver declinato il gentile invito a comprare qualche ovetto fresco, mi dedico a pastrugnare coscienziosamente una micina minuscola, avrÓ forse due mesi (e probabilmente tutte le pulci del mondo) che ricambia stordendomi di fusa. La tenerezza <3


      A sorpresa, da Kamanjab all’entrata ovest dell’Etosha scorrono settanta chilometri di asfalto liscio e perfetto, non siamo pi¨ abituati. Paghiamo il dovuto agli uffici del parco, facciamo la pipý e … wow, siamo all’Etosha! Stanotte si dorme al Dolomite Camp, il pi¨ occidentale tra gli alloggi gestiti dal parco, e nei quarantacinque chilometri – di nuovo sterrati - che ci aspettano per raggiungerlo cominciamo a fare i primi incontri: zebre, giraffe, uccelli buffi e uccelli coloratissimi. Alle prime zebre l’entusiasmo Ŕ alle stelle e gli strilli non si contano, ma tempo ventiquattr’ore e ventiquattromila juventinissimi esemplari la conversazione si stempera: amore, ci sono le zebre a sinistra. Uhm, zebre … ballano il tip tap? No, allora non mi fermo
































      Arrivati al lodge verso le due, prenotiamo al volo il game drive delle tre visto che per quello serale che puntavamo non c’Ŕ pi¨ posto, raggiungiamo la nostra camera con la navetta-golf cart, visto che il lodge Ŕ costituito da una serie di magnifici bungalow disposti sui due lati del crinale di una collina e la stradina per raggiungerli Ŕ minuscola e scomodissima per i bagagli anche se portiamo solo la sacca giornaliera, mangiamo un panino al volo concedendoci a malapena il tempo di ammirare il panorama magnifico che abbiamo davanti e via.


      Saliamo su una jeep nove posti tutta per noi, che avrebbe bisogno di sospensioni nuove, e partiamo per un giro di tre ore durante il quale incontriamo orici, springbok, gnu, zebre, giraffe, struzzi, uno sciacallo … siamo contenti, ma non completamente, Ŕ stata una bella introduzione, ma come tutti quelli che vengono qui in realtÓ bramiamo elefanti e grandi felini. Dato poi che le strade percorse sono quelle normalmente aperte ai turisti con la propria auto, decidiamo di comune accordo di investire nei prossimi giorni solo nei game drive notturni e in quelli dell’alba, quando non potremmo uscire da soli dai cancelli dei lodge e comunque non sapremmo dove e come cercare gli animali, e di girare da soli durante il giorno, decisione che si rivelerÓ azzeccatissima.

































































      Torniamo in stanza a prepararci per la cena, dal balcone in lontananza vediamo muoversi nella pianura sotto di noi un puntolone scuro … prendiamo gli obiettivi al volo e proviamo a ingrandire … sýýýý, un elefante! Un elefante vero, il nostro primo elefante dell’Etosha! Io saltello tutta felice, Paolo ha gli occhi lucidi … che emozione infinita, che felicitÓ incredibile essere qui, sposati, innamorati, fortunati, con un elefante sotto casa. Per stemperare la commozione Paolo mi chiede dove voglio andare per il primo anniversario e mi propone Parigi … considerando che siamo sposati da diciassette giorni, non mi si pu˛ accusare di aver scelto un compagno poco previdente

      Alla reception abbiamo apprezzato come sempre la richiesta di specificare se abbiamo intolleranze a qualche cibo particolare. Un po’ meno apprezziamo l’enorme fettona di zucca a contorno del secondo, che me lo chiedi a fare se poi mi dai esattamente quello a cui ti ho detto di essere allergico? La cameriera prima fa la gnorri, poi dice che non le Ŕ stato comunicato, ma comunque non ci sono alternative, vabbÚ, pazienza. Ci consoliamo con zuppa di cipolle e spezzatino di kudu, non la cena migliore del viaggio, ma sicuramente discreta.




















      Barbara
      Non si diventa marinai restando in porto a sognare gli oceani
      Madagascar - agosto 2019




    6. #81
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      che meraviglia ...vedere gli animali nel loro contesto naturale Ŕ il massimo della soddisfazione...anche noi avevamo vissuto esperienza simile nel kruger e all'imfolozi...ma qui in namibia mi sembra ancora pi¨ selvaggio....anche noi avevamo bevuto un sacco di Amarula ,una bonta'...vi seguo sempre con piacere...si vede che site felici in viaggio e soprattutto felici insieme…
      Ci saranno sempre dei sassi sul tuo cammino...dipende da te se farne dei muri o dei ponti. Sorridi alla vita.




    7. #82
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      22.05.2018 - 2 parole in pi¨...



