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  • 1 Post By RICAFF

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Vecchio 07 Jul 2009, 15:07   #1
 
L'avatar di Norman Wells
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predefinito Mal di montagna (AMS)


Il mal di montagna (AMS o acute mountain sickness per gli anglosassoni) è una condizione patologica causata dal mancato adattamento dell'organismo alle grandi altitudini. Generalmente si verifica al di sopra dei 2.500 metri slm. Si tratta di una condizione minacciosa che se non trattata può essere anche letale. (fonte Wikipedia)

Fermo restando che è bene andare comunque dal proprio medico, mi chiedevo quali precauzioni abbia preso chi ha avuto modo di viaggiare a grandi altitudini, per esempio in Sud America (Bolivia, Perù, ...) o nella zona dell'Himalaya (Tibet, Nepal, ...).

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Vecchio 07 Jul 2009, 15:57   #2
 
L'avatar di Serena C.
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predefinito Re: Mal di montagna (AMS)


Io sono stata in Ecuador e se vedrai, Quito (sulla catena andina a 2.850 m di altezza), come il Cotopaxi o altri vulcani, sono belli altini. L'unica precauzione che abbiamo preso è stata quella di fermarsi 4 giorni a Quito per acclimatarsi ma se devo essere sincera nessuno di coloro che erano in viaggio con me ebbe dei problemi, e tranne uno che è nel soccorso alpino, nessuno di noi frequenta montagne...tanto meno alte
Guarda un pò qua a quanto metri eravamo:
Click the image to open in full size.

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Next Trip:giugno 2012 in barca a vela alle Baleari;settembre 2012 ritorno a Seattle e Canada.
Last Trip:Gennaio 2012 Thailandia II tempo,Ponte 8 dicembre Mercatini di Natale;Settembre 2011 Marocco;Luglio 2011 Minorca;Marzo 11 Parigi;Dic 10 Salisburgo Ago/Set '10 Parchi Usa Ovest;Maggio 10 Miami-Bahamas-New Yorki

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Vecchio 20 Jan 2010, 07:11   #3
 
L'avatar di navyonepal
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predefinito Acclimattarsi bene


La cosa migliore é proprio prendersi tempo per lasciare al corpo il tempo di ciu ne ha bisogno per acclimatarsi all'altitudine.

Quindi: andare con calma, andare non troppo veloce in alto, bere acqua.

Alcuni consigliano medicinali (Diamonix o Viagra per esempio) per "prevenire" o "acclmatarsi più velocemente". Su questo argomento ci sono molte discussioni, ma consiglio io (che vivo da vent'anni in Nepal) di preferire acclimatarsi con il passo lento e andare gradualmente in alto.

Sopratutto all'inizio è importante fare con calma, anche perché cosi il corpo "impara" che si sale.

Navyo






Originariamente inviata da Norman Wells Visualizza il messaggio
Il mal di montagna (AMS o acute mountain sickness per gli anglosassoni) è una condizione patologica causata dal mancato adattamento dell'organismo alle grandi altitudini. Generalmente si verifica al di sopra dei 2.500 metri slm. Si tratta di una condizione minacciosa che se non trattata può essere anche letale. (fonte Wikipedia)

Fermo restando che è bene andare comunque dal proprio medico, mi chiedevo quali precauzioni abbia preso chi ha avuto modo di viaggiare a grandi altitudini, per esempio in Sud America (Bolivia, Perù, ...) o nella zona dell'Himalaya (Tibet, Nepal, ...).
 


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Vecchio 20 Jan 2010, 08:21   #4
 
L'avatar di Mononeurone
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Il mal di montagna varia da soggetto a soggetto e da zona a zona, e sopratutto che quota e permanenza.
Fermo restando che non esiste una cura l'unica soluzione è la prevenzione, cioè l'acclimatamento o la salita discesa veloce.
lasix e company non sono altro che vasodilatatori, il lasix in particolare serve ad espellere liquidi, a far pipì insomma. Infatti la ritenzione idrica può essere un sintomo del male. ma qualsiasi vasodilatatore può alleviare i sintomi, anche l'aspirina. Bisogna però tenere presente che alleviare i sintomi significa non percepire più l'aggravarsi della situazione, che può portare a conseguenze anche gravi.
Cosa fare: oltre all'acclimatamento, bere molti, ma molti liquidi caldi, stare caldi, alimentazione leggera, cioè impegnare meno sangue possibile per la digestione, riposo. Fa bene l'arnica montana, che si trova in qualsiasi farmacia omeopatica e il mate di coca.
L'acclimatamento andrebbe fatto prima di partire possibilmente.

