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Vecchio 20 May 2008, 11:22   #1
 
L'avatar di alby1893
Passeggero

Età : 38
Sesso: Uomo
Residenza: GENOVA
Registrato dal: 12-12-07
Messaggi: 288
Punti: 400, Livello: 4
Punti: 400, Livello: 4 Punti: 400, Livello: 4 Punti: 400, Livello: 4
Attività: 11,1%
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predefinito Rio e Iguazù aprile 2008


IL TRIANGOLO DELLE MERAVIGLIE: RIO, IGUAZU E BUENOS AIRES.
Come si può dedurre dal titolo, questo nostro ennesimo viaggio ha toccato i due più grandi Paesi del Sudamerica (Brasile e Argentina), con brevi puntate in Uruguay (Colonia) e Paraguay (Ciudad del Este).
Il viaggio si è svolto fra il 29 marzo e il 12 aprile 2008 ed è stato organizzato in totale autonomia.
29 marzo
Partiamo alle 07.35 da Genova e dopo uno scalo di circa due ore al bellissimo ed efficientissimo aeroporto di Madrid alle 12.10 decolliamo con un volo Iberia (senza infamia e senza lode…) con destinazione Rio de Janeiro dove arriviamo alle 18.40 locali, dopo quasi 11 ore di volo.
Una volta atterrati e ritirati gli zaini, usciamo dallo scalo alla ricerca del bus che ci condurrà a Copacabana. Per fortuna appena usciti, dopo aver declinato alcune offerte di tassisti, troviamo subito l’autobus (linea Real), facciamo il biglietto (6.5 reais a testa cc.2.5€) e dopo circa un’ora arriviamo sul lungomare di Copacabana.
Il nostro albergo, prenotato su internet, in realtà è sito in Avenida Ns Senora de Copacabana 995, sulla prima parallela di Av.Atlantica (il famoso lungomare), quindi cartina alla mano devo capire esattamente dove scendere per fare meno strada possibile con gli zaini alle 9 di sera a Rio de Janeiro…faccio fermare l’autista all’altezza del Posto 5 e per fortuna ci ritroviamo abbastanza vicini all’hotel. Due minuti a piedi e ci siamo. Saliamo in camera e decidiamo che per questa sera non si esce. Scendo solo io 5 minuti per fare la spesa in un supermercato (un paio di banane, uno yoghurt e qualcosa da bere) e quindi alle 23 (per noi sono già le 4 del mattino…) spegniamo le luci….
Hotel: Savoy Othon, Av.Ns.Senora de Copacabana 995, 53€ la doppia con colazione luculliana.
30 marzo
Non avendo ancora completamente smaltito il fuso, ci svegliamo molto presto, divoriamo l’eccellente colazione fornitaci dall’Hotel (con della frutta buonissima:mango, avocado, papaya, anguria,ecc), quindi usciamo alla scoperta di Rio. La giornata è stupenda ed essendo domenica il lungomare è trasformato in isola pedonale, invasa da una moltitudine di persone di tutte le età che corrono, vanno in bicicletta o che semplicemente passeggiano. Passo dopo passo arriviamo sino ad Ipanema dove ci fermiamo a bere un cocco fresco (2reais, nemmeno 1€) e dove ci godiamo l’atmosfera “da spiaggia”. Lasciamo Ipanema e torniamo a Copacabana dove affittiamo un ombrellone e due sdraio (12R cc.4.5€) e ci rilassiamo per 3 ore fra qualche bagno (acqua freddina, non limpidissima ma con onde divertentissime) e un po di tintarella (occhio al sole…picchia forte!).
Intorno alle 14 lasciamo la spiaggia e andiamo a mangiare al Bar Ramos in Rua C.Ramos, il pranzo è abbondante e di buona qualità e la spesa non eccessiva (12€ a testa). Torniamo in hotel a riposare un’oretta quindi ri-usciamo per andare a goderci il tramonto all’Arpoeador, una formazione rocciosa che divide le spiagge di Copacabana ed Ipanema. Con una Caipirinha in mano (3R poco più di un euro) e lo sguardo rivolto verso il mare ci godiamo un sensazionale tramonto quindi dopo qualche foto e qualche ripresa facciamo ritorno in hotel.
Per cena ci limitiamo a due succhi di frutta bevuti presso un baretto sulla strada. La prima giornata a Rio è stata volutamente impostata in modo molto soft, per riprenderci dal lungo viaggio, fuso compreso, da domani inizieremo a visitare “sul serio” la città.
Hotel: Savoy Othon, Av.Ns.Senora de Copacabana 995, 53€ la doppia con colazione luculliana
Pasti: pranzo:Bar Monaco, Rua C.Ramos 12€ a persona
Cena: Frutteria in Av.Ns.Senora de Copacabana 1.5€ a pp.