      Solo per dirvi che mouette non mentiva sul bizzarro negozio dove non ho tagliato i capelli!



      E soprattutto, che l'incredibile personaggio che faceva da gommista, vestito con un improbabile impermeabile e senza nessun ausilio moderno, ha stallonato uno pneumatico usando solo la forza delle braccia e delle pedate, con questa leva montata a terra...



      Un safari movimentato...





      Ma soprattutto, la scena che mi ha fatto commuovere, la savana sotto di noi...






    8. #83
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      23.05.2018 - Dolomite Camp - Okaukuejo... ETOSHA!



      drin... driiiin.... DRIIIIN...
      azz, la sveglia...
      Si, perchŔ stamattina ci aspetta il morning game drive, con l'uscita prima dell'alba dal nostro resort ai bordi dell'Etosha...
      Siamo belli vestiti, visto che la mattina fa molto freddo, usciamo dalla nostra tenda extra lusso (oh, non immaginatevi una canadese, era una casetta tendata con gli infissi veri, bagno e cucina!), ci mettiamo ad aspettare l'autista con la golf cart che ci viene a prendere per portarci alla reception, per la partenza!



      Ci muoviamo che Ŕ ancora notte, un buio totale rischiarato solo dalle luci fioche del resort, cominciamo a muoverci sulle strade del parco che si sta svegliando...


      I primi incontri sono molto particolari, illuminati dalla luce rossa della nostra guida... va da se che Ŕ quasi impossibile scattare foto da una jeep in movimento, per˛ riusciamo a vedere un otocione, o bat eared fox e una iena bruna (minuscolo, non Ŕ cognome e nome! ��)



      Riesco a fotografare uno sciacallo con la gualdrappa (black back jackal), ma lo spettacolo del sorgere del sole Ŕ unico!




      Eccone un altro!



      Il sole comincia ad alzarsi e dopo un po' di incontri con erbivori assortiti, arriviamo in una pozza dove un gruppo di 6 leoni si sta godendo la mattina...



      Oddio, non sono proprio tranquilli, sembrano prepararsi per la colazione, c'Ŕ un po' di fermento..



      In effetti, un po' defilato su un lato della pozza, c'Ŕ un gruppetto di zebre che probabilmente ha sete, ma non ha troppa voglia di essere mangiato... il vento gli porta l'odore dei leoni ed esitano parecchio ad avvicinarsi.



      Dal lato opposto invece, una zebra si avvicina, i leoni sono sottovento e lei non li sente, i felini si caricano, cominciano a pregustare un'ottima colazione a base di zebra fresca, sono tutti pronti a far scattare l'agguato...



      Quasi tutti... una leonessa parte troppo presto, tenta l'inseguimento, ma niente da fare, la zebra era troppo lontana e scappa!



      i 2 leoni rimasti fermi se la guardano sconsolati...



      E lei torna alla pozza con le pive nel sacco.



      Fallito l'agguato, i gatt... leoni cominciano a giocare tra di loro, simulando la lotta e i gesti della caccia... restiamo almeno un'ora, ipnotizzati dai felini!



      Si Ŕ fatta l'ora di tornare al resort, ancora un paio di incontri con un gruppo di zebre e di springbok che ci attraversa la strada... e ancora una giraffa! Non deve essere comodo essere una giraffa!




      Ci gustiamo la nostra colazione, chiediamo di poter avere un paio di lunch box per il pranzo e torniamo in camera per prepararci...
      Arriva a prenderci la solita golf cart, nell'attesa del pranzo take away mi metto a chiacchierare con l'autista... Non deve essere una vita facile e lui Ŕ un privilegiato, visto che Ŕ un dipendente statale, come tutti quelli che lavorano nei resort dell'Etosha... Torna a casa 4 giorni al mese per vedere i figli e guadagna circa 4000N$, pi¨ o meno 300€, alle quali aggiunge le mance.


      Recuperiamo il mostro e via, nella natura!


      L'Etosha Ŕ un parco grande quanto l'Emilia Romagna che al centro ha un lago effimero, che dura pochi giorni nella stagione delle piogge.
      Per˛, anche se l'acqua in superficie Ŕ poca, quella in profonditÓ Ŕ tanta e le pozze sono la testimonianza.

      Non tutte le pozze sono naturali, alcune sono state scavate in seguito ad una lunga siccitÓ nei primi anni 2000... il parco Ŕ recintato e gli animali non possono migrare... per evitare una strage, il governo ha deciso di costruire dei pozzi alimentati da sorgenti sotterranee.




