13 Nov 2009, 17:23
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Passeggero  Età : 29 Sesso: Uomo Residenza: Milano Registrato dal: 24-04-07
Messaggi: 158
| L'Amazzonia in 4000 battute Ultimo giorno nella foresta. Difficile spiegare cosa si provi guardando per l’ultima volta il paradiso. Cerco di organizzare un pensiero. Come descrivere l’Amazzonia. Troppo grande, troppo diversa. Forse qualche spunto me lo darà il viaggio di ritorno verso Manaus. Il battello pubblico è rimasto bloccato per un problema a Barcelos. Sorrido quando Pedro mi dice che il guasto è sicuramente una scusa. “A Natale nessuno vuole lavorare”. Il cielo è scuro. Grosse nuvole nere minacciano pioggia. Pedro mi osserva pensieroso. “Tra qualche minuto dovrebbe arrivare Manù. Anche lui deve andare Manaus”. Un delfino rosa appare per un istante al centro del lago. “Sua moglie è scappata da lui circa un mese fa”. Punta il dito verso un punto all’orizzonte. “Eccolo. Quella è la barca”. Bene. Tra me e il mio aereo per Milano ci sono 400 Km di fiume da ridiscendere con una piccola lancia in alluminio e una guida emotivamente instabile. Il tempo di sistemare sotto un telo di plastica il mio zaino e comincia a diluviare. Pedro mi passa una vecchia mantellina azzurra piena di tagli e troppo piccola per me. Lo ringrazio. Sarà l’unico riparo dalla pioggia. Dopo circa 4 ore di navigazione mi volto verso Manù. Ci guardiamo. Entrambi battiamo i denti per il freddo. Impossibile proseguire in queste condizioni. La visibilità è minima e la lancia è piena d’acqua. Il diluvio cessa. All’improvviso il sole. Comincia a fare caldo. In un sacchetto il nostro pranzo. Due Pacù. Puzzano. Meglio evitare di mangiare pesce avariato dato che il primo ospedale è ad un giorno di viaggio da dove ci troviamo. Scorgiamo una piccola comunità. Passo dei soldi a Manù per comprare qualcosa da mangiare. “Prendo anche qualche birra?”. Perché no. Errore madornale. Lo vedo tornare con due casse di birra, due bottiglie di Cachaça e un pacchetto di biscotti. Lo fulmino con lo sguardo. Fino a sera beviamo parecchio e mangiamo poco. Ormai è buio. Decidiamo di proseguire anche di notte per recuperare il tempo perso durante il temporale. Sono stremato. Un fastidioso ticchettio mi sveglia. Sono le 2. Piove. Manù dorme beato sotto il telo di plastica tra le valige. Intorno alla barca ci sono dei fusti sottili e verdi. Non ci credo, siamo alla deriva in mezzo ad un canneto. Non ci sono cime a trattenerci, magari legate ad un albero. No Niente. Non c’è bisogno della torcia per distinguere gli occhi rosa dei caimani sopra il pelo dell’acqua. Addio sonno. Aspetto il giorno seduto come un buddha sotto la pioggia. Alle 5 ripartiamo. L’alba sul Rio Negro è uno spettacolo grandioso.
Un bel bagno mi rigenera. Dopo poco, altro imprevisto. Il motore fa un rumore strano. Si spegne. Siamo in balia di uno dei fiumi più grandi del mondo. La corrente, in questo punto, è forte. Non ci sono altre imbarcazioni cui chiedere soccorso. Issiamo il motore. Il problema è l’elica. La stiamo perdendo. Con i lacci dei pantaloncini di Manù risolviamo provvisoriamente il problema ma in queste condizioni è impossibile raggiungere Manaus. Arriviamo fino a Nova Airao da dove partono dei battelli alle cinque di quel giorno. Naturalmente arriviamo con un'ora di ritardo. Manù scoppia a piangere e ubriaco perso farnetica che non rivedrà mai più sua moglie. Cerco delle alternative. Scopro che l'indomani mattina alle 6.30 parte un autobus per la città. Ora l'unico problema è dove passeremo la notte, non siamo più nella foresta o sul fiume ma in una cittadina povera dove un bianco con enorme zaino da molto nell'occhio. “Un mio zio abita qui”. All'interno della piccola casa un continuo via vai di gente, per lo più giovani e bambini. C'è aria di festa. I preparativi per il Natale fervono. Persone gentili fissano la mia amaca nella stanza più grande. Circa 2 metri quadrati che fungono da salotto e camera da letto. Sono distrutto, cotto dal sole e affamato. Manù sparisce. Il mattino seguente lo trovo addormentato sul pavimento. Puzza d’alcol. La sera della vigilia di natale. Finalmente Manaus. Auguro a Manù di riuscire a riconquistare la moglie. Gli consiglio di non bere. Per tutta risposta mi chiede del denaro per un taxi. E’ una palla e lo so. Gli do 10 reais e lo saluto. Ecco questa è l’Amazzonia. | . | | | | Mi sento preparato su: Amazzonia, Ghana, Rajasthan. | |
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