31 marzo
Sfruttiamo il fatto di non aver ancora completamente smaltito il fuso per partire prestissimo (intorno alle 7.30) direzione Corcovado. Sotto l’hotel c’è la fermata dell’autobus che ci serve per arrivare sino alla partenza della funicolare, è il n°583. Paghiamo 2.25R (cc.0.86 cent. di €) e dopo 30 minuti, siamo a Cosme Velho, dove parte la funicolare che porta al Cristo Redentore. Paghiamo 36R a testa (13.8€) e in circa 20 minuti, dopo aver attraversato parte della Foresta di Tijuca, arriviamo a destinazione.
Dall’alto dei suoi 710mt Il Cristo Redentore, una delle “nuove” 7 Meraviglie del Mondo, è impressionante, ma ciò che colpisce di più è il contesto, la vista abbraccia tutta la città, che da quassù, grazie anche alla bellissima giornata di sole, sembra un’immensa cartolina, con scorci di una bellezza indescrivibile.
Senza ombra di dubbio è la città con le viste più belle del Mondo, un susseguirsi di baie, spiagge, colline aguzze (i famosi morros), grattacieli e foreste, indimenticabile, peccato solo per l’eccessivo affollamento del Corcovado (e sono solo le 10).
Dopo circa due ore, a malincuore (ma ormai c’era troppa gente) torniamo a Cosme Velho con la funicolare e da qua con un autobus raggiungiamo Largo de Machado, dove prendiamo la modernissima metropolitana (2.4R) sino a Carioca. Facciamo un breve giro per il centro, degustiamo un succo d’acerola in Rua Senador Dantas (buonissimo) quindi andiamo a prendere il famoso Bonde di Santa Teresa. Facciamo Il biglietto (0.6R cc 0.2cent di €) e ci accomodiamo su questo pittoresco tram che collega il centro con il quartiere di Santa Teresa. Attraversiamo subito l’”arcos de Lapa” l’antico acquedotto, da dove si domina buona parte della città, quindi ci inerpichiamo per le stradine del quartiere fra bellissime villette e fatiscenti baracche. La gente del quartiere sale e scende al volo dal bondinho (così facendo non sono tenuti a pagare il biglietto), rischiando di cadere o di rimanere in mezzo alle rotaie. Santa Teresa è un bellissimo quartiere, solcato da affascinanti stradine di porfido e da scalette riccamente decorate, ci sono anche un sacco di negozietti e ristorantini, insomma un’oasi di pace, poco turistica a pochi passi dal congestionatissimo centro. Tornati al capolinea, ritorniamo in Largo Carioca per prendere il metrò sino a Siquiera Campos, la fermata più vicina a Copacabana e da qua a piedi ritorniamo in Hotel.
Dopo nemmeno mezz’ora torniamo in strada e con un autobus (il n°511) raggiungiamo la partenza della funivia che porta al Pan di zucchero. Paghiamo 35R a testa (cc.13.5€) e in pochi minuti arriviamo al Morro da Urca (bellissima vista sul Pan di zucchero), da qui prendiamo la seconda teleferica e in 6 min. arriviamo alla meta. Dall’alto, il grandioso panorama permette di abbracciare un paesaggio assai diverso da quello che si gode dal Corcovado. A sinistra si ammirano la praia Vermelha, la baia di Copacabana e i morros che circondano la spiaggia di Ipanema, a destra invece la spiaggia di Flamengo, il Centro con i suoi grattacieli e Niteroi, a dominare il tutto l’onnipresente Cristo Redentore che dall’alto abbraccia l’intera la città.
La luce del tramonto con il sole che lentamente si spegne alle spalle del Cristo, rende l’atmosfera magica, lo sguardo si perde fra una moltitudine di bellezze, scegliere su cosa concentrare lo sguardo risulta un’impresa ardua, è un bombardamento di emozioni positive, un momento indimenticabile….
Scendiamo a malincuore e torniamo, sempre in autobus, in zona Copacabana, ci fermiamo a mangiare in un anonimo ristorante “al chilo”in Av.Ns.Senora de Copacabana. Ci saziamo con pochi reais (12 a testa, cc.4.6€) quindi raggiungiamo una frutteria e ci beviamo due freschissimi succhi di cocco e mango, un salto su internet e quindi a nanna, domattina si parte presto, destinazione Buenos Aires….

Hotel: Savoy Othon, Av.Ns.Senora de Copacabana 995, 53€ la doppia con colazione luculliana.
Pasti: Pranzo: 2 succhi di acerola in una frutteria in Rua Senador Dantas 1.5€ a pp.
Cena: ristorante “al chilo”in Av.Ns.Senora de Copacabana 4.6€ a pp.


1 aprile
Ci svegliamo intorno alle 6.30 e dopo la solita abbondantissima colazione raggiungiamo in taxi l’aeroporto internazionale (45R cc.17€). Il volo per Buenos Aires parte regolarmente alle 9.50 e dopo 3 ore arriviamo nella capitale argentina, ma questa parte del viaggio la troverete nella sezione argentina del ns resoconto.