      Visto che ormai abbiamo imparato come si gira nel parco, per arrivare all'Okaukuejo decidiamo di fare tutte le deviazioni possibili per le pozze, ma tenendo sempre gli occhi aperti...
      Si, perchŔ gli avvistamenti sono tantissimi, non solo con la guida, ma anche da soli, sulla strada, sugli alberi... Un banana bill con la colazione, un leone...



      Attraversiamo anche Struzzey Road!


      ������������




      Facciamo la sosta pranzo in una delle zone preposte... si, infatti non Ŕ possibile scendere dall'auto se non all'interno di recinti chiusi, dove di solito ci sono i bagni... la cosa particolare Ŕ che per aprire il cancello... bisogna scendere dall'auto!



      Mando mouette, Ŕ tornata, per fortuna!
      ����������





      Passiamo un po' di tempo con un branco di elefanti che si crogiola in alcune pozze fangose... Sono grossi, maestosi, lenti, animali senza tempo che ti guardano sempre con la faccia "io so' io e voi nun sete un cazzo", sono loro che comandano!

      E ben prima del tramonto, entriamo nei cancelli dell'Okaukuejo resort...
      Esatto, molto prima del tramonto... dovete sapere che questi resort chiudono i cancelli tra il tramonto e l'alba e gli unici mezzi autorizzati a girare di notte sono quelli del parco... Non credo che lascino fuori nessuno, ma vista la loro "crucchezza", non vorrei proprio provare!

      Ci sistemiamo in camera, anche stasera abbiamo il bagaglio leggero, sposto un cuscino da un mobiletto e lý, attaccato al muro c'Ŕ lui...

      GODZILLA!!!


      oh, Ŕ ENORME!
      un geco, tutto colorato, mi guarda e si sposta di 1 m, salto indietro ed elaboro un diabolico piano per cercare di buttarlo fuori... In fondo la camera la pago io!

      Prendo il secchio e con la bottiglia cerco di spingerlo dentro... lui mi guarda ancora una volta, mi fa una pernacchia e parte verso il soffitto... vabbŔ geco, stasera la stanza la dividiamo...

      A pochi passi dalla stanza c'Ŕ la famosa pozza del lodge... Ŕ enorme e quando arriviamo ci sono zebre, kudu, impala.







      Tantissimi uccelli, in distanza qualche giraffa, scattiamo a raffica, gli animali ci ignorano...

      Andiamo a cena, stasera Ŕ una specie di buffet, probabilmente la cena meno buona del viaggio. Questo resort Ŕ il pi¨ grande e il pi¨ facilmente accessibile del parco, per cui Ŕ meta di tanti pullman carichi... il ristorante sembra pi¨ una grossa mensa.
      La nostra sociopatia regna sovrana quando arriva il solito carico di cinesi sciamanti e italiani caciaroni....

      Dopo cena torniamo alla pozza e qui...
      Ci sono 2 rinoceronti bianchi che si abbeverano, sono davvero grandi... un paio di piccole iene maculate sono dall'altra parte...
      Anche se le fotoelettriche del parco illuminano la pozza, la luce Ŕ davvero scarsa nel punto pi¨ lontano.





      Uno spettacolo fantastico... quello che ci mancava oggi...
      Sul nostro quadernino ho segnato tutti gli animali che abbiamo visto oggi... l'otocione, gli sciacalli, leoni, zebre e springbok a sfare, orici (anche a cena), le iene, gnu, kudu, impala, giraffe, elefanti, una scimmia (probabilmente un babbuino, ci ha attraversato la strada troppo veloce), i kamikazoiattoli, un assortimento di lucertole, falchi, banana bill e lyla chest, il fagiano scemo che scopriremo essere un angola fowler, godzilla...


      Ma c'Ŕ un impala che attira la nostra attenzione... Ŕ solo, si Ŕ nascosto proprio sotto le luci della pozza, lontano da tutti gli altri animali... Ŕ strano, gli erbivori non sono mai soli, ma questo Ŕ fuori dal branco... chissÓ...


      Purtroppo scopriremo il perchŔ di questo comportamento domattina... per ora...
      Buonanotte Etosha!!!

    9. #84
      L'avatar di Bibispoon
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      Il Dolomite Ŕ stato (ovviamente) il lodge pi¨ bello, tramonto bordo piscina sorseggiando un drink con un branco di elefanti in movimento Ŕ stato insuperabile.. ma lĺunico avvistamento in zona purtroppo!
      Okaukuejo per noi Ŕ stato il migliore come campeggio!


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    10. #85
      L'avatar di Leia74
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      Che spettacolo ragazzi.... Voio anch'ioooooo!!!
      Foto: http://sabrinastravels.shutterfly.com
      Sab + Balza :) Last: Mongolia, New York + Boston, Bretagna e Normandia. NEXT: boh...