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Viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinario a favore del caso, la rinuncia del quotidiano per lo straordinario, deve essere strutturazione assolutamente personale alle nostre convinzioni.

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Vecchio 20 Jan 2010, 09:20   #5
 
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Concordo.

Solo l'acclimatamento é difficile fare prima del viaggio, se questo include elevazioni che vanno oltre il possibile dove ci si vive.

Per questo è importante fare i primi passi con calma e pochi dislivelli (in alto), coiè non oltre i 3-500 metri al di e poi tenere quelche gironata di riposo in mezo.

Navyo

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Vecchio 25 Jan 2010, 15:05   #6
 
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Concordo, anche io mi sono sentito ripetere che il ritmo "ideale" per la salita sarebbe sui 300 metri di dislivello al giorno (e poi non lo fa nessuno).

Una cosa che invece si fa spesso e' pernottare ad una quota di qualche centinaio di metri inferiore alla massima raggiunta durante la giornata.

Ma come ha detto Mononeurone: fare tantissima attenzione all'idratazione, al livello di sforzo, ad evitare insolazioni o ipotermia.
E se il mal di testa o la nausea sono troppo forti o troppo insistenti, l'unico rimedio e' scendere di quota (velocemente!)

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The Voyager1 spacecraft is the farthest man-made object from Earth; as of January 4th, 2012, Voyager1 is about 17.856 billion km from the Sun.
Radio signals from Voyager 1 take 16.12 hours to reach the Earth.
Voyager 1's current relative velocity to the Sun is 61400 km/hr: 73600 years would pass before reaching the nearest star, Proxima Centauri, were the spacecraft travelling in that direction.

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Vecchio 25 Jan 2010, 16:00   #7
 
L'avatar di Mononeurone
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Originariamente inviata da Voyager 1 Visualizza il messaggio
Concordo, anche io mi sono sentito ripetere che il ritmo "ideale" per la salita sarebbe sui 300 metri di dislivello al giorno (e poi non lo fa nessuno).

Una cosa che invece si fa spesso e' pernottare ad una quota di qualche centinaio di metri inferiore alla massima raggiunta durante la giornata.

Ma come ha detto Mononeurone: fare tantissima attenzione all'idratazione, al livello di sforzo, ad evitare insolazioni o ipotermia.
E se il mal di testa o la nausea sono troppo forti o troppo insistenti, l'unico rimedio e' scendere di quota (velocemente!)
 


Non credo esista un ritmo ideale, il top è salire e scendere, ma vale la pena solo se si sale oltre quote over alpi, altrimenti non ne vale la pena.

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Vecchio 15 Jul 2011, 17:09   #8
 
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mi stavo documentando su un possibile mal di montagna in Tibet visto che la mia prossima vacanza sarà in Nepal volevo, se possibile (frontiera ancora chiusa) fare un giretto in Tibet ma mi spaventa questa cosa della sicurezza del viaggio e la paura di avere dei problemi fisici per l'alta quota.

il viaggio sarà organizzato sicuramente da una agenzia locale, non è possibile andare in Tibet da soli, e quindi mi faranno salire piano piano?? qualcuno ha già avuto esperienze di questo tipo??

grazie

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Vecchio 15 Jul 2011, 17:30   #9
 
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Io sarei dovuto andare in Tibet a giugno, poi il viaggio è stato annullato (all'ultimo momento, eravamo già all'aeroporto) perchè le autorità cinesi hanno bloccato i permessi per il Tibet ai turisti occidentali. Andremo ad ottobre.
Prima della mancata partenza ho letto molto sul mal di montagna. L'idea che mi sono fatto è che non è possibile prevederlo (può capitare all'improvviso anche a gente abituata ad andare spesso ad altitudini elevate e che non ne ha mai sofferto), valgono i consigli generali già scritti in precedenza: acclimatazione graduale, salire ma poi dormire a quote più basse, bere molto, non mangiare tanto, attenzione agli sforzi nei primi giorni.
Io sono stato molti anni fa in Perù, arrivando anche ai 4.000 metri. I primi giorni ho avuto un gran mal di testa (però ce l'ho talvolta anche a Roma) ma null'altro, mia moglie niente.
Il viaggio in Tibet che avremmo dovuto fare prevedeva di arrivare inizialmente intorno ai 3.500 metri e poi fermarsi per tre giorni a quella quota.
In ogni caso avevo (e avrò anche a ottobre) un bel po' di Diamox appresso. Da quello che ho letto sembra il rimedio migliore (ovviamente per i casi leggeri), qualcuno consiglia anche di prenderlo in dosi dimezzate a scopo preventivo.
A pallinaprecisina piace questo post.