7 Aprile

Partiamo da Buenos Aires alle 7.30 con un volo Aerolinas Argentinas e atterriamo all’aeroporto di Iguazu (versante argentino) alle 9 e raggiungiamo con un pulmino della “4 tourist travel” (il banchetto, dove fare i biglietti, 15 pesos cc. 3€, è a destra subito dopo il ritiro bagagli )il nostro ostello. Alloggiamo al Albergue Residencial Uno, un ostello carino con un’atmosfera multiculturale e molto familiare situato a 200mt dal centro.
Tempo di disfare gli zaini e ci mettiamo subito in moto per raggiungere il terminal degli autobus. Facciamo un veloce pasto al Restaurant La Rueda in Av.Cordoba n°8, quindi saliamo sul primo bus che parte in direzione Brasile. Il biglietto si può pagare indifferentemente in pesos argentini o reais brasiliani, poiché il pesos è più svalutato (3 pesos sono cc0.6€, mentre 3reais sono 1.15€), optiamo per i primi. Superiamo la frontiera argentina (dove si deve timbrare l’uscita), quindi quella brasiliana. A questo punto il bus si dirige verso Foz de Iguazù, in direzione opposta alle cascate, noi ci facciamo lasciare all’incrocio posto 200mt dopo il confine e li aspettiamo l’altro autobus (direz.Parque nacional)che arriva dopo 5 minuti. In questo caso pur potendo pagare sia in reais, che in pesos che in dollari, la cifra varia in base al cambio, quindi paghiamo in reais (4 a testa). L’autobus dopo aver superato l’aeroporto in circa 20 minuti di strada raggiunge l’ingresso del Parco.
Paghiamo alla biglietteria 20R a testa (cc.7.7€) e saliamo su di un autobus a 2 piani scoperto che in circa 20 minuti ci conduce all’inizio della passeggiata. Il sentiero s’inoltra nella vegetazione costeggiando il fiume ed alcune cascate. Facciamo anche interessanti incontri faunistici: tucani, centinaia di farfalle, varani e soprattutto coatì (adorabili mammiferi simili a dei procioni).
La passeggiata è davvero semplice, agevolata da continue passerelle che ci portano in circa 40 minuti (con ripetute soste…) ad un belvedere che domina tutto il complesso delle cascate, Garganta del Diablo in testa.
Il fragore delle cascate, il materializzarsi di continui arcobaleni e la rigogliosa vegetazione rendono questi momenti magici, una gioia per gli occhi e per i sensi. Saliamo con un ascensore(!!!) ad un altro belvedere e la sensazione di essere in un paradiso aumenta di minuto in minuto, senza ombra di dubbio uno dei più begli spettacoli che la natura può offrire…lasciamo a malincuore le cascate e torniamo all’ingresso del parco.
Ripetiamo l’iter dell’andata: bus brasiliano dal parco all’incrocio con la strada che conduce al confine e bus dall’incrocio al confine brasiliano, dove però facciamo l’errore di scendere per farci timbrare i passaporti.
Infatti il bus non ci aspetta e ci ritroviamo alla dogana brasiliana a dover aspettare un altro mezzo che ci porti sino a Puerto Iguazu. Dopo 10 minuti di attesa mi “lancio” e fermo un camion per chiedergli un passaggio sino alla frontiera argentina (cc.3-4Km), il camionista ci accoglie a braccia aperte e nel breve tragitto facciamo anche due chiacchere. Arrivati al confine argentino salutiamo il gentile amico camionista, timbriamo i passaporti in entrata e prendiamo al volo un autobus in direzione centro.
Invece di tornare in ostello, decidiamo di andare a vedere l’”Hito 3 Fronteras”, un belvedere che domina il Rio Iguazu e il Rio Paranà e da dove lo sguardo spazia dall’Argentina al Brasile e al Paraguay.
Ci godiamo un bellissimo tramonto, quindi sempre in autobus torniamo in centro dove ci fermiamo a mangiare da Pizza Color in Av.Cordoba 135, prezzi ragionevoli in una bella terrazza allietati da buona musica.
Finita la cena torniamo al nostro alloggio per il meritato riposo pronti ad un’altra giornata immersi nella fantastica natura di Iguazu.

Hotel: Albergue Residencial Uno, Fray Louis Beltran 116, 11€ la doppia con colazione e internet gratis
Pasti: Pranzo: Restaurant La Rueda in Av.Cordoba 36 pesos a pp. (cc.8, 3€)
Cena: Pizza Color in Av.Cordoba 135, 15 pesos a pp. (cc.5€)