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    11. #86
      L'avatar di mouette
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      Giovedý 24 maggio 2018


      Sveglia alle sei, lavaggio rapido tipo gatto che ha fretta e via di corsa alla pozza con i cavalletti. Un'amara sorpresa mi attende, il piccolo springbok solitario si sveglia con noi, si alza per andare a bere e ... zoppica vistosamente, ha una zampina rotta.


      Il cerchio della vita e i relativi blablabla, il numero spropositato di esemplari, il fatto che in Africa funziona cosý e sempre cosý sarÓ, il mio essere serenamente carnivora e il fatto di essermi allegramente pappata pi¨ di un suo fratello nel corso del viaggio non servono a nulla, quando viene cacciato da un gruppo di sciacalli - perdonatemi, non ho voglia di raccontarvi di pi¨ - non riesco a trattenere le lacrime, e ancora mi spuntano al ricordo. Buon ponte, piccolino, spero ci sia un arcobaleno anche per te ��





      Passiamo un paio d'ore prive di avvistamenti eccezionali alla pozza, cercando di dimenticare la scena triste appena vissuta, ci godiamo la nascita sempre struggente di un nuovo giorno, cincischiamo un po' e poi torniamo in camera per la doccia.

















      Una volta entrati mi ricordo del nostro amico e chiamo, impaziente: JACK, DOVE SEI? dal bagno mi risponde una voce d'oltretomba: SONO QUI, ROSE, ANDRA' TUTTO BENE ... e cosý il mio meraviglioso scemarito mi cancella le ultime ombre dagli occhi con una risata che seppellisce ogni tristezza ��





      A colazione decidiamo di presentarci in versione Povery accattony, e "accapanniamo" il piatto (oh, dovr˛ pur usarle da qualche parte le parole nuove che imparo nella Capitale!) come se non mangiassimo da dieci anni, con la stessa faccia con cui il nostro ciopino viene a comunicarci che si vede il fondo della ciotola: funziona, nessun cameriere ci dice nulla, neanche quando quatti e furtivi come un ippopotamo e un'elefantessa ci confezioniamo due paniny da accattony per il pranzo on the road. Mi vergogno come una ladra, ma ho anche la ridarola e alla fine decido che una volta nella vita bisogna pur perderla la dignitÓ ��







      Costeggiamo l'Etosha Pan, l'enorme lago in secca che Ŕ il cuore del parco, dirigendoci verso l'alloggio delle prossime due notti, l'Halali Camp.




      Gli avvistamenti oggi non sono moltissimi, ma uno Ŕ eccezionale: sul ciglio della strada, a forse dieci metri da noi, una coppia di leoni mette in piazza i problemi di coppia senza il minimo riguardo per la nostra sensibilitÓ ��







      "Cara ... aaawwhh?"
      "Scordatelo, ho mal di testa"




      "Ma dai, miciona ... aawwhhh ..."
      "TI HO DETTO CHE HO MAL DI TESTA, CAXXO!!!"
      "... scusascusascusa, non volevo, non pensavo, non lo faccio pi¨"




      Considero questa foto, che adoro, la pi¨ gran botta di culo della mia brevissima "carriera" di fotografa, e ho pensato bene di ingrandirla e piazzarla in sala quale memento per il mio focoso pandone in caso di eccessi di impeto passionale ��


      Scherzi a parte, Ŕ stato un momento di pura emozione, da pelle d'oca ... avere le Loro MaestÓ cosý vicine, vedere quanto poco si curino di noi - carne in scatola un poco molesta, ma tutto sommato insignificante - vedere che anche il Re alza le spallucce di fronte alla ... decisione della sua signora, scattare a raffica senza quasi guardare nell'obiettivo, presi solo dal brivido di felicitÓ che ci avvolge tutti ... Ŕ stato uno dei (tanti) momenti perfetti di questo viaggio magnifico.









      "Amo', eddai , famo la pace, scusami, non te la prendere ... amo' ..."













      Arriviamo all'Halali verso l'ora di pranzo, che consumiamo velocemente in piedi nella zona piscina in attesa che sia pronto il nostro bungalow, prenotiamo il giro notturno con i ranger e la cena per ... le sei, sigh. Del resto se vogliamo uscire alle sette non abbiamo molta scelta, al rientro il ristorante Ŕ abbondantemente chiuso e non c'Ŕ modo di fare acquisti alimentari.