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Riccardo

Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati."Ryszard Kapuscinski, In viaggio con Erodoto

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Vecchio 15 Jul 2011, 17:54   #10
 
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Potrei comprare Diamox per sicurezza, hai ragione, è difficile da dire... speriamo solo non capiti!! più che altro io soffro di mal di testa anche qua in italia :(

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Vecchio 15 Jul 2011, 18:08   #11
 
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Non potevo mancare! Il mal di montagna, fortunatamente in dosi lievi e curabili, è la mia bestia nera da che pratico le alte quote.
Premessa fondamentale: è bene differenziare la tipologia di viaggio in alta quota e quindi lo sforzo fisco eventuale. Se si viaggia con mezzi meccanici e non si prevedono trek anche di lieve entità è bene evitare movimenti bruschi, non sollevare pesi, muoversi lentamente, alla bradipa maniera. Bere molto è sempre consigliabile, dormire a quote un pò più elevate di volta, riposando un giorno ad una quota prestabilita, più o meno sotto i 1000/1500 mt del punto massimo cui si arriva. In genere le agenzie di viaggio tengono conto di queste necessità ma se si viaggia alla fai da te bisogna stabilire una serie di tappe che possono fare la differenza. In caso di trek impegnativo o scalata la faccenda cambia radicalmente e si entra nello specifico. In base alla mia esperienza pianifico io stessa la fase di "acclimatazione" perchè so di avere bisogno di più tempo per risolvere i problemi dati dalla quota. Ma questo si "impara" solo con l'esperienza.
Seconda premessa: il mal di montagna è come la livella, non conosce differenze sociali o fisiche. Può insorgere anche nel fisico più allenato così come non insorgere mai o a sorpresa. Ho visto un giapponese sul Khala Pattar (5545 mt) che fumava la sua ennesima sigaretta alla facciaccia mia e del mio vomitino stabile.
Tenuto conto di ciò appoggio caldamente i consigli di cui sopra, l'idratazione in primis. Bere molto in quota è difficile ma si può risolvere con tante zuppe e bevande calde (un consiglio? se non sopportate il the portate da casa bustine di tisane e beveroni vari, aiutano a differenziare). Ah, niente alcool!
Diamox: le scuole di pensiero sono molte. C'è chi dice che previene e chi no. Per esempio sull'Aconcagua i medici lo vietano perchè disidrata in fretta. Io in genere ne prendo una mezza pastiglia la sera dopo i 4000 mt e, in caso di dolori di testa e nausea anche una mezza la mattina. E poi ibuprofene per il mal di testa, paracetamolo e aspirina. Se i sintomi passano gradatamente con il "lento andare" e con i pastiglioni allora si prosegue. Se invece si acutizzano (difficoltà respiratorie, sibilo polmonare, nausea e vomito continui, disorientamento, problemi alla vista) allora si deve letteralmente scappare e scendere di quota.
Conoscersi bene e saper interpretare i sintomi è poi fondamentale, fa la differenza ma è parecchio difficile. Però si impara, garantisco!

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Antonia
Sentieri Africani sezione montagna

nel mio dialetto:
"Viagiare descanta. Ma chi parte mona, torna mona!"

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Vecchio 15 Jul 2011, 18:17   #12
 
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Sinceramente di queste virtù miracolose non ne ho mai avuta testimonianza pur frequentando l'ambiente degli alpinisti per diverso tempo. nemmeno ne ho mai fatto uso. Confermo che il mal di testa da quota è simile al "grappolo" con la differenza che si può, almeno nel mio caso solo stare sdraiati ed immobili. Alle quote fra i 3 e 4mila è comunque difficile, se non ci sono patologie già in corso, avere effetti gravi. Generalmente sparisce fra le 12 e 36 ore. Comunque dai un'occhiata qui.

http://www.viaggiavventurenelmondo.i...20montagna.pdf

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Vecchio 15 Jul 2011, 20:42   #13
 
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E' uno di quelli dove avevo letto i consigli sul Diamox

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