8 Aprile
Dopo una veloce colazione in ostello,raggiungiamo il terminal degli autobus dove prendiamo al volo il bus per le cascate lato argentino (4P a pp. 0.8€), ma a metà del viaggio incrociamo un blocco stradale. Sono circa un centinaio di persone che bloccano, per protesta, completamente la strada che collega Puerto Iguazù con le cascate e l’aeroporto. Attendiamo circa 1 ora cercando di capire come si potrebbe evolvere la situazione, ma quando il “capo-sciopero”comunica dal megafono che si riunirà in commissione per decidere entro mezzogiorno se togliere o meno il blocco, noi decidiamo di cambiare programma (scopriremo solo in serata che il blocco stradale è poi durato tutta la giornata…).Raggiungiamo in taxi Puerto Iguazù e da qui prendiamo un pullman in direzione di Foz de Iguazù (lato brasiliano). Dopo circa un’ora arriviamo nella cittadina brasiliana (bruttina a dire il vero…soprattutto in confronto a Puerto Iguazù, molto più piccola e a misura d’uomo). Dal terminal dei bus raggiungiamo a piedi la fermata degli autobus per Ciudad del Este. Saliamo su un altro autobus (3Reais, c.1.15€) e in meno di mezz’ora arriviamo al confine, ci facciamo timbrare i passaporti da un assonnato doganiere paraguayano e iniziamo la visita di questa strana cittadina.
L’impressione entrando in città non è delle migliori, sin dal primo passo in terra paraguayana, siamo assaliti da una serie di venditori ambulanti che ci offrono qualsiasi cosa, dall’elettronica, ai jeans, agli occhiali da sole, ecc. Per evitare le loro continue “avances”affrettiamo il passo e non ci godiamo il posto(anche se c’è poco da godere…grattacieli, strade trafficatissime, smog,sporcizia…), insomma l’impressione iniziale è negativa, aggiungeteci il fatto che siamo circondati da tipi loschi e il quadretto è completo.
Per riposarci un attimo entriamo in un centro commerciale iper-pubblicizzato anche in Argentina e Brasile: “La Monnalisa”, strapieno di articoli griffati a prezzi piuttosto convenienti. Io non compro niente ma per un patito dello shopping è un vero paradiso (Cristina infatti si comprerà un portafoglio Lacoste…per “soli” 20€). Usciti dal Mall,cerchiamo disperatamente un ristorante dove pranzare, ma la città offre poco o niente, allora decidiamo di cercare qualcosa a Foz.
Saliamo su di un autobus direzione Brasile, salutiamo il Paraguay e dopo una ventina di minuti siamo al terminal degli autobus di Foz, mangiamo in un ristorantino a fianco del Terminal e intanto decidiamo cosa fare per il resto del pomeriggio. Le opzioni sono 2: visitare la Diga di Itaipù o il Parque das Aves? Siamo molto indecisi, ma alla fine optiamo per quest’ultimo. Dal Terminal prendiamo un bus direzione “Parque Nacional” e in circa un’ora arriviamo all’ingresso del Parco, che detto per inciso si trova di fianco all’ingresso delle cascate.
Paghiamo 12$ a testa (c.7.8€) e iniziamo la visita di questo parco dedicato ai volatili. L’impressione non è delle migliori, vedere splendidi uccelli rinchiusi nelle voliere (anche se in alcuni casi immense…)non mi piace, soprattutto in un posto come questo, dove si vedono con un po di fortuna volare liberamente tucani, pappagalli, ecc. Insomma abbiamo toppato sarebbe stato meglio andare alla Diga di Itaipù…comunque dopo aver passato un’ora allo “zoo” perché è di questo che si tratta, aspettiamo l’autobus per tornare a Puerto Iguazù. Facciamo i soliti “200” cambi di bus per cercare di fare meno traggitto possibile e intorno alle 18 arriviamo finalmente in ostello. Facciamo due chiacchere con la proprietaria (molto simpatica) che ci conferma che anche domani sarà ripetuto il blocco stradale e che l’unico modo per poter visitare le cascate sarà quello di partire prestissimo (infatti il blocco inizierà alle 8). La proprietaria ci fa conoscere 3 ragazze norvegesi con le quali ci accordiamo per dividere in 5 la spesa del taxi, unico mezzo che ci permetterà di raggiungere il lato argentino delle cascate senza rimanere bloccati (il bus sarebbe stato troppo rischioso…)
Salutiamo la comitiva e dopo una rinfrescata usciamo per andare a cenare da “El Charo”, dove io mi gusto l’ultima succulenta bistecca argentina del viaggio, innaffiata da un litro di Quilmes e per finire in bellezza una crepe al dulce de leche…che dire? Un delirio, se ci aggiungete che siamo all’aperto in mezzo alla selva e a pochi chilometri dalle cascate, potrete capire quanto si possa essere contenti in certi momenti…

Hotel: Albergue Residencial Uno, Fray Louis Beltran 116, 11€ la doppia con colazione e internet gratis
Pasti. Pranzo in un ristorantino di fianco al terminal dei bus di Foz de iguazù(BRA) 5 reais a pp (cc.1.9€)
Cena: El Charo, Cordoba 118: 35 pesos a pp. Cc.7€

