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Vecchio 14 Oct 2009, 13:10   #3
 
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Iafet
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predefinito Siamo sicuri che sia davvero per tutti?


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Dolly scrive:

«Attenzione...il turismo accessibile non è un "potenziale mercato" da tenere in cosiderazione.... anzi il turista con diverse abilità è un cliente come tutti gli altri, solo con esigenze sue peculiari da rispettare! Altrimenti rischiamo di "ghettizzare"! Vi assicuro che esistono viaggiatori con esigenze di ogni tipo e le compagnie aeree, gli hotel, le agenzie che organizzano le escursioni, i transferisti e tutti gli addetti al turismo seri e professionali si sono attrezzati per far fronte ad ogni evenienza. »
 

Siamo sicuri che sia davvero così? Siamo sicuri che tutti quanti possano permettersi offerte di viaggio super personalizzate? E ancora... siamo sicuri che in un viaggio organizzato TUTTI i passaggi siano davvero strutturati in modo da poter rispondere alle persone con particolari esigenze?
Mi spiego meglio: dopo aver sentito vari racconti di viaggio posso affermare con ragionevole certezza che uno degli ostacoli principali per i viaggiatori con disabilità (e non solo) è essenzialmente uno: la scarsa disponibilità di denaro. Sai che novità, penserete, questo è un problema anche per chi non ha particolari esigenze!
Eppure il punto è proprio questo: chi dispone di ingenti somme non ha problemi a farsi arrivare alle Maldive i pannolini dal Sudafrica, oppure ad usufruire pur essendo in sedia a rotelle di una bianca, meravigliosa ma inaccessibile spiaggia di un atollo polinesiano. Insomma, chi ha i soldi può scegliere la massima personalizzazione possibile del proprio pacchetto-viaggio. È vero che alberghi, compagnie aeree e agenzie di viaggio possono soddisfare ogni tua esigenza, ma solo se te lo puoi permettere... E non è questa già una forma di discriminazione? Una discriminazione "economica"?

E ancora: chi può garantire con assoluta sicurezza ad un viaggiatore in sedia a rotelle diretto in Messico che, una volta sceso dall'aereo e preso alloggio in una stanza totalmente accessibile potrà però fare l'escursione dei suoi sogni a Chichén Itzá su un mezzo attrezzato?
Con questo voglio dire che anche nella vacanza accessibile meglio organizzata un passaggio, un anello della catena, spesso e volentieri può non funzionare. Ma questo non è un "danno collaterale" di poco conto, bensì un problema grave che può rovinare un intero soggiorno!
Ecco perché penso che i gruppi-vacanza per turisti disabili e con esigenze particolari - cosa c'è di male nel creare, ad esempio, un gruppo vacanze Maldive per famiglie con neonati al seguito - non siano ghettizzanti, ma anzi aiutino a superare meglio tante piccole eppure fastidiose difficoltà che si possono incontrare, offrendo un servizio adatto e a costi contenuti: tornando all'esempio dei pannolini inviati alle Maldive dal Sudafrica, sicuramente è un servizio meno costoso se fatto per 5 bambini anziché uno solo!
Attenzione, però: i gruppi devono essere comunque misti, non devono essere formati SOLO da persone con esigenze particolari... Sennò lì sì che si crea la ghettizzazione!

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  Mi sento preparato su: Norvegia, Lisbona, Irlanda, Francia, Germania

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