      Nel portico del bungalow nascono delle amicizie, e non Ŕ difficile immaginare perchÚ ��









      Passiamo un paio d'ore alla piccola pozza del Camp, niente a che vedere con quella dell'Okaukuejo, anche se in generale abbiamo apprezzato di pi¨ questa sistemazione, meno caotica e affollata, e ci godiamo un po' di relax, un certo numero di cervidi ormai diventati praticamente parenti molesti sempre tra i piedi e un solitario esemplare di marab¨, che in Uganda affollava ogni metro quadrato ma con cui qui avremo l'onore di quest'unico incontro.


















      Il kudu, impudico, ci prova sotto i nostri occhi con la sua kudessa, che dopo mezzo secondo si sposta un po' seccata. Io commento che non Ŕ giornata per i maschietti, ma Paolo mi risponde che probabilmente hanno concluso, io incredula e sprovveduta esclamo "ma dai, cosý in fretta, figurati" e lui, travolto da un attacco di modestia ... cosa credi, non sono mica tutti bravi come me! ��
      La cena a buffet Ŕ decisamente migliore di quella di ieri sera, la ciccia Ŕ buonissima e il tavolo ce lo trovano quasi subito, ma dobbiamo ammettere che i resort NWR sono meno organizzati, efficienti e di qualitÓ rispetto a quelli privati: appena prima di partire per il notturno, arriva la ragazza della reception a dirci che il tour di domattina Ŕ pieno, e per un loro errore noi restiamo fuori, visto che ci sono nove posti e l'altro gruppo Ŕ di otto persone. A fatica riesco a evitare che Paolo se la sbrani, visto che ci informa anche che non possono rimborsarci e possiamo scegliere tra il notturno di domani (ma lo facciamo stasera, giovine, non vedi?) o il mattutino di dopodomani, che per˛ avremmo preferito evitare per poter partire presto visto che ci aspetta un bel po' di strada. Le diciamo che ci penseremo ma vorremmo il rimborso, visto che l'errore Ŕ stato loro, e partiamo un po' scocciati inzeppati con un gruppo di giappi arrivato all'ultimo secondo. Ce n'Ŕ uno di troppo, ma il ranger non si formalizza troppo e li fa stringere dietro.
      Dopo esserci adeguatamente lagnati e aver brontolato il giusto, ci guardiamo e sbottiamo in una risata, plagiando a sproposito uno dei nostri film preferiti a indirizzo dell'intera umanitÓ: ridere Ŕ per gente seria, voi al massimo ve potete lamenta' ��

      E con questo diamo l'addio anche agli unici tre minuti di nervoso di tutto il viaggio. Il giro Ŕ bello, mi dice Paolo, ma fare foto Ŕ quasi impossibile. In che senso dice Paolo, chiederete voi. Nel senso che mi sono addormentata dopo venti minuti, risponder˛ sommessamente io, chiedendovi di non raccontarlo a nessuno ��

      Faccio in tempo a vedere un paio di bellissime volpi del capo e poi ... ciao. Sigh.

      Tornati al bungalow troviamo, a rasserenarci del tutto, un biglietto dalla reception che ci avvisa che se non desideriamo spostare il tour possiamo essere rimborsati in contanti in qualsiasi momento. Brindiamo con il vino della Naute Kellar e le ultime patatine e poi nanna. Non ci posso credere che tra una settimana saremo a casa da tre giorni, siamo appena arrivati!


      Barbara
      Non si diventa marinai restando in porto a sognare gli oceani
      Madagascar - agosto 2019




    12. #87
      L'avatar di Raccoon
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      Namibia On The Road: Se un elefante ti attraversa la strada...
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      24.05.2018

      Nonostante l'Okaukuejo sia stata la sistemazione "peggiore" della vacanza, la sua pozza vale la visita… Ŕ davvero al centro del lodge, Ŕ grande ed Ŕ molto frequentata.
      Lo springbock di ieri sera Ŕ sempre nella stessa posizione, ma quando si alza vediamo che ha la zampa rotta.
      Probabilmente Ŕ giÓ sfuggito ad un attacco, la ferita di per se non Ŕ mortale, ma non siamo in un film o in un cartone.Non riesce a correre e il suo branco l'ha isolato.Mentre si avvicina alla pozza, vediamo un gruppo di 5 sciacalli, uno viene verso la pozza, gli altri si nascondono… Lo springbock zoppica ma appena vede lo sciacallo che corre verso di lui, tenta la fuga, lo sciacallo gli sta dietro e lo spinge verso gli altri, in agguato.
      Per fortuna non vediamo la fine… ma si, ce la possiamo raccontare quanto vogliamo, io ho sempre fatto il tifo per il predatore, ma vedere dal vivo come funziona la natura Ŕ stato molto toccante.
      La cosa pi¨ incredibile Ŕ che basta guidare un po' per trovare degli spettacoli meravigliosi…

      Si, beh… la natura Ŕ anche questo!
      La pozza dell'Halali non Ŕ grande come quelle dell'Okaukuejo e non Ŕ nemmeno troppo vicina ai bungalow.
      Tra le specie visibili, il paraculoiattolo, che cerca di entrare in qualsiasi sacchetto di patatine lasciato indebitamente incustodito!
      Deve essere parente di quello che sta accanto al nostro bungalow, insieme ai becchi a banana scrocconi!