9 Aprile
Ci svegliamo di prima mattina per evitare il blocco stradale e poter visitare il lato argentino delle cascate. Ci incontriamo a colazione con le 3 ragazze norvegesi e alle 7.15 partiamo verso le cascate. Lungo il percorso non incontriamo ostacoli e alle 7.40 siamo già all’ingresso del parco. Facciamo i biglietti 40P. a pp.(cc.8€) e entriamo nel parco. Il primo treno parte alle 8.30 dalla stazione principale e in circa 30 minuti raggiungiamo la stazione “Garganta del Diablo” che dista circa 1,5km dalla piattaforma che da sulle cascate. Abbiamo davanti una trentina di persone, ma accelerando il passo, sin quasi alla corsa le superiamo quasi tutte e arriviamo per primi a godere di uno spettacolo che definire divino è poco…siamo così contenti che non ci curiamo neanche dei litri d’acqua che ci si stanno riversando addosso…stiamo alcuni minuti in trance, poi il continuo afflusso di gente rende il posto meno magico e troppo affollato…facciamo qualche ripresa e alcune foto bagnando videocamera e digitale, ma non potevamo veramente farne a meno…ci allontaniamo di qualche metro dalla piattaforma inzuppati d’acqua come se ci fossimo fatti un bagno vestiti!!! Ammiriamo la Garganta da un po più lontano intanto ci asciughiamo in men che non si dica sotto un bellissimo sole…gli arcobaleni spuntano da tutte le parti e il fragore delle cascate copre le nostre parole, non vorremmo allontanarci più, ma il tempo a nostra disposizione è poco. Ripercorriamo le passerelle che collegano la Garganta del Diablo con l’omonima stazione, questa volta molto lentamente ammirando il fantastico paesaggio circostante, fra le tante cose vediamo anche un coccodrillo disteso sul fiume e una piccola tartaruga. Riprendiamo il treno e dopo quindici minuti scendiamo alla stazione Cataratas e imbocchiamo il Circuito inferiore. Il sentiero conduce fino al bordo delle cascate attraversando una lussureggiante vegetazione tropicale. Scendendo il sentiero (piuttosto semplice) si ammirano le cascate del lato brasiliano da diversi punti d’osservazione, infine si arriva alle cascate Bolzetti, che offrono il più bel panorama d’Iguazù: una serie di cascate immerse nel verde, con delle palme a fare da sfondo e gli onnipresenti arcobaleni ad incorniciare un capolavoro di Madre Natura. Il panorama è a dir poco eccezionale e ci sbizzarriamo in una serie di foto impressionanti, facendone alcune strabilianti (non per merito nostro, ma grazie alla natura…). Dopo quest’ennesimo shock emozionale (personalmente ritengo il lato argentino molto superiore a quello brasiliano…), scendiamo sul fiume, visitiamo l’Isola di San Martin, quindi facciamo i biglietti per la tanto agognata gita in gommone sotto le cascate.
Ci lasciamo convincere dall’addetto all’imbarco a provare la “Gran Aventura” che prevede in un’ora: il passaggio in gommone sotto le cascate, la discesa delle rapide e 8km su di un camion aperto in mezzo alla selva lungo il sentiero Yacaratià. Paghiamo 120P(cc.24€) e saliamo sul gommone. Ci denudiamo completamente rimanendo in costume (avevamo notato altre persone di ritorno da questo giro bagnate all’inverosimile…), quindi partiamo a tutta velocità verso le cascate…un bagno incredibile…ma anche una sensazione stupenda, che ripetiamo per altre tre volte divertendoci come dei matti…lasciamo le cascate e iniziamo la discesa del fiume ad una velocità folle, superando planando una serie di rapide abbastanza semplici, dopo altri 15 minuti attracchiamo al molo e saliamo sul camion che attraversa una zona di selva abitata da coatì, pappagalli, tucani e scimmie, la guida ci fa anche vedere un filmato sul suo cellulare dove si vede un giaguaro incontrato dalla guida solo 2 gg prima lungo lo stesso percorso, noi non siamo così fortunati e dopo circa 20 minuti arriviamo al capolinea. Che dire? Se volete un consiglio limitatevi all’”Aventura Nautica” che prevede solo il passaggio sotto le cascate, costa la metà 60P e vi farà fare la parte più bella…anche la discesa delle rapide e il tratto in camion non sono male, ma secondo la mia esperienza il prezzo non vale la candela, poi fate voi…
Ridendo e scherzando il tempo è volato, è l’una e dobbiamo assolutamente tornare in hotel, infatti alle 16.30 parte il nostro volo per Rio, dall’aeroporto del lato brasiliano. Aspettiamo l’autobus, ma quando arriva posteggia e chiude le porte non facendo salire nessuno. Chiediamo il perché e ci dicono che la strada per Puerto Iguazù è bloccata dai soliti manifestanti. Il panico ci assale (ricordo che abbiamo il volo per Rio…), chiedo ad un tassista di accompagnarci sino al blocco stradale contrattando alla morte il prezzo…arrivati al blocco, scendiamo dal taxi facciamo gli gnorri attraversando a piedi il blocco e grazie all’intercessione di qualche santo riusciamo a passare. Fermiamo un altro taxi dal lato opposto del blocco, con centinaia di persone disperate in attesa di passare…e finalmente alle 13.50 arriviamo all’ostello. Facciamo una velocissima doccia, carichiamo gli zaini e ci facciamo chiamare un taxi per andare in aeroporto. Attraversiamo per l’ultima volta il confine e in circa mezz’ora siamo all’aeroporto del lato brasiliano(spesa taxi 20$ cc.13€). Facciamo il ceck-in mangiamo qualcosa e alle 16.30 puntualissimi partiamo con un volo Tam (ottima impressione) per Rio, dove atterriamo alle 18.
Ritiriamo gli zaini e una volta usciti dallo scalo cerchiamo l’autobus della Real per raggiungere Copacabana. Questa volta siamo sfortunati in quanto l’autobus è appena partito e per non aspettare un’ora in aeroporto decidiamo di prendere un taxi. Contrattiamo strenuamente il prezzo con vari tassisti e arrivati ad una cifra accettabile(45reais cc.17€)partiamo verso l’hotel dove arriviamo dopo mezz’ora. Alloggiamo anche questa volta al Savoy Othon in Av.Ns.Senora de Copacabana 995.
Posiamo gli zaini in camera e raggiungiamo subito il lungomare dove ci fermiamo a cenare in un ristorante. Il posto è turistico i prezzi un po gonfiati, ma tutto sommato mangiamo bene. Lasciamo il ristorante e ci rechiamo alla “solita”frutteria dove ci prendiamo un succo di acerola e un insalata di mango e papaya, un salto su internet quindi torniamo in camera a riposarci.

Hotel: Savoy Othon, Av.Ns.Senora de Copacabana 995, 53€ la doppia con colazione luculliana
Pasti: pranzo: aeroporto di Foz de Iguazù 6 reais a pp (cc.2.3€)
Cena:Ristorante Manoel & Joaquim, Av.Atlantica 1936, 16 reais a pp.(cc.6.15€)

10 Aprile

La meta del mattino è il mitico Maracanà che raggiungiamo in una mezzoretta d’autobus (il n°434). Prima d’entrare ci beviamo un cocco ghiacciato, quindi raggiungiamo l’ingresso (è il n°15) ,facciamo il biglietto (20R a pp. cc.7.7€) ed entriamo. Visitiamo gli spogliatoi, attraversiamo il tunnel e spuntiamo sul prato. Anche se rinnovato, il Maracanà rimane un mito per un amante del calcio, quindi la mia emozione è fortissima (un po meno quella di Cristina…), raggiungiamo anche le gradinate per avere una vista d’insieme, quindi torniamo all’ingresso e ammiriamo le impronte di alcuni grandissimi del calcio brasiliano:Pelè, Garrincha, Zico e il mitico Claudio Branco…lasciamo lo stadio e raggiungiamo in metropolitana (a 100 mt dall’ingresso del Maracanà), il centro città. Scendiamo a Carioca percorriamo Rua G.Dias, una via pedonale, dove ci fermiamo a bere un caffè alla famosissima Confitaria Colombo, uno splendido caffè-ristorante di inizio secolo, con degli interni fastosi ed eleganti. Acquistiamo anche due confezioni di caffè racchiuse in una bellissima scatola di latta con il logo della Confitaria (prezzi decisamente accessibili…), quindi ci “perdiamo” nelle affollatissime stradine del centro carioca, fra negozietti colorati e venditori di qualsiasi genere. Percorriamo Rua de Rosario, Rua do Ovidor, quindi dopo aver visitato le chiese di N.S. de Lapa dos Mercadores e la Antica cattedrale metropolitana (entrambe trascurabili…) raggiungiamo Praca 15, punto di riferimento di tutta Rio. Il bellissimo sole, accompagnato da una temperatura piuttosto elevata (cc.32°), ci “costringe” (con nostra grande gioia…) a fare ripetute pause nelle frutterie del centro, dove proviamo parecchi succhi tropicali…lasciamo il centro e sempre in autobus torniamo in zona Copacabana dove ci fermiamo in Rua Santa Clara dove c’è un magazzino di 12 piani pieno di costumi, parei, asciugamani, ecc. facciamo un po di shopping a buon mercato, quindi passeggiamo lungo Av. N.S.de Copacabana sino all’hotel. Facciamo una doccia, quindi riscendiamo in strada dove prendiamo l’ennesimo succo (questa volta alla clorofilla…niente male!!) e del pao de queijo (buonissimo ed economicissimo). Continuiamo con le compere (fra le altre cose:le mitiche hawayanas, uno zainetto, un altro costume…), quindi andiamo a cenare da Aipo Aipim, un ristorante al kilo in Av.N.S.de Copacabana. Mangiamo bene, spendiamo poco (18R a pp. Cc.7€), quindi raggiungiamo un supermercato in zona dove curiosiamo fra le specialità locali (che invidia la frutta…), facciamo alcuni acquisti, quindi raggiungiamo l’hotel, non prima di aver bevuto l’ennesimo succo nella frutteria di fiducia!
Hotel: Savoy Othon, Av.Ns.Senora de Copacabana 995, 53€ la doppia con colazione luculliana
Pasti: Pranzo 2 succhi di frutta (acerola e kiwi) + un’insalata di mango in centro 3€ a pp.
Cena: Aipo Aipim, Av.N.S.de Copacabana 920, 7€ a pp.

11 Aprile

Purtroppo siamo giunti all’ultimo giorno di viaggio…questa sera alle 19.40 abbiamo il volo di ritorno per l’Europa. Passiamo buona parte della mattinata lungo le spiagge di Copacabana e Ipanema per respirare per l’ultima volta un po d’atmosfera estiva. Entriamo anche al Castello di Copacabana (ingresso 2R a pp.), da dove si gode di una fantastica vista d’insieme dell’omonima spiaggia, quindi intorno alle 11.30 facciamo ritorno in hotel, prepariamo gli zaini, lasciamo la camera (check-out a mezzogiorno) e raggiungiamo in autobus il Rio Sul un mega centro commerciale fra Copacabana e Botafogo. Facciamo shopping per buona parte della giornata, mangiamo qualcosa e intorno alle 15.30 torniamo in albergo, da dove ripartiamo alcuni minuti dopo destinazione aeroporto internazionale. Mezz’ora di taxi (40R cc.15.3€)e arriviamo a destinazione, facciamo il check-in e alle 19.40 puntuali partiamo con un volo Iberia per Madrid.
CONSIDERAZIONI E CONSIGLI

SPESE
VOLI
VOLO A/R GENOVA-RIO DE JANEIRO (VIA MADRID) 635€ A PP.
VOLO RIO-BUENOS AIRES-PUERTO IGUAZU’ 235€
VOLO FOZ DE IGUAZU’-RIO DE JANEIRO 170€
TOT 1040€ (X 7 VOLI)
PERNOTTAMENTI
6 NOTTI A BUENOS AIRES 18.5€ APP.
2 NOTTI A PUERTO IGUAZU’ 5.5€ A PP.
4 NOTTI A RIO DE JANEIRO 22.5€ A PP.
PASTI
Di media a pasto abbiamo speso circa 5€ A PP.