      E il marab¨, che sta cercando di mangiare una tartaruga!
      Del giro notturno, sapete tutto… interessante, ma non come quelli diurni… gli avvistamenti sono pochi, fare foto a mano libera su un fuoristrada affollato Ŕ tra l'impossibile Ŕ l'avvilente…
      Riesco a salvare solo un paio di scatti ad un otocione curioso (Bat Eared Fox)

      E anche al pi¨ sfuggente animale del parco, un rinoceronte… ma poi, durante il tratto di rientro al resort… se semo fatti 'na dormita!





    13. #88
      L'avatar di Raccoon
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      25.05.2018 - Halali - Namutoni - Halali

      Oggi ce la prendiamo comoda, l'annullamento del tour ci lascia con la giornata libera per fare il giro da soli… Colazione a buffet, Barbara prende sul serio l'impegno di liberarci delle specie aliene e praticamente saccheggia Peppa Pig!

      Visto che siamo povery inside, anche per oggi ci prepariamo un panino al buffet!
      La notte poi porta consiglio… siamo qui, perchÚ incazzarci, domani mattina il tempo per il giro c'Ŕ, invece di farci rimborsare, prenotiamo il tour all'alba prima di andare verso il Waterberg.
      Girare il parco da soli non Ŕ difficile, anzi.
      Basta ricordarsi che si pu˛ fare dall'alba al tramonto, il modo migliore Ŕ seguire la strada tra una pozza e l'alta e la mappa a disposizione Ŕ chiara e sufficientemente dettagliata da inserire anche i luoghi di sosta e pausa pipý!
      Mi raccomando, MAI, ma proprio MAI, dovete uscire dalla macchina, guidare fuori dalle piste o prendere strade chiuse alla normale circolazione.

      Forse Ŕ la colazione, forse Ŕ solo perchÚ chi sta con lo scemo impara a scemare, oggi siamo particolarmente ridanciani…


      Cominciamo costeggiando il lago che lago non Ŕ, saltellando da una pozza all'altra muovendoci verso est. Gli animali sono ovunque, non solo nelle pozze, gli struzzi li incontriamo sulla strada, a pochi metri da noi. Come tutti gli animali nella riserva ci ignorano, anche quelli di Struzzey Road...



      Oddio, non proprio tutti gli animali ci ignorano… Mentre ci dirigiamo nel viewpoint al centro dell'Etosha Pan, vedo un serpente che ci attraversa la strada… inchiodo a pochi passi dal rettile, tiro fuori la macchina fotografica…
      CLICK!ops, Ŕ mosso…CLICK!ops, si Ŕ spostato!CLICK!Oh cazzo, mi sta venendo contro!!!
      Appena ha visto l'obiettivo, il cobra si Ŕ rizzato sulla coda, ha aperto le membrane sulla testa e ha cominciato a puntarmi… al terzo scatto infilo la retromarcia e arretro di qualche metro, riesco solo a fotografare il serpentello che tronfio e fiero di aver spaventato il Mostro, prosegue per la sua strada!

      I rapaci sono appollaiati sui rami a scrutare i dintorni… proprio mentre lo fotografo, questo qui si butta in picchiata, salta, fa una nuvoletta di polvere e si rialza, con la preda in bocca!


      "Gnu adulto e piccolo di gnu!""La Gnu Age!!!"

      Oggi Ŕ la giornata degli elefanti, ne incontriamo almeno una dozzina… spinto da una irrefrenabile voglia di fortuna, comincio a pestare tutte le cacche che incontro, Ŕ superstizione, ma non si sa mai!!!




      Pranziamo al Namutoni, sotto una tettoia che ci ripara dal sole, accompagnando i nostri panini con del meraviglioso Savannah Dry, ci riposiamo un po' e ritorniamo, sempre seguendo la via delle pozze e pestando cacche di elefante.
      In una delle pozze, da noi prontamente ribattezzata Zebriskie Point, siamo circondati dalle zebre… ce ne sono centinaia, tutte intorno a noi!
      Una piccola per˛ attira l'attenzione di Barbara…
      "La zebrina Ŕ morta!!!��""No, sta solo riposando""Ma no, Ŕ morta, non lo vedi che non si muove?��""No, dai, non Ŕ morta, vedi che ci sono papÓ zebra e mamma zebra lý vicino?"
      Barbara comincia a fare labbruccio, sul punto di scoppiare in lacrime… io mi avvicino alla famigliola e...
      "Ŕ morta, non si muove!!!��������"

      Non fa tempo a finire di parlare, che la zebrina alza la testa, ci guarda con il disprezzo di chi Ŕ stato svegliato dalla siesta e se ne va!��

      Sono bellissimi, maestosi, si muovono con la loro lentezza senza tempo, si spruzzano l'acqua e il fango addosso…

      Torniamo all'Halali un po' prima del tramonto, un po' di relax e torniamo a gustarci la pozza…
      Oh, ma quanto Ŕ scomodo essere una giraffa?