In totale per 15 giorni di viaggio fra Brasile e Argentina abbiamo speso circa 1380€ (voli + pernottamenti + pasti)

TRASPORTI
In questo viaggio, viste le distanze e il poco tempo a disposizione abbiamo privilegiato l’aereo, che si è rivelato essere un ottimo mezzo di trasporto e anche a buon mercato(fatta eccezione la tratta Iguazù-Rio de Janeiro che l’abbiamo pagata un po troppo). Per quanto riguarda gli spostamenti nelle città (in particolare a Buenos Aires), per la prima volta nella nostra vita da routard abbiamo privilegiato i taxi, comodissimi e a buon mercato. Per fare un esempio a Buenos Aires non abbiamo mai speso più di 3€ a corsa, pur avendo fatto spostamenti anche da 20-30 minuti. A Iguazù invece abbiamo privilegiato gli autobus, il che ci ha permesso di risparmiare un sacco di soldi anche perché in questo caso i taxy sono abbastanza cari. Per farvi un esempio per raggiungere Ciudad del Este (Paraguay) da Puerto Iguazù(Argentina) i taxi chiedono 250 pesos (50€), noi prendendo 4 bus (Puerto Iguazù-Foz de Iguazù, Foz-Ciudad del Este, Ciudad del Este-Foz e Foz- Puerto Iguazù) ne abbiamo spesi circa 20 (4€), con un risparmio di 46€, che ci siamo spesi in altri modi…certo il taxi ci avrebbe evitato le soste e avrebbe velocizzato la visita, ma a noi è piaciuto così. I taxi sono altrettanto cari per raggiungere il lato argentino delle cascate da Puerto Iguazù (120 pesos cc24€), lasciateli perdere, il pullman (compagnia El Practico)che parte dalla stazione vi costerà solo 4 pesos e vi condurrà in circa mezz’ora sino all’ingresso del parco.

CIBO
Ottimo sia in Argentina che in Brasile. In Argentina spicca senza ombra di dubbio la carne, in particolare il bife de lomo (filetto di manzo, di taglio sottile e tenerissimo) e il bife de chorizo(più speso altrettanto tenero e succulento…), fate attenzione alla cottura chiedetelo bien echo (se lo volete ben cotto), a punto (media cottura) o jugoso(se vi piace al sangue), altrettanto tipica è la pasta (viste le origini italiane di moltissimi argentini), in particolare gli “noquis”, tra i piatti meno cari ma fra i più buoni. Fra i dolci come non menzionare il dulce de leche? una marmellata di latte che assomiglia al caramello molle. E’ buonissimo e gli argentini lo mettono dappertutto, a noi è piaciuto da morire il panqueque al dulce de leche…ne abbiamo comprato anche una confezione da far assaggiare agli amici in Italia.
In Brasile oltre alla carne, buona “quasi” come in Argentina, ci sono piaciuti la feijolada (fagioli bolliti con zampe, code e orecchie del maiale salati, costine, salsicce affumicate e carne di manzo secca), i salgados (frittelle salate di carne, pesce e formaggio) e soprattutto la frutta. In qualunque bar e lanchonete si possono trovare succhi di frutta fresca spremuti o frullati al momento. Si consumano al natural con zucchero o con ghiaccio. Sono buonissimi!!!La varietà dei frutti è infinita, si passa dal mango, alla papaya, sino a frutti a noi sconosciuti come l’acerola(che per inciso contiene 140 volte più vitamina C dell’arancia).
Quando sono mescolati al latte si chiamano vitamina, alcuni frullati sono preparati addirittura con le proteine in polvere…insomma un delirio!!!! Da menzionare anche il pao de queijo dei miniscoli panini ripieni di formaggio, il cocco ghiacciato e la caipirinha, economicissima e buonissima…

PERICOLI E SECCATURE
Nessuno sia in Argentina che in Brasile. A Buenos Aires, la situazione è molto tranquilla, abbiamo girato di notte e di giorno senza nessun problema. Certo trovarsi alla Boca alle 11 di sera non è il massimo della vita, ma anche in quel caso non ci è successo niente.
Capitolo Rio de Janeiro: prima di partire il classico terrorismo psicologico ci aveva preparati ad una specie di guerra…in realtà la città non mi è sembrata eccessivamente pericolosa e comunque non più pericolosa di altre città da noi precedentemente visitate (Caracas, Johannesburg, Il Cairo e Lima fra tutte). Certo è necessario comportarsi da viaggiatori responsabili e non da “turisti”, quindi utilizzando tutta una serie di precauzioni: noi per esempio lasciavamo nella cassetta di sicurezza dell’hotel le fedi, gli orologi, i passaporti e quant’altro potesse etichettarci come “turisti occidentali polli”. Giravamo con poco contante, un sacchetto di plastica (dove mettevamo videocamera e digitale)e con abiti semplici, leggeri e non griffati. Abbiamo preso autobus (anche di sera), girato per Av.Atlantica (anche di sera), senza mai avere l’impressione di essere in pericolo, ma il pericolo comunque c’è, le favelas sono a poche centinaia di metri dai luoghi turistici e per strada si vedono spesso ragazzini scalzi che girano senza una meta. Non avendo assistito ad alcun fatto violento, la nostra impressione è stata quella di una città tutto sommato tranquilla, ma i dati sulla criminalità di Rio, sono lì pronti a smentirci, quindi occhi aperti, ma niente paranoie…
Un annotazione sulle famose visite organizzate alle favelas di Rio: dopo averci riflettuto un sacco, alla fine, pur avendone il tempo, abbiamo deciso di non andarci. Siamo arrivati a questa conclusione facendo un semplice ragionamento: vi farebbe piacere se dei turisti stranieri straricchi venissero nel vostro quartiere di periferia a vedere come vivete nel vostro appartamento di 80mq e scattassero delle foto ai vostri figli che giocano a pallone per strada? A noi no, quindi, fatte le debite proporzioni, abbiamo deciso di non visitare queste enclaves di povertà all’interno di Rio, inoltre la visita è veramente carissima (40€ a pp.) e questi soldi non si sa dove vanno a finire…sicuramente una buona parte andrà nelle tasche di qualche trafficante della favela stessa…quindi no ai tour nelle favelas…poi ognuno ha una sua coscienza, quindi è libero di fare quello che vuole….