      Ci gustiamo il tramonto dalle panche del viewpoint, quindi, cenetta e tutti a nanna, domattina dobbiamo essere pronti per le 5:45!



    14. #89
      L'avatar di mouette
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      Sabato 26 maggio 2018




      Che botta di culo non aver potuto fare il giro all'alba ieri! Sam, il nostro simpatico autista (tutto per noi dato che ci dice che avrebbe prenotato un'altra coppia ma se non sono puntuali lui alle 6 parte lo stesso, e con teutonico rigore alle 5.59 ingrana la marcia) ci dice che non Ŕ andata granchÚ bene al gruppo di otto, non sono andati molto oltre zebre e springbok, quindi al massimo potremo avere la stessa sfiga ma nessun rimpianto.


      Paolo, tutto tronfio, lo informa che siccome in Italia pestare la m***a porta fortuna e lui ieri ha scientificamente spianato con il Mostro tutta la cacca di elefente che abbiamo incontrato, oggi faremo giornatona. Sam se la ride e i primi avvistamenti, al buio, ci fanno temere che abbia ragione lui. Foto impossibili da scattare vi avrebbero mostrato un paio di sciacalli, taaaaanti springbok (e nessuno che ballasse il tip tap!), un po' di zebre e qualche kudino.














      Ma quando inizia ad albeggiare ... mi tocca ammetterlo, lo scemarito aveva ragione! Incredibile incontro a bordo strada: una coppia di leoni che fa colazione con uno gnu. Ci fermiamo di colpo, tutti e tre con gli occhi sbarrati, Sam scatta a raffica con il cellulare e chiama tutti i ranger dell'Etosha, del Kruger, del Masai Mara e dello Zooparco di Roma per informarli dell'avvistamento, che ci dice rarissimo: quasi mai i micioni pasteggiano cosý vicini alla strada, in genere portano le prede in mezzo alla savana per gustarsele indisturbati. Ah, scusate, non ve l'ho detto, colazione "con lo gnu" non vuol dire che lo gnu siede a tavola, ma che, porello lui, Ŕ SULLA tavola :p




























      (...su, su, amo', magna tranquillo, la tartare la mattina presto non Ŕ la mia colazione preferita!)

























      Sam ci spiega che quasi certamente si tratta di una coppia in luna di miele, che si Ŕ allontanata dal branco per accoppiarsi e cacciare insieme per qualche giorno, e che ha fatto un ottimo bottino. La cattura Ŕ recente, si vedono i segni del trascinamento del corpo sullo sterrato, e i leoni per ora hanno mangiato solo le interiora, che deperiscono per prime.




























      Per circa una ventina di minuti abbiamo la fortuna di goderci lo spettacolo completamente soli, poi iniziano ad arrivare altre auto, e i leoni sembrano non gradire troppo: dopo qualche brontolio di avvertimento decidono che okay, la merenda la faranno sotto un albero lontano dalla strada, e tanti saluti carne in scatola un poco molesta :)
















      Il micione non Ŕ un gran cavaliere, a giudicare da quanto Ŕ incazzosa la compagna e da come cerca di sottrarle la colazione, e siccome purtroppo Paolo si Ŕ recisamente rifiutato di tenergli un breve corso di bon ton, temo che resterÓ per sempre un Principe Buzzurro.









      Poco lontano, mentre il sole si alza, scorgiamo anche un paio di sciacalli in attesa che le Loro MaestÓ abbandonino gli avanzi, e ancora pi¨ lontano vediamo anche due iene, in attesa che gli sciacalli abbandonino gli avanzi abbandonati :)


      Oggi forse mi sono svegliata insensibile, forse, visto che il cerchio della vita mi affascina, forse lo gnu non Ŕ puccioso come lo springbok, forse semplicemente non l'ho visto soffrire e anche se so che deve essere stato terribile quanto la scena dell'altro ieri, lo gnu Ŕ in pace e il dolore Ŕ nel passato. E sý, sono anche un po' vigliacca.

























