CLIMA
Ottimo!!!! 15 giorni di sole e temperature gradevoli…
Rio de Janeiro max 32° min 23°
Iguazù max 32° min 20°, qua attenzione all’umidità veramente altissima…110%

BAGAGLIO
Siamo partiti con due zaini da 70 litri, a posteriori anche la valigie sarebbero state un’ottima soluzione…

SALUTE
…la nota dolente…circa due settimane prima della partenza siamo venuti a conoscenza del fatto che a Rio de Janeiro era in corso un epidemia di Dengue che faceva circa 1100 nuovi infettati al giorno e aveva ucciso già 60 persone da inizio anno. Premetto che nel mio precedente viaggio in India (ottobre 2007)mi ero preso la dengue con ricovero a malattie infettive per 15 giorni ed ulteriori problemi post-ospedalieri. Quindi conoscendo molto bene la malattia e le inutili precauzioni che si possono prendere a riguardo(non esiste vaccino ne profilassi…)ero molto dubbioso se correre il rischio o meno (prendere una seconda volta la dengue aumenta le probabilità di prendere la forma emorragica e quindi di lasciarci le penne…). Dopo molte riflessioni abbiamo deciso di andare lo stesso a Rio ma di anticipare il volo per l’Argentina di 2 giorni, così da limitare il rischio e soprattutto di attuare tutte le precauzioni per non farci pungere dalla “Aedes Aegipty”: abiti chiari con maniche e pantaloni lunghi, litri di autan e aria condizionata a palla in hotel…a più di un mese di distanza dal nostro ritorno posso dire di avercela fatta, ma la situazione a Rio è tragica: i morti sono quasi 200, gli infetti migliaia ed è intervenuto anche l’esercito per montare delle tende da campo, in quanto gli ospedali erano al collasso, insomma una situazione tragica…anche in questo caso niente paranoie, ma attenzione!!! La dengue è una di quelle classiche malattie poco conosciute,per le quali si pensa sempre:”..esiste ma io non la prenderò mai, è impossibile che sia così sfigato…”, ecco, prima di andare in India io la pensavo allo stesso modo…….prima di prenderla, ovviamente!!!!!!


VOTI:
infine ecco le mie personalissime impressioni sui luoghi da noi visitati in questo viaggio:
LUOGO GIUDIZIO VOTO
RIO DE JANEIRO Semplicemente la “città meravigliosa” voto 9
-Corcovado Il panorama più bello del Mondo… voto 6.5
-Pan di Zucchero Viste mozzafiato voto 7
-Copacabana Turistica voto 6.5
-Ipanema Snob voto 7
-il centro Interessante voto 6.5
-Santa Teresa Folcloristico voto 7.5
-il Maracanà Mitico… voto 6.5
CIUDAD DEL ESTE (PARAGUAY) Sporca e caotica 5
PUERTO IGUAZU Tranquilla e a misura d’uomo 7.5
-Cacate del lato argentino Eccezionali…senza parole 9.5
FOZ DE IGUAZU’ Decisamente brutta… 4
-cascate del lato brasiliano fotogeniche 8

…e le 10 cose assolutamente da non perdere
-la vista di Rio dal Corcovado
-un tramonto all’Arpoador con una caipirinha in mano
-un giro sul bondinho di Santa Teresa
-bersi un cocco ghiacciato sul lungomare di Ipanema
-il tramonto al Pan di zucchero
-un caffè alla Confiteria Colombo
-un succo di frutta tropicale lungo la strada
-la vista, con annesso “bagno”, sulla Garganta del Diablo dal lato argentino
-passeggiare lungo i sentieri del parco di Iguazù fra coatì, pappagalli, tucani,ecc
-il giro in gommone sotto le cascate.

e le 10 da evitare
-innanzitutto “evitare” di prendersi la dengue….poi…
-il tour delle favelas
-girare Rio de Janeiro con Nike, Levi’s e Lacoste…
-andare a ballare all’Help
-girare la sera o nei giorni festivi nel centro di Rio
-aggirarsi per Copacabana in cerca di facili prede…(le prede sarete voi…)
-farsi organizzare le visite dalle agenzie(Corcovado, Maracanà, Pan di zucchero,ecc)
-alloggiare a Foz de Iguazù…100 volte meglio Puerto Iguazù( lato argentino)
-il parco das Aves
-Ciudad del Este

Buon viaggio a tutti…
Alberto e Cristina

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