      Dopo quasi un'ora di silenziosa contemplazione ci allontaniamo, felici come non mai (la colonna sonora Ŕ un rap di mia produzione dal titolo TELAVEVODETTOIO che Paolo comunque incassa senza protestare: venti giorni di matrimonio e giÓ cosý calato nel ruolo, ho fatto bene a comprarlo giÓ addestrato )




      Sam ci chiede se siamo soddisfatti e cosa altro ci piacerebbe vedere, Paolo gli dice che vorrebbe un oritteropo e un leopardo, Sam si mette a ridere, dice che l'oritteropo vive solo nel sud del Paese quindi Ŕ impossibile, i leopardi invece ci sono ma ci vuole un gran culo per vederne uno, e noi oggi ne abbiamo giÓ avuto parecchio, e Paolo ribadisce la storia della cacca di elefante.
























      E ... dopo qualche avvistamento simpatico ma un po' banale e forse venti minuti di strada, tocca a Paolo rappare il TELAVEVODETTOIO, e dall'entusiasmo lo balla pure: beccato anche il leopardo, che cammina tranquillo sulla carreggiata. Io mi ritrovo con i lacrimoni per l'ennesima volta, lui progetta altri raid a caccia di cacca, prossimo obiettivo l'unicorno ;)


































      E cosý alla fine il giro saltato di ieri Ŕ stato la nostra fortuna. Torniamo a fare colazione, lasciamo la stanza e ci prepariamo a lasciare anche il parco, con un pizzicotto di malinconia e il cuore gonfio. Questo viaggio meraviglioso sta arrivando alla fine, e le lacrime premono dietro le palpebre, ci siamo regalati un'avventura incredibile che ci ha segnati, la prima vera Africa di Paolo, che torna malato e incurabile quanto io lo ero giÓ.




      Lungo la strada che porta ai cancelli del parco, un saluto col botto dall'Etosha: tre leonesse pacificamente accomodate a bordo strada, e una che l'attraversa regale e sprezzante.


























      Dopo il parco la strada Ŕ tutta asfaltata fino a 20 chilometri dal Waterberg Lodge, dove dormiremo stanotte, siamo silenziosi, ancora avvolti nella magia della Grande Terra Madre. Ci fermiamo a Otuja, in un posto dalle pretese bavaresi dove mangiamo benissimo (mi faccio tentare da una specie di piada feta e spinaci e faccio bene, inizio a essere un po' provata dall'esubero di carne rossa delle ultime tre settimane).


      Lungo la strada incontriamo babbuini e facoceri, questi ultimi popolano anche il parco del Waterberg, e anche se dopo i leoni ci sembrano poca cosa, sono simpatici e bruttissimi, persino da cuccioli, il che mi mette una gran tenerezza addosso, anche se non abbastanza da provare a farci amicizia.



















      Raggiungiamo in auto lo chalet a noi assegnato, il parco del Waterberg Ŕ enorme, e scopriamo che quello di fronte Ŕ occupato da una numerosa e rumorosa famiglia, probabilmente olandese, che sta grigliando anche la nonna sul barbecue esterno. Siccome al tavolo del nostro patio Ŕ accostata una sola sedia, e io sono una donna molto intuitiva, mi rivolgo al consorte in elegante francese, acciocchÚ i barbari di fronte non mi capiscano: PAR MI, I N'A' CIAVA' LA CAREGA. La mia chiaroveggenza viene premiata: entriamo, facciamo pipý, usciamo e tac, la carega Ŕ al suo posto ^^


      In preda a lancinanti rimorsi, i teutoni spediscono la figlioletta bionda a fare ammenda offrendoci due marshmallow arrostiti infilati su uno stecco, ed io mi commuovo al punto che non la mangio nemmeno :p


      Siamo un po' stanchi e abbiamo bisogno di un po' di decompressione prima di avviarci a tornare alla nostra vita di sempre, e optiamo per un pomeriggio pigro al lodge, niente escursioni o uscite ma una passeggiata nel parco a guardare i dik dik e una sosta sulle sdraio della piscina che dividiamo con i facoceri padroni di casa.

      A cena ci fingiamo cinesi, perchÚ abbiamo accanto una rumorosa tavolata di italiani piena di pretese che martirizza brutalmente il povero cameriere che ha la sfiga di capire un po' la nostra lingua e la sprovvedutezza di farlo sapere ai simpatici connazionali ... non facciamo neanche troppa fatica, il velo di malinconia che si Ŕ steso su di noi toglie un pizzico di brio alle nostre solite chiacchiere.

      Questo viaggio ci sta lasciando un bel solco nel cuore, amore mio.
      Barbara
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      Madagascar - agosto 2019




    15. #90
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